Albo d'oro Caduti del Lazio nella prima guerra mondiale 1915 - 1918


II REGGIMENTO BERSAGLIERI

(Battaglioni II, IV, XVII e II Ciclisti)

Mostrina

Sede dei reggimenti in pace: Roma

Distretti di reclutamento: Ancona, Como, Genova, Macerata, Napoli, Pavia, Varese, Verona.

Distretti di mobilitazione: Aquila, Caserta, Frosinone, Gaeta, Roma, Potenza.

 

All'inizio della guerra poiché il II battaglione è dislocato in Libia, il reggimento costituisce un II bis che il 5 gennaio 1916 assume la numerazione di LIII.

 

anno 1915

anno 1916

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Anno 1915

Battaglioni II, IV, XVII

Il reggimento, dopo aver costituito un nuovo battaglione, il II bis, in sostituzione del II dislocato in Libia, parte a scaglioni da Roma il 31 marzo e si trova riunito, all'inizio delle ostilità, nella conca di Gosaldo alla dipendenza della 15a divisione.
Il 24 maggio, iniziatasi l'avanzata delle nostre truppe, occupa i villaggi di Mis e di Sagron e, giunto al passo di Cereda, si rafforza. Il giorno successivo, mentre il XVII battaglione rimane ivi in riserva, il IV ed il II bis vanno rispettivamente a prendere posizione sul Dalaibol e sulle pendici nord di Sasso Padella.
Occupa il 5 giugno la stretta di Siror, dopo alcuni spostamenti necessari per proteggere la conca di Primiero da eventuali azioni controffensive del nemico, il 2° bersaglieri si stabilisce sulla linea di M. Cimerlo - sorgente fondo val Cismon - forcella di Calaita - Col Santo, ove non ha che qualche piccolo scontro di pattuglie.
Il giorno 12, rilevato dal 58° fanteria, si trasferisce nella zona Mezzano - Imer - Gobbera; ai primi di luglio si porta a Primolano poi per ferrovia a Rocchette. Il 7 è ad Arsiero.
Passato alla dipendenza della 9ͣ divisione, sostituisce, tra il 7 e l'11, il 72° reggimento fanteria nella zona di M. Campomolon - M. Toraro - M. Gusella - M. Maggio provvedendo a completarvi i lavori di rafforzamento.
Il 1° agosto è nella valle Campoluzzo ed il 20 riceve ordine di conquistare q. 1823 contro la quale, il 18, è già fallito un attacco del battaglione alpini Vicenza.
Il IV battaglione durante la notte stessa, iniziando la sua marcia da Termine N° 20 e da M. Maggio, si lancia sulla ridotta nemica ubicata sulla quota riuscendo, nonostante la viva reazione dei difensori ed il violento fuoco dell'artiglieria di Doss del Sommo, ad impadronirsene.
Avuta poi notizia da pattuglie in ricognizione che la q. 1749 è sgombra v'invia un riparto a presidiarla.
Nella giornata medesima parte del XVII battaglione partecipa ad un attacco contro il M. Coston.
Il 25 il IV s'impossessa, con bello slancio, del M. Maronia (q. 1705) e, quantunque l'avversario, sostenuto da intensi e ripetuti bombardamenti avanzando a gruppi, cerchi di circondarlo per farlo cadere, lo conserva saldamente.
Nel mese di settembre procedendosi alle operazioni per l'isolamento del M. Coston, ormai per lotte precedenti quasi completamente circondato, il 2° bersaglieri è chiamato a concorrervi in unione alla "Novara".
Durante le prime ore del 22, mentre riparti della brigata avanzano a nord in direzione di valle Fonda, il XVII battaglione occupa Malga Pioverna Alta ed il II bis spinge i suoi posti avanzati ad occidente di questa quota. A sera, dopo che un contrattacco nemico è stato brillantemente respinto, l'azione, in seguito ad una sosta delle truppe della "Novara", viene sospesa. Ripresa qualche ora più tardi, il presidio di M. Coston ormai completamente investito e nella impossibilità di resistere ulteriormente, cede lasciando in nostra mano numerosi prigionieri.
Col procedere della lotta nel pomeriggio del 23, riparti del 2° bersaglieri prendono collegamento con quelli della "Novara" al di là di M. Coston, mentre dalle linee nemiche che si trovano lungo il contrafforte ovest di valle Fonda si sviluppa furioso ed ormai inutile il fuoco delle mitragliatrici.
Il 3 ottobre, dopo che l'avanzata dei nostri sull'altopiano di Folgaria ha fatto indietreggiare l'avversario oltre l'antico confine, il V corpo d'armata deve svolgere la sua azione contro l'orlo settentrionale della conca di Milegna.
IL 2° bersaglieri, rinforzato dal battaglione alpini Vicenza, è incaricato di tenere saldamente M. Maronia e Costa d'Agra e di avanzare nel contempo da sud con alcuni suoi riparti in direzione del Plaut e di Malga Pioverna Alta.
La "Novara", invece, deve puntare tra Malga Pioverna Alta e q. 1653 per attaccare di rovescio le posizioni avversarie.
All'alba, dopo alcune ore di tiro preparatorio delle artiglierie, riparti del IV battaglione, apertisi varchi nelle difese accessorie nemiche poste tra vall'Orsara e q. 1685, riescono a mettere piede nelle trincee di quest'ultima. In pari tempo il II bis, dopo aver avanzato in direzione nord-ovest con obiettivi Bocca di vall'Orsara, q. 1719, muove all'attacco. Il ben aggiustato tiro avversario di fucileria e di mitragliatrici batte però il battaglione sì duramente che, dopo reiterati ed inutili tentativi e dopo aver subito perdite ingenti, è costretto a ripiegare.
Il suo insuccesso ed il mancato appoggio della "Novara" e del XVII battaglione che frattanto hanno potuto ottenere solo esigui vantaggi, influiscono sulla caduta di q. 1685: infatti il nemico durante la notte, mettendo a profitto la sua perfetta conoscenza dei trinceramenti, con ripetuti attacchi avvolgenti preceduti da intenso fuoco di artiglieria e da lancio di gas asfissianti riesce a scacciare i valorosi difensori.
Dopo breve stasi, dovuta alle cattive condizioni metereologiche, l'azione viene ripresa il giorno 7 ottobre. Nelle ore pomeridiane, il IV battaglione riconquista q. 1685 ed il II bis si spinge in direzione di q. 1719; l'attacco procede lentamente perché ostacolato dal violentissimo fuoco dell'avversario e benché più volte ripetuto sempre viene respinto.
Avendo intanto la "Novara", a sua volta, iniziato una energica offensiva, il XVII battaglione, già in movimento per assecondarla, dà nuovo impulso al suo attacco che viene però presto arrestato dagli effetti micidiali delle mitragliatrici e dalle numerose difese accessorie abilmente disposte sul terreno.
Più tardi, non essendo stato possibile alle altre truppe del settore di raggiungere i loro obbiettivi anche la q. 1685 viene abbandonata e l'azione languisce dappertutto.
Dopo altri inutili tentativi, nel pomeriggio dell'8 ottobre, le operazioni sono sospese ed i riparti prendono le opportune misure per salvaguardare il poco terreno a prezzo di tanto sangue conquistato.
Tra il 10 e il 13 ottobre, il 2° bersaglieri passa in seconda linea dislocandosi nella valle Campoluzzo a Malga Campo Asaron - Malga Campoluzzo Inferiore e Malga Campoluzzo di Mezzo. Vi rimane fino al 19, giorno in cui, proseguendosi da parte del V corpo d'armata l'azione contro l'orlo settentrionale della conca di Milegna, è trasferito in valle Culazzo e messo a disposizione del 79° fanteria. Il suo II bis viene fatto avanzare a nord di Malga Piovernetta, in direzione di q. 1685, per svolgere un'azione dimostrativa a protezione del fianco sinistro delle colonne attaccanti Bocca vall'Orsara.
Il 20, il IV battaglione raggiunge la conca ad ovest di q. 1759 ed il giorno seguente, passato a disposizione della "Milano" va ad addossarsi alle pendici sud di M. Coston; il XVII che ha subito la stessa sorte entra in linea col 160° fanteria.
Il 24 ottobre un gruppo tattico formato con i battaglioni IV e XVII e con riparti del 159° fanteria appoggia l'azione che la 35a divisione svolge in direzione del Forte Belvedere; l'aggressivo contegno dei riparti non ottiene però il meritato compenso. Il IV battaglione subisce perdite rilevanti.

Dopo le aspre prove subite il reggimento ridiscende il giorno seguente nella valle di Campoluzzo e vi rimane fino al 24 novembre per riorganizzarsi e temprarsi alle prossime lotte. Tra il 25 ed il 2 dicembre, si trasferisce per S. Giorgio a Marostica.

 

II Battaglione Ciclisti

Iniziatasi la campagna, il II ciclisti, il 30 maggio lascia Roma diretto in ferrovia alla volta di Bassano Veneto ove giunge il 1° giugno.
Assegnato alla 4a armata, parte il 19 per Belluno accantonando a S. Gervasio; va poscia a Vittorio Veneto - Ponte nelle Alpi - S. Giustina per servizio di sorveglianza delle retrovie.
Il 27 giugno di nuovo è riunito a Belluno, che lascia per ritornare a Bassano Veneto.
Sullo scorcio del luglio è successivamente a Codroipo ed a S. Stefano, ove rimane fino ai primi di ottobre.
Si trasferisce in seguito a Capriva, a Manzano ed a Spessa ed il 4 novembre è inviato temporaneamente a Cerovo Dol a disposizione della 11a divisione.
In questo periodo si costituisce con i battaglioni ciclisti II, VI e IX un gruppo tattico che il 13 novembre raggiunge Pri Fabrisu. Due giorni dopo, il battaglione è a Capriva da dove fa ritorno, il 18, nei pressi di Cerovo Dol, quale riserva del VI corpo d'armata che opera contro la fronte Oslavia - Lucinico.
Il 18 novembre passato a disposizione della 11ͣ divisione si sposta di nuovo a Pri Fabrisu ed il 20 riceve ordine di raggiungere le posizioni occupate da riparti del 35° fanteria davanti a q. 133; ha compito di sorvegliare le provenienze del vallone del Peuma.
Due sue compagnie tentano, il 24, d'inoltrarsi in fondo valle sotto q. 127 e di fronte q. 133, ma senza riuscirvi per la resistenza opposta dai difensori. Il giorno seguente il battaglione, che dipende dalla brigata Lombardia, attacca le posizioni "Selletta" - q. 133.
Iniziatosi il movimento riesce a progredire di poco a causa del violento fuoco nemico che produce forti vuoti nelle file. Numerosi ufficiali cadono ed ogni sforzo è inesorabilmente stroncato.
A sera i resti si trasferiscono sul versante occidentale del costone di Oslavia.
Il 26, il battaglione partecipa di nuovo alla lotta e, mentre una compagnia sfila per un varco aperto nei reticolati di fronte alle case di Oslavia, le altre, frammiste a riparti del 73° fanteria, avanzano in direzione del costone di q. 133.
Occupate alcune trincee, il battaglione si lancia animosamente fin dentro i ruderi di Oslavia combattendovi strenuamente fino a sera, allorché sostituito da altri riparti si porta, prima nel vallone di S. Floriano e ad ovest di Cerovo Dol, poi a Manzano ed a Buttrio (12a divisione) per ricostituirsi.

 

 

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Anno 1916

Battaglioni II, IV, XVII

Il nuovo anno porta un'innovazione nel reggimento: il 5 gennaio il suo battaglione II bis diventa LIII.
Il 2° bersaglieri, il 22 dello stesso mese passato a disposizione della 15a divisione, seguendo l'itinerario Bassano - Cismon si porta il 28 a Fonzaso, poi per Imer, Fiera di Primiero, Siror raggiunge ed occupa le posizioni del sottosettore Vanoi - Cismon.
Il 1° febbraio riparti dei battaglioni XVII e LIII compiono una piccola riuscita operazione, occupando alcune posizioni avanzate sul costone occidentale di val della Vecchia e presso il caseggiato di Valmesta.
Nel mese di marzo, dopo aver sofferto dolorose perdite per la caduta di grosse valanghe, sostituito dal 13° bersaglieri, lascia il Trentino per raggiungere la fronte della 2a armata. Si trasferisce prima a Feltre e poi a Cividale ove giunge il 29. Tra detto giorno ed il 2 aprile si disloca nella zona Serpenizza - Saga - Pluzne a disposizione della brigata Aosta e nella seconda quindicina di aprile va a presidiare le posizioni del sottosettore Ravnilaz - q. 700 - q. 900.
La sera del 28, dopo un violento bombardamento delle trincee del Ravnilaz occupate da riparti del LIII battaglione, la fanteria nemica avanza decisamente, ma i nostri, fermi al loro posto prima, contrattaccano poi con tanto slancio ed ardimento che l'aggressore viene presto completamente rigettato.
Il 10 maggio, il IV battaglione partecipa all'attacco di M. Cukla in sostegno dei riparti alpini colà operanti.
Messo il reggimento alla dipendenza del settore Saga, nella notte sul 25 il suo comandante assume la difesa del sottosettore sinistra Isonzo; il IV battaglione si trasferisce nel trincerone dello Slatenik, il LIII a Jama Planina e basso Slatenik, il XVII a Serpenizza e quivi si alternano in frequenti turni di linea e di riposo.
Il 16 agosto il LIII, passato alla 3a divisione (Plava), attacca il M. Kuk con slancio esemplare e spirito di sacrificio senza peraltro poter assolvere al difficile compito; il 26 rientra al reggimento.
Il IV, il 16 del mese successivo, viene impiegato in un'azione offensiva contro le posizioni della linea Rombon - Ravnilaz. Anche questa volta l'azione ha esito sfavorevole.

Trascorso un breve periodo di riposo, che va dal 6 al 29 novembre nei baraccamenti di Berzova, il 30, il 2° bersaglieri torna nelle linee precedentemente occupate.

 

 

II Battaglione Ciclisti

Il 15 gennaio il battaglione è di nuovo chiamato a prestare il suo concorso in un'azione su Oslavia contro cui agiscono ingenti forze nemiche.
Giunto a Subida, ivi lasciate le macchine, si trasferisce a Valerisce, muovendo poi lungo il vallone dell'Acqua ove viene improvvisamente a trovarsi a contatto col nemico. Dopo lieve scontro, va ad appostarsi lungo le pendici occidentali delle colline di Oslavia.
Il mattino seguente attacca la trincea che trovasi tra i "Ruderi" di Oslavia e la sinistra della "Selletta" ma il suo slancio è arrestato dalla pronta reazione avversaria ed esso ripiega ordinatamente presso q. 115.
A sera il comando del gruppo ciclisti, del quale il battaglione fa parte, riceve ordine di conquistare i trinceramenti della "Selletta". Il II sfila per primo, lungo il vallone dell'Acqua e, seguito dal VI e dal IX, riesce a penetrare nelle opere nemiche dilagando oltre; inizia poi febbrilmente il lavoro di rafforzamento del terreno conquistato.
Dopo essere stato di nuovo impiegato il 24 ed il 25 gennaio, si trasferisce col gruppo a Buttrio ed a Manzano, da dove nei mesi successivi è chiamato in rincalzo sulla fronte del corpo d'armata (VI) ma senza sostenervi alcun combattimento e senza spingersi oltre Cerovo Dol.
Nell'aprile va a sistemarsi a difesa nelle trincee di Villa Fausta. Nei primi di maggio torna a Manzano ed il 19 riceve ordine di portarsi sull'altopiano d'Asiago per concorrere alla nostra controffensiva.
Raggiunto Castelfranco Veneto e Vicenza, il 22 è a Turcio e Cesuna ed il giorno seguente, messo a disposizione della 34a divisione, viene inviato verso le posizioni di M. Meatta - Roccolo del Lino per parare alla minaccia che si pronuncia da val Galmarara e da val di Nos. Ma, arrivato insieme col XII ciclisti sulla strada di val Galmarara, riceve ordine di raggiungere M. Zebio e Bocchetta di Portule, mentre il VI ed il VII ciclisti tenderanno allo stesso obbiettivo, risalendo il M. Meatta.
Passata la notte a C. Giardini, il 24, il II ciclisti prosegue per M. Zebio e verso la testata di val Galmarara.
Giunto a Bocchetta di Portule la trova fortemente presidiata mentre un intenso fuoco d'interdizione inibisce l'uso della strada rotabile, unica arteria di comunicazione. Nel frattempo i due battaglioni (VI e VII), risalito il M. Meatta, aggirati dal nemico già padrone della val d'Assa, vengono assaliti e decimati.
La stessa sorte incombe sul II ciclisti, che per evitarla si porta per la valle Galmarara nei pressi di Cima Arsenale.
Durante la notte sul 27 gli viene ordinato di attaccare Cima di Campo Verde, ma la mancanza di guide e l'asprezza del terreno coperto di neve, ancora alta, riducono l'azione ad una semplice estenuante fatica.
Tornato il mattino dopo nei pressi delle posizioni di partenza, il battaglione è attaccato da forze preponderanti; resiste l'intera giornata, poi a sera si disimpegna riportandosi sul rovescio di M. Zebio dove si stanno consolidando le nostre nuove linee.
Il giorno 29 va ad occupare le alture ad est della strada Asiago - Bocchetta di Portule a protezione delle brigate Lombardia e Catanzaro ripieganti su Gallio: si porta poi sul M. Ferragh.
Il 30 è a Turcio ed il giorno seguente nelle trincee di cima Echar.
Raggiunta il 1° giugno Zaibena ivi lavora per la sistemazione del settore che sbarra val Frenzela.
Generosamente, senza economia di sangue e di vite, si prodiga in lotte convulse, scrivendo una bella pagina di storia che gli fa meritare la medaglia d'argento al valore militare.
Fino al 26 giugno combatte per la conquista del Bosco Le Fol e per portare la linea più avanti verso Stenfle, poi, dopo che l'ondata avversaria è stata arginata, scende a Bassano ed a Sasso di Asiago ove è messo a disposizione del comando truppe altopiani (28a divisione).
Viene in seguito inviato presso Stoccareddo, a disposizione del genio per cooperare alla costruzione della strada Sasso - Stoccareddo - il Buso - Ronchi.
Il 9 agosto, caduta Gorizia, partendo da Case Grulli di Sasso, il battaglione raggiunge per via ordinaria Castelfranco Veneto; l'11 per ferrovia è ad Udine ed il giorno seguente a S. Lorenzo di Mossa, a disposizione della 3a divisione di cavalleria.
Si ammassa il 12 a nord di M. Fortin e raggiunge rapidamente la strada Boschini - Rubbia spingendosi fino al bivio a sud di Pec per prendere contatto con le truppe che operano verso le quote 212 e 193. Spostatosi in seguito ad ovest di Pri Grabei e messo a disposizione del 74° fanteria, viene impiegato lungo il declivio che è tra q. 212 - Sapnisce - Pri Grabei. Avendo l'avversario desistito dal suo proposito, il battaglione fa ritorno alla posizione di partenza.
Nei giorni 13 e 14 agosto prende parte con la "Lombardia" all'attacco delle posizioni di S. Grado di Merna, avanzando risolutamente malgrado il violento fuoco d'infilata proveniente dal Nad Logem.
Il giorno seguente va ad accantonarsi a S. Lorenzo di Mossa ed in seguito raggiunge Galliano per ricostituirsi.
Il 30 agosto, unitamente al IX ciclisti, si trasferisce a Gorizia a disposizione del comando di quella piazza destinato a lavori di fortificazione.
Vi costruisce, lavorando giorno e notte sotto continui bombardamenti, tre linee di resistenza che, partendo da Pri Mosto sull'Isonzo, per il Cimitero di Grazigna - Castagnevizza, arrivano fino alla strada di Ajsovizza.
Durante la nostra offensiva dell'autunno è alla dipendenza dell'VIII corpo d'armata, ma non viene impiegato.

 

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Anno 1917

Battaglioni II, IV, XVII

Durante l'inverno 1917, il reggimento, alla dipendenza della 50a divisione, si trattiene ancora nel settore Cezsoca manifestandovi la propria attività bellica con intenso movimento di pattuglie. Il 13 giugno, sostituito dal 212° fanteria, si trasferisce nella zona Kuntri - Berzova - Prevelk, da dove il giorno 17, il LIII posto alla dipendenza della "Pescara" raggiunge le qq. 700 - 900 di M. Rombon, il XVII si sposta a Sorgente ed il IV a Na Radelje - la Verzeljnom. Fanno ritorno nella primitiva zona il 2 luglio.
Passato alla dipendenza della 46a divisione, il 30 luglio, il reggimento si porta a S. Lorenzo (Smast) sostituendo poscia, il 2 agosto, la "Caltanissetta" nel settore Mrzli (q. 1186 - sottosettore destra Sleme, "Roccette Mrzli", Trincerone). Rilevato da riparti della detta brigata, il 16 raggiunge Kamno Alto e q. 559. Il 20, non riuscita un'azione della "Caltanissetta" contro le posizioni del Mrzli, il 2° bersaglieri torna in linea per dar modo alla brigata di riordinarsi e mantiene in saldo possesso le posizioni cedutegli.
Assegnato al IV corpo d'armata si porta nelle notti sul 2 e sul 3 settembre, nuovamente a S. Lorenzo da dove il 5 fa ritorno nella zona Kuntri - Berzova - Prevelk. Dal 2 ottobre al 17 è a Luico, mentre i suoi battaglioni IV e XVII trascorrono alcuni giorni a Kamenca ed a Libussina per traino d'artiglierie.
Il 18 ottobre è sul Kolovrat col VII corpo d'armata; torna poi alla dipendenza della 4ͣa divisione e si trasferisce, il 22, nella zona S. Lorenzo – Kamno Alto - Vrsno.
Il 23 il reggimento con la 34a divisione va ad occupare la linea Pleca - Vrsno - Selisce, ove lo sorprende la grande offensiva nemica.
Durante la notte sul 24 ottobre, l'artiglieria austriaca apre fuoco tambureggiante sulla linea e sulle riserve impiegando granate e gas asfissianti. Le opere sono danneggiate quasi da per tutto, ma la vigilanza rimane assidua e costante. Il bombardamento rallenta d'intensità verso l'alba, ma riprende violentissimo al mattino quando cioè comincia a manifestarsi la pressione verso Selisce e grosse colonne, travolti riparti del 244° fanteria, puntano su Krn. Due compagnie del LIII vengono chiamate in linea e verso sera lo è anche l'altra che viene impegnata verso l'ala destra fortemente provata.
Il reggimento, col nemico alle spalle e scarseggiante di munizioni, rimane sul posto fino al momento in cui si fa ripiegare l'ala destra perché faccia fronte all'Isonzo, sulla linea Pleca - Spika - Libussina, trasferendola successivamente ed affrettatamente sulle pendici nord occidentali dello Spika, in direzione di Ladra.
Il mattino del 25, compiuto il movimento, risultando che i ponti dell'Isonzo sono tutti interrotti e che la difesa del Monte Nero sta cedendo, si ripiega ancora.
Per i roccioni di riva sinistra dell'Isonzo il 2° bersaglieri giunge di fronte a Ternova e trova il ponte che brucia; il comando di reggimento ed una sola compagnia del IV battaglione riescono a passare. Distrutto il ponte, circa due battaglioni e mezzo, nella impossibilità di trovare un passaggio per il pronto accorrere dei riparti nemici, dopo essersi difesi vigorosamente, rimangono tagliati fuori e catturati.
La parte che rimane del 2° bersaglieri risale lo Stol dallo Starijschi e giunge verso sera a Bergogna. Il 26 il reggimento si porta a Platischis ove, insieme alla brigata Friuli, occupa la posizione di M. Jauer - M. Carnizza (escluso). Rimasto ivi a contatto col nemico fino al giorno 28, il 29 ripiega su Nimis e Fornace.
Transitando per il ponte di Cornino si sposta a Flagogna, Castelnuovo del Friuli; il 30 è a Fanna ed a Colle.
Il 2 novembre con elementi tratti dal reggimento uniti ad altri del 9° bersaglieri si costituisce un battaglione provvisorio messo il giorno stesso alla dipendenza del corpo d'armata speciale "Di Giorgio". Tale battaglione (33a divisione) concorre alla difesa della testa di ponte del Meduna. La sera del 3 è schierato sulla collina di Sequals, ove combatte per l'intera notte. Avuto in seguito ordine di ripiegare giunge a Polcenigo all'alba del 5 e si dispone sulla sinistra della Livenza a sbarramento della strada di Polcenigo, in collegamento col 50° e 227° fanteria. Durante le prime ore del giorno seguente la posizione viene attaccata da truppe avversarie soverchianti, che sono arrestate prima dal fuoco e poi da un contrattacco operato da un riparto del battaglione.
Esaurite le munizioni ed avendo il nemico sfondato alle ali, il battaglione è costretto a portarsi combattendo sul costone che trovasi ad occidente della borgata "La Santissima" e ad impegnare ivi una lotta corpo a corpo. I pochi superstiti dopo aver ripiegato su Sarone e Conegliano, il 27 si uniscono a S. Pietro di Morubio al comando del reggimento che nel frattempo col suo nucleo principale, dal 3 novembre, per Aviano, Sacile, S. Michele delle Badesse, ivi si era portato.
Ricostituitisi a S. Pietro di Morubio i tre battaglioni, il 2° bersaglieri, dopo vari trasferimenti da una grande unità all'altra, passa alla dipendenza del II corpo d'armata e nei giorni tra il 19 novembre ed il 14 dicembre, facendo tappa a Olmo Lungo (Mantova), Sacca, S. Polo, Basilicagoiano, si porta a Noceto di Parma, per attendere al riordinamento e completamento dei riparti con militari provenienti da campi di concentramento.

 

 

II Battaglione Ciclisti

Lasciata Gorizia, il 9 gennaio, il II ciclisti si porta, insieme con tutti gli altri battaglioni della specialità, nella regione fra i laghi Maggiore e di Como e più precisamente ad Arcisate alla dipendenza del "comando truppe occupazione avanzata frontiera nord". Ivi attende a lavori di fortificazione fino al 1° maggio giorno in cui si trasferisce a Varese e poi ad Udine; fa tappa a Cordenons ed a Rivolto ed infine il 21 da Subida si reca a Gorizia nuovamente a disposizione del comando della piazza.
Nei giorni 25, 26, 27 maggio combatte sul M. Santo con l'8a divisione, dando prova di saldissime virtù militari ed il 27 per Plava fa ritorno a Bertiolo per ricostituirsi.
Nel giugno è a Rivolto alla dipendenza della direzione battaglioni ciclisti e durante la seconda quindicina di luglio a Biban.
Trasferitosi nell'agosto a Sclaunicco, il 27 raggiunge Dolganijva (Plava) ove è assegnato alla V brigata di cavalleria (8a divisione) e subito impiegato.
Mentre la suddetta brigata procederà per Gargaro - Britof e Zagorje su Ternova, il II ciclisti, varcando la sella di Dol, dovrà puntare pure su Ternova per agire di sorpresa contro i riparti colà ammassati.
Durante la notte sul 28, il battaglione si sposta lungo la strada Plava - Salcano giungendo il mattino successivo nella località denominata "Albergo Preval" ove sono schierate nostre truppe in trincea. Lo sferrarsi di un violentissimo attacco nemico sospende la progettata azione. Riuscito l'avversario a mettere piede nelle nostre difese ne è subito scacciato dal II ciclisti e da riparti della "Avellino".
Il battaglione va poscia a dislocarsi sulle pendici meridionali del M. Santo, sosta nei pressi di Case di Dol, indi si trasferisce a Ravul, passando alla dipendenza tattica della 53a divisione. E' adibito a lavori fino al 5 settembre giorno in cui è raccolto a Prepotto per riordinarsi. Si porta in seguito a San Giacomo di Romano d'Ezzelino.
Iniziatasi l'offensiva austriaca dell'ottobre, il battaglione, che forma gruppo col III e IV ciclisti, passa alla dipendenza della 2 a divisione di cavalleria e per S. Vito al Tagliamento, Colloredo di M. Albano si porta sul Torre, al ponte di Nimis. Posto a difesa di quel passaggio, sostiene piccole scaramucce con pattuglie nemiche. Ricevuto ordine di ripiegare, svolgendo azione di retroguardia, compie tale missione lodevolmente, transitando per Tricesimo, Tavagnacco, Meretto di Tomba. Giunto in quest'ultima località, il comando della divisione di cavalleria gli ordina di risalire a S. Daniele del Friuli, ove la divisione stessa si è ammassata.
Sulle alture vicine nuovamente e saldamente si batte. Superato il Tagliamento e passato alla dipendenza del corpo d'armata speciale "Di Giorgio" è dislocato sulle alture di Praforte e di Col Manzon.
Il 5 novembre, incaricato di sbarrare il ponte di Navarons sul Meduna è fortemente attaccato e riceve ordine di ritirarsi su Navarons; compie il movimento sotto fuoco violento di mitragliatrici, mentre le fanterie nemiche avanzano contro il paese.
Va a schierarsi a sud di Poffabro e, ripresa la marcia, per Longarone, Belluno, Feltre e Bassano giunge a Rossano Veneto ove sosta per riordinarsi.
Il 26 novembre si trasferisce a S. Giacomo di Romano d'Ezzelino ed ai primi di dicembre è col gruppo a sud di Preganziol alla dipendenza della 4a divisione. Il 24 dello stesso mese sostituisce riparti del 154° fanteria (54a divisione) sul Piave, nei pressi di Fagarè.

 

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Anno 1918

Battaglioni II, IV, XVII

L'ultimo anno di guerra trova il reggimento nella sua piena efficienza.
La 5a armata con marcia manovra, si trasferisce nell'anfiteatro morenico del Garda.
Il 2° bersaglieri assegnato alla sua avanguardia generale, il 1° febbraio inizia il movimento e, transitando per S. Giovanni in Croce, Canneto dell'Oglio, Montichiari, giunge l'11 a Desenzano sul Lago, rimanendovi fino al 22 marzo.
Il 23 dello stesso mese, passato alla 6a armata e messo a disposizione della I brigata bersaglieri raggiunge, per ferrovia, Bassano indi per via ordinaria la zona tra Angarano e Campese.
Sostituisce in linea, tra il 24 e il 27, il 6° bersaglieri disponendosi col comando in val Frenzela, un battaglione sulle pendici orientali, l'altro su quelle sud occidentali del M. S. Francesco, il terzo agli sbarramenti di val Frenzela e di val Sasso. In tali posizioni resta fino al 23 aprile nel qual giorno riceve il cambio dal 12° bersaglieri; il 25 il reggimento è ad Angarano ed il 28 nella zona S. Marco - Salvarosa - Campigo.
Portatosi dal 18 al 22 maggio tra Crespignaga - Muliparte - Signoressa, attende a lavori stradali ed alla sistemazione difensiva dei colli Asolani, dopo di che il 5 giugno, in previsione di un'offensiva nemica, fa ritorno nella zona di S. Marco.
Il 15 giugno, l'impeto violento delle ben agguerrite truppe avversarie travolge in un primo tempo le nostre posizioni avanzate.
Il reggimento (58a divisione) è inviato d'urgenza sul Montello ove il nemico ha sfondato le linee riuscendo ad intaccare quella arretrata "di corpo d'armata". Il IV battaglione, posto alla dipendenza della "Tevere" tra le strade 7 - 8, attacca risolutamente in direzione della linea della Caponiera infliggendo forti perdite all'avversario.
I battaglioni XVII e LIII, messi a disposizione della "Lucca", occupano il tratto compreso tra le strade 7 - 6 - 5 fino alla parrocchia di Giavera ed attaccano con decisione oltrepassando la linea detta "di corpo d'armata" di qualche centinaio di metri; il LIII con slancio irresistibile riesce a raggiungere la linea della Caponiera presso la q. 200. Si ha quindi una sosta dell'azione.
Più tardi il LIII, investito da forze superiori che minacciano di aggirarlo, è costretto a ripiegare sulla linea "di corpo d'armata" sulla quale unitamente al IV contiene mirabilmente successive puntate del nemico.
Il mattino del giorno 16, i battaglioni XVII e LIII insieme ad altri riparti muovono per riprendere il saliente della linea difensiva Sorgenti della Madonetta - Giavera e per rioccupare interamente la linea "di corpo d'armata" in qualche punto intaccata. L'azione ha esito favorevole; l'obbiettivo è in breve raggiunto e numerosi prigionieri e pezzi di artiglieria vengono catturati.
Il IV, che si trovava intanto dislocato fra le due strade 6 e 7, durante l'attacco non riuscito di un battaglione della "Aosta", ha contrattaccato energicamente producendo molte perdite al nemico.
Il 18, nuovi tentativi dell'avversario per sfondare la linea nel saliente Madonnetta - Giavera vengono respinti dai battaglioni XVII e LIII ed anche il IV infrange un tentativo nemico di avvolgimento del II/96° che sta eseguendo un'azione offensiva verso casa Fortoni.
Il giorno seguente il reggimento rilevato da riparti delle brigate Barletta e Palermo si trasferisce nella zona di Signoressa; indi per Arcade si porta tra S. Rocco e Cusignana ove viene raggiunto dal IV battaglione nel frattempo inviato sulla strada n. 5 del Montello.
Il 27 si disloca nella zona Le Colombere - Castellere - Povegliano da dove il 15 luglio passa in quella Selva - Volpago.
Destinato quale riserva d'armata, il 3 agosto è tra S. Gaetano e Contarini da dove i battaglioni, sostituendosi scambievolmente, vanno a turno sul Montello, impiegati in lavori di fortificazione. Il 28 agosto raggiunto Biban, forma col 3° bersaglieri la VII brigata.

 

II Battaglione Ciclisti

Dopo breve periodo di trincea, il 20 gennaio, il battaglione si porta a Mirano ed ai primi del mese di aprile è a Paese. Poscia, assegnato alla 7a armata, il giorno 4 parte per la zona Salò - Trebbiolo - Volciano sul Garda passando alla dipendenza del comando difesa occidentale di quel lago. Disimpegna compito di sorveglianza delle rive.
Il 29 maggio destinato alla 3a armata, per via ordinaria raggiunge i pressi di Roncade.
Durante la giornata del 15 giugno, il II ciclisti, che fa parte della 25a divisione, è chiamato ad arginare lo sfondamento che il nemico ha compiuto sul Piave a sud di Nervesa, e di riconquistare, col X ciclisti, il paese di Fossalta.
Iniziatosi l'attacco dell'abitato, l'avversario ne è ben presto scacciato, ma il mattino, dopo la forte sua pressione costringe il battaglione a cedere ed a ripiegare prima su Osteria, poi sulla sponda destra dello Scolo Palombo. Nel pomeriggio del 19, il nemico circonda alcune nostre posizioni, ma il battaglione, che è fra i riparti che le presidiano, lanciatosi alla baionetta si apre un varco, attraverso il quale i nostri sfuggono alla pericolosa stretta.
Ritirato dalla linea, si porta il 22 a Pozzetto ed il 24 a Mestrino e a Saletto.
In questo giorno il Comando Supremo ordina lo scioglimento dei battaglioni II, IV, IX, e X formandone una sola unità che prende la denominazione di "battaglione ciclisti di marcia d'assalto".
Il II ciclisti si ricostituirà solo a campagna ultimata.

 

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Il Battaglione

Il battaglione parte per la Libia nel febbraio del 1915 e sbarcato a Misurata Marina, il giorno 11, si trasferisce a Misurata Città, accampando nelle immediate vicinanze dell'abitato. Esso effettua ricognizioni, a largo raggio, per la durata di più giorni, a scopo di polizia.
Ai primi di aprile il battaglione forma con altri riparti (XV eritreo, III libico, uno squadrone savari, una batteria cammellata, numerose bande irregolari ed altri riparti minori) la colonna speciale "Miani" e parte da Misurata puntando su Sirte.
Dopo faticose marce, la colonna giunge il 27 nella conca di Sirte ed il 29, rinforzata dal IV battaglione libico e da due compagnie del 57° fanteria, riprende la marcia seguendo dapprima la costa in direzione est, volge quindi verso sud, puntando su Gars Bu-Hadi ov'è stato segnalato un forte concentramento di Arabi. In tale località il battaglione bersaglieri sostiene aspro e violento combattimento contro i ribelli ai quali, per tradimento, sono passate le bande irregolari della colonna "Miani". A nulla valgono, nella impari lotta, slancio, valore ed eroismo delle nostre truppe.
Cade il comandante del battaglione mentre trascina ancora una volta all'attacco i suoi bersaglieri e con lui i tre comandanti di compagnia; attorno ai capi restano sul campo moltissimi gregari. I pochi superstiti, incalzati per qualche tempo dal baldanzoso avversario, ripiegano su Sirte con gli avanzi della colonna, rimanendo per una diecina di giorni a presidio di tale località; imbarcati, poscia, sull'"America" raggiungono Misurata Marina, ove il battaglione, ricevuto complementi e nuovi quadri, attende alla propria ricostituzione.
Il 24 maggio, nuovamente in efficienza, concorre col LV bersaglieri e con riparti di granatieri e di fanteria, alla liberazione di Misurata Città, caduta nelle mani dei ribelli. L'azione porta ai combattimenti di Zarrug e di Bu Omar; nel primo, il II bersaglieri dà altra prova di slancio e di valore.
Dopo pochi giorni è nuovamente chiamato in azione per la liberazione del presidio di Sliten. Ai primi di giugno infatti, imbarcatosi a Misurata Marina, prende terra di notte nel piccolo porto di Zliten. Benché sottoposto a fuoco nemico riesce a penetrare nel fortilizio tenuto disperatamente, da più giorni, da riparti del 60° fanteria assediati e continuamente bersagliati dal fuoco dei ribelli. Il battaglione rimane per qualche giorno nella posizione di Zliten, quindi si trasferisce, per via mare, ad Homs passando a far parte della colonna "Cassinis" alla quale è stato commesso il compito di liberare Tarhuna anch'essa da vario tempo assediata. Verso la metà di giugno detta colonna muove, per el-Gusbat, per attendere al suo mandato. Durante la marcia di trasferimento hanno luogo due scontri con gli arabi: uno presso el-Gusbat e l'altro presso Sidi Ahmed. A questo prende parte la 3a compagnia bersaglieri, che dà bella prova del suo valore. La colonna non raggiunge Tarhuna, avendo quel presidio già iniziato il ripiegamento su Tripoli, il battaglione dopo un paio di giorni rientra ad Homs. Indi ritorna a Zliten e dopo pochi giorni, assieme al XIII eritreo, appoggiato dall'artiglieria della Regia Nave Bausan, batte ed insegue il nemico che ripiega nell'oasi di Zliten.
Ai primi di luglio, il battaglione si trasferisce a Tripoli assumendo il presidio di Tagiura ed accampando nei pressi di Giama Sidi Ben Alì; attende su quelle alture alla costruzione di opere di fortificazione.
L'8 settembre 1916 si trasferisce nelle immediate vicinanze di Tripoli, in località "Busetta", provvedendo al servizio di vigilanza lungo la nostra linea di difesa.
Fino al termine della guerra conserva tale dislocazione senza compiere operazioni degne di rilievo, limitando la propria attività a piccole azioni intese a respingere attacchi dei ribelli.