Albo d'oro Caduti del Lazio nella prima guerra mondiale 1915 - 1918


BRIGATA "AQUILA"

(269 e 270° Fanteria)

Costituita fra la fine di maggio ed i primi di giugno 1917 dal:
Comando di Brigata ed il 269°, dal deposito del 2° Fanteria; il 270° dal deposito del 27° fanteria

 

 

anno 1917

anno 1918

 

Home

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Anno 1917

I riparti destinati alla formazione del 269° si concentrano fra Longan, Contrada Scaldaferro, Friola; quelli del 270° fra Mason Vicentino e Cantarand. Con grande alacrità si iniziano le istruzioni d'insieme affinchè i riparti siano efficenti in breve tempo.
Il 3 giugno la brigata, che assume inizialmente il nome di "B", cessa di essere alla dipendenza diretta del XXII corpo d'armata e passa a quella della 30a divisione. Nelle notti sul 4 e sul 5 i reggimenti si spostano per Velo, Salcedo, Osteria di Granezza, il 6 due battaglioni con il comando del 269° si trasferiscono a nord di Coda, rimanendo alla diretta dipendenza del comando di divisione; nella nottata l'altro battaglione del 269° e tutto il 270° si trasferiscono in prima linea, nella regione di Gaiga: il I e II/270° sostituiscono i terzi rispettivamente dell'11° e del 27° fra il canalone ovest Stella e la linea che passando per Roana, va al quadrivio di q. 1004: il III/270° si porta a Holla sostituendo il III/21°: il battaglione del 269° si porta al bivio Boscon quale riserva di brigata.
E' l'ora della prova. Le truppe del XXII corpo d'armata, debbono svolgere azione offensiva mirante al possesso del ciglione che domina la bassa valle di Galmarara dallo Zebio al Mosciagh, e successivamente debbono stendere l'occupazione al M. Interrotto prendendovi collegamento coll'ala destra del XXVI corpo d'armata che tenderà da sud, al M. Rasta.
La 30a divisione, per agire in conformità delle unità laterali, punterà decisamente con l'ala destra (brigata Cremona) per la riva sinistra di Val d'Assa, in direzione delle pendici occidentali di M. Rasta, facendo azione concorrente e simultanea a quella della 57a divisione; colle altre truppe (brigata Aquila e parte della "Cremona") svolgerà azione impegnativa su tutta la rimanente fronte, minacciando più particolarmente il tratto della linea nemica che va da q. 878 verso nord, fino all'Assa, allo scopo di distrarre l'attenzione ed il fuoco dell'avversario diretto contro le truppe della "Cremona" che avanzano sulla sinistra del fiume.
Nelle notti sul 9 e sul 10, il 270° incaricato dell'azione invia sulla destra dell'Assa sei pattuglie, le prime quattro (battaglione di destra) con obbiettivo l'antica linea italiana corrente sul pendio sud di q. 878, le altre due (battaglione di sinistra) con obbiettivo la stessa linea costruita presso lo sbocco di Val Grabo, sul pendio sud di q. 940. Le pattuglie, dopo tenaci sforzi, riescono ad attraversare il fiume ed a portarsi di sorpresa a contatto con l'avversario, impegnando con esso viva azione di fuoco. A notte rientrano nelle loro posizioni.
L'azione, sospesa il 10, viene ripresa nei giorni 18 e 19. Le pattuglie in formazione sottile attaccano con violenza, in più punti, la linea avversaria; il nemico si difende con lancio di bombe, con raffiche di mitragliatrici e con tiro di fucileria, mentre l'artiglieria e le bombe battono Val d'Assa. Pattuglie nemiche vengono fugate dopo vivaci scontri, ma gli sforzi non hanno un risultato tangibile per le gravi difficoltà incontrate dalla "Cremona" che non può avanzare.
Mentre il I e II/270° rimangono ancora in linea e proseguono alacremente nei lavori di fortificazione, il III/270° e il 269° vengono incaricati dei lavori della sistemazione della linea del Ghelpach.
All'imbrunire del giorno 9 luglio il 269° inizia il trasferimento e sostituisce in prima linea il 270° che, a sua volta, si porta tra Granezza e Boscidar. I fanti del 269° vigilano e bene custodiscono la linea, nella notte sul 12 respingono pattuglie nemiche che si erano avvicinate alle trincee. Nella notte sul 18, sostituita in linea dalla "Pavia", l' "Aquila" si riunisce ad Osteria di Granezza per portarsi, il 24, alla stazione fra Villa Verla e Dueville da dove, viene trasferita in ferrovia nella zona di Pavoletto, nord - est di Udine. Nella giornata del 22 agosto, con autocarri, la brigata viene trasportata fra Nosna e Slapnico ove accampa (53a divisione). E' in pieno svolgimento la battaglia della Bainsizza. Il 23, per via ordinaria, si dirige a Zagomila, il 24 a Baske, ove dal comando di divisione riceve l'ordine di avanzare con il reggimento di testa (270°) verso l'altura di Kobilk (q. 627) e puntare rapidamente sul varco aperto a sud di q. 800 della linea Madoni, dovendo detta linea essere raggiunta prima di sera. Il 269° deve raggiungere in nottata il terreno fra l'altura di Baske e quella di Kobilek.
Conquistata la linea Kobilek - Madoni, il 25, mentre le altre truppe della divisione sono impegnate accanitamente contro il nemico, che ostacola l'avanzata verso il bordo settentrionale del vallone di Chiapovano, il 270° presidia le posizioni occupate del Kobilek fronte a sud est ed il 269°, quale riserva a disposizione del comando del corpo d'armata, rimane in attesa a Baske.
A sera il III/270° si porta a rincalzo del 241° a Na Kobil ma trova ostacoli nella marcia, il 269° si trasferisce fra Ravne e Zabro.
Il 26, il I e II/269° sostituiscono nelle posizioni di Caverne il 247°; il III/269° occupa e sbarra la selletta di Kal; il I e II/270° raggiungono la conca di Zabrdo, il III/270° resta colla brigata Teramo a Na Kobil.
Il 27 si costituisce una colonna volante con il I e II/270°, con uno squdrone di cavalleria ed una sezione di artiglieria da montagna allo scopo di far cadere, minacciandole di fianco e di rovescio, le frammentarie resistenze nemiche che ostacolano l'avanzata dei nostri.
Il 269° si consolida nelle posizioni raggiunte a Caverne ed a Kal. Il 28, i battaglioni della brigata sono impegnati in tre operazioni distinte: la colonna volante I e II/270° contro il pianoro di q. 800, III/270° con la brigata Teramo contro la parte nord del pianoro; il 269°, contro il rovescio dell'organizzazione difensiva del S. Gabriele.
Il contegno delle truppe è magnifico, esse si slanciano animosamente all'attacco, pur non riuscendo ad ottenere che risultati parziali, rimangono sotto i reticolati non volendo retrocedere di un solo passo. La lotta aspra e micidiale dura fino al 1° settembre con alterna vicenda, il nemico si difende accanitamente e contrattacca. La battaglia però va languendo, le truppe dell'"Aquila" occupano la linea che si estende da q. 600 sino alle pendici sud occidentali di Chiapovano: il II e III/270° a sbarramento della selletta di Kal; da Caverne fino a q. 417, il 269°; il I/270° in riserva di brigata nei pressi di Zabrdo. Vengono iniziati alacremente i lavori di rafforzamento e di difesa per prevenire qualsiasi tentativo nemico di attacco. Il 16 la brigata passa alla dipendenza della 44a divisione e prende parte, il 29, al nuovo tentativo per l'occupazione del pianoro di q. 800 che riesce felicemente.
Nella notte sul 3 ottobre, ricevuto il cambio della "Brescia" tutta la brigata si trasferisce presso Osteria di Britof, ove rimane fino al 20, rilevando, nella notte sul 21, la "Udine" nella zona di Zagorje: il 269° dalla Selletta di Dol Zagorjè a q. 417. il 270° con un battaglione nel vallone del Torrentaccio (8a divisione). Per effetto dell'offensiva austriaca (24 ottobre) su tutta la fronte della 2a armata, la brigata ripiega sulla linea di Basche, q. 531, Vodice, M. Santo. Il 27, attraversa l'Isonzo al ponte di Zagora ed inizia la marcia per andare a prendere posizione sulla linea delle colline a nord di Mossa e Capriva. Il 28 raggiunge Blanchis e disloca, il 270° a q. 309; il 269° a q. 92 ad ovest della strada Blanchis, S. Lorenzo di Mossa. Nella nottata viene ripreso il ripiegamento sulla destra del Cormor presso Mortegliano.
Il 30, dopo lunga e penosa marcia, passa il Tagliamento al ponte di Madrisio e raggiunge Morsano, ove accantona. Il 5 novembre è a Susegana, e si disloca col 269° ad oriente della ferrovia e col 270° ad occidente, per la difesa, della sinistra del Piave in corrispondenza del ponte della Priula. Il 6 cessa di far parte dell'8a divisione e passa alla 48a.
Nella notte sull’8, rilevata da due battaglioni del 211° fanteria, passa il Piave e si sposta prima a Sovilla e poi nella zona Tavernò (Treviso) che lascia il 3 dicembre per sostituire col 269°, riparti del 215° fanteria sul tratto di linea da ponte della Priula a nord ovest di Cà Lucca e riparti del 117° nella seconda linea a Fornace Fassa: col 270°, riparti della "Padova" in prima e seconda linea da Cà Lucca a Palazzon.

I battaglioni attendono alla sistemazione difensiva, non trascurando di molestare continuamente l'avversario con pattuglie.

 

Torna su

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Anno 1918

Il nuovo anno trova la brigata ancora in linea nel settore Ponti; il 4 gennaio è rilevata dalla "Tevere": il 269° si disloca a Visnadello, il 270° a Spresiano. Il 23, ceduti gli accantonamenti alla "B. Brigade Gromp" della 5a divisione britannica, l'"Aquila" raggiunge la regione di Trebaseleghe ove si accantona. Il 16 marzo dà il cambio alla 13a brigata inglese nelle trincee da C. Tonette, Palazzon con i battaglioni I e III del 270° in linea nelle due sezioni G. e H.; il II a Spresiano in riserva, col I e II/269° rispettivamente accantonati a Cartiera Km. 9 ed a Cartiera di Visnadello in riserva divisionale ed il III a C. Rossi quale riserva di brigata. Il servizio di linea in cui si alternano i due reggimenti, ha termine l'8 aprile: in tale giorno la brigata è rilevata dalla "Tevere" e si disloca nella zona di Visnadello, Spresiano. Nella notte sul 24, l'"Aquila" sostituisce a sua volta la "Tevere". Per prevenire ogni sorpresa nemica, date le informazioni ricevute, il comando di divisione ordina che il 270° passi in riserva divisionale, il 269° in riserva di corpo d'armata e che il comando della brigata assuma a Spresiano il comando del sottosettore.
Nella notte sul 15 giugno il nemico inizia un violentissimo bombardamento che prosegue ininterrotto sino alle ore 8 quando sferra l'attacco. Al 270° è assegnato il compito di assicurare la sinistra della "Piacenza" schierata sulla linea Ponti - Nervesa. Il I e II/270° si attestano alla ferrovia Nervesa Montebelluna.
Il nemico facendosi sempre più minaccioso, i due battaglioni contrattaccano, riuscendo il I ad occupare q. 95 ed il II ad avanzare verso Collesel Castelviero. La lotta, diminuita il 16, viene ripresa con maggior violenza il 17, forti nuclei nemici puntano sul passaggio a livello della stazione di Nervesa. La pressione austriaca diviene di momento in momento più intensa al centro della linea occupata dal I e III/270°. Il I resiste valorosamente all'urto, il III, battuto di fianco da mitragliatrici, ripiega contrastando il terreno passo a passo e sventando ogni pericolo di aggiramento. Il II battaglione, accorre sulla linea Olivotto sud, Pozzobon, sferra un immediato contrattacco; l'8a compagnia del 164° fanteria, messa a disposizione del I battaglione, si slancia anch'essa contro il nemico. L'infiltrazione avversaria si fa sempre più pericolosa.
Il I battaglione che, in una disperata resistenza contro forze soverchianti, ha perduto quasi tutti gli ufficiali, è all'estremo della resistenza, il II giunto al qudrivio Olivotto sud, Pozzobon, contrattacca, ma è obbligato dal tiro infernale a ripiegare sulla linea S. Gottardo, Olivotto sud. Per quanto critica la situazione viene fronteggiata con serenità e valore dai superstiti che lentamente ripiegano sulla linea Campeotto - q. 65. A sera i resti del 270° formanti un battaglione e il III/269° appoggiati da tre autoblindate, si slanciano al contrattacco. Il III/269° in stretto collegamento col II/270°, appoggiando la destra alla rotabile Arcade - C. De Raos, procede risoluto in direzione della ferrovia, vince la resistenza nemica, catturando prigionieri e materiale e si ferma all'altezza di q. 71. Il II/270° raggiunge, dopo violento corpo a corpo, la linea Pozzobon - C. De Raos fronte nord - est. Nella nottata dal 18 gli Austriaci, dopo un bombardamento intenso seguito da violenti raffiche di mitragliatrici, attaccano in direzione di C. Orazio, ove nella mattinata ha dovuto ripiegare il II/270. Con mirabile prontezza e energia, malgrado le perdite della giornata, i riparti di detto battaglione ed una compagnia del 5° fanteria, schierati ad ovest di C. Orazio, con impeto irresistibile, infrangono l'attacco e inseguono il nemico che, dopo lotta disperata, ripiega. Nelle giornate del 19, 20, 21 ogni ritorno offensivo austriaco fallisce per il valore e la resistenza delle nostre truppe. Nei sette giorni di battaglia i riparti si sono votati all'estremo sacrificio, il I/270° quasi completamente distrutto, con la sua eroica e disperata difesa, ha contribuito a impedire la irruzione nemica sulla fronte della divisione. Le perdite subite sono l'indice del valore del 270° (ufficiali 30, truppa 668) che viene riconosciuto con la medaglia di bronzo conferita alla Bandiera del reggimento. Nella notte sul 23 il 270° si porta a sud della strada di Arcade, Spresiano, nei pressi di C. Bigolin.
Il 25 l'intera brigata, lasciata la zona del Montello, è inviata in quella di Asolo - Riese ove inizia la riorganizzazione dei riparti. Il 7 luglio si trasferisce nella zona Musano - Postioma.
Nelle notti sul 15 e sul 16, dando il cambio alle truppe della "Porto Maurizio" e della "Piemonte", occupa il settore Ponti, ove rimane fino all'8 agosto venendo rilevata dalla "Piacenza". Nella notte del 1° ottobre la "Aquila", ricevuto nuovamente il cambio della "Piacenza", si porta nella zona Porcellengo - Postioma, ove rimane fino al 24, trasferendosi poscia in quella di ammassamento di Cusignana - Bassa - Giavera per l'imminente azione offensiva. All'alba del 29, il 270° inizia il passaggio del Piave su di una passerella, all'altezza di Villa Berti, seguito immediatamente dal 269°. La brigata tutta, schierata sulla sponda sinistra, procede all'attacco degli obbiettivi assegnati. Il 270°, con azione rapidissima e travolgente, raggiunge il primo obbiettivo fissato, linea S. Daniele - Colle della Tombola - Collesci; riordinati i riparti, procede all'occupazione del secolo obiettivo Colle di Guardia, che cede sotto l'impeto dei suoi fanti.
Il 270° si schiera lungo il versante ovest di Colle di Guardia, il 269° è in seconda linea sud di C. Viscarello.
Verso le ore 22, la brigata riprende l'azione, raggiungendo Santa Maria di Feletto nella giornata del 30. Nel pomeriggio si procede all'attacco della stretta di Serravalle e di Fadalto.
Il nemico, che finora non ha opposto che una relativa resistenza, inizia una violenta azione di mitragliatrici per impedire l'occupazione di Col Collesei. I battaglioni del 269° e 270° gareggiano in bravura, dopo attacchi violenti riescono a metterlo in fuga infliggendogli molte perdite e catturando numerosi prigionieri.
Il 1° novembre l'"Aquila" prosegue a rincalzo della "Tevere", l'avanzata verso Ponte delle Alpi, che viene occupato con bella operazione.
Al termine della giornata la brigata si trova dislocata: con il 269° a Cugnan ed il 270° a Vich. Nella mattinata del 2 il 269° occupa la linea Soccher, Casan, C. Cugnan, Pieve d'Alpago per osservare le provenienze da nord e nord est e proteggere, occorrendo, il fianco destro della divisione.
L'armistizio "Badoglio" trova la brigata tra Lissona, Arsier e Vich.

 

Torna su