Albo d'oro Caduti del Lazio nella prima guerra mondiale 1915 - 1918


BRIGATA "COSENZA"

(243° e 244° Fanteria)

Costituita il 22 gennaio 1917: Comando di Brigata e 243°, formati il 25 gennaio, dal deposito del 19° Reggimento Fanteria; il 244°, costituito il 30 gennaio, dal deposito del 30° Fanteria.

 

anno 1917

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Anno 1917

Dal 29 gennaio al 21 febbraio affluiscono, tra San Donato, S. Giorgio in Bosco, Campo S. Martino e Camposampiero (54a divisione), i contingenti destinati alla formazione dei due reggimenti.
In questa zona la "Cosenza" rimane fino al 29 marzo attendendo al suo ordinamento ed a continue istruzioni. Il 30 si sposta, per via ordinaria, in provincia di Brescia, accantonandosi tra Agnosine e Odolo, ove giunge l'8 di aprile.
Un nuovo ordine la trasferisce, il 3 maggio, per ferrovia, in provincia di Udine, tra Campolonghetto e Bagnaria Arsa, ove rimane sino al 19, continuando alacremente l'istruzione dei suoi riparti.
Il 20 si sposta sulla sinistra dell'Isonzo, tra Fogliano e Sagrado, e, il 23, tra Oppacchiasella ed il Vallone. E' in pieno svolgimento la 10a battaglia dell'Isonzo, e alla brigata, passata temporaneamente alla dipendenza della 31a divisione, viene affidato il compito di occupare, a destra, il saliente di Hudi Log e la q. 232 per prendere contatto con la 34a divisione, e, a sinistra, la linea tra le quote 220 est e 202. I due reggimenti della "Cosenza" sono, per la durata dell'azione, messi agli ordini del comando della brigata Bologna, insieme al 17° fanteria e a due battaglioni del 39°, riparti questi già molto provati durante le azioni dei giorni precedenti, e ridotti perciò ad un organico minimo. Il 243° e i due battaglioni del 39°, alla destra, si lanciano animosamente all'attacco: superano la prima e seconda linea austriaca, conquistano ed oltrepassano il paese di Hudi Log, tagliando fuori il saliente, e catturano parecchie centinaia di prigionieri e ricco bottino di armi e munizioni.
I riparti si rafforzano subito sulle conquistate posizioni, ma, nella notte, un contrattacco nemico li obbliga a ripiegare sulle trincee di partenza, lasciando però alcuni nuclei avanzati nelle doline di Hudi Log. Frattanto, a sinistra, il II/244°, unitamente al 17° fanteria, muove all'attacco di q. 220, e, nonostante il fuoco micidiale di ben appostate mitragliatrici, conquista la linea di osservazione nemica.
Nella notte, il II/244°, che ha subìto forti perdite, ripiega a dolina "Ineffabile" per riordinarsi, e lo sostituiscono, nella linea conquistata, gli altri due battaglioni del reggimento.
Il 25, la "Bologna" si trasferisce a riposo, e il comando della "Cosenza" assume la direzione delle operazioni nel sottosettore di destra della 31a divisione; dispone anche del 6° battaglione bersaglieri ciclisti che va a rafforzare la linea tenuta dal 244°.
Obbiettivo della giornata: raggiungere la linea delle quote 219 - 232. Il nemico oppone vigorosa resistenza, alimentandola con nutrito fuoco di mitragliatrici: la difesa si appoggia ad un groviglio di trincee e di camminamenti recinti da robusti reticolati, ma tutto ciò non impedisce l'avanzata travolgente delle nostre truppe. Il 244°, raggiunge, con la sinistra, q. 219, e, con la destra, il bivio della strada Hudi Log - Korite. Il 6° battaglione bersaglieri e il 17° fanteria seguono il movimento del 244° portandosi sulla stessa linea. Il 243° s'impossessa definitivamente di Hudi Log, lo oltrepassa, e si avvicina alla linea di cresta di q. 232.
Nei giorni successivi le posizioni conquistate vengono rettificate e rafforzate, sì da impedire al nemico ogni ritorno offensivo.
Dal 24 al 26 la brigata ha perduto 31 ufficiali e 1361 uomini di truppa.
Il 30, il 243° cede il presidio della sua fronte al 14° fanteria, sicché la brigata restringe la sua attiva sorveglianza nel solo tratto che da q. 219 giunge al bivio della strada Hudi Log - Korite.
Il 1° giugno passa alla dipendenza della 14a divisione, e, tra il 10 e il 12, avuto il cambio dalla "Acqui", si trasferisce a riposo a Fogliano, e poi, il 14, a Porpetto e Castello di Porpetto (33a divisione). Nella notte sul 28 schiera il 243° nel sottosettore di sinistra della 54a divisione, appoggiando la sinistra al bivio della strada Hudi Log - Selo e Hudi Log - Castagnevizza, e la destra alla strada Nova Vas - Versic. Il 244° è in riserva nei pressi di Ferleti e doline circostanti. Nel sottosettore i reggimenti si alternano sino al 17 luglio, mantenendo una costante vigilanza, rettificando la linea in qualche tratto e cooperando con la "Lario" ad azioni dimostrative.
Il 18 è a riposo, dislocata tra Campolonghetto e Castions di Mure, ed il 15 agosto torna in linea rilevando la "Puglie" sulla solita fronte. Il 17, all'inizio dell'11a battaglia dell'Isonzo, la 54a divisione ha il compito di impadronirsi delle posizioni di Voiscizza superiore (eslusa) e Voiscizza inferiore (inclusa).
La giornata del 18 è impiegata dalle artiglierie per aprire numerosi varchi nelle difese avversarie. Il 19, il I e II/243° irrompono con magnifico slancio nella prima linea dei trinceramenti nemici, superano quota 232, mentre il II/244° attacca risolutamente il fortino della quota stessa che oppone fiera resistenza. Nel frattempo il I/244° opera a sinistra con la "Acqui", avendo per obbiettivo q. 244. Ma preso ai fianchi e alle spalle dal fuoco di mitragliatrici abilmente appostate a q. 220, subisce rilevanti perdite ed è costretto a ripiegare alquanto. All'imbrunire si rinnova l'attacco sull'intera fronte della brigata: Korite viene occupata e mantenuta malgrado frequenti contrattacchi sferrati nella notte dall'avversario.
Il giorno 20 l'avanzata prosegue, ma lo slancio delle truppe viene arrestato nei pressi di q. 244 ancora in mano al nemico: il I/244°, che ne ha ancora tentato l'attacco, rimane aggrappato alle pendici sud-ovest della collina in posizione assai difficile e pericolosa, mentre il II/243° riesce ad impadronirsi con mirabile slancio di un tratto della strada Selo - q. 244. Il 21 la brigata, sostituita nelle posizioni conquistate dalla "Bologna", ripiega sulle retrostanti linee del Veliki e di Oppacchiasella, in riserva di corpo d'armata. Per due giorni essa ha combattuto strenuamente, conquistando al nemico fortissime posizioni e catturando circa 1500 prigionieri e grande quantità di materiale bellico. Ha perduto 36 ufficiali e 1068 gregari. Il suo contegno la rende meritevole della citazione sul bollettino di guerra del Comando Supremo.
Il 23 lascia le trincee del Veliki e di Oppacchiasella per trasferirsi in quelle a nord - est di Doberdò e il 25 è inviata a Polazzo, a riposo. Il 5 settembre si sposta tra Ronchi e Dobbia (23a divisione), e l'indomani si schiera nel sottosettore della 45a divisione, dal mare alla strada Medeazza - Flondar - Sablici, suddiviso nelle due sezioni Sambugo e Viadotto.
Il 10, un tentativo di passaggio del Timavo eseguito dal nemico, viene frustrato dall'attiva sorveglianza delle truppe in linea e dal pronto intervento dell'artiglieria. Dal 27 al 30, sostituita dalla "Veneto", la brigata Cosenza si trasferisce a riposo tra Romans, Varmo e Rivignano (21a divisione).
Nei giorni 17 e 18 ottobre, per ferrovia, si sposta nella zona tra S. Canziano e Staranzano, ritornando alla dipendenza della 45a divisione.
Il 28, quando è in pieno svolgimento l'offensiva austriaca, la brigata si trasferisce a Torre Zuino, schierandosi nel tratto Ponte delle Portelle - Malisana.
Il 30 prosegue per Latisana, passa il Tagliamento e prosegue per Villanova; il 31 raggiunge Cordovado e poi Gleris. Qui schiera due battaglioni nel tratto di fronte Rosa - S. Paolo, lungo il Tagliamento, ma il giorno successivo la "Veneto" la sostituisce nel breve tratto Carbona - S. Paolo. Il 5 novembre respinge un tentativo di passaggio del fiume eseguito dal nemico a mezzo di chiatte e barconi, poi prosegue la marcia di ripiegamento giungendo, nel giorno stesso, a Motta di Livenza. Il 6 passa il Piave, giunge a Candelù e si schiera tra C. Folina e Saletto, ma il 7 un nuovo ordine la sposta più a nord, tra Palazzina e C. Oneti, un km. circa a nord - ovest di Salettuol. In questo tratto di fronte rimane sino al 25 dicembre, alternando in linea i suoi battaglioni, esercitando attiva sorveglianza, e compiendo lavori di rafforzamento lungo il greto del Piave e azioni di pattuglia sulle Grave di Lovadina e Papadopoli.

Il 26, sostituita dalla "Veneto" e dall'8° bersaglieri, si trasferisce a Treviso, a riposo.

 

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Anno 1918

Il 5 gennaio la "Cosenza" torna ad occupare, lungo il Piave, lo stesso tratto di linea. Il 26 passa alla dipendenza della 31a divisione estendendo la sua fronte, a sinistra, sino a Palazzon.
Tra il 30 e il 31, sostituita ancora dalla "Veneto", si trasferisce a riposo, fra Treviso, Carità, S. Maria del Rovere e Biban (45a divisione).
Dal 13 al 15 marzo, sostituisce la "Novara" nel tratto di fronte compreso fra Cà del Bosco e Bocca Callalta. Ma il 26 di aprile, avendo la "Sesia" occupato la fronte C. Pastori - Fagarè, la "Cosenza" si sposta più a destra ed occupa le frazioni già tenute dalla "Ionio", cosicché il presidio della sua linea si estende da Fagarè a Isola di Sopra, di fronte a Salgareda, limite di destra della 45a divisione.
Il mattino del 15 giugno, all'inizio della battaglia del Piave, trovasi in linea il 244°. Il 243° in riserva, scagliona i suoi battaglioni nei capisaldi Ninni e Pinarello, dietro l'argine S. Marco, e al km. 15.
Malgrado l'azione della nostra artiglieria che, con tiro d'interdizione, batte tutti i guadi e le isole antistanti la prima linea, il nemico riesce ad infiltrarsi sulla fronte della divisione in due punti: a Molino della Sega e a "La Fossa", giungendo fino all'argine. Il III/243° muove subito verso Fagarè per formare, con le truppe che presidiano quella frazione, compartimento stagno atto ad arginare l'irruzione nemica. I riparti ripiegati sull'Argine Regio a sinistra e sull'Argine di S. Marco a destra, resistono valorosamente malgrado i ripetuti tentativi di aggiramento. Successivamente nuclei nemici, sempre più numerosi, s'impadroniscono del tratto di ferrovia Ponte di Piave - Bocca Callalta, riuscendo a superare il caposaldo omonimo. Ma il 38° battaglione bersaglieri, giunto di rincalzo, dopo tenace lotta, riprende il caposaldo e vi si rafforza, cercando di riattivare sulla destra il collegamento perduto. Il nemico continua sempre nella sua pressione: incalza, persiste nei tentativi di aggiramento e di infiltrazione, ottenendo però lievi vantaggi. A Fagarè, una compagnia del 38° battaglione bersaglieri e la 9a del 243° muovono al contrattacco e riescono a ricacciare il nemico fino all'argine.
Ma le soluzioni di continuità tra i riparti si fanno sempre più frequenti ed urgono altri rinforzi. Sull'imbrunire giungono in linea l'8° battaglione bersaglieri e il 271° fanteria: unitamente a riparti del 243° riescono a ristabilire il collegamento con le unità laterali, contenendo l'avversario contro la fascia di reticolato che corre parallela all'argine del Piave.
Durante la notte il nemico continua il passaggio del fiume lanciando sulla fronte d'attacco truppe fresche che riescono ancora ad infiltrarsi in diversi punti, interrompendo di nuovo il collegamento tra i nostri riparti ed obbligando il 243° a ritirarsi, per non essere aggirato, oltre il canale Zero, mantenendo la sinistra all'argine e la destra ai capisaldi di C. Verduri e C. Brisotto. Un tentativo di contrattacco operato all'estrema destra dal 244° e dal 12° battaglione bersaglieri, in direzione La Fossa - Salgareda, non raggiunge l'intento. A rinforzo delle valorose truppe della "Cosenza" decimate e stanche, ma non dome, viene inviato un battaglione del 5° bersaglieri, che riesce a ristabilire il collegamento, a sinistra con la "Sesia" e a destra coi presidii di Pinarello e Ninni e con la "Ferrara". La linea dei capisaldi è così fortemente ricostituita ed ogni tentativo d'infiltrazione nemica è, in seguito, sventato dall'abnegazione e dal valore delle truppe.
Il 17 la "Cosenza", sostituita gradatamente in linea dalla "Perugia" e dalla "Pavia", occupa le posizioni di seconda linea lungo il Meolo, dal caposaldo di Rovarè a Isolelle.
Dal 15 al 17 ha perduto 75 ufficiali e 2490 militari di truppa. Per l'ardore e la tenacia mostrati in questi tre giorni di violentissima battaglia, le sue Bandiere furono decorate con la medaglia d'argento al valor militare, ed ebbe l'onore di essere citata, per la seconda volta, sul bollettino di guerra del Comando Supremo.
Il 18 tutta la brigata si riunisce a Spercenigo, e di là, su autocarri, si trasferisce nella regione del Tomba ove scagliona i suoi battaglioni sulla linea di Caniezza, dal costone omonimo a Cima Brental. Ma il 22, un nuovo ordine la sposta tra Onè di Fonte e Spineda, ove attende al suo riordinamento. Nei giorni 7 e 8 luglio, tornata alla dipendenza della 3a armata, raggiunge per via ordinaria Casale sul Sile, e, nella notte sul 12, sostituisce la "Granatieri" e la "Sassari" sulla fronte C. Gradenigo (nord - est di Croce) strada a sud di Porte del Taglio, ma il 26 una nuova sistemazione del sottosettore sposta lievemente l'ala destra della "Cosenza" verso sinistra escludendo dal suo tratto di fronte Porte di Taglio.
Sino al 9 ottobre la "Cosenza" si alterna nella stessa linea con la "Sesia", trascorrendo brevi periodi in riserva divisionale fra Porte Grandi, La Castaldia, Capo Sile e Trepalade. Il 10 la brigata è sostituita dalla "Sesia" nel tratto C. Rebustello - Porte di Taglio, ma conserva la frazione di sinistra, C. Gradenigo - C. Rebustello che, il 20, si estende sino a C. Perissinotto in seguito ad accorciamento della fronte della 25a divisione.

Il 30 ottobre, essendo in pieno svolgimento la battaglia di Vittorio Veneto, la brigata traghetta i suoi riparti sulla sinistra del Piave, malgrado viva resistenza nemica. Appena riunitisi sull'altra sponda, essi aggirano e catturano nuclei nemici annidatasi a C. Del Negro, attestandosi poi sulla linea S. Donà - Noventa. Il 31 la "Cosenza" punta risolutamente sulla Livenza ove giunge a sera, la passa l'indomani, il 3 entra in Portogruaro, e il 4 la raggiunge l'armistizio "Badoglio" tra S. Giorgio al Tagliamento, S. Mauro e S. Mauretto.

 

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