Albo d'oro Caduti del Lazio nella prima guerra mondiale 1915 - 1918


BRIGATA "IVREA"

(161° e 162° Fanteria)

Costituita il 1° marzo 1915:il Comando di Brigata ed il 162°, già formato fin dal 19 gennaio 1915, dal deposito del 54° Fanteria; il 161°, già costituito sin dal 10 gennaio 1915, dal deposito del 92° Fanteria.

 

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Anno 1915

Il 5 maggio la brigata parte per la zona di radunata ed è destinata sull'altopiano dei Sette Comuni (34ª divisione). All'inizio delle ostilità essa è dislocata nella zona di Asiago e propriamente tra Campo Poselaro e Passo del Trughele, ove schiera parte dei suoi riparti in avamposti. Il 30 maggio compie la sua prima operazione di guerra contro la fronte Marcai di Sotto - Vezzena - Costesin: le due ultime località sono raggiunte, ma devono essere più tardi abbandonate a causa del violento tiro di artiglieria e mitragliatrici avversario. Il 5 giugno la brigata è rilevata dalla "Treviso" sulla linea degli avamposti.
Il 25 agosto essa opera nella zona a nord della strada di Vezzena contro la testata delle valli Scuro e Rio Torto. L'azione è potentemente ostacolata dal tiro di artiglieria e di mitragliatrici avversario, sì che i riparti operanti sono costretti a trincerarsi sulle posizioni raggiunte, dopo aver perduto 4 ufficiali e 230 militari di truppa.

La "Ivrea" passa il resto dell'anno nelle citate posizioni, esercitando una continua vigilanza a mezzo di pattuglie e partecipando alle operazioni dimostrative del settembre - ottobre verso Cima Vezzena e del novembre - dicembre verso il Ghertele.

 

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Anno 1916

La brigata è sempre nell'alta Val d'Assa, ove alterna una assidua sorveglianza con lavori di sistemazione difensiva.
Il 4 febbraio un piccolo riparto del 161° occupa e mantiene la posizione della "Forcella" che trova sgombra dal nemico. Il 5 maggio il nemico inizia un intenso bombardamento sulla conca di Milegrobe ed in Val Morta; lo continua il 6 e lancia all'attacco due compagnie che riescono a penetrare nella parte centrale dei trinceramenti della conca di Milegrobe, in modo da indurre i riparti del 162° presidianti detta località a ripiegare sulla testa di ponte del Rio Val Morta. L'avanzata è però circoscritta dall'immediato intervento della nostra artiglieria. La crescente attività del nemico impone alla brigata una maggiore attività ed un più frequente invio di pattuglie. Il 15 maggio l'avversario sferra la sua offensiva nel Trentino che cagiona un ripiegamento da parte delle unità adiacenti alla 34a divisione, in seguito al quale la "Ivrea", nella notte sul 19 maggio, gradualmente si ritira sul ciglione sinistro di Val Torra. Mentre il 161° esegue il movimento ordinato e si trova fra Malga Fratelle e Val Morta, viene attaccato da rilevanti forze nemiche; esso sosta occupando la testa di ponte di Val Cinsela e, appoggiato dal nostro tiro di artiglieria, riesce ad arrestare il nemico sul margine meridionale del bosco di Milegrobe, infliggendogli gravi perdite. Ripreso poi il ripiegamento, il 161° si porta sulla sinistra di Val Torra, dopo aver fatto saltare i ponti di Val Morta.
Il 20 il nemico riprende la sua avanzata, minacciando la ridotta di q. 1506. Il nemico, ricevuti altri rinforzi, lancia, il 21 maggio, una colonna all'attacco, occupa il Costesin, sì che i riparti della brigata hanno ordine di ripiegare combattendo sulla linea Scogli della Torra - Tola del Vescovo - Casare di Campovecchio. Il 22 continua il ripiegamento: il 161° occupa la linea dalla strada Asiago - Roana fino al torrente Ghelpac, il 162° dal margine nord di Camporovere fino alla strada Asiago - Roana. Il 28 maggio la brigata, sostituita in linea, è inviata a riordinarsi presso il bivio Osteria della Bocchetta - Sasso (28a divisione); essa ha subito ingenti perdite.
In seguito allo svolgimento delle operazioni in prima linea, la brigata, nei giorni 1 e 2 giugno, si trasferisce a Sasso (34a divisione) dislocando un battaglione del 162° al Col del Rosso ed un altro a Case Grulli; il 3 il 161° disloca due battaglioni tra il Buso e M. Fior. Il 5 giugno, sostituita dalla "Sassari" sulle posizioni occupate, è schierata col 162° ed il III/161° sulla fronte q. 1312 - Col del Rosso - Case Grulli, mentre gli altri due battaglioni del 161° si portano il 6, quale riserva, fra Turcio e Mosca, a cavallo della rotabile che unisce queste due località; essi però il giorno 8 sono inviati, il I a disposizione della brigata Etna ed il II della "Sassari". Per la mutata situazione derivante dallo sgombro del M. Sisemol da parte della "Etna", si trovano in prima linea il 162° ed il III/161° schierati sul M. di Val Bella, la cui difesa è affidata, il 9, alla brigata Ivrea, alla quale sono restituiti anche il I ed il II battaglione del 161°.
Sferratasi la nostra controffensiva, la brigata, dopo aver esplicato una continua azione di pattuglie per mantenere saldo contatto col nemico, il 18 giugno inizia la sua avanzata nel bosco di Stenfle e verso M. Sisemol. Dopo una continua pressione intesa a scuotere la resistenza del nemico e scacciarlo dalle posizioni conquistate, questi, il 25 giugno, comincia a cedere, incalzato costantemente dai reparti della brigata.
Nel pomeriggio del 25 stesso, il III/161° ed il II/162° occupano lo Stenfle, appoggiati dal I e II del 161° che puntano contro il Sisemol. Gli altri due battaglioni del 162° da Busa del Termine serrano verso M. di Val Bella. A sera il M. Sisemol è occupato dal 161°, mentre il 162° raggiunge la cima di M. Val Bella. Il 26 l'avanzata prosegue per M. Ferragh e poi su Rodighieri - S. Domenico: anche questi obiettivi sono raggiunti. Il 161° punta il 27 su M. Rasta contro il quale si accanisce anche il 28; il 29 è sostituito dal 162° che continua l'attacco nei giorni 30 giugno e 1° luglio, cozzando contro una accanita resistenza avversaria che tenta scuotere con ripetuti assalti alla baionetta. Il 3 luglio il 162° è sostituito dalla brigata Acqui e dislocato nel bosco di Gallio, mentre il 161° sostituisce l'89° in prima linea da Case Carlini alla mulattiera Nette - M. Interrotto; il 4 è anch'esso sostituito dalla brigata Acqui ed inviato nel bosco di Gallio.
Il 5 luglio tutta la brigata è dislocata nella Valle di Campomulo, ove inizia il suo riordinamento; essa ha perduto, dal 15 giugno, 50 ufficiali e 1860 militari di truppa. Il suo contegno merita la concessione della medaglia di bronzo alle Bandiere di entrambi i reggimenti.
Il 25 luglio la "Ivrea" è trasferita a Bassano, ove accampa nella regione Cornaro fino all'8 agosto, nel qual giorno è trasportata in ferrovia fino a Cervignano ed a Strassoldo; il 9 prosegue per Ajello.
Il 10 il 161° è inviato in autocarri a Redipuglia e di qui raggiunge le doline a sud - est di Doberdò (31a divisione), mentre il 162° è destinato prima a Fogliano e poi nei pressi di Gradisca per avanzare, il giorno seguente, su Marcottini (19a divisione).
Il 12 agosto il 161° passa il Vallone, si avvicina a Nova Vas iniziando la sua avanzata, fortemente ostacolata verso le posizioni comprese fra le due quote 208. Il 17 il I/161° raggiunge ed oltrepassa la prima trincea avversaria, ma il nemico, reagendo dalla sua seconda linea intatta ed efficiente, respinge gli attacchi. I reparti operanti hanno perduto per queste azioni 19 ufficiali e 745 gregari.
Il 19 il 161° si riunisce al 162° inviando due battaglioni, I e II, a Marcottini e lasciando il III battaglione a disposizione della 3a divisione. Tutta la brigata passa poi alla dipendenza della 19a divisione.
Il 28 agosto la "Ivrea" è in linea per la ripresa offensiva tendente all'occupazione della linea Oppacchiasella - Nad Bregom - q. 235. Dopo vari tentativi ed una conveniente preparazione del terreno, il 14 settembre, riparti della brigata muovono all'attacco di Nova Vas e qualcuno riesce ad oltrepassarne il caseggiato catturando dei prigionieri, ma il nemico tenta accerchiare gli attaccanti che sono costretti a ritirarsi. La prova è ritentata nei giorni dal 15 al 18, ma l'audacia dei nostri riparti urta contro una attiva difesa dell'avversario favorito dalla topografia della zona; alle precedenti perdite si aggiungono quelle di 13 ufficiali e 400 gregari.
La notte sul 21 la brigata, sostituita dalla "Pescara", si reca a Palichisce quale riserva divisionale (47a divisione); il 25 è inviata a riposo fra Salicetto - Perteole - Mortesins - Scodovacca.
Destinata in Macedonia, giunge a Salonicco il 19 ottobre (35a divisione). Dopo successivi trasferimenti il 23 la "Ivrea" sostituisce la "Cagliari" schierando il 161° fra Dova Tepé - Kara Orman e Baisili ed il 162° fra "Tre strade" e Sarakli.
Il 29 novembre, sostituita da riparti inglesi, si reca a riposo nella zona di Kukus.

Il 7 dicembre è inviata a Topci ed il 12 ritorna a Salonicco, da dove, il 14, parte in ferrovia per Vertekop; il 19 raggiunge Vladova, il 22 Kakon, il 23 Kalenik ed il 29 Colle di Vrata, ove si schiera fra la strada Suhodol - Meglenci ed il Piton Rocheux.

 

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Anno 1917

La brigata ha assunto il suo schieramento in prima linea nella citata zona, nella quale il nemico è particolarmente attivo ed esercita una continua azione di pattuglie che vengono sempre respinte dai nostri riparti vigilanti. Nella notte sul 12 febbraio un riparto avversario attacca la nostra trincea di q. 1050, presidiata dalla 5a e 7a compagnia del 162°, e riesce ad occuparne qualche tratto producendo una quarantina di perdite, ma il pronto intervento degli altri elementi del battaglione non permette ulteriori progressi.
Nei giorni successivi l'avversario tenta di allargare la sua occupazione, ma è sempre energicamente ricacciato.
Il 5 marzo il 162° è inviato in seconda linea ove già trovansi, fin dall'11 febbraio, il 161° ed il comando della brigata, sostituita in linea dalla "Cagliari".
Il 14 marzo il III/162° è rimandato in linea per cooperare col 63° fanteria all'attacco della q. 1050.
Dall'8 al 10 aprile tutta la brigata ritorna in trincea al posto della "Cagliari" sulle posizioni di prima linea comprese fra la quota 1050 e il Piton Rocheux.
Dopo un'accurata preparazione, il 9 maggio essa inizia una vigorosa azione aggressiva nell'arco della Cerna. Il 161° ha per obbiettivo la q. 1050 che deve attaccare su due colonne; il 162° punta, anche su due colonne, contro il Piton Brulè.
Sferrato l'attacco, le prime ondate del 161° raggiungono la linea avanzata avversaria e si accingono a procedere, quando il nemico scatena un fuoco violentissimo di rappresaglia che arresta ogni ulteriore slancio degli attaccanti e fa esplodere alcune mine predisposte sotto le sue trincee, una delle quali distrugge quasi completamente la 9a compagnia del 161°.
Il 162° contemporaneamente conquista la prima linea di trincea del Piton Brulè, ma subisce anch'esso la violenta reazione del tiro avversario ed è costretto a ripiegare sulle posizioni di partenza.
Il nemico tenta di profittare dello stato d'animo dei nostri riparti, lanciando ripetuti contrattacchi che sono respinti. Le perdite della brigata sono di 40 ufficiali e 1203 militari di truppa.
Il 10 maggio l'azione è ripresa dal 162°, rinforzato da due battaglioni della "Cagliari", ed è diretta soltanto contro il Piton Brulè; però, poco prima dell'attacco delle fanterie, perviene l'ordine di sospensione che non può essere diramato - a causa dell'interruzione delle comunicazioni - a tutti i battaglioni in linea e quindi il II/63° raggiunge la prima trincea avversaria, ma, non sorretto dai reparti laterali, deve ripiegare.
Anche il giorno 11 si combatte accanitamente per la conquista del Piton Brulè e per la terza volta l'obbiettivo è raggiunto, ma gli eroici fanti, presi sul fianco dalle intense raffiche di mitragliatrici provenienti dal Piton Rocheux e sul tergo da quelle del costone di q. 1050, sono costretti a sostare ed a rafforzarsi sulle posizioni raggiunte. Nei giorni 15 e 16 maggio la brigata, sostituita dalla "Cagliari", invia il 161° ad ovest di Gniles ed il 162° fra le rovine di Jaratok e Tepauci, ove inizia il suo riordinamento. Nella notte dal 25 al 26 giugno essa ritorna in linea nel noto settore del Piton Brulè (161°) - q. 1050 (162°) dedicandosi alla consueta attività di pattuglie. Il 31 agosto il I/162°, rinforzato da elementi di altri battaglioni del 162° e del 161° stesso, compie un colpo di mano sulla q. 1050 per impossessarsi dell'osservatorio nemico del "Castelletto" e di un camminamento - trincea posto ad ovest di detta località. La prima ondata di attacco, sorpassati i varchi aperti nei reticolati, raggiunge l'obbiettivo assegnato, contro il quale il nemico, preceduto da nutritissimo fuoco d'artiglieria e mitragliatrici, lancia tre contrattacchi che obbligano il centro e la destra dei nostri ad abbandonare la trincea conquistata e non ancora rafforzata.
La sinistra, meglio riparata dal tiro, può resistere ancora qualche ora, ma deve poi anch'essa ripiegare per sfuggire all'aggiramento. Durante quest'azione il 161° svolge un attacco dimostrativo a q. 1050.

Le predite della giornata sono, per la brigata, di 6 ufficiali e 144 militari di truppa. Nei giorni 4 e 5 settembre la "Ivrea" è inviata a riposo nella zona a nord-ovest di Gniles ed a sud-est del vallone di Jaratok per ritornare in linea, un mese dopo, al posto della "Cagliari". Il 7 dicembre passa in seconda linea e vi trascorre tutto il mese.

 

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Anno 1918

Dal gennaio all'agosto la brigata si alterna con la "Sicilia" e con la "Cagliari" in turni mensili di linea e di riposo. I periodi di linea sono particolarmente attivi per la continua, reciproca azione di pattuglie e per i frequenti colpi di mano.
La notte sul 19 aprile il nemico, dopo violento ed improvviso bombardamento, lancia all'attacco grosse pattuglie in diverse parti del settore, ma queste vengono tutte respinte dal pronto intervento dei riparti in linea. In compenso la notte seguente sono eseguiti da elementi della brigata due colpi di mano: uno al saliente di Vlakar e l'altro alla quota 1050; il primo non riesce perché trova intatti i reticolati: il secondo, invece, condotto da un riparto del 161°, sorprende e volge in fuga un posto avversario impossessandosi di armi e materiale.
Il 21 settembre, in seguito all'offensiva serba, il nemico, pur resistendo tenacemente, inizia il ripiegamento generale delle sue truppe dal Vardar alla regione dei laghi.
Per procedere all'inseguimento la "Ivrea" assume, lo stesso giorno 21, la seguente dislocazione iniziale: il 161° fra Gola Glava, l'alto vallone della Gallia, (M. Boscon e Val d'Assa); il 162° fra il vallone del Monastero di Jaratok, Colle Tamaje ed il vallone della Nottola. Iniziato il movimento, il 22 sorpassa le posizioni avversarie del Piton Brulè e della q. 1050, il 23 raggiunge quelle di Musa Oba e Podmol. Superata il 24 la regione fra Topolciani, Cepik e fra Zagorani e Veselcani, muove il 25 per dislocarsi a cavallo della strada Prilep - Krusevo, ma durante la marcia, essendo la "Cagliari" impegnata col 63° a Bacia ed il 64° a Krivogastani, il 161° si arresta a Borotin ed il 162° a Krusoviani. Più tardi, però, vinta la resistenza avversaria, la brigata Ivrea prosegue per il suo obbiettivo.
La convenienza di incalzare sollecitamente il nemico consiglia la composizione di una colonna celere agli ordini del comandante della brigata Ivrea e formata dal 64°, dal 162° e da altri minori riparti: essa muove il 26 diretta a Sop.
Il 162°, con due battaglioni che hanno il compito di colonna fiancheggiante di sinistra, raggiunge, la sera del 26, la linea fra Ostrelce e la q. 1300. Il 161° arriva intanto a Krivogastani.
Il 27 il 162° raggiunge Kocista e vi passa la notte, mentre il suo IV battaglione occupa la collina a sud di Divjak per sbarrare il passo a truppe nemiche che tentino di risalire la Zaja. Il 28 la colonna fiancheggiante muove alla volta di Cer ed all’alba del 29 si ammassa all’entrata est del paese che il nemico tiene ancora in suo possesso.
Per rimuovere le difficoltà incontrate nella marcia della colonna principale, il 162° ha ordine di portarsi sulle posizioni a nord e nord-est di Cer per scacciarne il nemico ed aggirare Sop dall’alto.
Nonostante la tenace resistenza avversaria, gli obbiettivi assegnati al 162° sono raggiunti il 30 e saldamente mantenuti. Il contegno di questo reggimento merita la concessione della croce di guerra francese con palma.

Mentre i riparti si preparano all’ulteriore avanzata, sopraggiunge, il 30, l’ordine di sospensione delle ostilità e la brigata si raccoglie a Krivogastani.

 

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