Albo d'oro Caduti del Lazio nella prima guerra mondiale 1915 - 1918


BRIGATA "FORLI"

(43° e 44° Fanteria)

Sede dei reggimenti in pace:43° Fanteria, Tortona - 44° Fanteria, Novi Ligure.

Distretti di reclutamento:Avellino, Ferrara, Foggia, Lecco, Novi Ligure, Padova, Palermo, Pesaro, Piacenza, Rovigo, Taranto, Treviso, Voghera.

 

anno 1915

anno 1916

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Anno 1915

La brigata Forlì dalle sedi di Tortona e Novi Ligure si trasferisce il 13 maggio nella zona di Cividale, con l’incarico di sorvegliare la linea di confine lungo alcuni tratti dello Judrio.
Assegnata alla 3a divisione, il 24 maggio oltrepassa lo Judrio senza incontrare resistenza, raggiunge il costone Verhovlje - Guniace Bala, ed il 27 concorre col 43° reggimento all’attacco della cresta del Sabotino, eseguito da reparti del 34° fanteria della 4a divisione.
Il 13 giugno la brigata viene inviata alla testa di ponte di Plava, col compito di attaccare la q. 383 e procedere sul costone Kuk - Vodice; il 25 infatti, reparti della Forlì attaccano la quota, ma debbono arrestarsi dinanzi alle posizioni nemiche, dominanti tutta la zona di attacco e protette da robusti reticolati. Il tentativo viene rinnovato il mattino seguente con l’aiuto di reparti della Ravenna e del 125° M. M., ed alle ore 6 del 17 giugno, il II/43° ed alcuni reparti del 125°, superate tutte le difese accessorie, irrompono, dopo ripetuti assalti alla baionetta, nelle trincee estreme delle pendici ovest di q. 383, le conquistano e riescono a mantenersi sotto la sommità dell’altura, nonostante i contrattacchi energici del nemico e le sensibili perdite subite (365 uomini fuori combattimento, dei quali 14 ufficiali) (1).
Nella 2a battaglia dell’Isonzo (18 luglio - 5 agosto) la brigata, opera, sempre nella zona di Plava, con lo scopo di ampliare la piccola testa di ponte ed impegnare fortemente l’avversario, assecondando le operazioni che contemporaneamente si svolgono, con forze maggiori, sul S. Michele.
Il 28 luglio un attacco, per quanto eseguito in condizioni sfavorevoli, contro la linea M. Kuk - Zagora permette al II/44° di raggiungere il costone di Zagora, travolgendone i difensori, e di rafforzarvisi così da mantenerlo saldamente.
Ripresa l’offensiva sulla fronte della 2a Armata per la 3a battaglia dell’Isonzo (18 ottobre - 4 novembre) la brigata avanza prima lentamente nel vallone di Paljévo, coadiuvando la 32a divisione nella conquista di Globna, poi attacca decisamente, tra il 21 e 26 ottobre, le solide e ben difese linee nemiche sulla cima di q. 383, senza riuscire ad espugnarle.
Un’improvvisa azione del II/43° e del 125° reggimento, il 2 novembre, scaccia il nemico da una parte del caseggiato di Zagora, portando la nostra occupazione al margine del paese.

(1) Il valore dimostrato dai nostri reparti negli attacchi del giugno non sfugge allo stesso nemico, ed il generale Boroevich, comandante dell’Armata dell’Isonzo dice testualmente nella sua relazione, parlando delle truppe della 3ª divisione, fra le quali la Forlì: "I reparti avversari effettuarono spesso quegli ostinati attacchi contro le nostre posizioni di Plava con grande bravura e grande valore, si che anche le nostre truppe non poterono a meno di apprezzarne il contegno".

 

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Anno 1916

La brigata, dopo un periodo di riposo (21 dicembre - 23 gennaio) trascorso in Val Cosbana, ritorna in linea il 24 gennaio nello stesso settore di Zagora e vi resta fino al 29 aprile, senza impegnarsi in combattimenti di qualche importanza.
Sferratasi l’offensiva austriaca nel Trentino il 15 maggio, la brigata si trasferisce a Pordenone e a Barbarano (Vicenza) e viene assegnata alla 24a divisione. Il 5 giugno è a Thiene, ed il 9, sull’Altopiano di Asiago, entra in linea a nord di M. Lemerle, posizione molto importante per contrastare al nemico lo sbocco nella pianura veneta.
Il 10 giugno il 44°, schierato sul tratto Strada Magnaboschi - M. Lemerle - Strada Boscon, dopo aver fronteggiato con tenacia ripetuti e violenti attacchi del nemico, sotto la pressione sempre crescente è costretto a ripiegare, quando il 43°, prontamente accorso, riconquista con impetuoso slancio le posizioni di cresta di M. Lemerle, infliggendo all’avversario forti perdite. La brigata in questa sola giornata di combattimento perde 1308 uomini, dei quali 47 ufficiali.
Iniziatasi la nostra controffensiva per ricacciare il nemico dalle posizioni conquistate, la brigata riesce a conseguire alcuni progressi; il 43°, inviato in linea nel vallone dell’Assa, tenta conquistare le forti trincee austriache del vallone stesso, ma non vi riesce per la forte resistenza nemica favorita dal dominio delle posizioni.

Per le prove di valore, fermezza ed ardimento date dalle truppe nel 1915 e durante l’offensiva e la controffensiva italiana nel Trentino, la Bandiera del 43° reggimento venne decorata con medaglia d'argento al valor militare.

 

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Anno 1917

La brigata rimane in Val d'Assa, fino al 12 aprile alternando i reparti in turni di trincea. Il 17 maggio dalla zona di riposo Carmignano di Brenta - Castellazzo, per via ordinaria, si trasferisce a S. Maria la Longa, ed è assegnata all’8a divisione del VI Corpo d'Armata.
Il 25 maggio tenta, con movimento avvolgente da nord e da sud, d’espugnare la q. 615 del Monte Santo, ma il violento fuoco d’artiglieria e l’accanita resistenza del nemico rendono vano ogni tentativo per quanto decisamente condotto, e costringono la brigata a ripiegare nelle trincee sotto la vetta con sensibili perdite (1400 uomini fuori combattimento, dei quali 34 ufficiali). Né miglior fortuna ha il rinnovato attacco del giorno 28 contro la poderosa difesa dell’avversario.
Dopo alterni periodi di riposo e di prima linea (27 giugno - 17 luglio), il 17 agosto, all’inizio della 11a battaglia dell’Isonzo, la brigata è già in prima linea, pronta a riprendere l’attacco del M. Santo.
Il 19 mattina, le prime ondate d’assalto sono fermate dalle raffiche di mitragliatrici svelatesi all’ultimo momento, contro le quali non valgono lo slancio, l’abnegazione ed il sacrificio degli ufficiali e della truppa. Con i reparti già decimati dall’intenso fuoco di artiglieria, la brigata raggiunge tuttavia i reticolati nemici e vi rimane l’intera giornata, sopportando serenamente le gravi perdite (oltre 1300 uomini, fra i quali 30 ufficiali). La mattina seguente la brigata, rinforzata da altri reparti, su tre colonne attacca di nuovo le posizioni nemiche. In un primo tempo non raggiunge che obiettivi parziali, ma finalmente gli sforzi tenaci delle truppe vincono ogni resistenza e sono coronati dalla conquista del tratto di trincea Zagorje - Dol.
Pel valore e lo spirito di sacrificio dimostrati in queste giornate, le Bandiere dei reggimenti dalla Forlì sono decorate di medaglia di bronzo al valor militare.

Di poi la brigata rimane a presidio di quelle posizioni sino al 27 ottobre, giorno in cui, per la ritirata dell’ala sinistra della 2a Armata, ripassa l'Isonzo e, proseguendo il movimento di ritirata sotto la protezione di reparti di retroguardia, per Cormons, S. Maria la Longa e Mortegliano raggiunge il Tagliamento, la Livenza e finalmente il Piave. Il 6 novembre prende posizione nei pressi di Nervesa (Montebelluna); il 10 si porta a Villaranza (sud di Villafranca Padovana); il 26 è a S. Secondo Parmense, assegnata alla 21a divisione; e il 1° dicembre si trasferisce a Castell’Arquato (Parma).

 

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Anno 1918

La brigata, riordinatasi nella zona di Castell’Arquato e poi in quella ad est di Brescia e Rezzato, si trasferisce il 7 marzo nelle Giudicarie, ove resta fino al mese di giugno, a presidio delle trincee della zona di Bezzecca (Lago di Ledro), impegnata solo in piccole azioni.
Iniziatasi la battaglia del Piave (15 - 24 giugno), si trasferisce per ferrovia, il 18 giugno, nella zona a sud-ovest di Treviso (Dosson - Casier - Lughignano - Madonna delle Grazie), quale unità di riserva della 9a Armata.
E poiché il valore delle unità di prima linea riesce da solo a contenere l’offensiva e respingere l’avversario nelle vecchie posizioni di partenza, la brigata non viene impegnata nella battaglia, e ritorna il 19 luglio nella regione delle Giudicarie, sul tratto Passo Nota (sul Lago di Ledro) - Passo Guil - Cadrione.
Il 29 settembre, sostituita dalla Pavia, si trasferisce a sud di Bassano (Belvedere - C. Brotto - C. Casali) ove resta fino al 15 ottobre, portandosi poi nel territorio di Castel Godego (nord-ovest di Bassano) per prendere parte alla battaglia di Vittorio Veneto (24 ottobre - 4 novembre).
Infatti, lasciati il 21 ottobre gli accantonamenti, il 25 mattina si schiera sulla linea dei capisaldi del Capitello (sbarramento ovest di S. Felicita a cavaliere della Valle di S. Lorenzo) con il 44° a destra ed il 43° a sinistra, per attaccare il M. Asolone.

Alle ore 7 del 26, i primi reparti, preceduti da ondate di compagnie d’arditi, con impetuoso slancio conquistano le quote 1520 e 1486 dell’Asolone e si spingono quindi sul costone di Col della Berretta, ma alle ore 12 un contrattacco in forze obbliga la brigata, assottigliata per le forti perdite (1197 uomini fuori combattimento, di cui 18 ufficiali) a ripiegare sulle posizioni di partenza. Il 31 ottobre due battaglioni (uno del 43° ed uno del 44°), insieme alla brigata Calabria, rinnovano l’attacco di M. Asolone e lo conquistano, inseguendo quindi il nemico in ritirata per Col della Berretta, Col Bonato, Cismon, Primarolo, sino a Telve di Pozza, dove la brigata giunge il 4 novembre, data dell'armistizio.

 

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