Albo d'oro Caduti del Lazio nella prima guerra mondiale 1915 - 1918


BRIGATA "EMILIA"

(119° e 120° Fanteria)

Costituita nel marzo 1915:il Comando di Brigata ed il 119° dal deposito del 35° Fanteria; il 120° dal deposito del 28  Fanteria.

 

anno 1915

anno 1916

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Anno 1915

La brigata, partita il 23 maggio da Bologna, Modena, Forlì e Ravenna, raggiunge Udine per ferrovia il 24 ove si raccoglie e sosta fra Povoletto - Marsura di Sotto - Pape, alla dipendenza della 33a divisione Il 26 è dislocata nella zona Planina - Korada.
Il 22 giugno il 120° passa l’Isonzo su ponti di barche e punta contro Globna - Britof; occupa il 24 Globna con un suo battaglione perdendo 7 ufficiali ed il 30% della truppa e tenta di occupare Britof ma è ostacolato dalla intensa reazione del nemico.
L’11 luglio la brigata è trasferita nella zona di Caporetto ed il 30 è schierata sul M. Nero fra q. 2163 e Colletta Kozljak del M. Rosso in sostituzione di reparti alpini.
Il 14 agosto compie l’attacco del tratto q. 2163 - q. 2178 Luznica che non riesce a causa della efficienza delle difese accessorie e della vigilanza del nemico; perde 6 ufficiali e 12 militari di truppa.
L’azione è ripetuta con carattere dimostrativo e con identico risultato nella notte dal 19 al 20.
Fino al dicembre la brigata alterna i suoi reggimenti tra periodi di prima linea e di riposo compiendo una serie di attacchi miranti alla conquista delle posizioni nemiche antistanti e fra i quali sono degni di maggior rilievo quelli condotti il 21 ottobre che costano al 119° la perdita di 8 ufficiali e 148 militari di truppa e quelli del 25 e 26 dello stesso mese che producono altrettante perdite, ma i risultati delle dette azioni non fruttano che lievi vantaggi, poiché alla reazione avversaria devono aggiungersi l’asperità del terreno ed il rigore della stagione.

Il 15 dicembre la "Emilia", sostituita in linea da unità alpine, lascia il settore di M. Nero e si trasferisce fra Bergogna Sedula e Podbela.

 

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Anno 1916

Fino al 14 maggio il comando della brigata permane nella zona di Bergogna mentre i suoi reggimenti passano temporaneamente a far parte, il 119° dell'8a divisione ed il 120° della divisione speciale bersaglieri. Il 15 la "Emilia" ritornata nella zona di Caporetto, sostituisce in linea la brigata Modena nella posizione Krn - Sleme (8a divisione), ed in questa zona alterna i suoi reparti ed esegue azioni di pattuglie. Il 3 agosto il nemico fa brillare una potente mina sotto il tratto del trincerone del Mrzli detto il "Teatrino", ma i suoi effetti non sono assai gravi poiché i nostri, avuto sentore dei preparativi della mina, avevano, verso la fine di luglio, fatto brillare una contromina ed avevano assunto una dislocazione atta a parare il pericolo dell’esplosione: quindi le perdite sono di 29 morti e 39 feriti dei quali 3 ufficiali. Il nemico, per sfruttare l’effetto della mina, tenta un attacco preceduto da lancio di bombe, ma è prontamente arrestato. Il giorno 8 agosto fa brillare altre 3 mine che, in grazia delle misure precauzionali ancora in atto, producono solo 40 vittime.

Il giorno seguente il nemico ritenta l'attacco in forza e riesce a sfondare un tratto di linea, ma un contrattacco del 119° lo ricaccia nelle sue posizioni catturandogli 26 prigionieri. Le perdite della brigata sono di 350 uomini circa. Il nemico tenta altri attacchi nei giorni successivi ma è sempre respinto e le posizioni sono subito riattate e rafforzate ed al loro presidio la brigata trascorre il resto dell’anno.

 

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Anno 1917

Il 14 gennaio la "Emilia", trasferita nella zona di Gorizia, si raccoglie a Valerisce e qualche giorno dopo è schierata nel settore est di Gorizia mantenendo viva attività di pattuglie. Ai primi giorni di marzo, sostituita dalla "Palermo", ritorna a riposo nella zona di Valerisce. Il 22 marzo, mentre il 120° passa alla temporanea dipendenza della 48a divisione che lo disloca al S. Marco, il 119° torna in linea nel settore est di Gorizia ove sostituisce il 68° fanteria. Il 28 marzo il 120° rientra a Valerisce ed il 29 è trasferita fra Spessa e Pradis. Fino al maggio la brigata alterna turni di linea e di riposo; il 15 di detto mese, in vista della nostra offensiva, il 119° si porta al costone di S. Floriano (q. 100), mentre il 120° si ammassa sull’Isonzo al ponte N° 2. Il 16 reparti del 119° attaccano la posizione di q. 126 e dopo alterna, sanguinosa vicenda, la conquistano e rafforzano, catturando 50 difensori; le perdite della brigata sono di 30 ufficiali e 850 militari di truppa. Il 17 il nemico muove al contrattacco e riesce a riprendere la q. 126 dalla quale però è ben presto ricacciato; egli però insiste rabbiosamente per riprenderla e cagiona alla brigata la perdita di 2 ufficiali e 209 militari di truppa. Nei giorni seguenti il nemico, insistendo negli attacchi, riesce a riconquistare la contrastata q. 126 detta dei "ruderi" che il 27, dopo accanita reazione, ritorna in possesso dei nostri con la cattura di 156 prigionieri di cui 3 ufficiali. Il 119°, maggiormente provato è ritirato a Valerisce, ove il 120° lo raggiunge il 30 maggio dopo aver sostenuto reiterati combattimenti. La brigata inizia il suo riordinamento e passa alla dipendenza della 24a divisione.
Fino al 13 agosto la "Emilia" compie turni di riposo e di linea alternati.
Dal 18 agosto essa è in trincea ove partecipa, con azione dimostrativa, all’attacco delle colline ad occidente di Gorizia fra il M. S. Gabriele e Na Mokrim raggiungendo lo scopo coll’invio di numerose pattuglie che riescono a distrarre l’attenzione del nemico dai settori laterali maggiormente impegnati.
L’azione dimostrativa continua nei giorni successivi fino al 28 agosto, allorché in concomitanza di azioni svolte contro il S. Gabriele da reparti della 11ª divisione, la brigata attacca la fronte q. 100 - Grazigna - S. Trojico. Alle ore 12,35 i suoi primi reparti occupano in parte lo sperone di quota 100 e, dopo altre sei ore di accanita lotta, tutta la predetta posizione cade con la cattura di 136 prigionieri e 3 ufficiali. Il nemico sferra subito un violento contrattacco che obbliga i reparti a cedere alcuni elementi delle contrastate posizioni, le quali però il giorno 29 sono riprese e sollecitamente rafforzate.
Il 31 il nemico ritenta il contrattacco contro le posizioni di q. l00 - Grazigna e mentre dalla prima è respinto, realizza qualche vantaggio contro la seconda, ove le sue incalzanti ondate riescono ad avere ragione dei pochi ed estenuati difensori. Ma, sopraggiunti i nostri rincalzi la lotta si riaccende e Grazigna ricade in possesso di reparti della brigata ed è saldamente mantenuta.
Il 119°, sostituito, scende a Valerisce per riordinarsi, mentre il 120° continua alacremente l’opera di rafforzamento. Le perdite della brigata in questi giorni di aspro combattimento sono di 1635 militari di truppa e 40 ufficiali.
Il 26 settembre rientra in linea il 119° ed il 29 alcuni suoi reparti occupano di sorpresa "Casa Rossa" che è subito sistemata a difesa.
Il 15 ottobre la brigata, sostituita dalla "Gaeta", si reca a riposo a Valerisce, ma il 22, in seguito a la minaccia dell’offensiva austriaca sulla fronte Giulia, si avvicina all’Isonzo ammassandosi verso il ponte N° 14.
Il 26 ottobre riceve l’ordine di occupare la linea sulla destra dell’Isonzo - Grafenberg - Peuma e distacca un battaglione sulla fronte S. Valentino - S. Mauro a disposizione della brigata Cuneo. Il 28, in conformità del ripiegamento delle unità laterali, la brigata, dopo di avere opposta accanita resistenza al nemico sulle alture del Grafenberg e di Podgora, si porta a Mossa; il 29 passa il Torre al ponte di Viscone e riprende la marcia seguendo l’itinerario Palmanova, Morsano, Flumignano che raggiunge il 30 e, proseguendo poi per Codroipo, passa il Tagliamento al ponte di Madrisio dopo di aver ancora una volta resistito alle incalzanti colonne avversarie.
Il 1° novembre sosta a S. Vito al Tagliamento, il 2 raggiunge Blessaglia ed il 3 è a Fossalta di Piave.

Il 6, dopo aver sostato a Casale sul Sile ed a Scorzè, raggiunge Loreggia ove si ferma per riordinarsi. Il 20 novembre la "Emilia" si trasferisce a S. Vito di Altivole, il 23 a Vardanega e Possagno ed il 24 raggiunge il M. Grappa ove inizia una intensa azione di pattuglie. L'8 dicembre passa alla dipendenza della 1a divisione ed assume la difesa del tratto di fronte Cima dei Lebi - Cima Schiarer che tiene e rafforza, resistendo tenacemente all'attività aggressiva avversaria.

 

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Anno 1918

È sempre in linea sul M. Grappa ove alterna azioni di pattuglie con lavori di rafforzamento. Il 25 febbraio è inviata a riposo fra Paderno d’Asolo e Crespano, per ritornare, il 12 marzo, in prima linea. L'8 aprile è di nuovo a riposo nei pressi di Crespano ed il 19 si sposta nella zona fra Riese e Vallà. Il 26 maggio è in linea sul Grappa fra Porte di Salton - Val Calcino, ove il giorno 30 arresta e respinge due puntate avversarie partenti dallo Spinoncia. Altri tentativi del nemico compiuti il 9 ed il 14 giugno contro il nostro posto avanzato di q. 1240 sono nettamente respinti.
Nella notte sul 15 giugno, inizio della grande offensiva austriaca, il nemico preceduto da intenso bombardamento lancia le sue ondate verso Porte di Salton - Val Calcino ed è in primo tempo arrestato; ma la fitta nebbia gli permette di infiltrarsi per Val Calcino verso le quote 1240 e 1292 e di minacciare le posizioni del Medata, ma la resistenza della "Emilia" lo arresta e lo respinge dalla q. 1292 catturandogli 600 prigionieri; essa però vi perde 31 ufficiali e 854 militari di truppa. Più tardi il tempo ancora nebbioso consiglia di abbandonare la q. 1292, che, il 4 luglio, dopo una brillante azione di reparti della brigata, è ripresa e rafforzata nonostante i ripetuti ritorni offensivi del nemico.
Il 15 luglio il 119° occupa la q. 1240 ed il caposaldo N° 3 strappandolo arditamente al nemico.
Il 19 la brigata, sostituita dalla "Aosta" è inviata a riposo nella zona fra Tezze - S. Croce Bigolina - Stroppari ove inizia un periodo di intensa istruzione che dura fino al 22 agosto; il 23 ritorna in linea sul M. Grappa rilevandone la "Lombardia".
Ricomincia in linea la consueta attività di pattuglie ed il 16 di settembre, dopo accurata preparazione, la brigata effettua un colpo di mano per impadronirsi, in armonia di una operazione che tenterà la 59a divisione, delle posizioni nemiche di Malga Val dei Pez, Malga Fossa dei Confini e, successivamente, di Col del Cuc.
Nonostante l'accanita reazione austriaca i primi due obbiettivi sono raggiunti, ma gli sforzi fatti per occupare il terzo si infrangono contro la tenace resistenza avversaria; le perdite della brigata sono di 10 ufficiali e 210 militari di truppa, ma in compenso un cannone da 75 e ricco bottino cadono nelle sue mani. Il giorno successivo il nemico lancia diversi attacchi per riprendere le posizioni perdute, ma ne é sempre ricacciato con gravi perdite; quelle della brigata assommano a 4 ufficiali e 90 militari di truppa. Il 4 ottobre il nemico attacca violentemente la posizione di Malga Val dei Pez e riesce ad occuparla nonostante la strenua difesa del presidio. Con i reparti di assalto reggimentali ed altri elementi della brigata si ritenta un contrattacco, ma l'intenso tiro di sbarramento non permette di raggiungere pienamente lo scopo pur avendo perduto 8 ufficiali e 280 uomini di truppa.
La brigata, sostituita dalla "Bologna", è trasferita in autocarri nella zona Bodaere - S. Ambrogio Veneto ove attende al suo riordinamento ed inizia un ciclo di istruzioni.

Il 23 ottobre è trasferita nella zona di Padernello - Musano; il 27, iniziatasi la nostra grande offensiva, è inviata a Volpago ed il 29 nella zona Busco - Ciano ove, quale unità di riserva, attende al riattamento delle comunicazioni ed al risanamento del campo di battaglia. Nell’assolvimento di tali compiti la brigata alla data dell’armistizio trovasi nella zona di Sernaglia e Fara di Soligo.

 

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