Albo d'oro Caduti del Lazio nella prima guerra mondiale 1915 - 1918


BRIGATA "CHIETI"

(123° e 124° Fanteria)

Costituita il 1° marzo 1915: il Comando di Brigata ed il 123° dal deposito del 18° Fanteria; il 124° dal deposito del 13° Fanteria.

 

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Anno 1915

La brigata da varie sedi dell’Abruzzo e del Molise è inviata, il 1° giugno, nella zona di Peschiera ed il 6, destinata a far parte della 31a divisione, è dislocata fra Pozzolengo - Rovizza - S. Martino della Battaglia, ove, fino al 20 luglio, attende ad un periodo di esercitazioni e di allenamento. Il 23 parte per ferrovia da Verona e raggiunge Ruda e Pascolet, passando alla dipendenza della 19a divisione. Il 28 luglio essa è schierata in prima linea ad ovest di Fogliano e nei primi sei giorni di agosto ha il suo battesimo di fuoco, attaccando le antistanti posizioni con graduale progresso e conquistando la "trincea delle frasche" che frutta la cattura di un centinaio di prigionieri.
La perdita di 82 ufficiali e 2574 gregari sta a testimoniare la intensità dello sforzo compiuto. I battaglioni: II e III del 123° ed il II del 124°, dando indubbia prova del loro valore, subiscono, nella sola giornata del 4 agosto, perdite rilevantissime. La "Chieti" passa intanto alla dipendenza della 25a divisione, pur restando nelle posizioni conquistate, dalle quali il 17 agosto il III/123° riesce a fare un balzo in avanti di 150 metri colla occupazione di un trinceramento avversario verso q. 118, che nei giorni successivi fino al 4 settembre tenta invano di conquistare completamente, poiché la pronta reazione avversaria ne paralizza il tentativo, che costa la perdita di 12 ufficiali e 810 militari di truppa.
L’8 settembre, sostituita dalla "Bologna", si reca a riposo nella zona Scodovacca - Perteole, ritornando alla dipendenza della 31a divisione.
Il 25 ottobre è ancora in prima linea tra q. 118 e q. 100 ad est di Polazzo. Il 28, alla ripresa della nostra offensiva, la brigata, agendo contro le trincee dette "dei sassi rossi" e "ad ipsilon" riesce, con due battaglioni del 124° (II e III), ad occupare un tratto del secondo dei detti obiettivi e la dolina a cui fa capo la trincea dei "sassi rossi". L'azione continua fino al 3 novembre con lievi vantaggi ed alterna vicenda; è ripresa nei giorni 10 e 11, nei quali la lotta si riaccende violenta, ma la resistenza tenace del nemico e le condizioni atmosferiche avverse fruttano alla brigata soltanto la conquista di un nuovo tratto della trincea ad "ipsilon" a prezzo di ingenti perdite: 60 ufficiali e 2294 gregari.

Il 20 novembre la "Chieti", sostituita dalla "Barletta", si trasferisce a Campolongo per riordinarsi e riposare e ritorna in linea, nelle consuete posizioni, il 12 dicembre continuando i lavori di sistemazione e di approccio.

 

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Anno 1916

Dal principio dell'anno fino alla battaglia di Gorizia la brigata si alterna colla "Barletta" fra turni di linea nelle posizioni di Polazzo e Redipuglia e periodi di riposo nella zona Perteole - Salicetto - Mortesins. Essa attende al rafforzamento della linea ed esegue, di tanto in tanto, delle puntate offensive, quali quella compiuta da reparti del 124° nei giorni 11, 12 e 13 marzo contro il "ridottino" che non può avere un efficace svolgimento a causa della insufficienza dei varchi aperti nei reticolati. E' ritentata il 24 dello stesso mese, ma il nemico vigilante ne sventa di nuovo il tentativo che costa sensibili perdite ai reparti.
Il 22 aprile, per concorrere ad un’azione intrapresa dalla 14a divisione conto la testata del valloncello di Selz, reparti del 124° ripetono, con carattere dimostrativo, gli attacchi contro il "ridottino". Il 4 giugno, allo scopo di impiegare il nemico sulla fronte carsica ed impedirgli di sottrarne truppe per destinarle alla fronte Trentina, come sembra abbia intenzione di fare, reparti del 123° (10ª compagnia e reparto arditi reggimentali) penetrano nella trincea nemica detta "monticelli rossi" ma, contrattaccati da forze superiori, ripiegano sulle posizioni di partenza, portando seco prigionieri e materiale di guerra. Il 29 giugno il II/123°, passato alla temporanea dipendenza del 14° fanteria, riceve ordine di riprendere la trincea di q. 70 (Selz) già conquistata da reparti del 14° e poi abbandonata per la forte pressione nemica. Con mirabile slancio l’obiettivo è raggiunto e consolidato, nonostante la reazione del nemico al quale sono catturati oltre 200 prigionieri.
Contemporaneamente il I/124° attacca la trincea dei "monticelli rossi" e riesce ad occuparla, ma, accerchiato da forze superiori, deve abbandonarla con la perdita di 6 ufficiali ed un centinaio di gregari.
Iniziatasi, il 4 agosto, la preparazione di artiglieria per la battaglia di Gorizia, la brigata Chieti vi concorre con azioni di pattuglie e piccoli colpi di mano. Due compagnie (1a e 2a) del 123° irrompono nella trincea nemica detta "a ferro di cavallo" e, benché costrette a ripiegare, portano seco prigionieri e materiali; altra puntata è compiuta, con pari risultato, ancora contro la trincea dei "monticelli rossi" da reparti del 15° bersaglieri messo alla dipendenza della brigata.
Il mattino del 10 agosto, in seguito all’esito felice delle nostre operazioni sulla fronte di Gorizia, si ha sentore che il nemico sgomberi le sue posizioni ed allora la brigata è risolutamente spinta in avanti, prima verso Doberdò, q. 116, e poi verso il margine orientale del Vallone fra Ferletti e Boneti.
I reparti avanzanti incontrano le prime forti resistenze del nemico sulle alture di Mikoli ed a N. 0. del Crni hrib che vengono subito attaccate, ed il giorno 11 il III/124°, con magnifico slancio, conquista le alture del Crni hrib ed in premio riceve l’espressione di compiacimento di S. M. il Re che da un osservatorio del Carso ne ha seguita l’azione.
I reparti raggiungono il Vallone, ma non possono superarlo per la viva reazione del nemico. Il giorno 12, rallentata alquanto la pressione avversaria, la "Chieti" avanza verso Boneti, lo raggiunge e prosegue verso q. 208 nord, ove incontra nuova resistenza che cerca di superare con violenti attacchi condotti nei giorni 13, 14 e 15, ma non riesce, nonostante il rilevante sacrifizio di sangue: 9 ufficiali e 227 militari di truppa. La brigata continua nella sua attività di pattuglie fino al 27, allorché, sostituita dalla "Salerno", si reca a Perteole ed Armelino per riordinarsi e riposare, passando alla dipendenza della 34a divisione
Il 14 settembre è in linea di nuovo alla dipendenza della 31a divisione, ed il 15 inizia le operazioni contro la fronte Lukatic - q. 238, che compie due volte riportando lievi vantaggi non proporzionati allo sforzo compiuto. Essa riesce infatti ad occupare qualche elemento di trincea ed a catturare dei difensori, ma soffre la perdita di 31 ufficiali e 412 militari di truppa.
Il 16 l’azione è ripresa con esito sempre negativo nonostante lo sforzo della 5a e 7a compagnia del 123° che sono in buona parte distrutte poiché, accerchiate dal nemico, preferiscono morire anziché cedere.

L’avanzata è continuata con azione metodica e frattanto la brigata ripassa alla dipendenza della 34a divisione ed il 6 ottobre, sostituita in linea, lascia la zona carsica e si porta a S. Vito al Torre. Il 15, partita per ferrovia da Cervignano e Strassoldo, è inviata a Vobarno e il 29, destinata a far parte della 6a divisione, sostituisce la "Valtellina" nelle posizioni di M. Melino - Plubega - Cima Palone - M. dei Pini, ove trascorre, in relativa calma, il resto dell'anno. 

 

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Anno 1917

Sempre sulla fronte delle Giudicarie la brigata, a causa della abbondante neve e delle avverse condizioni climatiche, non può che svolgere azioni di pattuglie che vanno intensificandosi coll’avvicinarsi della buona stagione. Il 18 maggio un nucleo di arditi del 124° esegue un colpo di mano contro il posto avanzato nemico di q. 1750 fra la tesata di Val Croina e Cima Palone: preceduto da un’adeguata preparazione di artiglieria, irrompe nella posizione nemica il cui presidio è in parte distrutto ed in parte volto in fuga. Gli austriaci mantengono anch’essi intensa attività di pattuglie ed eseguono qualche colpo di mano, senza conseguire alcun risultato favorevole.
Il 31 luglio ed il 1° agosto il nemico, col concorso di una azione dimostrativa contro il nostro posto avanzato di Pozza Giumela, attacca a fondo con reparti d’assalto la posizione di q. 1707 (Cima Palone) tenuta dalla 6ª compagnia del 124°, i cui nuclei avanzati si ritirano sulla linea di difesa principale, ove il nemico è entrambe le volte arrestato e respinto.
Il 30 agosto l'avversario tenta di attaccare un nostro piccolo posto alla località "Sorgente" in fondo Val dei Concei, ma i difensori, contrattaccando, lo volgono in fuga, gli infliggono gravi perdite e prendono dei prigionieri.
Anche nel settembre il nemico intensifica la sua attività allo scopo di alleggerire la nostra pressione sulla fronte della Bainsizza, ove ferve la battaglia ed il 7 attacca le posizioni di Cime delle Coste e Dosso Perea, ma è costretto a ritirarsi.
Il 10 ritenta la prova con doppia forza contro Cime delle Coste e riesce ad aver ragione del piccolo posto, che non può essere raggiunto in tempo dai rincalzi a causa della distanza e della oscurità della notte: ma, sopraggiunti in aiuto reparti del III/123°, dopo rapida e violenta lotta rioccupano, prima dell'alba, il piccolo posto scacciandone l'assalitore. Altri tentativi di attacco compiuti dal nemico il 13 ed il 15 settembre contro Dosso di Prighen e q. 1375 sono parimenti sventati dai reparti in linea.

Il resto dell'anno trascorre in una alternativa di colpi di mano, fra i quali più notevoli quello del 15 novembre operato contro un piccolo posto del 123° in Val dei Concei e quello del 18 dicembre contro un altro piccolo posto nella stessa zona ove il nemico, preponderante di numero, riesce a catturare una parte del presidio, ma subisce rilevanti perdite.

 

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Anno 1918

Rilevata in linea dalla brigata Siena, nei primi di aprile la "Chieti" è raccolta prima nella zona a sud del Lago d’Idro e poi, il 14, fra Odolo - Barghe e Preseglie, ove attende al suo riordinamento fino al 22 dello stesso mese, allorché torna in linea sulla fronte: testata di Val Croina - M. Palone - fondo Val Chiese - pondici est di M. Melino e per tre volte, il 10, il 18 maggio e l’ 8 giugno, tenta un colpo di mano su Castel Romano e su q. 1750 raggiungendo lo scopo di tener in allarme il nemico e prendergli dei prigionieri. Il 15 giugno, all’inizio dell’offensiva sul Piave, il nemico esplica soltanto grande attività di artiglieria sulla fronte delle Giudicarie, ma i reparti della brigata, oltre ad intensificare la vigilanza, eseguono il 30 giugno un nuovo colpo di mano contro le posizioni nemiche di q. 1750 ed altro, il 1° luglio, contro le posizioni di Por. Il 5 agosto la brigata, sostituita in linea, è inviata nuovamente nella zona a sud del lago d’Idro e poi, il 17 - 18 agosto, fra Fortezza d’Ampola e Bondone.
Il 17 settembre è trasportata in ferrovia nei pressi di Sambonifacio (Verona) ed è poi dislocata nella zona fra S. Germano dei Berici - Villa del Ferro - Corlanzone - Spessa. Il 28 - 29 settembre è inviata in autocarri fra Thiene - Carré - Chiuppano - Zugliano, sostituendo in questa zona la "Casale" ed alla fine di ottobre è schierata sulle posizioni di M. Cimone e fondo Val d’Astico rilevandovi la "Acqui".
Il 2 novembre, dopo un continuo ed audace impiego di pattuglie, avuto sentore che il nemico, scosso sulla fronte del Piave, sta per cadere anche sugli Altopiani, reparti della brigata, sfondato lo sbarramento di Pedescala, superano l’orlo meridionale dell’altopiano di Tonezza, catturano il presidio del M. Cimone e si dirigono su Tonezza e Valle.
La sera dello stesso giorno 2 l’intero 123° giunge a Lastebasse, mentre 2 battaglioni del 124° raggiungono Scalzeri e l’Altopiano di Tonezza.

Il 3 la brigata prosegue, per Centa e Vattaro, verso Mattarello giungendovi verso sera, dopo aver attaccato e catturato le retroguardie nemiche che le contrastano il passo. Il 4, mentre si appresta a riprendere la marcia verso Trento, riceve ordine di riunirsi, con il resto della 6a divisione, fra Vattaro e Vigolo Vattaro, dove si trova alla conclusione dell’armistizio. Il II/123°, spinto in avanguardia, ha l'onore di far parte delle truppe italiane entrate per prime in Trento.

 

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