Albo d'oro Caduti del Lazio nella prima guerra mondiale 1915 - 1918


BRIGATA "BARI"

(139° e 140° Fanteria)

Il Comando di Brigata è costituito il 1° marzo 1915 dal deposito del 10° Fanteria che forma, il 4 maggio 1915, anche il 139°; il 140  è costituito, il 1° gennaio 1915, dal deposito del 47° Fanteria. 

 

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Anno 1915

Dalle sedi di Bari, Taranto e Lecce, la brigata è inviata per ferrovia a sud-est di Udine dislocandosi, il 12 giugno, fra Terenzano - Campoformido e Colloredo di Prato; essa fa parte della 28a divisione. Il 10 luglio è trasferita a Ruda ed il 21, destinata a sostituire in linea la brigata Regina, si porta a Gradisca per dislocarsi, il giorno seguente, col 139° nel Vallone ad est del casello ferroviario N.° 46 e col 140° alle Filande di Sdraussina (21a divisione). All'alba del 23 un improvviso attacco austriaco alla q. 170, obbliga il 139° ad intervenire a sostegno del 156°: il nemico è respinto.
Il 139° rimane nel settore di q. 170, mentre il 140° si schiera alla sua destra. Nella notte sul 24 il nemico ritenta l'attacco ma è nuovamente ricacciato.
La "Bari" partecipa dimostrativamente alle operazioni che la 22a divisione compie contro il Bosco Cappuccio; due suoi battaglioni (III/139° e II/140°) puntano il 25 luglio contro il monte S. Michele. Verso tale obbiettivo opera a fondo, il 26, tutta la brigata: il 139° ed alcuni elementi del 140° raggiungono la q. 275 e la mantengono fino a che un violento contrattacco nemico non li costringe a ripiegare con perdite assai rilevanti che, dal 22 al 26 luglio, sommano a 45 ufficiali ed a 1588 militari di truppa; fra i primi feriti è il comandante della brigata.
Nella notte sul 27 luglio la "Bari" passa in riserva a Sdraussina ed il 28 è inviata a Villesse per riordinarsi. Il 10 agosto si trasferisce fra Mariano e Fratta ed il 26 è di nuovo in linea nel settore di S. Martino del Carso in sostituzione della "Sassari", ripassando alla dipendenza della 28a divisione.
Dopo un periodo di intenso lavoro per la preparazione di una nuova azione da compiersi dal XIV corpo d'armata (28a - 29a e 30a divisione) per la conquista delle alture di S. Michele e S. Martino, la brigata punta, il 21 ottobre contro il lato sud ovest del fabbricato di S. Martino per poi procedere sulla sponda ovest del Vallone. I successivi attacchi, per quanto condotti con accanimento fino al giorno 25, si infrangono contro munitissime posizioni e costano la perdita di 40 ufficiali e 1061 militari di truppa.
Il 26 la brigata si reca a riposo a Versa e Medea, ma dopo due giorni è inviata - quale riserva divisionale - nel bosco Lancia; il 2 novembre essa sostituisce in linea la "Caltanissetta". Ripresa l'azione il giorno 4, il 139° occupa, verso sera, le trincee antistanti a S. Martino, allargando e consolidando la conquista il giorno 5 e catturando circa 200 prigionieri. La sua condotta è elogiata dal comando del corpo d'armata.

Dopo aver respinto vari contrattacchi il giorno 6 ed aver catturato altri 70 prigionieri, la brigata, rilevata dalla "Regina", si riunisce il 9 novembre fra Visco e S. Vito al Torre ed il 29 fra Sevegliano – Ontagnano - Felettis - Privano, ove passa il resto dell'anno. Nelle azioni dal 28 ottobre al 4 novembre ha perduto 53 ufficiali e 1529 militari di truppa.

 

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Anno 1916

Fino al marzo la brigata permane nella zona di riposo suaccennata; il 26 di detto mese passa a disposizione del comando del VI corpo d'armata e si trasferisce col 139° a Medana ed il 140° a Blesivo. Il 12 aprile sostituisce, nel settore del M. Sabotino, la "Toscana" (4a divisione).
Il 29 il I/139° con azione di sorpresa compie un notevole sbalzo in avanti occupando alcune posizioni, contro le quali si erano infranti sanguinosi sforzi precedenti.
Alla metà di maggio la "Bari" si reca a riposo fra Dobra e S. Andrat ma poi, per effetto dello spostamento di truppe verso la fronte trentina dovuto all'offensiva austriaca, è colà inviata e dislocata, il 31 maggio, fra Giarabassa e Bolzonella. L'8 giugno raggiunge Cismon e l'indomani, mentre il I/139° è inviato al "Buso" per arginare infiltrazioni avversarie in Val Frenzela, gli altri battaglioni della brigata si portano ad Enego.
Iniziatasi, il 16 giugno, la nostra controffensiva, la "Bari" ha il compito di superare la piana della Marcesina e di attaccare M. Confinale.
L'ingombro stradale non consente di superare nella notte la citata piana, che deve essere attraversata di giorno sotto il tiro avversario. A scaglioni ed in ordine perfetto, la brigata assolve il proprio compito, ma è arrestata in prossimità di Albi di Mandrielle e Malga Mandrielle da robusti reticolati sottoposti a continuo tiro avversario.
L'azione, ripresa il 17, continua fino al 20 con alternativa di avanzate e ripiegamenti in modo da consigliare un attacco metodico sul versante est di Forcellona. Il 25, in seguito al parziale ripiegamento del nemico, viene ripresa la nostra offensiva; alla "Bari" è affidato il compito di avanzare lungo la direttrice M. Fiara - M. Colombara - M. Zingarella. Il primo dei citati obbiettivi è raggiunto il giorno 26, ma contro gli altri due invano si accaniscono i riparti, poiché il nemico è saldamente trincerato. Il 29 giugno ed il 3 luglio sono date di furiosi combattimenti senza raggiungere i risultati desiderati. Il 12 luglio la brigata è inviata a riposo a Fontana dei Tre Pali (falde nord di Castelgomberto): le sue perdite dal 7 giugno al 12 luglio sono di 64 ufficiali e 1855 gregari.
Il 20 agosto è ancora sul M. Colombara ove sostituisce la "Perugia" (28a divisione). Destinata nuovamente sul basso Isonzo, il 5 settembre è rilevata dalla "Arno" e raccolta prima tra Campo Spa e Campo Filone, poi a Bassano, da dove in ferrovia raggiunge Palmanova, riunendosi, il 16, a S. Maria la Longa. Il 24 settembre è spostata verso Ronchi ed il 27 assume la difesa del sottosettore di q. 144, in sostituzione della "Lazio", passando alla dipendenza della 16a divisione. Riaccesasi la lotta sul Carso, la brigata, il 10 ottobre, agisce contro la citata q. 144 su due colonne: a destra I/139° e III/140°, a sinistra II e III del 139°. Le truppe operano con ammirevole slancio: la sinistra sopravanza le posizioni avversarie catturando 1200 difensori, la destra raggiunge Jamiano ma viene respinta da un violento contrattacco. Fino al 12 ottobre dura accanita la lotta; nuovi progressi ed altri prigionieri sono fatti dalla brigata che ha perduto 27 ufficiali e 905 militari di truppa.
Dopo un periodo di intenso lavoro di sistemazione, il 31 si riprende l'azione per la completa conquista della q. 144: dopo intensa preparazione di artiglieria, il 1° novembre, l'obbiettivo è raggiunto colla cattura di 250 prigionieri. Il 2, mentre i riparti della brigata si accingono ad un nuovo attacco, il nemico inizia un intenso bombardamento che prelude ad un'imminente sua azione, che non ha luogo in seguito ai successi di nostri riparti della 33a divisione verso q. 208.

Sospeso quindi l'attacco, la "Bari", che ha subito altre perdite, è rilevata dalla 2a brigata bersaglieri ed inviata a riposo fra Terzo, Colussa e Isola Morosini, ritornando alla dipendenza della 28a divisione.

 

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Anno 1917

Il 2 gennaio la brigata è in linea sul Debeli Vrh e sul Cosich (16a divisione), ove, fino al 24 marzo, si alterna colla "Bergamo" fruendo di riposo nella zona fra Aquileia, S. Lorenzo e Monastero. Il 4 aprile è inviata fra Palazzolo dello Stella e Pocenia (28a divisione).
Il 20 maggio inizia il movimento per avvicinarsi all'Isonzo e, dopo aver sostato il 23 fra Mortesins e Saciletto, giunge il 25 nel Vallone fra Ferleti e Bonetti, alla dipendenza tattica della 33a divisione.
Riunita nella notte sul 26 sulla linea delle quote 238 e 235 ha ordine di puntare verso Selo su due colonne, scavalcando la brigata Siena: il 139° a destra per q. 241; il 140° a sinistra per q. 247. La stanchezza dei riparti, che hanno marciato per quattro giorni consecutivi, la poca conoscenza di quel terreno e, più di tutto, la viva reazione avversaria, non permettono di raggiungere completamente gli obbiettivi, sì che la brigata deve arrestarsi e ritornare sulle posizioni di partenza, conservando soltanto la q. 241.
Dopo di avere tentato il 27 un nuovo attacco, represso dal vigilante nemico, che prova a sua volta a contrattaccare ma viene respinto, il 31 la "Bari" sostituisce la "Siena" assumendo la difesa di quel sottosettore (61a divisione). Il 4 ed il 6 giugno il nemico tenta di riprendere la q. 241 ed arriva fino alle caverne di q. 235; ma la viva reazione del reparto zappatori del 139°, dislocato per lavori presso dette caverne, dà tempo ai battaglioni I e III del 139° stesso di accorrere, contrattaccare e respingere l'avversario.
Dal 25 maggio all'8 giugno le perdite della brigata sono di 81 ufficiali e 2614 gregari.
Il 9 giugno, sostituita dalla "Padova", è trasferita, in autocarri, nella zona fra Mortegliano, Talmasson, Flambro (31a divisione) ove sosta e riposa fino al 20.
Trasportata a Redipuglia, anche con automezzi, il 23 ritorna nel Vallone e vi rileva la "Padova" (61a divisione). Il 5 luglio il II/139° con un felice colpo di mano, occupa la dolina Kurbis. Il giorno 8 il comando di brigata ed il 139°, sostituiti dal comando della "Siena" e dal 31°, si trasferiscono rispettivamente a Vermegliano ed a Bonetti.
Il 140° partecipa, il 15 luglio, ad un'azione intesa ad allargare l'occupazione di q. 241 e ne ritrae sensibili progressi, ma, contrattaccato da preponderanti forze, ripiega sulle posizioni di partenza portando seco 300 prigionieri. Il 19 anche il 140° si trasferisce a Vermegliano ove è raggiunto dal 139°. Tutta la brigata il 23 viene dislocata fra Mortesins ed Armelino per riordinarsi e riposare.
Ripresa, il 18 agosto, l'azione sulla fronte Isonzo - Carso, la 61a divisione deve puntare su Selo e poi, superato lo Stari Lokva, su q. 326 (Voiscizza). Ha ai suoi ordini la brigata Granatieri ed i battaglioni I e III del 139° e II/140°; gli altri battaglioni della "Bari" sono in riserva di corpo d'armata. Mentre tre battaglioni granatieri agiscono in direzione di Selo - Stari Lokva, la brigata, col III/139° e II/140°, concorre sul fianco destro dei primi puntando successivamente su Brestovizza; un suo battaglione (I/139°) intanto opera lungo il vallone di Jamiano.
Sferrato l'attacco il III/139°, superati quattro ordini di trincee con magnifico slancio, raggiunge il margine meridionale di Selo, catturando 300 prigionieri. Contrattaccato ripiega senza perdere tutti i vantaggi conseguiti, finché, il giorno 20, rincalzato dal I/140° riprende l'azione e supera Selo, mentre i granatieri, sorpassata da est detta località, si avvicinano allo Stari Lokva. Il 22 luglio, il II/139, per agevolare l'avanzata del I/139° nel fondo del vallone di Jamiano, attacca dall'alto del costone di Selo verso il fondo del vallone compiendo sensibili progressi.
Dopo altri tentativi di avanzata, che il nemico contrasta, il 25 agosto la "Bari", rilevata dalla "Siena", si reca a Redipuglia in riposo. Perdite 44 ufficiali e 990 militari di truppa.
Fino al 23 ottobre non partecipa ad azioni ma esegue lavori difensivi. Il 24 un'insolita attività delle artiglierie nemiche fa prevedere un'imminente azione; la brigata si schiera subito coi battaglioni I e II del 140° alle quote 208 (nord e sud), col III/140° al Crni hrib e col 139° a Bonetti.
Iniziatosi il ripiegamento della fronte carsica, nella notte sul 28 la "Bari" lascia le citate posizioni assumendo il compito di retroguardia della 61a divisione. Per Doberdò, Ronchi e Turriaco ripiega oltre l'Isonzo e si dirige al Tagliamento; il 30 è a Latisana, ove resta schierata, fra il ponte della rotabile e Cesaredo, fino al 4 novembre. La sera di detto giorno riprende la marcia ed il 6 è a S. Donà di Piave e quivi, mentre il 139° costituisce testa di ponte, il 140° si schiera sulla destra del Piave dal ponte della rotabile di S. Donà fino a Grisolera.
Il 10 novembre, ultimato il passaggio della retroguardia della 3a Armata, il 139° si schiera anch'esso sulla destra del Piave dal ponte di S. Donà a Castellana. Il 13 un tentativo avversario sulla fronte del 139° è prontamente soffocato colla cattura di 110 prigionieri e 2 mitragliatrici; contemporaneamente il 140° riesce a trattenere il nemico che ha potuto passare il Piave a Grisolera e Cortellazzo ed a far fronte coi suoi rincalzi sulla linea C. Bressanin - C. Pirami, ma minacciato di aggiramento da riparti avversari avanzati verso Cavazuccherina, ripiega sulla linea C. Sacca - Osteria. Premuto anche nei giorni successivi il 140° ripiega, il 15 novembre, sulla Piave Vecchia ed il giorno seguente è inviato in riserva a Cento (sud di Musile). Il 139° intanto sventa il 18 un tentativo di passaggio del Piave a Sud di Porte del Taglio.

Il 4 dicembre la "Bari", sostituita dalla "Teramo", si reca a Casale sul Sile per riordinarsi, passando alla dipendenza della 4a divisione. Il 19 è inviata per ferrovia a Bassano (51a divisione) ed il 30 sostituisce la "Basilicata" sulla fronte M. Asolone - Osteria il Lepre (18a divisione).

 

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Anno 1918

Il 14 gennaio, il 139° partecipa all'azione per la conquista di M. Asolone, puntando contro le quote 1440 - 1486 e 1520, mentre il 140° segue il movimento facendo perno a Osteria il Lepre ed avanzando per la destra collegato col 139°.
Gli obbiettivi sono raggiunti e conservati, ma il 15 un violento contrattacco li fa di nuovo cadere in mano del nemico. Le nostre perdite sono di 29 ufficiali e 845 gregari.
Tra il 26 ed il 28 gennaio la "Bari", rilevata dalla "Aosta", è inviata presso Bassano a riordinarsi fino al 3 marzo, nel quale giorno sostituisce la brigata Abruzzi sulla linea di massima resistenza Col Moschin - Regione Nosellari. Fino al 31 maggio alterna turni di prima linea e di riposo.
Scatenatasi, il 15 giugno, l'offensiva austriaca sul Piave, il nemico riesce a rompere la fronte in corrispondenza della selletta fra q. 1520 (Asolone) e q. 1486 ed a costruire un cuneo in corrispondenza di M. Asolone che è subito circoscritto per evitare ulteriori progressi. Però nel pomeriggio dello stesso giorno, in seguito allo sfondamento avversario avvenuto ad Osteria il Lepre (140°), è necessario l'arretramento sulla "Cima Bianca" (fra la Ia linea e quella di resistenza) che viene compiuto con ordine e con energia. Invano si accanisce il nemico in tentativi di attacco dal giorno 16 al 19 giugno. Il 23, iniziatasi la nostra controffensiva, il 139° riprende la q. 1421 (sud di M. Asolone); il 24 e 25 il nemico è respinto e sono rioccupate le posizioni perdute il giorno 15. Il contegno dei due reggimenti merita la concessione della medaglia d'argento al valore.
Questi dieci giorni di lotta costano alla brigata la perdita di 73 ufficiali e 2164 gregari.
Sostituita dalla "Abruzzi", il 26 - 27 giugno si reca a riposo a Semonzetto; ritorna però in linea il 7 luglio sempre sul M. Asolone ed in tale alternativa rimane fino all'ottobre.
La nostra offensiva autunnale sul Piave trova la "Bari" in linea col compito di puntare su Col della Berretta, e, successivamente, su Col Bonato. Si dispone per l’attacco su tre colonne: destra I e III/139°; centro II/139°; sinistra I e II/140°; tutte e tre devono agire verso Col della Berretta, la prima per q. 1520, la seconda per q. 1486, la terza da Osteria il Lepre. Il III/140° è in riserva di brigata.
Sferrato l'attacco alle prime ore del 24 ottobre, la colonna di destra supera q. 1520 e raggiunge il Col della Berretta, ove ben presto arriva anche la centrale, mentre la sinistra occupa Casera Col del Vecchio e procede oltre.
La reazione dell'avversario ed il pronto accorrere delle sue riserve obbligano le colonne di destra e centrale a ripiegare sulle posizioni di partenza, mentre la sinistra conserva gli obbiettivi raggiunti. Col rincalzo di altri riparti, la brigata, il 25, ritenta più volte la prova, confermando le sue belle tradizioni, ma non riesce ad ottenere che lievi vantaggi. Sostituita dalla "Forlì" nella notte sul 26 ottobre, è inviata nella regione di M. la Gusella ed il 27 scende a Bassano per riordinarsi: ha perduto 44 ufficiali e 885 gregari.
Il 3 novembre con elementi scelti nei due reggimenti costituisce un battaglione misto di 500 uomini che parte da Fellette, lo stesso giorno, per una rapida azione in Val Sugana, che non ha più luogo data la rapida avanzata in detta regione del XX corpo d'armata.

Alla proclamazione dell'armistizio "Badoglio" la "Bari" è sempre dislocata nei pressi di Bassano.

 

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