Albo d'oro Caduti del Lazio nella prima guerra mondiale 1915 - 1918


BRIGATA "JONIO"

(221° e 222° Fanteria)

Costituita nell'aprile 1916: il Comando di Brigata ed il 221° dal deposito del 48° Fanteria; il 222° dal deposito del 3°. I Reggimenti erano stati costituiti fin dal dicembre 1915.

 

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Anno 1916

La brigata, dalle sedi di Catanzaro, Potenza e Cosenza (221°) e di Messina (222°), raggiunge la zona di guerra nei primi sei giorni di aprile e si disloca tra Fonzaso, Lamon, Arsié e Feltre, assegnata alla 15a divisione.
Con successivi trasferimenti terminati il 18 è inviata nella regione di Strigno per assumere la difesa della linea arretrata Ceolino-S. Giorgio.
Nelle notti sul 22 e sul 23 è destinata in linea fra Ronchi-M. Collo-Vallone Ceggio.
Il 15 maggio il nemico, preceduto da intenso bombardamento sulle posizioni di S. Anna, Case Desene e M. Collo, inizia la sua offensiva sugli altopiani e, mentre agisce dimostrativamente verso le prime due località, attacca a fondo il M. Collo, sorprende un posto avanzato che aveva tenuto sotto intenso tiro di artiglieria e penetra fino alle posizioni di q. 1822; contemporaneamente un altro nucleo riesce a sfondare la linea nel versante nord di M. Collo.
La immediata reazione del II/222° argina, con un sagace sbarramento di mitragliatrici, l'irruzione e mette in una situazione molto critica gli attaccanti che, all'alba del 16, sono circondati e fatti prigionieri in numero di 200; le posizioni perdute sono rioccupate. Le perdite inflitte al nemico sono assai gravi, mentre quelle della brigata ammontano a 36 morti e 198 feriti.
Nei giorni 18 e 19 maggio il nemico rinnova disperati attacchi contro M. Collo, ma è sempre respinto. Il 19 stesso, in seguito all'offensiva nemica in corso ed agli avvenimenti nei settori laterali, la "Ionio" ha ordine di trasferire la sua linea avanzata sulla fronte Montebello-Croce di Biennati-Malga Campo-C. Scarfa, lasciando piccoli nuclei di retroguardia sulle posizioni finora occupate.
Il ripiegamento continua nei giorni successivi; il 20 le truppe si portano sulla linea Campestrini-Spiado e il 22 su quella Ospedaletto-Conca Tesina, tra Samone e Villa Agnedo, il 23 fra Pieve Tesino e Cinte Tesino. La notte sul 25 la "Ionio" ha ordine di scacciare il nemico dal terreno immediatamente antistante alla nostra linea, da Spera a M. Levre. Per tale operazione costituisce due nuclei dei quali uno deve scendere da Ghisi e Palma verso il torrente Maso per rastrellare il terreno compreso fra detto torrente e Scurelle, l'altro, dirigendosi verso Tomaselli, deve penetrare fra Strigno e Scurelle per accerchiare il nemico ivi serrato.
Il primo nucleo è ostacolato nel suo compito dall'azione di reparti nemici agenti da Carzano, mentre il secondo accerchia Strigno e ne cattura i difensori.
Il 10 giugno la brigata concorre ad un'azione di sorpresa per scacciare il nemico dalle sue posizioni sulla sinistra del Maso fra Scurelle e Mentrate. Opera su due colonne: a destra il I/221° dalla colletta ad ovest di Samone punta per Prà della Bella verso Cascata, mentre il III/221° dalle sue posizioni fra Spera e la q. 795 agisce frontalmente per respingere il nemico oltre il Maso; a sinistra il II/221° ed il III/222° da Strigno hanno il compito di avvolgere Scurelle e di agire verso Ghisi e Mentrate dopo di essersi impadroniti dei ponti di Maso, di Scurelle e di Carzano. Gli altri due battaglioni del 222° restano a guardia della Forcella Brentana e dello sbocco di Val Chiepina all'altezza di Fracena e Tomaselli. La colonna di sinistra, giunta circa a 250 metri dalle posizioni avversarie, è presa sotto intenso fuoco di artiglieria proveniente dal Salubio, da Telve e dal Ceolino ed è obbligata ad arrestarsi, mentre quella di destra avanza lentamente verso Sorgente e Cascata, presa anch'essa sotto violento tiro di artiglieria. Più tardi, all'ordine di incalzare il nemico ad ogni costo, il I/221° attraverso un terreno assai difficile, giunge al Maso, ma non potendo passare il torrente, poiché i punti di obbligato passaggio sono sorvegliati dal nemico, si rafforza sulla riva sinistra di fronte al bivio della rotabile del M. Salubio. Il III/221° attende, per impegnarsi, che si sviluppi l'azione avvolgente verso Scurelle. Frattanto la colonna di sinistra avanza a cavallo della dorsale q. 346-Spera spingendo una compagnia al ponte di Carzano ed un'altra per Castellaro su Scurelle; ma la reazione avversaria arresta gli attaccanti a 50 metri da Castellaro.
Essendo vano ogni ulteriore tentativo ed anche perché uguale resistenza incontrano i reparti laterali (10a divisione), i battaglioni hanno ordine di rafforzarsi sulle posizioni raggiunte. Le loro perdite sono di 9 ufficiali e 252 militari di truppa.
Dopo alcuni giorni di assidua preparazione, il 16 giugno, reparti della brigata, avuto sentore che il nemico sgombra Scurelle, ritentano l'attacco della linea del Maso, ma un intenso tiro sulle nostre posizioni da q. 775 a Strigno arresta anche questa volta l'azione che ha ottenuto soltanto lievi progressi.
Il 17 le due colonne riprendono l'avanzata e raggiungono i reticolati di q. 964. L'azione, che, se non ha fruttato vantaggi territoriali, ha raggiunto lo scopo di tenere impegnato il nemico ed obbligarlo a sottrarre truppe dall'altopiano, è sospesa e le truppe si portano nelle primitive posizioni comprese fra Forcella Brentana, Samone e Prà della Bella (221°) e Forcella Tesina, Burlon e Spera (222°). Le perdite di questi due giorni di combattimento ammontano a 27 ufficiali e 900 gregari. La "Ionio" permane nella zona, alternando i turni di linea a periodi di riposo, fino al 9 agosto, allorché è raccolta a Pieve Tesino e di quì fatta proseguire, in ferrovia e con automezzi, per la fronte goriziana. Giuntavi dal 9 al 12, due battaglioni del 221° sono inviati a Snezatno, a disposizione del comando della 45a divisione, mentre il 222° si trasferisce prima a Cormons e poi, il 15, sulla sinistra dell'Isonzo allo sbocco del torrente Peumica verso q. 85.
Il giorno 16 il 222° è schierato nelle trincee di S. Caterina e la brigata passa alla dipendenza della 10a divisione, che ha sostituito in linea la 45a. Nei giorni 31 agosto e 1° settembre il 222°, rilevato in linea dal 221°, si reca a Rio Molini a riposo.

Fino alla fine dell'anno i reggimenti si alternano in linea esplicando la consueta vigilanza sul nemico, che tengono in continuo allarme con frequenti azioni di pattuglie.

 

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Anno 1917

Il 6 gennaio il 221° è sostituito dal 230° e inviato in Val Peumica, mentre il 222° rimane nelle posizioni del Sabotino. Nei primi giorni di febbraio il 221° ritorna in linea. Il 9 febbraio il nemico attacca la fronte q. 166-Rocca S. Caterina-q. 343 e riesce a penetrare in un tratto di circa 200 metri tenuto dal 221° che lo riprende il 10, ma un ritorno offensivo avversario obbliga di nuovo a cederlo. L'indomani è definitivamente riconquistato. Le perdite di questi tre giorni di lotta sono, per la brigata, di 17 ufficiali e 555 militari di truppa. Il 6 marzo il 221°, sostituito dal 230°, è inviato in Val Peumica per trasferirsi, il 7, nel settore del Sabotino ove s'alterna col 222° e coi reggimenti della "Campobasso" fino al 26 aprile allorché, la "Ionio", sostituita dalla "Palermo", inizia il trasferimento per Imerie che è compiuto il 28. Quivi intraprende un periodo di riordinamento e di riposo che è interrotto il 5 maggio, nel qual giorno il 222° ritorna in linea e rileva due battaglioni del 68° fanteria. Nei giorni 6 e 7 vi ritorna il 221°.
Il 14 maggio la brigata inizia l'attacco delle antistanti posizioni nemiche: il 221° incontra una reazione che lo obbliga ad arrestarsi; il 222°, dopo accanita lotta e con brillanti azioni, riesce ad occupare la q. 333 di S. Caterina, ma deve subito abbandonarla per il violento tiro d'artiglieria. Il 17 la "Ionio", sostituita dal 34° fanteria, è inviata alla Podsabotino; essa ha perduto 16 ufficiali e 1535 gregari.
Il 22 è inviata a Fleana, il 26 a S. Giovanni di Manzano (10a divisione) ed il 27 parte in ferrovia per Thiene, ove il 28, accantona fra Piovene (221°) e Campo Iolanda (222°), passando alla dipendenza della 9a divisione. Nei giorni 29 e 30 maggio il 222° sostituisce, nel settore Astico, il 14° reggimento bersaglieri, mentre il 221° sostituisce, nel settore Pòsina, il 20 bersaglieri. Dall'11 al 13 luglio la brigata, rilevata dalla "Volturno", è inviata nella zona di Carrè ove permane fino al 23, allorché è rimandata in ferrovia a S. Giovanni di Manzano accampando, il 24, sulla sinistra del Torre ad ovest di Soleschiano e passando alla dipendenza della 59a divisione.
Il 30 si sposta a Pubrida. Nei giorni dal 7 al 10 agosto è inviata nelle trincee dalla Vertojbizza e dal Sober a rilevarne il 26° fanteria. Il 19 la "Ionio" concorre all'azione che la 48a divisione svolge contro la q. 227 del M. S. Marco e sul margine settentrionale della Cava sud. Al 221° è commesso il compito di impossessarsi, passando per Cà delle Rose e Cà della Trincea, del costone che dalla Cava sud di S. Marco scende alla ferrovia e di puntare sulla Cava stessa a sostegno dell'ala destra della 48a divisione che aggira da ovest e da sud le difese del San Marco.
Il 222° deve, in primo tempo, conquistare la q. 123 nord, operando per lo sperone di q. 98 e poi concorrere, con attacco partente da q. 133 nord, all'azione che il 41° fanteria svolge contro la q. 133. Dopo la preparazione di artiglieria, le prime ondate scattano all'attacco, ma il loro generoso impeto si infrange contro un accanito fuoco di sbarramento.
Il 19 stesso il 221°, sostituito in linea, è inviato a Villanova di M. Fortin a disposizione del comando della 10a divisione, mentre il 222°, nei giorni 20 e 21, rinnova disperati attacchi senza ottenerne risultati soddisfacenti, poiché il nemico è sempre più tenace nella sua resistenza.
Il 22 anche il 222° è sostituito in linea ed inviato al ciglione dell'Isonzo, mentre nella stessa giornata il 221° è trasferito fra Stuccara e Boatina, ove il 24 è raccolta tutta la brigata. Essa ha perduto, per questa azione, 41 ufficiali e 1913 militari di truppa; il suo contegno è ricordato nella motivazione della medaglia di bronzo che verrà più tardi concessa alle sue Bandiere.
Il 25 agosto il 221° è inviato a Gorizia (Borgo Strazig), il 27 il 222° si trasferisce sulla sinistra dell'Isonzo al ciglione di Na Rojack. La brigata passa alla dipendenza della 48ª divisione. Nella notte sul 29 essa sostituisce la "Piemonte" nelle posizioni del S. Marco.
Il 29 è ripresa l'offensiva. Il 221°, su due colonne, ha il compito di occupare il costone di q. 200 nord, sud ed ovest, di q. 227 e dei costoni trasversali che discendono verso l'Iscur; il 222° deve spingere una colonna alla conquista del costone che da q. 200 ovest discende a Cave ovest, per procedere poi verso q. 227 ed un'altra da Casa Scoperchiata e Casa Bassa verso q. 227 e Cave sud. Anche questa volta gli eroici sforzi della brigata non valgono a scardinare la potente sistemazione difensiva avversaria del S. Marco, si che essa è sostituita in linea dalla "Modena" ed inviata, fra il 30 agosto ed il 1° settembre, nuovamente a Pubrida (59a divisione). Le sue perdite sono di 34 ufficiali e 805 gregari.
Il 9 settembre è trasferita nella zona di Vencò, passando alla dipendenza della 13a  divisione. Fino al 23 ottobre attende al suo riordinamento che è interrotto dalla imminente offensiva nemica. I nuovi eventi la trasferiscono il 24, per via ordinaria, a Gagliano. Il 25 ha ordine di occupare la fronte M. Purgessimo-Natisone-Madlesena (25a divisione).
Nella notte del 27, il nemico attacca la fronte Natisone-Azzida, difesa dal II/222° che lo respinge; ma nuovi attacchi, condotti da soverchianti forze, obbligano reparti della brigata, che invano resistono strenuamente, a ripiegare fino alle lunette antistanti al ponte di S. Quirino. Dopo successive resistenze, la brigata ripiega prima su Carraria e poi su Cividale, dove, al ponte militare, tenta un ultimo arresto all'avanzata nemica. Più tardi raggiunge il Torre schierandosi fra S. Bernardo e Rizzolo. Il 28 è inviata a Fontanabona (23 divisione) e il 29 passa il Tagliamento a Pinzano. Il 30 è a Gajo, ove si schiera lungo il fiume; il 31 si sposta a Postoncicco.
Dopo successivi trasferimenti il 5 novembre raggiunge Pieve e Francenigo, il 6 Bibano, il 9 Paese.
Il 13 è di nuovo spostata fra Sottano, Campiglia e Campolungo. I suoi organici sono molto ridotti per le perdite subite e per i passaggi ad altri reparti.
Il 18 novembre riprende la marcia per Ponte S. Niccolò e Vigonovo, ove inizia il suo riordinamento. (53a divisione).

Nei giorni 23 e 24 dicembre è inviata nella zona di Treviso fra il torrente Zero, la ferrovia Mestre-Treviso e il torrente Dese.

 

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Anno 1918

Dopo successivi trasferimenti, effettuati fra gli ultimi giorni di gennaio ed i primi di febbraio, la "Ionio" è schierata sul Piave, nel tratto compreso fra il ponte di Piave e l'ansa di Zenson, all'altezza di Case Levi. In questa nuova fronte i reggimenti si alternano fino al 29 aprile, nel qual giorno la brigata, sostituita dalla "Cosenza", si porta a riposo fra S. Zeno e Villa Perini, ove riprende le solite esercitazioni che continua nella zona fra Sile e Musestre, nella quale è trasferita il 31 maggio.
La battaglia del Piave richiama in trincea la "Ionio". Essa il 15 giugno si porta sulla linea del Meolo Cà Isolelli a Cà Corner. Nelle prime ore del 16 i battaglioni II e III del 222° hanno l'ordine di conquistare l'Argine Regio puntando verso C. Fuma; essi attaccano, ma il nutrito fuoco di mitragliatrici arresta il loro impeto, mentre sono quasi per raggiungere l'obbiettivo. Sono allora spostati a destra per occupare il caposaldo di Villa Premuda e la linea di C. Guarnieri-C. Cappellin e scacciarne alcuni reparti avversari. Intanto due battaglioni del 221°, che nella notte avevano raggiunto C. Scrinzi e C. Donà delle Rose per spostarsi poi fra Osteria e Capo d'Argine, hanno ordine di cooperare colla "Sassari" all'occupazione dell'Argine Regio tra Fossalta e C. Gradenigo, allo scopo di conquistare l'ansa di Gonfo. Questi battaglioni occupano il caposaldo di Osteria (il III), si spingono verso Croce e Gradenigo (il I) e più tardi raggiungono, dopo accanita lotta, l'Argine Regio e C. Gradenigo, resistendo ai violenti ritorni offensivi.
Il comando della "Ionio" assume, ora, la difesa della linea del Fosso Palombo.
Il giorno 17 il II/221° occupa il caposaldo di Ronche catturandone i difensori. Nel frattempo il 222°, che è schierato sin dal 16 fra Villa Premuda e C. Cappellin, sostiene violenti attacchi e li respinge. Il presidio di Villa Premuda, sospinto sempre più, sta per cedere e minaccia di ripiegare verso sud, quando sopraggiungono, dal bivio di S. Pietro Novello, alcuni nuclei del 221° che riconquistano il terreno perduto, guidati dal comandante del reggimento che cade eroicamente sul campo.
Il 18 i reparti resistono tenacemente sulle posizioni al nemico, da S. Pietro, tenta sboccare su Monastier e Fornaci per superare il Fosso Palombo. L'indomani cerca di sopraffare il presidio del caposaldo di Ronche, ma il II/221°, che detiene la difesa, sebbene accerchiato non cede e, apertasi una via fra i nemici, si porta sulla linea del Fosso Palumbo. La brigata resiste sul posto senza perdere terreno fino al 21, nel quale giorno, rilevata in linea, è inviata a Cendon per riordinarsi.
Il 24 giugno è spostata a Salzano. Le sue perdite ammontano a 51 ufficiali e 2062 gregari. Il suo contegno trova conferma nella medaglia di bronzo concessa ai due reggimenti e nella citazione sul bollettino di guerra del Comando Supremo.
Il 12 luglio ritorna nella zona di Cendon-Biancade e nelle notti sul 3 e sul 4 agosto sostituisce in prima linea sul Piave la "Potenza", colla quale si alterna fino al 23 ottobre. In questo giorno è richiamata in azione per la imminente nostra offensiva. Il 30 il II/222° e reparti arditi tentano il passaggio del Piave su di un ponte di equipaggio, ma la reazione avversaria è così intensa da consigliare la sospensione dell'operazione. Più tardi è due volte tentata fino a che il 222°, vinta la tenace resistenza, passa il fiume con barche ed inizia la costituzione della testa di ponte di Salgareda.
Il 31 anche il 221° passa il Piave.

La brigata avanza su due colonne che si attestano a C. Mattiuzzi a Frassané. Il 1° novembre, mentre i reparti arditi della brigata, riuniti in una colonna leggiera con quelli della "Potenza", sono lanciati innanzi in autocarri per portare nelle file nemiche la sorpresa e lo scompiglio, la "Ionio" raggiunge la Livenza a Motta, ove trovasi alla proclamazione dell'armistizio "Badoglio".

 

 

 

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