Albo d'oro Caduti del Lazio nella prima guerra mondiale 1915 - 1918


BRIGATA "CATANZARO"

(141° e 142° Fanteria)

Costituita il 1° marzo 1915: il Comando di Brigata ed il 141° dal deposito del 48° Fanteria; il 142°, formato fin dal 1° gennaio, dal deposito del 19° Fanteria.

 

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Anno 1915

Utimate il 7 giugno le operazioni di mobilitazione, la brigata parte da varie sedi della Calabria e raggiunge, per ferrovia, Udine ed il 12 si disloca fra Zugliano e Terenzano alla dipendenza della 28a divisione. Il 23 giugno si sposta a Borgnano, l'11 luglio a Ruda e S. Nicolò di Ruda.
Il 21 luglio è a Turriaco (X corpo d'armata) ed il giorno seguente il 142° sostituisce in linea, verso Fogliano, i reggimenti 32° e 48°. Dopo aver compiuto piccole azioni tendenti a rettificare le posizioni occupate, il 25 tutta la brigata, rinforzata da altre unità, riceve ordine di avanzare per cooperare alle operazioni che il VII corpo d'armata svolge verso M. Sei Busi. La resistenza avversaria non consente di raggiungere i risultati voluti e l'azione è ripresa il giorno 26 luglio con notevoli vantaggi da parte del 142°, che fa parte della colonna centrale di attacco assieme al 31°.
Dopo successivi tentativi d'avanzata, il 28 la "Catanzaro" riceve ordine dal comando della 19a divisione di raggiungere le quote 121, 164 e 177 ed ha a sua disposizione il 123° fanteria ed il 4° battaglione bersaglieri. Ad onta della tenace resistenza del nemico, fortemente trincerato, la colonna di sinistra (142° ed un battaglione del 123°), avanzando lentamente, occupa il ciglio sud-ovest del costone di M. Cappuccio, mentre quella destra (un battaglione del 123°, uno del 48° ed il 4° bersaglieri), cozza contro una trincea blindata e protetta da reticolati ed è obbligata a fermarsi. Il 30, mentre la sinistra consolida la posizione conquistata, la destra ha ordine di attaccare nuovamente la trincea antistante, ma non fa che lievi progressi poiché, superati due ordini di trincea, ne trova un terzo ancora intatto.
Intanto il 141°, trasferitosi il 21 luglio da Turriaco a Sagrado, entra in linea il 25 col I battaglione a q. 150 (ovest della strada Sdraussina - Sella di S. Martino) e disloca gli altri due alla filanda di Sdraussina alla dipendenza della 21a divisione. Il 26 il I/141° occupa alla baionetta un trincerone della Sella di S. Martino ed il 27, rinforzato dal III battaglione, avanza verso il margine del Bosco Cappuccio e lo raggiunge, mentre due compagnie del III battaglione sostengono la ritirata del 155° fanteria che non può mantenere i progressi della sua avanzata sulla destra. Il II battaglione, già dislocato al casello 46 sulla ferrovia Sdraussina - Savogna a sostegno della brigata Bari operante nei pressi di q. 170, il 29 agisce in rincalzo del 151° ed il 4 agosto occupa una trincea al limite del Bosco Cappuccio, che consolida gradualmente fino al 10.
Dopo un'ultima permanenza nelle rispettive posizioni durata fino al 27 agosto, la brigata è inviata a riposo fra Mariano e Fratta quale riserva del XIV corpo d'armata. Il 18 settembre rileva alla Sella di S. Martino del Carso il 148° fanteria (28a divisione).
Dopo un'alternativa fra turni di linea e di riposo, il 21 ottobre la "Catanzaro" ha ordine di agire contro il tratto Cappella di S. Martino - S. Martino.
I primi attacchi, durati due giorni, si infrangono contro una tenacissima resistenza; si intensifica allora l'azione sulla fronte del 141° per avvolgere le difese antistanti al 142° e favorire l'ulteriore avanzata di questo reggimento. Difatti due battaglioni del 141° (I e II), agendo nel territorio del settore di destra (30a divisione), con fulmineo sbalzo sorprendono il nemico ed occupano la trincea catturando numerosi prigionieri e molto materiale bellico. Procedono poi lungo il Valloncello di S. Martino occupando altra trincea nemica; ma il favorevole esito di questa azione non consente al 142° di progredire, tanto è intensa la resistenza avversaria.
L'attacco prosegue il 23 ottobre su due colonne: a sinistra il I/141° e due battaglioni della brigata Caltanissetta, a destra gli altri battaglioni del 141° e due compagnie del 142°. Con lotta accanita la colonna di sinistra raggiunge il trincerone nemico che sbarra la valle di S. Martino e sensibili progressi fa anche l'altra colonna, ma un micidiale fuoco di artiglieria e mitragliatrici obbliga i riparti avanzati a ripiegare.
Sostituita parzialmente dalla "Regina", la brigata opera successivi tentativi di avanzata fino al 30 ottobre, senza riuscire ad avere ragione della resistenza avversaria. Eguale sorte hanno gli altri attacchi compiuti fino al 3 novembre, tranne quello operato il 31 ottobre da una compagnia del 141° che riesce ad occupare e mantenere un tratto di trincea nemica.
Nei giorni 4 o 5 novembre la "Catanzaro", sostituita dalla "Pisa", si porta a S. Vito al Torre. Le sue perdite in questo periodo di aspra lotta, durata dal 18 ottobre al 3 novembre, sono di 97 ufficiali e 3511 militari di truppa. Il 17 novembre si sposta nella zona fra Ontagnano, Felettis, Sevegliano e Risano ed il 26 in quella Chiopris - Medeuzza a disposizione del comando dell'XI corpo d'armata.

Dopo qualche altro spostamento la brigata, il 22 dicembre, è dislocata nella zona fra S. Maria la Longa - Lavariano - Felettis - Cuccana.

 

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Anno 1916

Il 19 gennaio il 141° è inviato nel settore di Oslavia (11a divisione) a sostituire il 35° fanteria nel tratto Ruderi di Oslavia - q. 112.
Il 24 il nemico attacca e ritrae qualche vantaggio, ma è ricacciato il giorno successivo dal I/141° rinforzato dal II/36°.
Il reggimento concorre all'attacco della 27a divisione verso la q. 133, ma la tenace resistenza obbliga i riparti a ripiegare sulle linee di partenza, ove sostano fino al 10 febbraio. Il 12 di detto mese la "Catanzaro" si riunisce nuovamente a S. Maria la Longa.
Nei giorni 2 e 3 marzo il 142° si porta a M. Fortin (29a divisione) e nei giorni 13, 14 e 15 esegue un'azione dimostrativa sulla destra dell'Isonzo per agevolare un'operazione condotta da riparti schierati sulla sinistra del fiume; però l'improvvisa piena di questo, limita la cooperazione al solo fuoco di fucileria e di mitragliatrici.
Dopo altra azione dimostrativa, svolta nei giorni 26 e 27 marzo, e dopo vari turni di linea e di riposo, il 13 maggio il 142°, sostituito dal 95°, si porta a S. Maria la Longa, ove trovasi il 141°.
Dal 19 al 23 maggio la brigata è trasferita a scaglioni sull'altopiano di Asiago. Lo stesso giorno 23 ha ordine di dislocarsi sul rovescio della linea che dalle pendici di M. Longatico, per M. Magnaboschi e M. Busibollo, scende a Campiello (28a divisione), ma giunta ad Osteria di Granezza, riceve ordine di portarsi a Pria dell'Acqua, ove accampa. Il 25, passata alla dipendenza della 34a divisione, si mette in marcia verso Asiago, arrestandosi a Villa del Brun. Di qui i battaglioni I e II del 141° sono inviati sul costone di M. Meatta a rinforzo della brigata Alessandria, mentre la 4a compagnia del 142° occupa, a scopo di copertura, la mulattiera a nord della strada Gallio - Val Frenzela, spingendo pattuglie verso le Melette di Gallio. Nella notte successiva la brigata, con i quattro battaglioni disponibili, occupa la linea M. Interrotto - M. Catz - Alture a N. E. di Gallio, coprendo così la Valle dei Ronchi.
Nella mattina del 26 il nemico attacca di sorpresa il M. Mosciagh, ove sono stati schierati i due battaglioni del 141°. Mentre la 4a compagnia contrattacca, è inviato sulla linea anche il III/141° col comando di reggimento. L'azione di questi riparti ristabilisce il contatto fra i due sottosettori e M. Interrotto.
Il 27 maggio altri due battaglioni della brigata (III/141° e I/142°) più una compagnia del 142° sono posti a disposizione della brigata Salerno per riprendere e ritirare due batterie sul M. Mosciagh e sostenere il ripiegamento della brigata Lombardia sullo sperone di Val di Nos e su quello di Campomulo. Tale ripiegamento avviene senza incidenti, mentre il 141°, il I/142° e 300 uomini della brigata Alessandria, con reiterati e brillanti attacchi alla baionetta, riprendono i pezzi ed i cassoni. In conseguenza della forte pressione avversaria, d'ordine superiore, la "Catanzaro", meno il 141° ed il I/142°, ripiega, il 28, sulla linea marginale dell'Altopiano, mantenendo fino a sera i riparti di protezione sulle posizioni di M. Catz - Alture di C. Giardini - M. Longara.
Il nemico tenta molestare con pattuglie il nostro movimento, ma è respinto con eguale mezzo. Apre allora intenso fuoco sulla compagnia del 142° che occupa la q. 116 (ovest della strada Gallio - Bertigo), ma è da questa respinto e il ripiegamento pel 142° può così avvenire a scaglioni fino a Mezzavia. Ivi si raccoglie, il giorno successivo, anche il 141° la cui condotta al M. Mosciagh è elogiata dal comando delle truppe dell'Altopiano.
Il 30 maggio la brigata, posta alla dipendenza della 30a divisione, si trasferisce sul rovescio di M. Sprunck e, nella notte, il 142° disloca il II battaglione sul M. Cengio per concorrere col 1° granatieri al mantenimento di quelle posizioni, il III sul M. Belmonte ed il I in riserva di settore. Il nemico attacca nella notte verso M. Belmonte e qualche suo elemento riesce ad infiltrarsi nelle nostre linee, ma il pronto accorrere del 141°, che da M. Magnaboschi spinge un battaglione a M. Belmonte ed un altro a sbarrare Val Canaglia, vale a respingere l'attaccante a costo di gravi perdite.
Il 3 giugno l'avversario ritenta l'attacco verso C. Magnaboschi, ma le poche forze disponibili della brigata in quel settore valgono a ricacciarlo nuovamente.
Frattanto il I/141° sul M. Cengio resiste ai reiterati attacchi nemici e per sette volte reagisce alla baionetta senza cedere un palmo di terreno, e solo alla sera l'esiguo nucleo di superstiti, senza ufficiali, ripiega col comando di reggimento su M. Pau, ove trovasi il III battaglione. Il 142°, attaccato anch'esso da ingenti masse, resiste con accanimento fino a che, per le forti perdite subite, è costretto a ripiegare dal M. Belmonte fino alla strada Campiello - M. Panoccio e poi, respinto da crescenti forze nemiche, fino alla galleria presso lo sbocco di Val Canaglia. Il 141°, messo a disposizione della brigata Trapani, dopo essersi sistemato a difesa sulla linea Km. 40 (Val Canaglia) - Malga del Gallo, è sostituito ed inviato a Pozzo Favaro, mentre il 142° si trasferisce a Canussino.
Rilevata dalla "Forlì", la brigata il 7 giugno si sposta a Calvene, il 9 a Breganze ed il 12 a Trevignano alla dipendenza della 19a divisione. Nei giorni 23 e 30 giugno e 1° luglio si porta, per via ordinaria, a Fontaniva, da dove si trasferisce, per ferrovia, a Palmanova; poscia, a mezzo di autocarri, procede per Chiopris, passando alla dipendenza dell'XI corpo d'armata. Essa, dal 24 maggio, ha perduto 20 ufficiali e 464 militari di truppa.
Inviata, ai primi di luglio, nella zona di Gradisca, il 142° occupa, il giorno 5, le trincee nel settore S. Martino - Groviglio, ed il 141° si schiera, l'11, nel settore di Peteano. In esso, il 6 agosto, è tutta riunita per agire contro il M. S. Michele nel tratto Costone Viola Alto - Cima 1- Cima 2 (22a divisione). Precedute da un'adeguata preparazione di artiglieria, le truppe muovono risolutamente all'attacco e, superata la tenace resistenza, raggiungono gli obbiettivi assegnati catturando molti prigionieri ed un ingente bottino di guerra. Il 9 agosto la brigata, cui è stato assegnato il tratto da Cima 1 alla Sella tra le linee 2 e 3, (23a divisione), muove successivamente all'assalto e, mentre il 141° non realizza notevoli vantaggi, il 142° occupa un tratto di trincea e cattura un centinaio di prigionieri.
Il 10, col rinforzo di altre unità, la "Catanzaro" ha ordine di proseguire l'avanzata verso le quote 242 e 203.
Essa combatte accanitamente ed occupa successivamente Cotici, q. 242, q. 193 e Brestovic. Il giorno successivo inizia l'attacco del Nad Logem, portandosi fin sotto la posizione, ove resiste ad una forte pressione. Il giorno 12 la conquista brillantemente in unione alle truppe della "Lombardia".
Nei giorni successivi fino al 14 agosto la brigata, ormai ridotta di numero per le rilevanti perdite, combatte ed avanza, collegata coi granatieri e la "Lombardia", riportando altri notevoli vantaggi. Il suo contegno nelle azioni svolte a Castelnuovo, S. Michele, Bosco Cappuccio e sull'altopiano di Asiago, fa meritare al 141° la medaglia d'oro al valor militare e quella di argento al 142°.
Le perdite sono state rilevanti: 66 ufficiali e 3228 gregari.
Dopo un periodo di riordinamento e di riposo passato tra Fratta e Villesse, la brigata, il 10 settembre, è dislocata nella zona Ferleti - Bonetti (31a divisione).
I battaglioni I e III del 142° destinati in rincalzo del 122°, riprendono, nella notte sul 17, buona parte di una trincea conquistata e poi perduta dal citato reggimento. Nella giornata del 18 ha luogo l'attacco di q. 208 sud per parte delle brigate Chieti, Macerata e del 142°, con risultati poco sensibili. La notte sul 24 settembre, il 141° sostituisce il 123° a quota 208 nord, ove è raggiunto, nei giorni 4 e 5 ottobre, anche dal resto della brigata.
Alla ripresa offensiva di ottobre alla "Catanzaro" viene assegnato il compito di agire verso i seguenti obbiettivi:
- strada che da Nova Vas corre lungo la gola del saliente di q. 208 nord;
- strada che da q. 209 va a Nova Vas;
- linea Nad Bregom - q. 206.
Il 10 ottobre, con brillante azione, vengono occupate tre linee di trincee ed il Nad Bregom e sono respinti violenti contrattacchi. L'azione continua il 12 e il 15 ottobre verso Hudi Log - Lukatic ed è conquistata la q. 206; il nemico attacca in forze, ma è ricacciato alla baionetta.
Per tutto il mese di ottobre continuano le azioni per la rettifica e la sistemazione delle posizioni conquistate che sono costate alla brigata la perdita di 25 ufficiali e 1425 militari di truppa.
Il 1° novembre la lotta si riaccende e la "Catanzaro" irrompe ancora una volta nelle posizioni avversarie, oltrepassa due linee di trincee ed occupa la q. 238. Il nemico minaccia di avvolgimento le truppe attaccanti, le quali ripiegano fino a ristabilire il collegamento coi riparti laterali, conservando un tratto della prima linea conquistata. La brigata rinnova l'attacco, ma la reazione dei difensori e la necessità di non perdere il collegamento laterale, non permettono di conseguire risultati favorevoli.
L'8 novembre, sostituita, è inviata nella zona Ruda - Campolongo - Perteole, ove resta per riordinarsi fino alla fine del mese. Nelle azioni dei primi giorni di novembre ha perduto altri 33 ufficiali e 1811 gregari.

Nei giorni 1 e 2 dicembre la brigata torna in linea nel settore di Lukatic e vi trascorre un periodo di normale attività fino al 26, nel qual giorno, sostituita dalla "Caltanissetta", si trasferisce a riposo fra Fauglio - Sevigliano - Perteole - S. Pietro - Turriaco.

 

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Anno 1917

Il 9 gennaio le brigata si disloca fra Redipuglia, S. Elia e Polazzo e nei giorni 22 e 23 rileva la "Salerno" nel tratto di fronte Lukatic - Hudi Log (34a divisione). Con detta brigata si alterna fino al 22 maggio, senza compiere azioni di importante rilievo, tranne la consueta attività di pattuglie. Il 23, alla nostra ripresa offensiva, la "Catanzaro" ha il compito di superare le antistanti posizioni e raggiungere il margine del Vallone fra q. 219 e Selo. Avanzando con la consueta bravura, nonostante il violento fuoco di sbarramento, essa occupa il caposaldo di Lukatic ed i trinceramenti del primo sistema difensivo avversario, catturando oltre 1000 prigionieri, molte armi e munizioni. Verso sera il I/142° avanza faticosamente fra il micidiale fuoco di reazione scatenatosi sulle sue ondate.
Il 24 maggio il nemico contrattacca, ma è respinto dalle truppe di prima linea rinforzate da due battaglioni della brigata Pinerolo. Ritenta più tardi di investire le nostre posizioni e ne è respinto alla baionetta dal 141°; però la minaccia di vedere tagliate fuori le poche forze che presidiano la q. 247, obbliga l'abbandono di detta posizione. L'intera giornata è spesa in una lotta con alterna vicenda; il 141° si spinge fino a q. 224, ma, malgrado il suo ardimento e quello del 142°, è arrestato dagli incessanti tiri di artiglieria e di mitragliatrici.
Nella notte, rilevata dalla "Lazio", la brigata si raccoglie tra Polazzo e S. Elia e di qui è trasportata, in autocarri, a Ruda e Perteole. Trasferita il 3 giugno fra Gonars e Moresco di Strada, è spostata, il 4, fra Bonetti e Ferleti e, nella notte dal 6 al 7, sostituisce in linea riparti della brigata Granatieri e del 139° nel settore di Jamiano (61a divisione), ove rimane fino al 25 giugno, senza compiere nulla di notevole. Rilevata dalla "Granatieri", la brigata è inviata in autocarri a S. Maria la Longa, ritornando alla dipendenza della 34a divisione.
Il 7 luglio raggiunge S. Canziano, ove permane fino al 14 agosto per schierarsi, il 17, sulla fronte di Monfalcone, nel tratto: trincea Mandria - S. Antonio - trincea "Adamo" (142°).
Iniziatesi, il 17 agosto, le operazioni della 3a armata contro l'Hermada, la "Catanzaro" ha il compito di passare il Locavaz e, possibilmente, il Timavo a monte della confluenza del Locavaz, puntando su S. Giovanni, poi su Duino ed infine raggiungendo la fronte: q. 196 - fermata Duino - Sistiana. Il 19 agosto, compiuta la preparazione d'artiglieria, il III/142°, seguito dal II, passa il Locavaz e punta su S. Giovanni, portandosi ad un centinaio di metri dalle case del paese. Il 20 rinnova gli attacchi che incontrano seria resistenza, mentre il I/141° raggiunge il Viadotto. Nei giorni 21, 22 e 23 i riparti della brigata, col concorso di altri della "Salerno", ritentano più volte la prova. La "Catanzaro" il 24 passa alla dipendenza della 40a divisione, schierando il 141° al viadotto di q. 36 ed il 142° a q. 145 nord. L'azione è sospesa ed i riparti attendono al rafforzamento delle linee conquistate, ma il 4 settembre il nemico, forte di numero, riesce a rioccupare buona parte delle dette posizioni. Il 142° resiste fino a che riparti delle brigate Arezzo e Toscana, con un energico contrattacco, ristabiliscono la situazione riconquistando il fortino di Flondar e le quote 130, 43, 115 e 145 nord.
Il nemico nei giorni 6 e 7 settembre riesce a riprendere le quote 145 nord e 43. I resti della "Catanzaro" il giorno 8 sono sostituiti dalla "Cosenza" ed inviati nella zona fra Rivolto, Bertiolo e Lonca (21a divisione) per riordinarsi. Il 30 settembre, passata alla dipendenza della 69a divisione, è trasportata, per ferrovia, verso Schio, fra Valle dei Mercanti e Torrebelvicino.

Il 13 ottobre il 141° è a Speccheri (Vallarsa) ed il 142° a S. Antonio (Val Leogra) (55a divisione), ma l'indomani la brigata riceve ordine di trasferirsi nella zona di Arsiero alla dipendenza della 9a divisione, per sostituire, il 16 ottobre, il 2° raggruppamento alpino nel settore Pòsina - Astico e qui trascorre il resto dell'anno.

 

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Anno 1918

Questo anno di guerra è per la "Catanzaro" meno combattivo in confronto a quelli precedenti, poiché è meno tormentata la fronte sulla quale è dislocata.
Sempre nella zona di Arsiero essa, fino al giugno, si alterna colla 2a brigata bersaglieri fra le posizioni di prima linea dei sottosettori: Astico - Schiri - Riofreddo - S. Rocco e le zone di riposo di Contrada Maggiore - Casale - Maglio - Campo Jolanda - Montagnuola.
Nel luglio, avendo la 9a divisione assunto anche la difesa della fronte della 32a destinata altrove, la brigata occupa, il 25, le seguenti posizioni: Casale - C. Peon - Montagnola - Schiri - Seghe col 141° e quelle di Pria Forà - Novegno - Roccolo Bagattini - M. Aralta - Perlona - Campiello col 142°, continuando nella consueta attività di pattuglie e nei lavori di rafforzamento.
Alla fine di agosto è inviata a riposo nella zona di Thiene, ove, salvo lievi spostamenti, permane fino al 29 ottobre, nel qual giorno inizia la marcia verso il Piave, portandosi nella zona Barcon - Fossalunga.

Al sopraggiungere dell'armistizio "Badoglio" essa trovasi dislocata ad ovest di Treviso, fra Levada e S. Ambrogio.

 

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