Albo d'oro Caduti del Lazio nella prima guerra mondiale 1915 - 1918


BRIGATA "AREZZO"

(225° e 226° Fanteria)

Di nuova formazione - Costituita il 18 maggio 1916 a Castelfranco Veneto nel seguente modo: il comando di brigata, quello del 225° e le compagnie 3a e 4a, dal deposito 68° fanteria; il comando del I battaglione e le compagnie 1a e 2a del 225° dal deposito del 7° fanteria; il II battaglione del 225°, dal deposito del 42° fanteria, il III, dal deposito del 77°; il comando del 226° dal deposito dell’84° fanteria ed i battaglioni I, II e III rispettivamente dai depositi del 22°, 83° e 70° fanteria.

 

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Anno 1916

La brigata Arezzo alla fine del mese di maggio è nella zona Cittadella - Fontaniva.
Scatenatasi l’offensiva austriaca nel Trentino opera, il 20 giugno alla dipendenza della 4a divisione, contro le trincee di M. Cucco di Mandrielle raggiungendo le antistanti difese passive e resistendo tenacemente agli attacchi che nella notte sul 21 il nemico pronuncia contro le posizioni sulle quali è rafforzata. L’azione, ripetuta contro lo stesso obiettivo il 25, prosegue dal 26 al 30 in direzione di M. Zingarello senza conseguire notevoli risultati e colla perdita di 22 ufficiali e 674 nomini di truppa.
Nei primi giorni di luglio la "Arezzo" sostituisce la brigata Barletta (137° e 138°) nelle trincee di q. 1727 e q. 1323, ed il 5 respinge un nuovo attacco manifestatosi sulla sua fronte.
Il 7 luglio combatte con tenacia ed ardimento per la conquista di Casara Zebio - Pastorile - q. 1706; ma l’attacco, benché sia condotto con slancio e con risoluta arditezza, non riesce.
Dal giorno 11 al 23 luglio la "Arezzo" alla dipendenza della 13a divisione, agisce ad immediato rincalzo di altre truppe operanti con scarsi risultati contro gli stessi obiettivi.
Nelle prime ore del 7 agosto il nemico attacca improvvisamente le trincee di q. 1673, ma non riesce a porvi piede, pur infliggendo notevoli perdite ai reparti che le difendono con tenacia (ufficiali 30, uomini di truppa 1865).
Sostituita nello stesso giorno, si porta in riserva divisionale nella zona Passo Stretto - Pagarlok ed il 19 agosto rientra in prima linea nelle consuete posizioni di M. Zebio, che lascia il 5 settembre passando alla dipendenza della 28a divisione, nella zona Cismon - Primolano.
Di qui è inviata verso S. Maria la Longa il 12 settembre e, dopo una brevissima tappa a Scodovacca, sostituisce la brigata Alessandria (155° e 156°) nel tratto q. 85 - q. 121 (est di Monfalcone) e il 10 e il 12 ottobre, opera su tre colonne contro le linee nemiche di q. 57 - q. 77 - Casello ferroviario, non riuscendo però ad avere ragione della solida resistenza nemica.
La "Arezzo" concorre poi, con azioni dimostrative di fuoco e di pattuglie, agli attacchi che la 15a divisione svolge in direzione di Jamiano.

Segue un periodo di calma durante il quale i battaglioni si alternano nelle trincee del settore di Monfalcone sino alla fine dell’anno.

 

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Anno 1917

Il 5 gennaio la brigata lascia la zona monfalconese e si riordina dapprima nei pressi di Terzo - S. Martino, poscia nella regione Staranzano - S. Canziano.
Dal febbraio al maggio si alterna nelle trincee di Monfalcone con la brigata Toscana (77° e 78°) ed il 20 maggio è tutta in linea sulla fronte Val Mucile - q. 121 - selletta q. 85 - sbarramento ferrovia (Monfalcone).
Iniziatasi la grande offensiva di primavera, il 28 maggio la brigata, alla dipendenza della 45a divisione, entra in azione con magnifico slancio, muovendo, alle ore 16, su tre colonne contro le posizioni nemiche di q. 57 e q. 77 (est di Monfalcone).
Dopo violenta lotta corpo a corpo la q.77 è conquistata a costo di gravi sacrifici dal II/225° (colonna del centro).
Le altre colonne per quanto attacchino con slancio, non riescono in un primo tempo a raggiungere gli obiettivi loro assegnati per l’accanita resistenza che il nemico oppone sulle forti posizioni.
Il sopraggiungere dei rincalzi (III/225°) consente più tardi (ore 19) alla colonna di destra l’occupazione della linea austriaca a nord della ferrovia e permette di proseguire l’avanzata sulla seconda linea che il I ed il II/225°, col concorso di reparti del 78°, a sera, dopo fiero combattimento, riescono a conquistare.
Il deciso intervento del I/226°, trascina la colonna di sinistra alla occupazione della q. 57 e ne assicura il possesso.
Rafforzate con febbrile lavoro nella notte le posizioni raggiunte si procede su q. 50 e q. 58, ove il nemico resiste ad oltranza.
L’eroico slancio dei reparti attaccanti (225° e 78°) dà alla brigata Arezzo, nelle prime ore del 24, il possesso delle contrastate posizioni e l’occupazione è estesa fino al viadotto della ferrovia.
Con pericoloso movimento, in terreno scoperto e battuto, eseguito dal 226° e da un battaglione del 78°, la brigata si collega con la 16a divisione, la quale avanza, fortemente contrastata, su q. 92 e q. 100.
I reparti della "Arezzo" intanto, oltrepassate le quote 75 ed 89 si spingono sotto i trinceramenti di Flondar.
Il 25 maggio la brigata, rinforzata da due battaglioni del 259° (brigata Murge), avanza ancora arditamente a stretto contatto della 16a divisione ed a costo di perdite gravissime si afferma sulle posizioni di q. 145, catturando prigionieri ed impadronendosi di abbondante materiale bellico.
Reparti del 226° anzi puntano risolutamente in direzione di q. 175 (Medeazza), che il nemico difende con accanimento e non cede all’urto tenace degli assalitori.
Ottenuti così notevoli risultati, dopo aver rafforzato insieme con reparti bersaglieri e del 149° (brigata Trapani) le linee tolte al nemico, e dopo aver ritentato, il 26 maggio, un attacco su q. 145 sud e resistito a vari contrattacchi il 31 maggio, la brigata, assai ridotta di forza per le perdite subite, scende a Staranzano per riordinarsi.
Tornata in linea il 4 giugno per far fronte al nemico che ha ripreso alcune posizioni perdute nei giorni precedenti, con risoluto sbalzo gliele ritoglie ma per breve tempo, poiché il violento tiro di interdizione, vieta l’accorrere dei rincalzi, sicché il nemico circonda con forze preponderanti alcuni reparti, li disorganizza e li cattura in parte. L'8 giugno la brigata torna a Staranzano per riordinarsi. Essa ha perduto 118 ufficiali e 3081 uomini di truppa e di questi parecchi sono i dispersi.
Riordinatasi e compiuto un nuovo turno di linea sulle posizioni del Viadotto e di q. 89 (Monfalcone), il 18 luglio la brigata si concentra nella zona Porpetto - Castello (S. Giorgio di Nogaro) e vi rimane fino al 18 agosto, alla quale data si porta nella zona di Staranzano per partecipare a nuove azioni contro l’Hermada.
Le operazioni cominciano il 21 agosto; la brigata costituisce col 73° fanteria (brigata Toscana) la colonna di destra della divisione ed è impegnata in primo tempo in rincalzo al 78°, che nella giornata del 22 realizza qualche successo.
Rafforzate le posizioni raggiunte, la brigata vi resiste sotto violento tiro di reazione ed il 24 agosto, alla dipendenza della 34a divisione, si sposta nella zona di Komarje - Flondar.
Con ardite irruzioni, eseguite il 30 ed il 31 agosto, concorre a rettificare in parte la linea ed il 4 settembre contrattacca il nemico che tenta raggiungere le posizioni di q. 146 e q. 146 bis, frustandone le intenzioni. Però il 5 settembre il nemico, vincendo l’accanita resistenza dei difensori, riesce a riprendere talune posizioni, obbligando la linea ad inflettersi in qualche tratto.
L’8 settembre la brigata, ricevuto il cambio, si raduna a Staranzano proseguendo il 10 per Ravignano.
In seguito alla situazione creatasi il 24 ottobre sulla fronte della 2a Armata, la brigata Arezzo schierata nelle trincee di q. 100 - q. 89 - Roccione Debeli (Flondar) il 28, per ordine della 28a divisione, inizia il ripiegamento verso il Tagliamento, protetta efficacemente dagli elementi di retroguardia divisionali, tra i quali la 4a compagnia ed il III reparto zappatori del 226° fanteria, la 550° compagnia mitragliatrici di brigata ed alcuni reparti del 225°.
La destra del Tagliamento è raggiunta il 29 ottobre ed il ripiegamento è ripreso nella notte sul 5 novembre. Oltrepassato il Lemene ed il Loncon, nelle prime ore del 6 novembre la "Arezzo" passa sulla destra della Livenza, schierandosi a cavallo della ferrovia Portogruaro - S. Donà e fronteggiando efficacemente le infiltrazioni avversarie.
Il mattino del 7 il 226° cede la propria fronte al 225° e prosegue verso il Piave.
Il nemico aumenta la pressione sulla estesa linea del 225° ed alle ore 9,30 riesce ad infiltrarsi con pattuglie alle spalle del I battaglione nella zona di S. Stino di Livenza.
Reparti del III battaglione si impegnano con slancio generoso riuscendo a liberare il comando del I battaglione assediato a Cascina Palazzina, ma non riescono a ricacciare dall'Ansa di S. Stino il nemico che ha ricevuto rinforzi.
Con l’aumentare delle truppe avversarie la situazione del reggimento diviene assai critica e perciò i reparti, per ordine del comando di brigata, ripiegano nella notte sull’8 oltre il Piave, in rincalzo del 146° (brigata Catania) schierato nella zona di Ceggia.
Sotto la protezione di reparti di copertura le truppe del 225° proseguono verso il Piave, che passano nelle prime ore del 9, sul ponte di S. Donà, portandosi nella zona di Musile immediatamente dietro il 226°, schierato in prima linea sulla destra del fiume all’altezza di Casa Tronco - rotabile di S. Donà sin dal 7 novembre. La brigata passa alla dipendenza della 61a divisione.
I reggimenti attendono febbrilmente in questa nuova zona ai lavori di rafforzamento delle varie linee di difesa, e frustano alcuni tentativi nemici di passaggio del Piave.
Il 13 novembre il 225° rientrato dalla zona di Fossalta, ove si è spostato il 9 in riserva della 28a divisione, va a schierarsi sulla destra della Piave Vecchia da Porte del Taglio a Capo Sile, per arginare le infiltrazioni del nemico che ha passato la Piave Nuova a Grisolera sulla fronte della brigata Bari.
La 5a compagnia, inviata il mattino del l4 sulla destra della linea tenuta dal 140°, partecipa alla lotta che si svolge con alterna vicenda fino alle ore 17, allorché il 140° è costretto a ripiegare con l’ala sinistra, mentre tenace è la resistenza sulla sua destra.
La nostra linea, in seguito all’aumentare della pressione nemica, è portata tutta sulla destra della Piave Vecchia.
Su tale sponda i battaglioni del 225° si rafforzano, da Paludello a Capo Sile, ma detta fronte dal 16 al 18 novembre è ristretta sulla sinistra fino a q. 4 (nord di La Castaldia), poiché il saliente di Chiesanuova è affidato alla brigata Granatieri.
L’8 dicembre il 226° lascia la zona di Musile e si schiera da La Castaldia a Intestadura sulla sinistra del 225°. Il giorno dopo il nemico attacca e occupa la testa di ponte, organizzata da due compagnie del II/225° ad Agenzia Zuliani, ma ne rimane in possesso per un breve tempo, perché nella stessa sera, col valido concorso di artiglierie e bombarde, la testa di ponte è riconquistata e nei giorni successivi rafforzata.

Il 25 dicembre, la brigata, sostituita in linea si trasferisce a riposo nella zona Preganziol - Zerman passando alla dipendenza della 25a divisione.

 

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Anno 1918

Il periodo dal gennaio al giugno trascorre relativamente calmo e la brigata alterna i turni di linea nel settore di Capo Sile, con periodi di riposo nella zona Zerman - Marcon.
L’offensiva nemica del giugno trova la "Arezzo" nelle linee del Piave nel tratto Paludello - Chiesanuova - La Contrada - Capo Sile - Argine di S. Marco.
All’alba del 15 giugno il nemico con violento fuoco di artiglieria batte le linee tenute sulla Piave Vecchia dalla 61a divisione, della quale fa ora parte la "Arezzo" assieme alla "Catania" (145° e 146°). Protetto da fitta nebbia riesce, alle ore 7,30, a passare il Piave tra Musile e Porte del Taglio, sfondando al centro lo schieramento della divisione, e, puntando verso sud, minaccia gravemente l’ala sinistra (226° fanteria) della "Arezzo" che combatte con accanimento, mentre il 225° con lotta tenace tiene in saldo possesso la testa di ponte Capo Sile.
Aggravatasi la situazione, il 226° alle 16 è costretto a ripiegare: il 225° protrae la resistenza fino alle ore 19,30, e, dopo il ripiegamento degli ultimi nuclei di copertura del 226°, ripiega anch’esso sull’argine delle Piombise, contrastando palmo a palmo il terreno all’attaccante.
Il 226° la sera del 15 è sostituito in linea e si riunisce ad Altino, mentre il 225° resiste sempre vigorosamente nelle giornate del 16, 17 e 18 giugno, paralizzando i tentativi nemici.
Dopo due sbalzi compiuti dal 225° nella giornata del 20 giugno, il 226°, tornato in linea, inizia il 22 una decisa e risoluta controffensiva che prosegue con vigore e rapidità nonostante la vivace reazione avversaria. Il 23 e 24 la Piave Vecchia è raggiunta a La Castaldia e Capo Sile dal 225° ed a Chiesanuova dal 226°; il primo reggimento, oltrepassato il fiume, dilaga sulla sponda sinistra, riconquistando le posizioni della testa di ponte cadute in mano al nemico.
Le azioni svolte da 14 al 24 giugno producono alla brigata la perdita di 33 ufficiali e 1047 militari di truppa.
Nel pomeriggio del 25 giugno una compagnia del 226° coopera col II/81° alla costituzione di una piccola testa di ponte sulla sponda sinistra della Piave Nuova tra Musile ed Intestadura che è mantenuta per varie ore sotto gli attacchi furiosi dell’avversario, ma la sua insistente reazione obbliga nella notte a ripiegarla.
Il 26 giugno il 225° amplia e rafforza la vecchia testa di ponte di Capo Sile, poi, sostituito in linea nella stessa giornata scende a riposo ad Altino per riordinarsi, ritornando il 6 luglio in prima linea nella zona di Musile.
Il giorno 9 il 226° ha il cambio; imbarcatosi a Capo Sile, per via acquea si porta a Mestre, proseguendo per via ordinaria fino a Palazzetto; il 225° con gli stessi mezzi e seguendo l’istesso itinerario il giorno successivo si porta a Gaggio all’Arzere.
Dal giorno 12 al 15 luglio la brigata si trasferisce, per ferrovia, nei dintorni di Vicenza (Altavilla Vicentina -  Tavernelle - Creazzo) assieme al resto della 61a divisione, che passa alla dipendenza del XII Corpo d’Armata.
Dal 15 al 19 luglio la "Arezzo" si porta nel settore del Pasubio schierandosi in seconda linea sulla fronte Casa dei Penzi - Porte sul Pasubio - Malga Busi - Casa Tisati - Casa Bonatti - Fontana. Rimane in queste posizioni fino al 5 ottobre. In tal giorno la 61a divisione, sostituita in linea dalla 55a e riunitasi a Schio, inizia lo spostamento per ferrovia nella zona di Camposampiero, passando il 7 ottobre agli ordini del comando del XVIII Corpo d’Armata.

La brigata il 18 ottobre posta, con la 61a divisione, alla dipendenza del XXIII Corpo d'Armata, attende a riordinarsi, ed il 29 ottobre inizia il trasferimento verso Albaredo. Dopo brevissima permanenza in tale zona il 3 novembre, per ordine del Comando Supremo, raggiunge Venezia, ove trovasi quando l’Esercito, sbaragliato il nemico, avanza vittorioso verso il nuovo confine.

 

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