Albo d'oro Caduti del Lazio nella prima guerra mondiale 1915 - 1918


BRIGATA "AVELLINO"

(231° e 232° Fanteria)

mostrina

Di nuova formazione - Costituita a Camposampiero il 27 maggio 1916 nel seguente modo: il comando di brigata, dal deposito 82° fanteria, il 231° dai depositi del 60°, del 63° e dell'82° che formarono un battaglione ciascuno; il 232° dai depositi del 10°, del 75° e dell'86° che formarono un battaglione ciascuno.

 

 

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Anno 1916

La brigata da Camposampiero, passa successivamente nelle zone di Camisano (4 - 23 giugno), di Primolano (24 giugno - 7 luglio), di Premariacco (8 luglio - 2 agosto) ed il 2 agosto si trasferisce nella zona di Villanova sul Judrio alla dipendenza del VI Corpo d'Armata.
Il 6 agosto, all’inizio della battaglia di Gorizia, lascia Villanova e si porta col 231° nel settore del Grafenberg (11a divisione) e col 232° nel settore Podgora - Lucinico (12a divisione).
Il 231° che opera dapprima in rincalzo della brigata Cuneo (7° e 8°) nel pomeriggio dell’8 agosto, apertosi, con vigorosa offensiva, un varco nella linea nemica del Grafenberg, scende rapidamente all’Isonzo, che oltrepassa il 9 mattina costituendovi e mantenendo saldamente una testa di ponte. Passa quindi, col comando di brigata, alla dipendenza della 48a divisione ed ha il compito di attaccare la q. 227 del Monte S. Marco.
Nella mattina stessa del 9, reparti del 231° attraversano Gorizia e muovono arditamente alla mèta assegnata, riprendendo contatto col nemico nel Borgo S. Rocco ove sostano per preparare l’attacco contro l'obbiettivo assegnato.
Oltrepassato il 10 il torrente Vertojbica raggiungono con eroico slancio le prime pendici della citata quota 227 ove si rafforzano e sferrano nei giorni successivi reiterati attacchi che la violenta reazione avversaria rende infruttuosi.
Il 232° (12a divisione) intanto opera il 7 contro il Podgora e le linee di Lucinico ad immediato rincalzo delle brigate Casale (11° e 12°) e Pavia (27° - 28°), che, nel pomeriggio, sorpassate le difese nemiche, si affermano sulla sinistra dell’Isonzo.
Il 232° passa nelle prime ore del 9 sulla sinistra dell'Isonzo tra Vertojba e Ciprijanisce in rincalzo alle truppe della 12a divisione, che attacca nei giorni seguenti le alture ad oriente di Vertojba (q. 103 - q. 133) senza conseguire notevoli risultati.
Il 14 passa alla dipendenza della 43a divisione, che opera fino al 16 agosto nella regione di q. 174 di Kostanjevica.
Duramente provata, la brigata il 19 agosto è ritirata dalla linea passando alla dipendenza della 3a divisione.
Riordinatasi, è di nuovo in 1a linea il 4 settembre nel settore di Plava, ma non è impiegata attivamente e durante le operazioni dell’ottobre svolge solo azioni dimostrative.
Ai primi di novembre rimane negli accantonamenti di Prubrida e Subida a disposizione del comando della 2a Armata e la notte sul 4 ritorna nel settore di S. Marco; nei giorni 14 e 16 novembre, attaccata violentemente dal nemico, dopo sanguinosi corpo a corpo lo ricaccia dalle posizioni che era riuscito ad occupare.

Per le rilevanti perdite subite (56 ufficiali e 2926 uomini di truppa) la brigata viene sostituita il 21 novembre e mentre il 231° rimane a Gorizia il 232  si porta nella zona Gradno - Britof - Nosna (Plava) di nuovo alla dipendenza della 3a divisione; ivi è raggiunta il 3 dicembre dal 231° e la brigata così riunita chiude l’anno nelle trincee del sottosettore di q. 383 (Plava).

 

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Anno 1917

Ancora nel settore di Plava, i battaglioni della brigata si alternano nelle posizioni di prima linea fino a marzo, allorché, destinata dal Comando Supremo a far parte della 60a divisione raggiunge Udine il 14 aprile e torna il 7 maggio nel settore di Plava.
In questa ripresa offensiva, al II Corpo d’Armata, dipendente dal comando della zona di Gorizia, è affidato il compito di assicurare il possesso del margine della conca di Vrh - Semmer - q. 675 - q. 856 - Jelenik - q. 788 e delle quote marginali della conca di Britof dominanti l’altopiano di Santo Spirito.
La brigata Avellino, che opera con la 60a divisione dalla fronte di schieramento Zagora - Dolganijva deve raggiungere gli obiettivi: sella 524 - Vodice (q. 592 - 652) e, una volta occupata ed organizzata la regione del Vodice, muovere alla conquista del Monte Santo in concorso colle truppe del VI Corpo d’Armata.
Nelle prime ore del 14 maggio i reparti della "Avellino", sotto l’imponente fuoco delle artiglierie avversarie, sfilano sulle passerelle gettate sull’Isonzo allo sbocco del valoncello di S. Ahac e passano sulla sinistra.
Quivi il I e II/231° iniziano l’azione offensiva e la 7a compagnia, scattando alle ore 12 dagli appostamenti, riesce a superare gli sbarramenti di Zagora.
Il II/231° trova però serio ostacolo all’irruzione che tenta contro le trincee delle case di Zagora e riesce ad averne ragione soltanto il giorno successivo.
Il I/232°, rincalzato dal II, alle ore 12 del 14 maggio, benché seriamente ostacolato nella marcia da intenso bombardamento, inizia la scalata della rocca di Zagomila; due fortini (1 e 1 bis) sono conquistati ed ardite pattuglie irrompono nella conca sovrastante attraverso la selletta che li separa. La prima giornata di combattimento assicura così alla brigata Avellino le trincee di Zagora ed i fortini di Zagomila.
Il I e il II/232° sono chiamati durante la notte nella regione dei fortini contro i quali il nemico si accanisce con infruttuosi contrattacchi.
Il I/231°, verso le 12 preceduto da un suo eroico manipolo, che con scatto fulmineo è penetrato nella trincea detta "orizzontale" di Zagomila, raggiunge la "trincea obliqua" riuscendo a collegarsi coi reparti del 232° fanteria.
Il I e II/232° realizzano successi oltre la selletta dei fortini 1 e 1 bis ed occupano il fortino n. 2.
I due battaglioni di riserva (III/231° e III/232°) seguendo la prima ondata, puntano decisamente su q. 592, obiettivo loro assegnato e lo raggiungono.
Nella giornata del 16 il nemico sferra invano due furiosi attacchi contro l’ala sinistra della brigata che tenacemente resiste. Il giorno 17, il superstite baluardo della difesa nemica cioè la q. 524, cade in mano dei fanti della "Avellino" che, tentata nei giorni 18 e 19 la conquista di q. 652, dopo sette giorni di lotta aspra e cruenta ha il cambio dalla brigata Elba (261°e 262°).
Le perdite sofferte sono di 115 ufficiali e 2331 uomini di truppa.
Il 21 maggio raggiunge gli accantonamenti di Vedrignano - Vishjevich, alla dipendenza della 11a divisione. Il 28 passa a far parte della 8a divisione ed il 30 si porta nella zona di Quisca - Marmorie - Suezano - Hum (S. Floriano), ove fino al 16 agosto si alterna con le brigate Forlì (43° e 44°) e Cuneo (7° e 8°) nel presidio delle posizioni del M. Santo.
Nella ripresa delle operazioni offensive sulla fronte della 2a Armata, il 17 agosto, le brigate Avellino e Forlì lottano nuovamente per la conquista del M. Santo. Il 18 e il 19 i battaglioni della brigata, su sei colonne, irrompono con veemenza all’attacco, ma sono arrestati dalla vigorosa reazione del nemico; il 20 il 231°, su due colonne, rinnova il tentativo e raggiunge q. 611 - Torrione, col concorso di reparti del 232°, ma a mezzogiorno, per ordine superiore le colonne ripiegano sulle posizioni di partenza. La "Avellino", duramente provata, è sostituita dopo tre giorni di sanguinosi combattimenti, ma il 23 agosto trovasi nuovamente in linea ove opera per la conquista delle posizioni avanzate di Gargaro ad est del M. Santo. Gli sforzi, malgrado la tenacia dell’attacco, si infrangono contro le solide trincee nemiche di q. 476, Osteria, q. 558 (sulla strada di Ternova), q. 412 (sud-ovest di Ravnica).
La brigata torna a riposo a Bigliana nella zona di Cormons il 31 agosto, ove rimane fino al 20 settembre e quindi si trasferisce negli alloggiamenti di Pradis (Cormons) alla dipendenza della 59a divisione.
Passata il 5 ottobre a disposizione della 33a divisione, il 24 la brigata lascia Pradis e per Oleis e Gagliano il 26 giunge a Montina (nord-ovest di Cividale). Gli avvenimenti sulla fronte della 2a Armata determinano il ripiegamento e, nella notte sul 27 ottobre, quattro battaglioni (232° Fanteria ed il III/231°) passati alla dipendenza della 53° divisione si trasferiscono a Torreano con l'ordine di arginare l’irruzione nemica in direzione di Canalutto a monte di Torreano, mentre gli altri due battaglioni del 231°, per ordine del comando del XXVI Corpo d'Armata sono inviati a M. Purgessimo a disposizione della 25a divisione.
Il 232° Fanteria partendo da Torreano nelle prime ore del 27, per ripristinare la linea di occupazione lungo la cresta tra M. Joanaz e M. Kragueuna, attacca in direzione del paese di Masarolis, ma senza risultato, perché circondato e battuto da ogni parte dal fuoco nemico. Il ripiegamento prosegue verso il Torre: il III/231° e pochi elementi del 232°, ostacolati seriamente dalle masse nemiche, riescono a raggiungere, sulla sinistra del Torre, Castello di Motta.
Lasciati in queste località nuclei di resistenza che s’impegnano per trattenere con ogni sforzo il nemico già vicino, il 28 ottobre le rimanenti truppe della brigata, come tutte le altre della 53a divisione, si portano sulla destra del Torre ed il 29 oltrepassano il Tagliamento al ponte di Pinzano. I superstiti della "Avellino" si riuniscono tra Gajo e Beseglia e, dopo una sosta nella zona di Arzenutto (Tagliamento) in riserva divisionale, il 4 novembre riprendono il ripiegamento in direzione del Meduna, proseguendo il 5 verso la Livenza. Il 7 novembre la brigata è sulla destra del Monticano, tra Cao di Villa e Villa Baldi; il giorno successivo passa il Piave all’altezza di Casa Tonon e Palazzon.

Dislocatasi successivamente nelle zone di Ponzano Veneto (Treviso), Bastia di Rovolon (Vicenza), Baone (Este), Pozzonuovo (Monselice), Maserà di Padova e Robegano (Treviso), attende a riordinarsi. Essa ha subito rilevanti perdite, delle quali molti sono i prigionieri.

 

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Anno 1918

Il primo mese è impiegato nel riordinamento dei reparti.
Il 4 e 5 febbraio i reggimenti entrano in linea nel settore di Fossalta di Piave: il 231° rimane in riserva divisionale ed il 232° in riserva di Corpo d’Armata. Nulla di notevole è compiuto fino al giugno, oltre i normali turni di linea.
Allo sferrarsi della nuova offensiva austriaca del giugno il nemico si accanisce specialmente contro le anse di Gonfo e di Lampol, difese dal 232° fanteria e riesce ad intaccarne le difese malgrado la strenua resistenza dei suoi uomini, i quali, ridotti di numero, sempre tenacemente combattendo ripiegano, il 16 giugno, sul caposaldo dei Ronchi, tenuto da un battaglione del 231°. Il 18, con aspri combattimenti sulla linea dello Scolo Palumbo, difesa dagli altri battaglioni del 231°, si contiene decisamente il nemico incalzante.
Dopo sette giorni di lotta accanita, nel pomeriggio del 21 giugno la brigata è inviata nella zona Spinea - Chirignano (Mestre) per riordinarsi dopo le forti perdite patite: ufficiali 77, truppa 2263.
Così, ancora una volta i reparti della "Avellino" si sono coperti di gloria; la medaglia d’oro conferita in seguito alle Bandiere della brigata pei fatti di Gorizia, S. Marco, Zagomila, Vodice, ne fu degna ricompensa.
Il 18 luglio la brigata, alla dipendenza della 25a divisione, è ancora in linea sul Piave, nel tratto ansa di Gonfo - Trivio - Osteria - Pralungo, ove compie tre turni, alternandosi con la brigata Ferrara (47° e 48°).
Il 26 ottobre, allorché l’azione sulla fronte dell’8a e 10a Armata è in corso, la brigata assume lo schieramento offensivo fissatole dal Comando della 25a divisione nella zona di Romanziol.
Il mattino del 30 il 232° fanteria ed il XXVIII battaglione d'assalto su tre colonne, sotto l’infuriare del bombardamento nemico, raggiungono la sponda sinistra del Piave; hanno in rincalzo due battaglioni del 231° fanteria ed una sezione d’artiglieria da montagna.
Le colonne d'attacco, appena sulla sinistra del fiume, raggiungono con la consueta bravura e vincendo l’accanita resistenza nemica, la corda dell’ansa di Romanziol. Due battaglioni proseguono nell’avanzata alla dipendenza della brigata Ferrara, mentre gli altri quattro battaglioni della "Avellino" seguono, in riserva, il movimento.

Il nemico non offre ormai che scarsa resistenza e le truppe raggiungono la destra del Tagliamento: su questa sponda, all’altezza di Madrisio, il 4 novembre l'armistizio arresta la vittoriosa avanzata della brigata.

 

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