Albo d'oro Caduti del Lazio nella prima guerra mondiale 1915 - 1918


BRIGATA "CAMPANIA"

(135° e 136° Fanteria)

Costituita l 1° marzo 1915: il Comando di Brigata ed il 136° dal deposito del 64° Fanteria; il 135° dal deposito del 32° Fanteria.

 

anno 1915

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Anno 1915

La brigata, partita in ferrovia da Salerno ed Avellino, si raccoglie il 12 giugno nella zona Risano - Lanzacco alla dipendenza della 27a divisione. Il 24 è inviata, per via ordinaria, nella zona Medea - Borgnano ed il 5 luglio in quella a sud di S. Valentino. Di qui il 135° con due battaglioni è destinato a S. Canziano inviando l’altro battaglione a Porto Rosega (Monfalcone) a disposizione del comando della 13a divisione. Il 12 il 136° è schierato in linea nel settore di Ronchi, passando alla dipendenza della 14a divisione. Il 19 luglio ha inizio l’azione per la conquista di M. Sei Busi ed i reparti della "Campania" svolgono le loro prime azioni di guerra agendo contro le munite posizioni delle quote 111 e 118 che vengono raggiunte col concorso delle unità laterali. Fino al 22 agosto continua nel settore della brigata un’avanzata metodica che, sebbene ostacolata dal nemico, mette in grado i reparti di realizzare qualche vantaggio territoriale specie verso la q. 70.
Il 24 agosto la "Campania", sostituita in linea, è inviata nella zona fra Persereano e Percotto per riposare e riordinarsi.

Il 23 settembre è trasferita, per via ordinaria, nel settore Korada - Kambresko, assumendone la difesa il 28, in sostituzione delle brigate Spezia e Firenze. In questo nuovo settore essa compie soltanto azioni dimostrative e tentativi di passaggio dell’Isonzo in diversi punti della sua fronte, allo scopo di distrarre l’attenzione avversaria dalle azioni che si svolgono nei settori laterali. Il l° dicembre la brigata è di nuovo spostata: il 135° col comando di brigata si porta a Vipulzano ed il 136° prima a Quisca e poi ad Oslavia di fronte alla q. 188. Il comando della brigata assume, il 3 dicembre, la difesa del settore di Oslavia avendo ai suoi ordini reparti dei reggimenti 70°, 73° e 111°. Il 13 dicembre si trasferisce al "Lenzuolo Bianco" ove rileva il comando della brigata Ravenna nella difesa del settore di Oslavia, rimanendovi sino alla fine dell'anno.

 

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Anno 1916

Sostituita dalla brigata Novara, il 10 - 11 gennaio la "Campania" si reca a riposo nella zona di Tre Buchi, ma il 15 è richiamata in linea ad Oslavia per concorrere ad un attacco che la brigata Novara si accinge a sferrare per riprendere una posizione occupata dal nemico verso q. 188 e la selletta di Oslavia.
Il terreno perduto è in gran parte riconquistato, ma il nemico, dopo varie prove infruttuose, tenta, col favore della nebbia, all'imbrunire del 24 gennaio, di rioccupare le trincee della selletta di Oslavia, una parte delle quali cadono in suo possesso, nonostante i disperati sforzi della brigata, che il 25 è ritirata dalla linea e raccolta a S. Floriano, dopo di aver subito un migliaio di perdite. Il 28 gennaio essa si trasferisce fra S. Andrat e Ruttars e di qui, il 29, a Manzano.
Nei giorni 8 e 9 febbraio è spostata nella zona Pozzecco - Villa Caccia - Nespoledo - Zompicchia, passando alla dipendenza della 10a divisione.
In detta zona permane fino al 4 aprile, allorché, destinata in Val Sugana, è inviata, per ferrovia, a Bassano, ove sosta fino al 17, per riprendere il giorno seguente il trasferimento per la zona fra Primolano, Fonzaso, Arten, Fastro, Arsiè.
Nei giorni 5 e 6 maggio due battaglioni del 136° sono inviati a Grigno e Cinte Tesino ed adibiti a lavori di rafforzamento, a disposizione del comando del settore Brenta - Cismon.
Il 20 maggio il comando della brigata si trasferisce ad Imer per assumere la difesa dello sbarramento di Val Brenta tenuto a sinistra - come si è detto - dal 136° ed a destra dall'83° fanteria. Detti reparti hanno ordine di spingere la propria occupazione in avanti fino a raggiungere le linee del Chiepina e di Val Maora.
Il 136° occupa il 10 i paesi di Villa ed Agnedo e si collega a Strigno con reparti della 15a divisione (222° fanteria) operante sulla destra, mentre l'83° spinge ricognizioni verso M. Civaron. Il 16 giugno i due reggimenti avanzano: il primo verso il T. Maso ed il secondo oltre la Val Coalba rafforzandosi subito sulle posizioni raggiunte. Il 20 giugno il 135° sostituisce l’83° e in tal modo la "Campania" è nuovamente riunita. Il 25 giugno una compagnia nemica tenta di attaccare, sul costone occidentale di Val Maora, un reparto del 135° che la lascia avvicinare fino a breve distanza e poi la respinge infliggendole gravi perdite in uomini e materiali. Intanto i reparti del 136° spintisi oltre il Chiepina, riescono a catturare, il 27 giugno, una numerosa pattuglia nemica.
Il 28 elementi del 135°, agendo in appoggio della brigata Siena, che opera contro il M. Civaron, oltrepassano il T. Coalba ed occupano diverse case sulla sua sinistra diventate nidi di mitragliatrici nemiche; il 2 luglio è occupata Casa Sorgente.
Durante i mesi di luglio e di agosto continua l’azione dimostrativa intesa ad alleggerire la pressione sulle unità laterali.
Il 30 agosto ed il 1° settembre il nemico, preceduto da intensa preparazione di artiglieria, lancia un attacco in forza contro la fronte del 135° che lo respinge completamente ma perde 4 ufficiali e 131 militari di truppa.
Il 19 settembre la "Campania" concorre dimostrativamente ad un attacco a fondo della 15a divisione; per assolvere tale compito essa spinge un battaglione (II) del 136° a cavaliere delle direttrici di Ponte sul Chiepina della strada Imperiale, Stazione di Villa – Agnedo - Strigno, Ponte sul Maso e Ponte sul Chiepina di Villa, Villa, q. 356, linea del T. Maso. L’avanzata procede bene; la q. 356 è occupata, ed i reparti si accingono a rafforzarvisi, quando gli eventi dei reparti operanti sulla destra li obbligano a ripiegare ordinatamente sulle posizioni di partenza, conservando però una parte delle posizioni raggiunte.
Il 3 ottobre il 135° è inviato a riposo fra Fastro e Grigno, ma il 15 è richiamato in linea sulla fronte che va dal Ponte di Ivano - Strigno al Vallone sud di Pra della Bella. Il comando di brigata ed il 135° passano alla dipendenza della 15a divisione, mentre il 136° è a disposizione del comando del settore Valsugana (51a divisione).

Dopo un periodo di permanenza in linea la "Campania" il 18 dicembre inizia i movimenti per trasferirsi a riposo ed il 22 è riunita nella zona fra Fonzaso - Lamon - Fastro - S. Vito, ove trascorre il resto dell'anno.

 

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Anno 1917

La brigata è tuttora a riposo nella zona sopracitata a disposizione del comando del XVIII corpo d'armata e vi permane fino al 30 marzo, allorché è trasferita col comando ed il 136° a Conca Tesino alla dipendenza della 15a divisione ed il 135° a Fastro ancora a disposizione del comando del XVIII corpo d'armata. I reparti si alternano sulle consuete posizioni di M. Levre - Forcella Tesino - Sella Brentana - Cinte Tesino, esercitando attività di pattuglie e compiendo molti lavori di rafforzamento. Il 28 agosto il nemico pronunzia un attacco contro le posizioni di q. 1950 e la sinistra della q. 2034, ma è prontamente respinto.
Il 17 settembre reparti della brigata partecipano ad un colpo di mano contro le linee nemiche oltre il T. Maso e le posizioni di Castelnuovo, Carzano e Caverna. Il 18 l'azione ha il suo primo svolgimento: il T. Maso è oltrepassato dalla prima colonna (reparto esploratori del 136°); Carzano è occupato colla cattura del presidio consistente in un comando di battaglione ed un centinaio di difensori; è raggiunto anche Spera, ma in seguito agli eventi dei reparti laterali ed alla reazione avversaria, i reparti ripiegano gradualmente sulle posizioni di partenza, dopo di aver perduto 9 ufficiali e 161 militari di truppa.
Il 4 novembre, in seguito al ripiegamento della 2a armata, la brigata è inviata a Tezze, il 5 raggiunge Carpanè ed il 6 S. Zenone degli Ezzelini. Il 7 novembre è sulla destra del Piave, per la difesa della nuova fronte da Rivasecca per il cimitero di Ciano a Cascina Serena, passando alla dipendenza del I corpo d'armata. In questo periodo di tempo la brigata, mentre mantiene un'assidua vigilanza in linea, provvede a molti lavori di rafforzamento. Il 3 dicembre essa è inviata a Fonte di S. Martino, passando alla dipendenza della 56a divisione e dall'8 al 10 è già schierata in prima linea pronta a resistere all'attacco in forza che il nemico lancia il giorno 11 contro le posizioni di Col dell'Orso - M. Solarolo - Col dell'Agnella, attacco che viene respinto da reparti del 136° le cui perdite sono di 4 ufficiali e 165 militari di truppa.
Il contegno dei reparti in questa azione è citato sul bollettino di guerra del Comando Supremo.

Il 17 il nemico rinnova l'attacco contro la linea Valderoa - Solarolo, ma anche questa volta i reparti della "Campania" lo respingono. Uguale sorte tocca all'attacco che il nemico sferra il 19 dicembre contro la fronte del 135° a Valpore di Fondo.

 

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Anno 1918

La "Campania" è sempre sulla fronte del M. Grappa - M. Solarolo ove continua nella sua attività di pattuglie. Nei giorni 19 e 20 gennaio, sostituita dalla "Barletta", si reca a riposo fra Marola - Grumolo delle Badesse - Gaianigo e Grantorto, passando alla dipendenza della 51a divisione.
Il 15 marzo è trasferita, per via ordinaria, nella zona del Montello, in sostituzione di reparti della 23ª divisione britannica dislocandosi fra Biadene e Venegazzù ed inviando due battaglioni a disposizione del comando della brigata Reggio fra le strade 12 e 13 del Montello e Pederiva di Biadene. Il 4 aprile la "Campania" è tutta in linea sul Montello sostituendovi la "Reggio" colla quale si alterna fino al 4 giugno, allorché restringe la sua fronte al tratto da Ciano a C. Serena, inviando due battaglioni del 136° col comando di reggimento a Biadene come riserva divisionale.
Il 15 giugno, inizio della offensiva austro-tedesca sul Piave, la brigata è ritratta alquanto dalla primitiva fronte, assumendo la difesa della linea da Colesel Val dell’Acqua a Val S. Martino, mantenendo innanzi a sé un velo di pattuglie per sorvegliare il terreno fino al Piave e per mantenere il contatto col nemico. Il 21 e 22, dopo aver esercitata la più accanita resistenza alla pressione nemica, spinge nuovamente i suoi battaglioni verso il Piave che è raggiunto il 23, mentre l’avversario, in rotta, ripassa in fretta il fiume.
Nella notte sul 24 giugno la brigata è inviata fra Venegazzù e Biadene per riordinarsi e riposare e il 13 luglio è trasferita nella zona fra Coste - Caerano di S. Marco - Altivole - Crespignaga.
Il 4 agosto ritorna in prima linea rilevandone la "Cuneo" dalla quale a sua volta è sostituita il 6 per essere inviata a riposo tra Montebelluna – Biadene - Caerano di S. Marco - Contea.
Il 2 ottobre la "Campania" si reca in prima linea sulla consueta fronte a compiervi il suo ultimo turno. Il 24, in vista della offensiva finale, essa restringe la sua fronte e si prepara al passaggio del Piave tra Pederobba ed Onigo per raggiungere, sulla riva sinistra, prima il ciglione tra Molino Settolo e q. 183, poi la linea C. Tessere - C. del Dotto - S. Giovanni ed infine quella fra q. 233 e Col Polenta. Il 27 la brigata inizia il gittamento di una passerella che è ostacolata dal tiro nemico e dalla velocità della corrente. Riceve allora ordine di passare sul ponte gittato a Pederobba e su questo infatti una parte dei suoi reparti varca il Piave, quando il nemico apre vivo fuoco di artiglieria e produce la rottura del ponte, colpendo anche in pieno il comando della brigata che soffre la perdita di 43 morti e 24 feriti fra ufficiali e truppa dei reparti zappatori ed esploratori che ha alla sua dipendenza. Il 28 spostatasi a Levada e Guizza, ritenta il passaggio su di un ponte da gittare a Vidor, ma il nemico rende impossibile l'operazione e la brigata si porta fra la stazione di Pederobba e Molinetto ove i nostri pontieri tentano il gittamento di una passerella, ma il nemico, sempre vigile, vieta anche questa volta di raggiungere l'intento. Finalmente l'audacia dei pontieri riesce allo scopo: il 29, la brigata, passato rapidamente il Piave, raggiunge il suo primo obbiettivo: Molino Settolo e prosegue per il secondo; ma un nuovo ordine la dirige verso Saccol e Soprapiana che sono subito occupati. Più tardi, mentre il 135° occupa S. Pietro di Barbozza, il 136° è a Fontana ed il reparto arditi scaccia il nemico da Guia. Il bottino ed il numero dei prigionieri sono molto rilevanti, il solo materiale di artiglieria è di 15 pezzi da 77, una batteria da 210, due obici da 152 e molte armi portatili.
La "Campania" ha ordine di raggiungere la displuviale M. Cesen - M. Cimon; il 31 essa è già su detta linea, dopo di aver presi al nemico molti altri cannoni, fra i quali un mortaio ed un obice da 305.

Il suo contegno merita, per la seconda volta, la citazione sul bollettino di guerra del Comando Supremo. Il 1° novembre essa ha ordine di raggiungere il tratto superiore del Piave fra Bardies e Campo S. Piero; vi arriva nel pomeriggio del giorno 2 ed il 4, passata sulla destra del fiume, si disloca fra Landris - Vignole – Roe e Pojan e più tardi fra Mas e Peron ove è fermata dal concluso armistizio.

 

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