Albo d'oro Caduti del Lazio nella prima guerra mondiale 1915 - 1918


BRIGATA "BENEVENTO"

(133° e 134° Fanteria)

Costituita il 1° marzo 1915: il Comando di Brigata ed il 134° dal deposito del 40° Fanteria; il 133° dal deposito del 31° Fanteria.

 

anno 1915

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Anno 1915

Dal 7 al 12 giugno la brigata partita per ferrovia da Napoli e Maddaloni, raggiunge la zona di guerra ed è riunita a Risano (Udine) alla dipendenza della 27a divisione. Il 23 si trasferisce a Medea ed il 5 luglio a S. Valentino e S. Lorenzo quale riserva a disposizione del comando della 3a Armata. Il 21-23 luglio, dopo una breve sosta a Pieris, è schierata nel settore di sinistra della 27a divisione, fra Redipuglia e la rotabile Ronchi- Vermegliano; quivi, il 24, il 133° resiste a violenti attacchi nemici sulle posizioni di Vermegliano, mentre il 134° partecipa, col 14° fanteria, alle azioni per la conquista di M. Sei Busi occupando, il 25, la q. 111 e la q. 118; quest’ultima deve poi essere abbandonata per la violenza dei contrattacchi nemici ripetuti anche il giorno 26. Questi tre giorni di combattimenti costano la perdita di 25 ufficiali e 958 militari di truppa; il contegno del 134° è premiato colla medaglia di argento al valore. Negli ultimi giorni di luglio il nemico ritenta i soliti attacchi infruttuosi perdendo 300 prigionieri.
Il 2 agosto reparti del 134° muovono per la seconda volta alla conquista della q. 118, ma non raggiungono l’obbiettivo a causa del fuoco dell’artiglieria nemica.

Dal 23 al 27 agosto la brigata, sostituita in linea, si reca a Percotto, ove attende ad un periodo di esercitazioni. Il 25 settembre il 134° si porta a Sommardenchia ed il 29 il 133° si disloca fra Lumignacco, Cargnacco e Terenzano. Il 1° ottobre la brigata è inviata nella valle dell’Iudrio, accampando fra Cosson e Bodigoi, donde parte il 16 - 17 ottobre per raggiungere la zona Podbreg - Molino di Kambresko per agire, oltre l’Isonzo, contro le posizioni di q. 675 - Vrh - M. Kuk - M. Jelenik. Nei giorni 21-22 e 27 viene tentato il passaggio dell’Isonzo, ostacolato dalla attiva vigilanza del nemico. Dal 4 al 7 novembre la brigata è inviata sulle posizioni di S. Lucia in sostituzione della "Bergamo", passando alla dipendenza, prima della 7a divisione e poi della 13a che assume la difesa di quel settore. Fino alla fine dell'anno la "Benevento" alterna i suoi reparti fra turni di linea e di riposo e partecipa ai varii tentativi compiuti in questo periodo di tempo per la conquista delle posizioni di S. Lucia, attivamente ostacolati dal nemico.

 

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Anno 1916

Sempre nel settore di S. Lucia la brigata continua il consueto turno dei suoi battaglioni, esercitando un'attiva azione di pattuglie. Il 15 gennaio reparti del 133° riprendono un nostro posto avanzato delle trincee di S. Lucia, che il nemico era riuscito ad occupare il giorno precedente. Il 24 gennaio un reparto nemico, protetto da fitta nebbia, riesce a penetrare di sorpresa in un nostro posto avanzato nel vallone di Usnik, catturandone il presidio composto di 22 uomini del 133°, ma un immediato contrattacco ricaccia subito gli assalitori da detta posizione. Dal 29 al 31 gennaio, per rettificare la nostra linea sull'altura di S. Lucia, molto esposta al tiro dell'artiglieria nemica, viene ritratta la difesa sul costone di Cemponi.
Il 18 marzo, nuclei nemici, avanzando contro le trincee occupate dal I/134° (passato alla temporanea dipendenza della 7a divisione), tentano di aggirarlo dalla destra, ma per il pronto intervento dei rincalzi l'azione del nemico è parzialmente paralizzata.
Dal 28 al 31 maggio la brigata, sostituita in linea dalla "Messina", si trasferisce fra Gagliano e Prepotto ed il 1° giugno si porta ad Udine donde è inviata, per ferrovia, a Padova e, per via ordinaria, nella zona fra Limena e Piazzola sul Brenta.
In vista dell'offensiva austriaca nel Trentino la brigata prosegue in ferrovia per Primolano; il 10 giugno raggiunge Enego, passando alla dipendenza della 4a divisione. Portatasi il 14 in Val d'Antenne, il 133° è destinato quale riserva divisionale, mentre il 134° riceve il compito di occupare M. Castellier Grande e, se possibile, M. Castellaro. Il 16 i battaglioni II e III del 134° conquistano gli Scogli dell'Alpofin e si accaniscono per la conquista del M. Castellier Grande, che l'avversario contrasta con ogni sforzo. Dopo una continua pressione il nemico il 25 giugno accenna a ritirarsi: ne profitta subito la brigata che spinge il II/133° verso gli Albi, tentando di raggiungere Malga Bosco Secco, ove il nemico tenacemente resiste ed invano il 134° tenta, il giorno 29 ed il 30, di aprirsi un varco nei reticolati, allo scopo di espugnare le posizioni nemiche di M. Colombara, obbiettivo assegnato alla brigata. Dal 18 al 30 giugno, essa perde 49 ufficiali e 951 militari di truppa.
Il 1° luglio l’azione è ripresa; il 133° è sulle pendici nord-ovest di M. Colombara in rincalzo della "Rovigo" ed il 134° lungo la linea M. Palo - V. Buse.
La "Rovigo" esplica soltanto un’azione dimostrativa e la "Benevento" assume la difesa del settore di M. Palo.
Il 15 luglio la brigata ha il compito di agire dimostrativamente ed un suo reparto di 100 volontari e 4 ufficiali riesce a dare la scalata al roccione di M. Colombara, seguito da un battaglione bersaglieri; ma una fitta barriera di reticolati arresta l’impeto di quei generosi che devono ripiegare sulle posizioni di partenza. Il 19 - 20 luglio la brigata, sostituita dalla "Salerno", si porta a Tagarlok accampando nei pressi della strada di V. Campomulo e passando alla dipendenza della 34a divisione. Le azioni del luglio le costano la perdita di 19 ufficiali e 535 militari di truppa.
Il 26 luglio è trasferita a Casara del Campo alla dipendenza della 30a divisione e il 9 agosto è inviata, in autocarri, da Bassano a Villanova dell’Iudrio e di qui fatta proseguire, collo stesso mezzo, per S. Martino di Quisca. Dopo un giorno di sosta a Snezatno, l’11 agosto è inviata a Salcano a disposizione del comando della 45a divisione che la destina a costituire il presidio di quella testa di ponte. Il giorno successivo essa sostituisce le truppe dei reggimenti 78° - 144° e 212° nelle posizioni di S. Caterina contro le quali, il 14 agosto, sferra quattro attacchi resi vani dalla resistenza del nemico e perde 20 ufficiali e 495 militari di truppa. Il 15 il solo 134° riprende l’azione e dopo lotta accanita occupa le trincee orientali del pianoro di S. Caterina, ne rovescia la fronte e cattura 160 difensori. Il nemico, proveniente dal S. Gabriele, preceduto da violenti raffiche di artiglieria e mitragliatrici, muove subito al contrattacco, ma, arrestato dal nostro tiro, ripara nelle pieghe del terreno per ritentare l’attacco dopo una seconda intensa preparazione di artiglieria e bombarde. Questa volta la violenza dell'attacco è tale che i reparti del 134° sono obbligati a ripiegare sulle linee di partenza, dopo di aver subito rilevanti perdite. Il 16 agosto la "Benevento", sostituita in linea, è inviata a Sonesenchia e di qui, il 20, a Cà delle Valade, dove passa alla dipendenza della 47a divisione.

Il 29 agosto, imbarcata in ferrovia a Cormons, è trasferita a Resiutta (36a divisione) e, dal 5 all'8 settembre, si schiera nei sottosettori di Chiusaforte e Dogna, in sostituzione della 1a brigata bersaglieri. Su questa fronte la brigata trascorre il resto dell'anno, provvedendo alla sorveglianza della linea ed al rafforzamento delle posizioni.

 

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Anno 1917

Dal principio dell’anno fino all’ottobre la "Benevento" è sempre nella zona Carnia, ove alterna i suoi reparti nella sorveglianza del settore Alto Fella, esplicando la consueta attività di pattuglie ed un’intensa operosità lavorativa.
Il 29 ottobre, in seguito alla forte pressione del nemico in Val Resia, la brigata passa il Tagliamento ed il 31 inizia la sistemazione difensiva da Preone a Cavazzo Carnico.
Il 4 novembre, ricevuto l’ordine di ripiegare nella conca di S. Francesco, occupa quella di Tramonti ed il suo sbocco verso Meduna, ma il nemico, colle sue preponderanti masse, riesce a sbarrare gli sbocchi meridionali della detta conca, sì che la brigata impegna viva lotta e riesce, solo in parte ad aprirsi un varco per sfuggire all’accerchiamento, nel quale però sono travolti parecchi suoi reparti.

Il 21 novembre viene disciolta a S. Pietro in Gù ed i suoi reparti sono assegnati, quali complementi, ad altre unità.

 

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