Albo d'oro Caduti del Lazio nella prima guerra mondiale 1915 - 1918


BRIGATA "ABRUZZI"

(57° e 58° Fanteria)

Mostrina

Sede dei reggimenti in pace:57° e 58° Fanteria: Padova.

Distretti di reclutamento:Benevento, Casale, Caserta, Chieti, Cosenza, Forlì, Messina, Modena, Napoli, Siracusa, Vercelli.

 

anno 1915

anno 1916

anno 1917

anno 1918

 

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Anno 1915

Lasciata la sede di Padova, la brigata trovasi all’inizio delle ostilità nel settore Brenta - Cismon, alla dipendenza della 15a divisione.
Allo scoppiare della guerra occupa, senza resistenza, le posizioni di Cima della Caldiera, Cima Laste, M. Mezza, la Rocchetta.

A metà giugno si schiera nel settore di V. Vanoi e vi rimane fino a tutto dicembre, alternando i reparti nel presidio delle trincee di prima linea.

 

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Anno 1916

Alla fine di gennaio, per ferrovia, è trasferita nei pressi di Cormons alla dipendenza della 11a divisione ed il 10 febbraio entra in linea nel settore di Oslavia.
Il 27 marzo il III/58° ed il I/57° concorrono nel settore del Podgora alla riconquista di alcuni elementi di trincea, rimanendovi di presidio fino alla metà di aprile. Gli altri reparti rimangono nelle posizioni di Oslavia fino al maggio, senz’altro avvenimento importante che qualche contrattacco, in seguito a colpi di mano del nemico ed azioni di pattuglie.
Il 22 maggio la brigata prende posizione al così detto "Lenzuolo Bianco" , nel settore di Oslavia, fermandovisi fino al 30 luglio, giorno in cui si trasferisce nella zona Medana - Cosana, alla dipendenza della 24a divisione, per riordinarsi.
Il 5 agosto rientra in linea nel settore di Oslavia, per partecipare alla 6a battaglia dell’Isonzo (6-17 agosto), col compito di sfondare le difese nemiche ad est di Oslavia e procedere quindi verso l'Isonzo.
Con deciso slancio i reparti muovono dalle trincee il 6 agosto e riescono a conquistare il costone di Oslavia, catturando un centinaio di prigionieri, ma non possono procedere oltre per il tiro di sbarramento di mitragliatrici nemiche, che arreca sensibili perdite. Il giorno 8 puntando contro la fronte Peuma - q.157, viene ripresa l’avanzata alla quale concorrono anche reparti della brigata Treviso; il 9 è oltrepassato l’Isonzo, ed i reparti si attestano alla ferrovia Salcano - Gorizia.
Nella vittoriosa battaglia la brigata perde 71 ufficiali ed oltre 2400 uomini di truppa, compresi i dispersi.
Per le prove di valore, fermezza ed ardimento date dalle truppe durante l’azione, la Bandiera del 57° reggimento venne decorata con medaglia d’argento al valor militare.

Il giorno 11 la brigata si schiera lungo la linea Rusic - Cimitero (a nord-est di Gorizia) e vi rimane fino a tutto dicembre, alternando i reparti fra la prima linea e la zona di riposo, presso Cerovo.

 

 

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Anno 1917

Sino ad aprile la brigata rimane nelle trincee ad est di Gorizia. 
Iniziate le operazioni per la conquista del M. Santo e del S. Gabriele (10a battaglia dell’Isonzo, 12 maggio-8 giugno), la brigata vi concorre, attaccando le difese di q.126 (sud di Grazigna). Il 14 maggio, il 58° fanteria riesce ad occupare la q. 126, ma un violento tiro di repressione ed un contrattacco condotto con forze notevoli costringono i suoi reparti a ripiegare; altri tentativi, effettuati nei giorni successivi dal 57° per rioccupare la posizione, non hanno esito felice.
Il 24 giugno la brigata, che ha subito perdite rilevanti (oltre 2600 uomini, dei quali 65 ufficiali) viene sostituita ed inviata a Valerisce per riordinarsi.
In agosto la troviamo nell’alto Isonzo; il giorno 14 prende parte ad una rivista passata dal Presidente della Repubblica francese, durante la quale le Bandiere dei reggimenti vengono dal Presidente stesso decorate della Croce di guerra francese con palma.
Il 15 agosto la brigata trovasi dislocata ai Molini cu Klinach (Valle Judrio) alla dipendenza della 22a divisione. All’inizio della 11a battaglia dell’Isonzo (17 agosto - 12 settembre), passa, per Doblar, sulla sinistra del fiume, muovendo all’attacco contro il Na Gradu ed il Veli Vrh.
Il 57° fanteria, superate successive resistenze, occupa il Na Gradu e muove quindi verso il Veli Vrh, ma non riesce a superare i reticolati rimasti intatti; fino al 24 il reggimento rinnova invano gli attacchi; il 58°, che lo sostituisce, riesce con alcuni reparti (III battaglione) ad aprire qualche varco nei reticolati ed a proseguire verso q.733, attraverso un terreno difficile ed insidioso, ma davanti alla posizione di Hoje, accolto da nutrito fuoco, è costretto ad arrestarsi.
Il 25 agosto l’attacco è ripreso col concorso di due battaglioni del 57° ed i reparti, dopo lotta ostinata, riescono a progredire sino ad ovest di Hoje, resistendo con fermezza contro i ritorni offensivi del nemico.
Il 26 e 27 agosto si tenta di raggiungere le posizioni di Vetrnik, ma i reparti, ormai esausti per la fatica e per le perdite (oltre 1200 uomini, dei quali 60 ufficiali), non vi riescono.
Nella notte del 27 la brigata, sostituita in linea, si sposta in Val Doblar.
Per le prove di valore, fermezza ed ardimento date dalle truppe durante le azioni di Oslavia (agosto 1916), Gorizia (febbraio — maggio 1917) e sull'altipiano della Bainsizza; la Bandiera del 58° reggimento venne decorata della medaglia d’argento al valor militare.
Il 27 settembre la brigata trovasi schierata nel settore nord del Veliki (S. Gabriele) alla dipendenza della 66a divisione; il 1° ottobre reparti del I/57° con rapida azione conquistano alcuni trinceramenti nemici.
In seguito agli avvenimenti sulla fronte della 2a Armata, il 26 ottobre è iniziato il ripiegamento sulla destra dell’Isonzo: il passaggio, protetto da retroguardie, si svolge senza incidenti, ed il 29 la brigata marcia in direzione di Codroipo: il movimento si compie penosamente sotto l’incalzare del nemico.
Passato il Tagliamento al ponte di Madrisio, la brigata si riunisce nei pressi di Portogruaro, giungendo il 3 novembre a S. Donà di Piave ed il 5 a Camposampiero, ove attende al suo riordinamento.
Il 5 dicembre entra in linea nelle trincee di Col della Berretta e Col Caprile, alla dipendenza della 51a divisione; nei giorni 11, 12 e 13 il nemico attacca con violenza le posizioni, ove i fanti della "Abruzzi" resistono con tenacia e contrattaccando a più riprese gli assalitori; ma alla fine, sotto la pressione poderosa, i reparti cedono ed abbandonano il Col della Berretta, dopo aver perduto circa 2200 uomini, dei quali 70 ufficiali, fra morti, feriti e prigionieri.

Il 14 la brigata viene sostituita ed inviata nella zona fra Bassano e Romano Alto, donde il 17 si trasferisce ad Onè, per riordinarsi, passando alla dipendenza della 17a divisione.

 

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Anno 1918

Sino a giugno i reggimenti si alternano nel servizio di prima linea, nel tratto Col del Miglio - Col Moschin. Il 15 giugno, all’inizio dell'offensiva austriaca (battaglia del Piave, 15 - 24 giugno) il 57° trovasi schierato in seconda linea tra q.1278 (Col della Berretta) e Col Moschin. Dopo violento bombardamento il nemico, superate le prime linee, irrompe nelle trincee presidiate dal 57° ed occupa il Col Fenilon, separando così le posizioni di Col Moschin da quelle del Fenilon. Sono lanciati immediati contrattacchi per la riconquista della linea, ma invano; anche i difensori di Col Moschin, dopo lunga e strenua lotta, sono costretti a ripiegare.
Soltanto nella notte sul 16, col concorso di reparti della brigata Basilicata e del IX reparto d’assalto, è riconquistato il Fenilon e nel mattino successivo il Col Moschin.
Il 19 settembre, reparti arditi della brigata eseguiscono un brillante colpo di mano contro una trincea nemica di Col del Miglio, catturando un centinaio di austriaci e tre mitragliatrici.
In seguito la brigata rimane nello stesso settore fino ad ottobre, alternando i reggimenti nelle prime linee.
Iniziata la battaglia di Vittorio Veneto (24 ottobre - 4 novembre) la brigata Abruzzi è incaricata di concorrere all’azione contro Col Caprile.
L’attacco è iniziato il 26 ottobre dal 57° fanteria, che da Val San Lorenzo punta contro le linee di Prà Gobbo: il reggimento è però vivamente contrattaccato e benchè ritenti più volte l'assalto non ottiene alcun risultato.
Il 58° fanteria, operante in direzione di Col Caprile, giunge fin sotto ai reticolati, ma anch’esso è costretto a ripiegare.
Finalmente il 31 ottobre il nemico cede su tutta la linea e mentre, col concorso di reparti della brigata Basilicata, viene conquistato il Col Caprile, il 58° occupa Prà Gobbo.

In seguito la brigata Abruzzi avanza in Val Cismon, giungendo il 2 novembre ad Arsiè; quindi per Val Grigno arriva il 4 novembre a Castel Tesino, ove sosta col cessare delle ostilità.

 

 

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