Albo d'oro Caduti del Lazio nella prima guerra mondiale 1915 - 1918


BRIGATA "CAGLIARI"

(63° e 64° Fanteria)

Sede dei reggimenti in pace:Salerno

Distretti di reclutamento:Alessandria, Ancona, Cremona, Cuneo, Firenze, Girgenti, Milano, Perugia, Sacile, Sassari.

 

anno 1915

anno 1916

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anno 1918

 

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Anno 1915

Ultimate le operazioni di mobilitazione, la brigata parte da Salerno e giunge il 3 giugno nei pressi di Codroipo; il 24 giugno, passa alla dipendenza della 20a divisione e sostituisce la brigata Savona nell'occupazione della testa di ponte di Pieris.
E' incominciata frattanto la 1a battaglia dell’Isonzo (23 giugno - 7 luglio): il giorno 30 il 63° fanteria è chiamato in rinforzo alla brigata Savona, operante contro le posizioni nemiche del M. Sei Busi: fra il 30 giugno e il 2 luglio il reggimento prende parte a sanguinosi assalti e soltanto nel pomeriggio del 2 luglio il III/64°, che frattanto era stato avvicinato a rincalzo, riesce ad occupare il trincerone sovrastante Polazzo; alla sera gli altri due battaglioni del 64° rinforzano l'occupazione della trincea conquistata, contro la quale il nemico vanamente si accanisce con contrattacchi; il giorno 4 l’azione è ripresa da tutta la brigata e vengono occupate alcune altre posizioni sul M. Sei Busi; i reparti si rafforzano sulla linea raggiunta fra q. 89 e il M. Sei Busi.
Le perdite sofferte dalla brigata ammontano complessivamente a circa 1800 uomini, dei quali 51 ufficiali.
L’offensiva viene ripresa nella seconda metà di luglio (2a battaglia dell’Isonzo - 18 luglio – 10 agosto); ad essa prende parte specialmente il 63° fanteria che fra il 18 e il 22 luglio, tenta ancora la conquista delle linee del M. Sei Busi, senza peraltro riuscirvi.
Il 23 luglio la brigata riceve il cambio e si trasferisce a Turriaco, per riordinarsi.
Ritorna in prima linea il 28 settembre per concorrere, sulle alture fronteggianti q. 118 di M. Sei Busi, alla 3a battaglia dell’Isonzo (18 ottobre - 4 novembre). Il 21 ottobre, dopo tre giorni di preparazione di artiglieria, il I e IV/63° assaltano e conquistano alcuni elementi di trincea sulla q. 118, ma la vivace reazione dell’artiglieria avversaria impedisce di conseguire altri vantaggi a malgrado dei reiterati e sanguinosi attacchi, che arrecano al 63° reggimento, in due sole giornate di cruentissima lotta perdite assai rilevanti.
Il 28 ottobre l’azione viene continuata dal 64° fanteria, ma i reticolati ancora in efficienza ed il fuoco micidiale del nemico ne arrestano l'impeto.

Il 6 novembre la brigata, bisognosa di riordinarsi, viene sostituita e inviata a riposo a Scodovacca e più tardi nei pressi di Romans.

 

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Anno 1916

Il 25 gennaio la brigata Cagliari inizia il suo trasferimento nel Trentino e giunge il 26 nei pressi di Marostica. Il 27 febbraio prende posizione nel settore di Tonezza, nel tratto M. Maronia -M. Coston - Soglio d’Aspio, alternando fino a maggio i reparti nelle trincee.
Il 15 maggio si manifesta l’offensiva austriaca nel Trentino con un intenso bombardamento, dopo il quale il nemico, penetrato nelle prime linee di Costa d’Agra, aggira la sinistra della brigata e cade sul rovescio delle trincee di Val Fonda e Tre Sassi, presidiate dal III/64° che oppone strenua resistenza fino alla sera ma alla fine, accerchiato, deve cedere; anche il I/64° resiste tenacemente a Soglio d’Aspio finché, attaccato sul fianco sinistro e a tergo e stremato dalle perdite, i suoi resti si ritirano, il 16, a Coston d’Arsiero. Su tale linea il II/64°, I/63° col concorso di altri reparti, resistono tenacemente dal 17 al 20, costringendo il nemico a rallentare la sua pressione. Il 20 la brigata riceve l’ordine di ripiegare su Arsiero e l’indomani si ritira nella zona Carrè - Chiuppano per riordinarsi, avendo avuto nell’aspra lotta perdite rilevanti.
Frattanto il nemico progredisce ed il 20 maggio già punta contro le nostre nuove linee, dai Sogli di Campiglia al M. Novegno. Data la gravità della situazione, la brigata riceve l’ordine di rinforzare la difesa di M. Novegno ed il 20 giugno si schiera nel tratto M. Spin - M. Brazome.
Il mattino del 2 il nemico attacca il settore del Novegno, ma l’urto s’infrange contro la resistenza del 63° fanteria; anche nei giorni successivi l'avversario tenta inutilmente di impadronirsi della posizione di M. Spin e M. Calliano.
Il 64°, nella notte sul 3, si sposta sulle posizioni di M. Giove - M. Brazome, donde respinge violenti attacchi. Nei giorni successivi si svolgono azioni controffensive contro Pria Forà e bombardamenti nemici sulla conca del Novegno e sul M. Giove, tenuto dal 64°. Il 4 giugno la brigata viene inviata a Bosco, per riordinarsi.
Il 25 giugno, iniziata dal nemico la ritirata, la brigata viene richiamata nella conca del Novegno ed il 26 avanza da M. Giove su M. Brazome e Pria Forà, e da M. Cogolo in Val Posina e giunge a schierarsi il 29 nel tratto M. Aralta - Roccolo dei Sogli, ove rimane fino al 26 luglio; il 28 si trasferisce nei pressi di Schio.
Destinata in Macedonia, il 31 luglio i primi scaglioni della brigata iniziano da Schio il movimento per trasferirsi a Taranto ed imbarcarsi quindi per Salonicco.
Il 27 agosto, trovasi riunita nella zona Akeeklise - Sarigol, alla dipendenza della 35a divisione, ed ai primi di settembre entra in linea nel settore Krusa Balcan, fra il lago di Dojràn e il forte Dova Tepi, ove fino alla metà di ottobre attende a lavori difensivi.
Il 19 ottobre, insieme con reparti di artiglieria, cavalleria e genio, costituisce una colonna autonoma, agli ordini dell'Armata francese, che opera contro Monastir.
Il 15 novembre ha inizio l’avanzata, resa penosa dal terreno e dalle intemperie; dopo più giorni di lotta la brigata, cooperando colle unità alleate, conquista il Dente di Velusina ed il colle di Ostrec, proseguendo il 19 su Monastir, che occupa in concorso colle truppe alleate. Sino al 30 novembre partecipa alle operazioni per allontanare i bulgari dalle posizioni montane a nord e ad ovest di Monastir, conquistando alcuni elementi di trincea.

Pel valore dimostrato dalla colonna autonoma nella conquista di Monastir il generale Desenzani, comandante la colonna stessa, fu citato all’ordine del giorno dall’Armata d’oriente, distinzione che dà diritto a fregiarsi della Croce di guerra francese con palma; ricompensa intesa ad onorare col comandante le sue truppe.

 

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Anno 1917

Ai primi di gennaio la brigata si trasferisce a Tepavci; a febbraio sostituendo i reparti della brigata Ivrea, entra in linea nelle posizioni ad est di q. 1050, ove nelle giornate 12, 13 e 17 febbraio respinge violenti attacchi lanciati dai bulgari contro alcuni tratti delle nostre linee.
Il mal tempo e la neve rendono l’attività combattiva limitata fino a tutto marzo.
Il 13 aprile la brigata, ricevuto il cambio, è riunita nella zona di Jaratok; nelle giornate dal 9 all'11 maggio, in concorso colla brigata Ivrea, nel settore del Piton Brulé, reparti della "Cagliari" tentano alcuni attacchi, ma senza successo.

Fra il maggio e la fine di dicembre la brigata compie turni di trincea sul Piton Brulé e nel così detto "Settore ovest" alternati a periodi di riposo.

 

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Anno 1918

Fino a tutto il mese di agosto la "Cagliari" rimane nel settore della Cerna, alternando turni di trincea con periodi di riposo nelle zone di Jaratok e Gniles.
Ai primi di settembre il nemico inizia il ripiegamento generale dal Vardar alla regione dei Laghi. La brigata riceve allora l’ordine di superare l'ultima resistenza nemica nel settore della Cerna.
Sull'imbrunire del 21 settembre, i primi reparti muovono all’attacco delle posizioni nemiche a sud di Vlakar: respinti e catturati elementi di retroguardia, i reggimenti proseguono decisamente nell’inseguimento raggiungendo nella notte del 22 le posizioni di Topolcani.
Il nemico ripiega intanto sulle alture a nord di Buciri ove tenta ancora di resistere; solo nella notte sul 26 il 63° riesce a fargli abbandonare le posizioni.
Frattanto il 64° passa agli ordini della brigata Ivrea, che deve puntare verso Krusevo.

La mattina del 28 settembre il 63° fanteria, dopo una marcia di 45 chilometri, giunge nei pressi di Sop, ove riprende il contatto col nemico. Nonostante il logorio dei combattimenti e delle lunghe marce precedenti, attacca risolutamente il 28 e 29 le posizioni di Sop, senza peraltro riuscire a vincere la tenace resistenza dell’avversario, che ha ricevuto notevoli rinforzi. Il mattino del 30 sopraggiunge il 64° ed insieme i due reggimenti riprendono l’azione, ma alle ore 12 viene proclamata la cessazione delle ostilità.

 

 

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