Albo d'oro Caduti del Lazio nella prima guerra mondiale 1915 - 1918


BRIGATA "FIRENZE"

(127° e 128° Fanteria)

Costituita il 1° marzo 1915: il Comando di Brigata ed il 127° dal deposito del 69° Fanteria; il 128° dal deposito del 70° Fanteria.

 

anno 1915

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Anno 1915

Il 25 maggio la brigata giunge nella zona Spilimbergo - Valeriano, destinata alla 32a divisione. Dopo successivi trasferimenti per via ordinaria, il 1° giugno raggiunge Dobra e disloca alcuni suoi reparti sulla linea Medana - Cerovo.
Nei giorni successivi, mentre il 128° rimane a Dobra in riserva, il 127° è inviato a Guniace Bala a disposizione del comando della 3a divisione, che ha il compito di attaccare il M. Sabotino.
Il 12 giugno il 127° si schiera in avamposti sulla linea da q. 420 a q. 412, tra Verliovlje e le falde nord - ovest del M. Sabotino, e nei suoi alloggiamenti di Guniace Bala passa il 128°, che il giorno 17 combatte, con esito favorevole, col II battaglione contro la quota 383 di Plava. Il 19 la "Firenze" sostituisce la "Napoli" nel tratto di fronte da Verliovlje a q. 412, ma il 22 è spostata verso Plava in attesa di procedere alla conquista degli obbiettivi M. Kuk - Q. 652 - Kobilek. Iniziata l’operazione, alcuni suoi reparti avanzano verso la fronte q. 266 - Isonzo, raggiungono e sorpassano la prima linea avversaria e muovono verso la successiva, ove sono arrestati dalla robustezza delle difese passive e dall’attiva vigilanza del nemico. Negli ultimi giorni di giugno l'azione continua con avanzata metodica che permette qualche nuovo progresso, ma poi sosta ed alla brigata è affidato il rafforzamento e la sorveglianza del tratto di fronte da Maria Zell a Planina, ove alterna i suoi battaglioni che, con arditi colpi di mano, raggiungono la q. 383 e lo sperone di Zagora rafforzandoli entrambi. Sostituita in linea dalla "Campania" il 29 - 30 settembre la brigata si reca a riposo a Novacuzzo.
In vista della nostra ripresa offensiva, la "Firenze" il 18 ottobre è inviata a Slavnico ed il 20, mentre il 127° rimane in detta zona quale riserva di corpo d'armata, il 128° avanza verso Plava e si ammassa sul rovescio del costone che da q. 383 scende a Globna. Dal 21 al 28 ottobre il 128°, coadiuvato dal I/127°, si accanisce contro le posizioni di Globna e Paljevo, ma i vantaggi sono in parte annullati dalla intensa reazione avversaria e le perdite ammontano in questi giorni di lotta a 29 ufficiali e 541 militari di truppa.
Intanto il 127° è impegnato con gli altri due battaglioni (II e III) in un’azione che la 4a divisione svolge contro il M. Sabotino ed anch’esso cozza contro le munite posizioni avversarie, senza riuscire ad ottenere notevoli vantaggi e perdendo 16 ufficiali e 286 militari di truppa.

Il 29 ottobre la brigata scende a riposo a Zapotok, ma dopo qualche giorno il 128° ed il I/127° ritornano in linea fra Lozice ed Anhovo e poi a Plava e Planina, partecipando, per tutto il mese di novembre, alle operazioni svolte dalla 3a divisione contro M. Kuk - Zagora e Zagomila, consistenti in una continua alternativa di attacchi e contrattacchi che logorano abbastanza i reparti già in precedenza provati in questa difficile zona. Il 10 novembre i battaglioni II e III del 127° col comando di reggimento, sono messi a disposizione del comando della 4a divisione ed operano nel settore di Oslavia conquistando, il 20, la q. 188 e dopo qualche giorno la q. 138 ed altri elementi di trincea a N. O. di Oslavia. Le loro perdite, per tali azioni, ammontano a 20 ufficiali e 713 uomini di truppa. Il 1° dicembre i detti battaglioni sono mandati a riposo a Novacuzzo, tornando alla dipendenza della 3a divisione, mentre il resto della brigata continua le operazioni contro Zagora e Zagomila. Ma in vista della resistenza che il nemico oppone e della impossibilità di ottenere vantaggi maggiori, la "Firenze" sosta ed inizia un periodo di intensa sistemazione che dura sino al termine dell'anno.

 

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Anno 1916

Tra il 21 e il 24 gennaio la brigata è inviata a riposo fra Premariacco e Remanzacco, mentre il 25 due battaglioni del 128° concorrono colla 27a divisione ad un attacco nel settore del "Lenzuolo Bianco" (q. 188); sono però respinti e devono ripiegare su S. Floriano perdendo 6 ufficiali e 118 militari di truppa. Il 30 essi raggiungono il resto della brigata a Remanzacco. La "Firenze" torna in linea il 16 febbraio sulle consuete posizioni del settore di Plava ove, fino al settembre, alterna turni di riposo a turni di trincea.
Durante questo periodo di permanenza in linea la "Firenze", che dall’8 maggio è passata a far parte della 3a divisione, esplica quotidianamente attività di pattuglie, intesa a molestare il nemico ed impedirgli di sottrarre forze da questo settore. Il 5 giugno il 128° passa temporaneamente alla dipendenza della 22a divisione ed occupa con la "Brescia" le trincee del sottosettore di Peteano (q. 124 – Cime 1 e 2 di S. Michele). Il 29 subisce un forte attacco nemico preceduto da lancio di gas. L’attacco è respinto ma il 128° lascia sul terreno, colpiti per la maggior parte dai gas, 9 ufficiali e 186 uomini di truppa. Il 10 luglio il reggimento rientra alla brigata nel solito settore di Zagora - Globna. Il 6 agosto la brigata, per concorrere alle azioni che la 3a armata inizia per l’investimento del campo trincerato Gorizia - M. Santo, compie una serie di azioni dimostrative che la portano, il giorno 9, all’occupazione della "casa rossa" sulla strada Globna - Britof ed a quella di una galleria del Sabotino. Avvenuta, lo stesso giorno 9, la caduta del campo trincerato, la "Firenze" ha ordine di avanzare verso il M. Kuk e la sella del Vodice. Nelle giornate del 9, del 10 e del 14 agosto essa lancia ripetute volte i suoi reparti alla conquista degli obbiettivi assegnati, ma il nemico è sempre in piena efficienza e la saldezza delle sue posizioni non permettono che lievi vantaggi, i quali costano alla brigata la perdita di 13 ufficiali e 726 gregari.

Il 7 settembre, sostituita dalla "Avellino", si reca a riposo fra Slavce – Krasno e Bella. Il 1° ottobre due suoi battaglioni (II/127° e II/128°) ritornano in linea, dove il 19 sono raggiunti dagli altri, che frattanto sono stati dislocati a Subida e Valerisce a disposizione del Comando del XXVI corpo d’armata. Fino alla fine dell’anno la brigata opera sempre nel settore di Plava.

 

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Anno 1917

Fino al maggio la Firenze" si alterna colla "Avellino" nel presidio delle posizioni di Zagora. Il 12 del detto mese essa partecipa all'azione mirante alla conquista del Kuk e del Vodice. Dopo intensa preparazione di artiglieria durata due giorni, il 14 le prime ondate di assalto raggiungono le linee nemiche più avanzate che resistono tenacemente, ma sono in parte conquistate nei giorni 15 e 16 maggio e le valorose truppe della brigata raggiungono il Vodice ed il Kuk che vengono subito rafforzati e contesi ai ripetuti e violenti controattacchi. Diverse centinaia di prigionieri, che annidati in profonde caverne resistono fino all’ultimo momento, cadono nelle mani della brigata ed anche un ingente bottino di artiglieria, di armi portatili e di munizioni. Il contegno eroico della brigata, che ha perduto in tre giorni di lotta 60 ufficiali e 1788 gregari, è citato sul bollettino di guerra del Comando Supremo e più tardi anche nella motivazione della medaglia di argento al valor militare che viene concessa alle sue bandiere.
Fino all’agosto la "Firenze" alterna i suoi reparti nel presidio delle posizioni conquistate, che vengono rettificate in qualche punto meno favorevole o rafforzate.
Dal 18 agosto essa partecipa alla battaglia della Bainsizza e fino al 6 settembre si prodiga in nuovi atti di valore che le fanno ben guadagnare una seconda citazione sul bollettino di guerra del Comando Supremo.
All'inizio della sanguinosa battaglia, la "Firenze" si ammassa nella Valle Rohot per iniziare la sua avanzata su tre colonne verso le posizioni avversarie di q. 329 e di Rutarsce.
Il 19 e 20 le sue prime ondate avanzano e cominciano lo sgretolamento delle prime posizioni avversarie: la q. 329 (Bavterca) cade e Rutarsce è in parte intaccata.
Il 21 l’azione prosegue e i difensori di Rutarsce, stretti da un audace accerchiamento, si arrendono, sì che le colonne avanzanti possono progredire nella loro marcia verso q. 652 che è occupata il giorno seguente. Il 23 sono attaccate le posizioni di q. 605 (Kobilek) che cadono anch'esse nonostante la intensa reazione avversaria. Il 24 sono occupati i paesi di Dragovice e di Ravne, dei quali il nemico ha tentato di incendiare il primo; il bottino è ingente perché solo in questa zona sono presi più di 20 cannoni, molte mitragliatrici, grande quantità di munizioni e diversi magazzini completi di vario materiale; nello stesso giorno è occupata la linea q. 800 - Bate.
Il 25 la brigata sosta e si riordina fra Ravne e Dragovice ma il giorno successivo essa prosegue verso Podlaka e ne occupa subito un’altura a sud, puntando poi verso le quote 872, 826 e 756. Quest’ultima ed il pianoro circostante sono stati occupati il 18 agosto, mentre il nemico tenta invano, con accaniti contrattacchi, di riporvi piede. Il 4 settembre la brigata, che dal 18 agosto ha ininterrottamente combattuto perdendo 51 ufficiali e 1214 militari di truppa, è sostituita dal 21° fanteria e trasferta prima a Descla e Britof e poi a Cà delle Valade per riposare e riordinarsi (23a divisione).
Il 10 ottobre è inviata a nord di Cividale, nella zona fra Crostù ed Osgnetto, passando a far parte della 3a divisione ed il 17 è schierata nella zona fra Peternel e Clodic. Scatenatasi il 24 ottobre l’offensiva austro-tedesca, la brigata, dopo successive resistenze prima sulla linea M. Piatto - Passo Zagradan e poi a M. la Cima - M. Planino - S. Martino, ripiega il 25 - 26 verso Scrutto - Cividale e Remanzacco.
Il 27 riceve ordine di trasferirsi a S. Gottardo, ove si dispone sulla destra del Torre per difendere il tratto Beivars - ferrovia; il 28 ripiega ancora combattendo fino ad Udine, il 29 è a Casarsa ed il 31 ad Istrago ove, fino al 3 novembre, è schierata su di una linea di resistenza tra Polveriera e Sacile. Sospinta ancora dalle schiaccianti masse avversarie, ripiega per S. Odorico, Vistorta, Orsago.

Durante tutto il mese di novembre la brigata compie una serie di trasferimenti, passando il 12 alla dipendenza della 68a divisione, il 14 della 49a ed il 15 della 22a, ed il 30 sosta nella zona fra il Torrente Nure ed il Torrente Chero ed accantona a S. Maria del Rivo - Ronco — Cornigliano – Godi - Rezzano, ove inizia il suo riordinamento, al quale attende per tutto il mese di dicembre.

 

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Anno 1918

Anche il mese di gennaio è impiegato dalla brigata per riordinamento ed istruzione nella zona dove era nel dicembre 1917. Il 4 febbraio inizia una serie di marce per via ordinaria; il 13 giunge nei pressi di Brescia fra Gussano e S. Vigilio ed il 3 marzo è schierata sulla fronte Chiese - M. Melino, sostituendo la "Lario" sulla linea: Muraglia - Caina Alta - M. Melino.
Il 28 aprile la brigata, sostituita dalla "Chieti", è inviata in 2a linea fra Odolo – Piazza - Mecenago, ove attende ad un intenso periodo di esercitazioni fino al 15 giugno.
Il 18 del detto mese è inviata, per ferrovia nella zona Cendon - Melma, passando alla dipendenza della 22a divisione ed il giorno successivo è schierata sulla linea Meolo - Vallio, dalla quale avanza verso lo Scolo Palumbo per concorrere alla battaglia del Piave già in pieno svolgimento; il 20 l’obbiettivo viene raggiunto e la brigata ha ordine di puntare verso Villa Premuda - Casa Guarnieri - Casa Gasparinetti. Il nemico lancia ripetuti attacchi contro la linea dello Scolo Palumbo conquistata, ma è sempre respinto colla cattura di oltre 200 prigionieri.
Dopo avere tenacemente resistito ad altri tentativi di attacco nemici, la brigata, il 23, avanza risolutamente e raggiunge il Piave a Zenson, catturando altro rilevante numero di prigionieri e molto materiale bellico. Il 25 è sostituita in linea ed inviata fra Casale sul Sile - Maciego - Villa Morea, per riordinarsi; essa ha perduto in questi giorni di combattimento 10 ufficiali e 452 militari di truppa. Il 29, trasferita per ferrovia da Treviso a Tormini, è dislocata di nuovo nella zona fra Odolo - Preseglie - Agnosine ed il 18 luglio è spostata in quella fra Brione e Tiarno di sotto. Il 31 è schierata in Val Chiese fra Cima Palone - Plubega - M. Giovo.
Nel detto settore la "Firenze" permane fino al 5 ottobre, alternando i suoi reparti fra turni di riposo e di linea e mantenendo una costante attività di pattuglie.
Il 9 ottobre è trasferita, per ferrovia, a Cittadella ed è dislocata nella zona fra Cusinati, Contrada Lazzaroni e S. Pietro e, dopo successivi trasferimenti, il 24 è schierata sul M. Grappa.
Il 26, iniziatasi la battaglia finale, due battaglioni del 128° (II e III) attaccano e conquistano la Selletta del Forcelletto, mentre il II/127° occupa la linea detta del "caposaldo 5 bis", da q. 1054 a q. 1581; le perdite di questa giornata sono di 16 ufficiali e 253 gregari.
Il 27 la brigata assume la difesa della linea del M. Pertica, sulla cui Cresta il nemico riesce a porre piede avanzando da Val Cesilla, ma ne è respinto dopo un accanito contrattacco che dura 4 ore e produce la perdita di 14 ufficiali e 351 gregari. Il 28 è ritirata dalla linea ed inviata a Cason Campo Rosso per riordinarsi, passando alla dipendenza della 15a divisione. Restano ancora in linea sul M. Pertica i battaglioni I e II del 127°, che il giorno 30 iniziano un attacco sanguinoso per la conquista di Osteria del Forcelletto, impedita però dall’attiva reazione avversaria. Il 31 la brigata è schierata nuovamente in linea, e mentre il 128° rinforza l’azione diretta alla conquista di M. Prassolan, il 127° attacca la linea di q. 1484 - Col Campigolo - Col dei Prai ed occupa quest’ultimo obbiettivo catturando 510 prigionieri, 80 cannoni e molto materiale.
Il 1° novembre la brigata continua l’avanzata verso M. Fredina e Col di Baio che vengono raggiunti nella giornata stessa; il 2 raggiunge Fonzaso ed il 3 Col di Cee e S. Donato e, puntando verso il Col degli Uccelli, raggiunge Val Nuvola allorché è emanato l’ordine di cessazione delle ostilità.

La condotta della brigata in questi ultimi combattimenti è citata nella motivazione della medaglia di argento concessa alla bandiera dei due reggimenti.

 

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