Albo d'oro Caduti del Lazio nella prima guerra mondiale 1915 - 1918


BRIGATA "CATANIA"

(145° e 146° Fanteria)

Il Comando di Brigata è costituito il 1° marzo 1915 dal deposito del 4° fanteria che ha formato, sin dal 20 gennaio 1915, anche il 146°: il 145° è costituito, il 14 aprile 1915, dal deposito del 3° fanteria.

 

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Anno 1915

Destinata, a far parte della 26a divisione, la brigata, da varie guarnigioni della Sicilia orientale, il 7 giugno, per ferrovia, raggiunge Udine da dove prosegue per Cusignacco.

Il 16 è trasferita nei pressi di Tolmezzo, ove svolge un intenso periodo di esercitazioni. Il 19 luglio due battaglioni (I/145° e II/146°) sono inviati in linea, il primo nel tratto Pal Grande - passo di M. Croce - Pal Piccolo ed il secondo verso Castello Valdajer. Nei giorni successivi la brigata si schiera, assieme a riparti alpini, nei sottosettori Alto But, Alto Degano, M. Paularo ove trascorre il resto dell'anno senza compiere alcuna notevole azione, ma esercitando una continua attività di pattuglie e attendendo ad importanti lavori di rafforzamento.

 

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Anno 1916

La "Catania" è sempre nella zona Carnia fino al 23 aprile, nel qual giorno, sostituita dalla 1a brigata bersaglieri, è inviata presso Palmanova, fra Castions di Strada, S. Andrat, Flumigliano, Morsano di Strada, passando alla dipendenza della 19a divisione. Il 3 maggio è spostata a Fauglis; il 23, per ferrovia, raggiunge Verona proseguendo per via ordinaria, il 25, per S. Pietro di Lovagno, S. Briccio, Casale. Il 9 giugno è riunita a S. Martino Buonalbergo e di qui è trasportata, per ferrovia, ad est di Schio, ove, il 13, il 145° si schiera nelle posizioni di Val Canaglia, Val Cengiotta, pendici di M. Pau (20a divisione), mentre il comando della brigata ed il 146° si portano, per via ordinaria, fra Corte di Zanè, Santorso, M. Summano. Il 25 giugno, alla brigata è affidata la difesa di Val d'Astico, ove si schiera intanto il 146°.
Il 27 riceve ordine di sostenere l'azione che truppe della 9a divisione svolgeranno verso M. Cimone, avanzando in forze fino a portarsi all'altezza di Barcarola per sbarrare la Val d'Astico. Sotto il tiro avversario e nonostante le difficoltà del terreno, aumentate dalla rottura del ponte Schiri - Seghe, il III/146°, rincalzato dal II, avanza lungo la strada che conduce a Seghe di Barcarola, mentre la 10a compagnia ed altri riparti del 36° fanteria che opera in quel settore, raggiungono e si rafforzano sullo sperone di Torre Alta e Seghe di Barcarola. Il 28 l'azione prosegue verso l'altopiano di Tonezza, attaccando decisamente da tergo le difese di M. Cimone
Il 146° opera su due colonne: il II battaglione per Val Tezze, Val Caugana; il III sulla rotabile di Tonezza e su Valle Orsa. Fino al giorno 30 giugno i riparti tentano di avanzare, ma la difficoltà dell'aspro terreno e la reazione avversaria non permettono che lievi progressi: le perdite sono di 13 ufficiali e 269 militari di truppa.
Il 2 luglio l'azione è ripresa coll'intervento del 145° che, il giorno 5, sostituisce il 36°, ma le difficoltà citate rendono ancora vano ogni sforzo, sicché le truppe, il 7, sostano e si rafforzano sulle posizioni raggiunte.
Il giorno 8 il 145° inizia l'attacco delle posizioni di Settecà e di q. 800 (Pedescala), ma il continuo tiro avversario, proveniente in ispecie dal M. Cimone, non consente che scarsi risultati.
Dopo una nuova sosta, durata fino al 21 luglio, per il rafforzamento delle posizioni e per molestare il nemico con azioni di pattuglie, è ripreso l'attacco per la conquista dell'altopiano di Tonezza. Il 23 è occupata la località di Osteria, sita sulla via di più facile accesso all'altopiano stesso, mentre riparti operanti sulla sinistra dell'Astico si impadroniscono, il 24, di Sega Casentina e procedono verso Settecà. Il 25 la "Catania", sostituita dalla "Pistoia", si trasferisce a riposo tra Piovene e Rocchette.
Il 13 agosto è inviata nella zona fra Tapogliano e Crauglio (XIV corpo d'armata) ove sosta per un periodo di riordinamento e di istruzione fino al 13 settembre, nel qual giorno è inviata a Begliana.
Il 17 settembre essa è schierata sul Debeli col 146° (16a divisione) mentre il 145° è posto a temporanea disposizione del comando del VII corpo d'armata. Il 23 i riparti in linea sventano due tentativi di attacco che il nemico ha lanciato verso le nostre posizioni di q. 144 ed il 10 ottobre, con brillante azione, tentano la conquista completa della citata quota perdendo 15 ufficiali e 600 gregari.

L'occupazione è ampliata nei successivi giorni 11 e 12 e costa altra perdita di 36 ufficiali e 588 gregari. Il 1° novembre ha inizio una nuova azione che dura fino al giorno 6 con sensibili vantaggi. Il 9 novembre la brigata, sostituita dalla "Cremona", si trasferisce fra S. Lorenzo, Bozzatta e Lovara, passando alla temporanea dipendenza della 1a divisione di cavalleria. Il 14 dicembre ritorna sul Debeli e vi rileva la "Cremona" (16a divisione).

 

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Anno 1917

La brigata è in linea sul Debeli fino al 5 gennaio, nel qual giorno, sostituita dalla "Bari", è raccolta a Cervignano e Strassoido da dove prosegue per ferrovia, il 6, fino a Cittadella e si disloca fra Galliera, S. Martino di Lupari, Tombolo, Rossano Veneto e Muttinello a disposizione del comando della 6a Armata.
Il 18 febbraio inizia la sostituzione della brigata "Perugia", passando alla dipendenza della 13a divisione ed il 23 il 146° si disloca nel tratto M. Baldo, Roccolo Cimon, Passo Stretto, mentre il 145°, il 28, si raccoglie a Bosco Pian delle Ronchelle.
Dal marzo fino al 21 giugno la "Catania" si alterna con riparti delle brigate Piemonte e Pesaro in tutti i turni di linea sulle posizioni di M. Zebio e periodi di riposo nelle valle di Campomulo; in questo tempo esplica la consueta attività di pattuglie, compie qualche piccolo colpo di mano ed attende a lavori di rafforzamento. E' da segnalarsi, in questo periodo, lo scoppio di una mina avvenuta al caposaldo "A" del M. Zebio, che produce la perdita di 22 ufficiali, dei quali 13 morti, del 145°. Essi eransi recati in ricognizione in detta località per l'azione da compiersi il giorno 10, che non consentì i risultati voluti a causa della reazione avversaria resa più agevole dall'effetto della citata mina.
Il 22 giugno la "Catania" è inviata nella zona ad ovest di Enego per un periodo di riordinamento.
Il 10 luglio è raccolta a Cismon e di qui inviata, per ferrovia, a Palmanova donde prosegue per Claujano e Trivignano (45a divisione).
Il 19 è spostata fra Versa e Romans (27a divisione), il 20 raggiunge il Vallone ed il 22 schiera in linea il 145° e disloca in rincalzo a Vermegliano il 146°. Il 30 anche il 146° sostituisce in linea il 66°. Il 17 agosto la brigata, rilevata dalla "Piceno", va a riposo fra Armelino - Mortesins e Ruda (19a divisione); il 22 è inviata a Fogliano ed il 26 presso Doberdò (61a divisione). Il 31 agosto ritorna in linea sulla fronte q. 208 nord - Selo, in sostituzione delle brigate Pistoia e Bisagno (2a divisione). Il 3 settembre un colpo di mano eseguito dal III/146° porta all'occupazione di una dolina sede di un comando austriaco, che fu poi denominata "Dolina Catania". Un contrattacco nemico obbliga il giorno 4 ad abbandonare la dolina stessa, che è però nuovamente conquistata il 5. Lo stesso giorno la "Catania" passa alla dipendenza della 54a divisione.
Il 21 settembre, sostituita dalla "Lazio", è raccolta a Polazzo donde, il 23, prosegue, in autocarri, per Castello e Porpetto (21a divisione) ed il 30 si porta nella zona fra Teor, Driolassa e Torza.
Il 19 ottobre la brigata raggiunge Palazzolo dello Stella e di qui, per ferrovia, è inviata a Villa Vicentina e poi, per via ordinaria, a Ronchi (28a divisione).
Il 26 si trasferisce a Pieris e Mortesins (4a divisione) ed il giorno successivo, in vista dell'iniziata offensiva nemica, occupa le trincee della testa di ponte sull'Isonzo lasciandole solo il giorno 28, dopo aver protetto il passaggio delle truppe del XXIII corpo d'armata. Fatti quindi saltare i ponti, respinte le prime pattuglie avversarie sopraggiunte, il 29 la brigata raggiunge S. Gervasio e Carlino, il 30 resiste sulla linea del Cormor per proteggere il ripiegamento di altre unità ed il 31 è a Latisana ove riceve ordine (61adivisione) di ritornare allo Stella per presidiare quelle posizioni; ma presso Palazzolo, all'altezza di C. Visintini, le compagnie di avanguardia impegnano combattimento con riparti nemici che vengono respinti ed in parte catturati. Aumentando la pressione avversaria, la "Catania" il 1° novembre passa il Tagliamento e si disloca fra Villanova - Palazzo Persico e Stiago, ritornando alla dipendenza della 28a divisione.
Il 2 ed il 3 novembre è destinata, quale unità di retroguardia, sul Lemene e sulla Livenza ed il 4 il 145° si trasferisce a S. Donà di Piave per la costituzione della testa di ponte di Musile e la difesa del ponte ferroviario, mentre il 146° prende, il 5, posizione lungo la Livenza ed il 6 sulle linee del Piavon, ove sosta fino al 9 nel qual giorno raggiunge il Piave schierandosi da Zenson a Cà Rossetto. Il 12 novembre il nemico, preceduto da intenso tiro di artiglieria, riesce a passare il Piave ed a raggiungere Zenson minacciando di aggirare l'ala sinistra della brigata, ma è arrestato da nostri vivaci contrattacchi.

Il 19 dicembre si trasferisce a Carbonera per riordinarsi (28a divisione).

 

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Anno 1918

Il 15 gennaio la brigata si trasferisce fra Meolo e Casale sul Sile, passando alla dipendenza della 61a divisione. Il 24 sostituisce la "Teramo" sul Piave nel tratto Cà di Rosa - Cà Gradenigo ed il 21 febbraio, rilevata dalla 2a brigata bombardieri, si reca a riposo nella zona fra Melma, Pozzetto, Lughignano, Fornaci di Rivalta. Il 14 marzo è di nuovo in prima linea nel consueto settore, nel quale i suoi reggimenti si alternano fino alla battaglia del Piave. Il 15 giugno sono entrambi in prima linea e, allo scatenarsi dell'offensiva, concorrono con altri riparti ad arrestare il nemico, che ha passato il Piave, sulle linee Cà Malipiero, Cà Bellesine, Cà di Rosa. Il 16 un riparto nemico riesce ad infiltrarsi nella nostra linea a Cà Bellesine, ma è due volte ricacciato alla baionetta; nuovi tentativi nel pomeriggio, per forzare la nostra linea fra Cà Malipiero e Cà di Rosa e poi quella della Fossetta tenuta dal 145°, falliscono per parte degli austriaci che subiscono gravi perdite, lasciando nelle nostre mani molti prigionieri.
Data la continua pressione avversaria, all'alba del 17 è affidata alla brigata la difesa della fronte: S. Filippo (Meolo) - Cà di Rosa - Cà Malipiero - Cà Bellesine - Mille Pertiche.
Il 18 il nemico tenta più volte l'occupazione del caposaldo di Cà di Rosa, ma i suoi sforzi s'infrangono contro la valida resistenza dei difensori. Il 19 il 146° è ritirato dalla linea ed inviato ad Altimo, ove l'indomani è raggiunto dal 145°. Le perdite durante la battaglia sono di 85 ufficiali e 3000 gregari, compresi i dispersi.
Il 24 giugno il 145° è trasferito a Palazzo Prina ed il 5 luglio il comando di brigata ed il 146° sono inviati, rispettivamente, a Carpenedo e Favaro Veneto, ove, il 10, si trasferisce anche il 145°. Il 12 da Mestre la brigata è inviata, per ferrovia, nella zona fra Motta, Coldogno, Chiesa di Vivaro, Cresole e Botteghino, ove continua il periodo di riordinamento e di istruzione iniziato. Il 17 luglio è traslocata nella zona fra Altavilla, Tavernelle e Sovizzo ove sosta fino al 15 agosto, nel qual giorno è inviata sul M. Pasubio alla difesa di quel settore. Il 1° ottobre è rilevata dalla "Piceno" e dislocata fra Schio, Magrè e Liviera.

Il 6 è trasferita, per ferrovia, nei pressi di Campodarsego: il 31 si sposta per via ordinaria fra Vedelago e Salvatronda ed il 3 nella zona fra Torreselle ed Ospedaletto, ove trovasi alla dichiarazione dell'armistizio "Badoglio".

 

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