Albo d'oro Caduti del Lazio nella prima guerra mondiale 1915 - 1918


BRIGATA "LAMBRO"

(205° e 206° Fanteria)

Costituita nell'aprile 1916: il Comando di Brigata ed il 205° Reggimento, già formato fin dal 1° dicembre 1915, dal deposito del 7° Fanteria; il 206°, già costituito fin dal 1° gennaio 1916, dal deposito del 67° Fanteria.

 

anno 1916

anno 1917

 

 

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Anno 1916

La brigata è raccolta il 4 aprile fra Marostica e Nove di Brenta, ove permane fino al 22 per trasferirsi nella zona fra Asiago - Gallio - Lusiana e Crosara (34a divisione). Prima dell'offensiva austriaca nel Trentino i suoi riparti sono destinati alla dipendenza di altre unità ed agiscono staccati.
Fin dal 6 maggio infatti otto sezioni mitragliatrici della "Lambro" sono ripartite fra i sottosettori nord e sud di Asiago.
Il 12 la brigata invia il 205° alle Mandrielle a disposizione del sottosettore sud per i lavori di rafforzamento della prima linea e per la costruzione della nuova linea Tola del Vescovo - Bosco Sette - Val Carbonara. Il comando di brigata ed il 206° si trasferiscono intanto nei pressi di Ghertele per assumere i lavori della linea falde del Verena - fondo Val d'Assa - Bosco di Lungalaita - Costone del Dosso - Cima Manderiolo.
Divampata l'offensiva nemica, i battaglioni della "Lambro" sono inviati isolatamente in differenti punti del settore di Asiago ove si battono accanitamente per arrestare l'invasore a Porta Manazzo, a cima Portule ed a Bocchetta di Portule (206°); a Castelletto ed a Brutta Bisa (205°); ma i loro sforzi non reggono alla superiorità numerica avversaria ed essi sono costretti a ripiegare gradualmente, riportando gravissime perdite fra caduti e dispersi (86 ufficiali e 3421 uomini di truppa). Il 27 maggio il 206° viene ritirato dalla linea ed inviato a Fontanelle per riorganizzarsi, mentre il 205° rimane in linea a Turcio fra la brigata Etna ed il 5° bersaglieri. Il 29 la brigata viene riunita fra Covolo e S. Caterina di Lusiana (28a divisione).
Lo stesso giorno al 206° viene affidata la difesa del settore di M. Pau - M. Corno ed il 2 giugno, due battaglioni di questo reggimento servono di collegamento, nella zona M. Sunio - M. Pau, fra le truppe del X e quelle del XIV corpo d'armata.
Il giorno successivo tutta la brigata passa alla dipendenza della 30a divisione; il 9 giugno riceve ordine di recarsi a Breganze, poi a Bassano e di lì proseguire per Poiana e Grisignano (24a divisione). In questa zona permane sino al 19 luglio attendendo febbrilmente a riordinarsi ed istruirsi.
Il 20 luglio si trasferisce, per ferrovia, a S. Giovanni di Manzano, Buttrio e Cormons. Lo stesso giorno il 205° passa alla dipendenza della 45a divisione e il 206° a quella della 11a divisione. Il 23 i due reggimenti vanno in linea: il 205° occupa il settore "Lenzuolo Bianco", il 206° il settore Oslavia - Peuma. Il 25 tutta la brigata torna alla dipendenza della 24ª divisione. Il 2 agosto il 206° viene sostituito nel settore di Oslavia dalla brigata Abruzzi e tutta la "Lambro" viene riunita al "Lenzuolo Bianco", tra il torrente Peumica ed il Vallone dell'Acqua.
Sferratasi la nostra offensiva, nella notte del 6, essa si schiera per ala: suo compito è quello di cooperare con la brigata Abruzzi alla conquista delle posizioni di q. 165, travolgere poi quello di q. 188 e di Dosso del Bosniaco estendendo l'attacco alle quote 130 e 138.
Iniziata l'azione, il III/206° irrompe nelle trincee del "Lenzuolo Bianco", le sorpassa e punta verso la q. 188. Cadono, falciati dalla stessa mitragliatrice, il comandante del reggimento e quello del battaglione. L'avanzata prosegue; il battaglione, lasciata a sinistra la q. 188, occupa poggio 170 e tenta di prendere il Dosso del Bosniaco, ma ne è impedito dall'intensa reazione dei difensori coi quali impegna una violenta lotta corpo a corpo. Intanto il II/205° raggiunge e conquista la q. 188. Il 7, i battaglioni di rincalzo III/205° e I/206°, mentre sostengono i primi due, ne estendono la conquista, occupando Dosso del Bosniaco che era stato quasi raggiunto la sera del 6 dal II/206° chiamato anch'esso in azione. La vittoriosa azione, se costa alla brigata la perdita di 33 ufficiali e 1200 militari di truppa, offre in compenso la conquista di posizioni molto importanti, la cattura di un migliaio di prigionieri e un ricco bottino di armi e munizioni. Lo stesso giorno 7, la "Lambro" e tutti i riparti operanti nel settore "Lenzuolo Bianco" passano alla dipendenza della 43a divisione.
La "Lambro è scavalcata dalla "Etna" inviata ad occupare le antistanti posizioni di q. 165 e q. 138, e resta nei giorni 8 e 9 nelle linee conquistate per rafforzarle e per riaprire al transito la rotabile di Gorizia, intersecata e sconvolta da trincee e da camminamenti. Nella notte del 10 essa, che aveva fatto esprimere alle superiori autorità il suo desiderio di non essere lasciata in seconda linea, si avvicina all'Isonzo, ammassandosi a sud della confluenza del torrente Peumica ed improvvisando una passerella di circostanza sulla quale passa il fiume nella stessa notte del 10, col compito di occupare il margine tattico delle alture a nord est di Gorizia, verso Aisovizza e precisamente nella regione Cromberg, a sud del monte di S. Gabriele.
La natura del terreno e le condizioni morali del nemico in rotta, permettono alla brigata d'iniziare la marcia su di una sola colonna per la strada Borgo Carinzia - Salcano - cimitero di Gorizia - S. Trojico - Damberg.
All'altezza del cimitero anzidetto l'avanguardia è fatta segno a violento fuoco partente da S. Troijco, dal monte S. Gabriele e dal monte S. Daniele.
La "Lambro" si schiera subito: l'avanguardia oltrepassa il cimitero e s'impegna, poco ad est di esso, col nemico che, se è scarso di numero, è fortemente trincerato; il grosso si dispone fra il cimitero e la stazione e resiste per tre giorni, in quella zona bassa e dominata, al fuoco di artiglieria proveniente dalle alture citate e a quello delle mitragliatrici annidate sul pendio boscoso di Castagnevizza. Contro queste posizioni è impiegata la brigata, il 14 agosto. L'eroico suo contegno è premiato colla medaglia d'argento al valor militare concessa ai due reggimenti.
Nelle notti del 24 e del 25 è sostituita dalla "Sesia" ed inviata a riposo a Pri Fabrisu. Le due brigate si sostituiscono di nuovo nelle notti del 3, 4 e 5 settembre. In questo nuovo turno di linea i riparti della "Lambro" sono particolarmente attivi con invio di pattuglie e col compimento di qualche colpo di mano, come quello condotto nella notte del 14 dal plotone esploratori del 206° contro le posizioni di Casa Rossa. Nei giorni 17 e 18 la brigata ritorna a Pri Fabrisu rilevata in linea dalla "Etna".
Il 5 ottobre, in vista di una nostra offensiva, è inviata a Gorizia, ma, sospesa l'azione, ritorna a Pri Fabrisu lasciando i battaglioni II e III del 205° a disposizione del comando della 48a divisione fino al giorno 9, alla quale data si trasferiscono anch'essi a riposo. L'azione è fissata per il 10 e i due battaglioni del 205° sono fatti ritornare a Gorizia e destinati in rincalzo della brigata Genova che agisce contro q. 95.
Nei giorni 15 e 16 ottobre la "Lambro" sostituisce la "Genova" sul S. Marco nel tratto q. 102 - Casa Rossa - Casa Scoperchiata (48a divisione).
Dopo un nuovo tentativo operato il 28 ottobre, la brigata partecipa, il 7 novembre, all'azione che la 48a divisione svolge per la conquista del tratto di fronte strada Aisovizza - Altura Cuore - Belpoggio - Casa Diruta - Casa Due Pini - q. 171.
Ha in primo tempo il compito dimostrativo di trattenere il nemico che la fronteggia, cercando nel contempo di correggere l'andamento della nostra linea verso Casa Scoperchiata. Non appena però la "Taranto" avrà raggiunto colla sua destra la Casa Due Pini, la "Lambro" spingerà innanzi la propria sinistra, dapprima lungo il costone di q. 100 e poi sino a quello che si affaccia sul vallone di Cave ovest di S. Marco, assecondando però l'avanzata della "Taranto" verso le quote 171 e 200. Verso Casa Due Pini - q. 100 opera il III/206° che raggiunge il primo obbiettivo e lo contrasta fieramente al nemico, spingendo le sue pattuglie verso le quote 171 e 100 e rafforzandosi sulle posizioni conquistate. Il 5 e 6 novembre la brigata, sostituita dalla "Avellino", è inviata a riposo, dislocandosi col 205° a Subida e col 206° a Gorizia.
Un attacco in forze operato dal nemico, il 14, contro le truppe della "Avellino" richiede l'intervento del 206° e di due battaglioni del 205°.
Nei giorni 14, 15 e 16 questi riparti si accaniscono in una lotta furiosa sulla linea Case Due Pini - Albero della Vedetta che il nemico riesce a raggiungere, ma dalla quale è subito scacciato con perdite.
Il 206° ha 18 ufficiali e 530 militari di truppa fuori combattimento, compresi i dispersi.
Nei giorni 20 - 21 la brigata è inviata a Subida per riorganizzarsi e riposare.

In vista di una nostra ripresa offensiva, il 3 dicembre il 206° viene trasportato in autocarri a Gorizia, seguito il 7 dal 205°, ma un nuovo rinvio dell'azione permette ai reggimenti di ritornare a Subida per continuare nel programma di allenamento iniziato. Nei giorni 21 e 22 dicembre ritorna a Gorizia il 206°, il 31 lo segue il 205.

 

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Anno 1917

La brigata è in linea: il 206° ha sostituito i reggimenti 224° e 227° sulla fronte Casa Diruta - Casa Rossa - q.100 - q. 95. Il 205° è in riserva a Gorizia. A capo di otto giorni i reggimenti si sostituiscono nelle rispettive posizioni e per il 19 gennaio la "Lambro", rilevata dalla "Taranto", è inviata a riposo a Subida. Il 7 febbraio ritorna a Gorizia schierando in linea il 206°. Nei giorni 9 e 10, un violento attacco nemico induce le compagnie 5ª e 7ª del 206° all'abbandono di un tratto di trincea, rispettivamente nel saliente di Casa Due Pini ed a q. 102; la tenace resistenza durata fino al 14 e opposta dalle dette compagnie e da elementi del 205° chiamati in linea, consente soltanto di arrestare l'avanzata del nemico e di infliggergli gravi perdite. Casa Due Pini è ripresa fin dal giorno 11 da due plotoni arditi del 205°. Le nostre perdite ammontano a 9 ufficiali e 350 gregari.
Sostituita in linea dal 28 febbraio al 3 marzo, la "Lambro" si porta ancora a Subida, ove inizia un nuovo periodo di istruzione e di allenamento. Il 4 maggio è richiamata in linea: lo stesso giorno sono inviati a Gorizia i battaglioni I e III del 206° ed il II/205°, che il 5 sono schierati nelle consuete posizioni.
Il 6 raggiungono Gorizia gli altri battaglioni della brigata. Dopo una conveniente preparazione di artiglieria la "Lambro", rinforzata da un battaglione della "Tanaro", partecipa ad un'azione offensiva col compito di occupare il Monte S. Marco fra la strada di Aisovizza e quella di Ovcia - Draga sulla sinistra dell'Iscur, tentando altresì di spingersi verso est fino alla testata dell'Iscur stesso.
Per l'assolvimento di tale compito il 205° deve inizialmente occupare la linea che da q. 227 scende a q. 85 ed a Cave sud, poi puntare contro i caposaldi delle quote 204 e 222 ed infine mirare all'occupazione di Kemperlisce; il 206° deve conquistare il tratto di costone comprendente Casa Diruta - q. 171 - q. 200 per cercarvi un fianco fortificato fronte a nord e ad est, da servire come base per la progressiva conquista della zona collinosa S. Marco - Stara Gora - Paskonisce, di cui è incaricata la 48a divisione.
Il giorno 14 maggio, cessata la preparazione di artiglieria, il III/206° si lancia contro le quote 200 nord e sud, mentre il II/206° raggiunge Case Due Pini, Dosso del Palo, q. 171. Intanto i battaglioni I e III del 205° raggiungono, rispettivamente, q. 200 nord e le case di q. 100. Nei giorni 15 e 16 essi si rafforzano sulle posizioni conquistate e respingono ripetuti contrattacchi. Alla sera del 16 e 17 i battaglioni della "Lambro", meno il II/205° che rimane in linea, sono inviati a Villanova di M. Fortin per riordinarsi. Le perdite della brigata, che col suo contegno è stata all'altezza del suo passato, sono di 38 ufficiali e 1618 militari di truppa.
Dopo tale operazione la "Lambro" passa alla temporanea dipendenza della 11a divisione e si sposta, il 20, nella zona fra Cormons, Capriva, Moraro e Pradis. Negli ultimi giorni di maggio è in linea nelle consuete posizioni del S. Marco, ritornando alla 48a divisione.
Nella notte sul 3 giugno il nemico, previo breve ma violento tiro di artiglieria, attacca Dosso del palo, mentre i battaglioni II/205° e I/206° stanno effettuando la reciproca sostituzione. La crisi del momento e la veemenza dell'attacco permette al nemico d'infiltrarsi nella Valletta ad est del Boscone e di occupare una nostra trincea, fra Casa Rossa e q. 100, nonostante la reazione dei difensori. Il tempestivo accorrere dei rincalzi arresta ogni ulteriore progresso dell'avversario che è ricacciato in parte, colla cattura di tre ufficiali, di una quarantina di uomini e di una mitragliatrice.
Alla sera dello stesso giorno 3 un nostro contrattacco ricaccia gli austriaci dalle nostre posizioni ancora in loro possesso, posizioni che vengono subito rafforzate.
Nei giorni 4 e 5 essi ritentano l'avanzata, ma sono sempre respinti. Il 23 la brigata, sostituita dalla "Taranto", è inviata a riposo fra Pradis e Pubrida. Nei giorni 6, 7 e 8 agosto ritorna in linea sul S. Marco per sostituire la "Re". Durante la battaglia della Bainsizza, la "Lambro" ha il compito della conquista del S. Marco, nel tratto compreso fra le quote 200 e 227 per raggiungere poi gli obbiettivi compresi tra le quote 171, 183, 204 e Cave sud. La sua azione è improntata quasi agli stessi criteri già stabiliti per l'offensiva del maggio. Essa agisce su due colonne: la principale (I/205° e I/206°) deve, in primo tempo, puntare colla sinistra verso le quote 200 e colla destra verso la parte centrale del costone che dalla citata quota scende a Cave ovest, e poi dirigersi su q. 227 avvolgendola da nord; la colonna secondaria (II/205° e due plotoni arditi) deve salire di sorpresa sul costone di Casa Bassa e di quì tendere verso la q. 227 avvolgendola a sud. Il 19 agosto, nell'ora fissata per lo scatto, il I/206° raggiunge e supera la q. 200 nord, mentre il I/205° occupa la q. 200 ovest catturandone il presidio: il II/205°, oltrepassata la prima linea avversaria, tende alle Cave ovest.
Il nemico reagisce a tenta ricacciare i battaglioni che, pur avendo subito gravi perdite, resistono e premono per l'ulteriore avanzata verso la quota 200 sud, ove è chiamato ad agire anche il III/206°. Essi ritentano più volte gli attacchi e subiscono perdite sì gravi (ufficiali 33, truppa 827) da rendere consigliabile la loro sostituzione. Difatti il 206° è rilevato dal 3° fanteria. Il II/205°, stremato anch'esso di forze, è attaccato il 20 a Casa Bassa e deve ripiegare nella trincea di partenza, mentre il I/205° si accanisce sulle falde di q. 200 ovest. Alle precedenti perdite si aggiungono quelle di 8 ufficiali e 200 gregari. Anche il 205° è sostituito dal 4° reggimento ed il 22 tutta la brigata è inviata a Villanova Iudrio (13a divisione) per spostarsi il 24 nella zona Vencò - Ruttars.
Il 29 è trasferita prima a Slavnico e poi il 30 a Globna e Descla, passando a far parte della 64ª divisione e sostituendo, il 31, la "Potenza" sulla linea Koprivsce - Okroglo (49a divisione). Il 14 settembre la brigata tenta, con piccole operazioni, l'occupazione della linea q. 814 - Okroglo - costone di q. 725, che riesce solo parzialmente poiché, mentre la colonna di destra occupa la q. 725, quella di sinistra, vivamente ostacolata e sorpresa all'alba, deve ripiegare nella trincea di partenza. Nei giorni successivi e fino al 15 i riparti tentano il raggiungimento degli altri due obbiettivi, ma riescono soltanto ad avvicinarsi di molto, poiché il nemico ne contrasta tenacemente la conquista. La sera del 17 settembre la brigata ritenta l'occupazione di q. 814 col compito di avvolgere la sommità dell'altura nel tratto compreso tra le curve 800 e 775. Opera il 206° rinforzato dal III/205°; il I/205° è in rincalzo. Sferrato l'attacco, la colonna di destra (III/206°) raggiunge il cocuzzolo sud di q. 814, mentre le altre due colonne procedono più lentamente poiché più esposte al tiro.
L’obbiettivo non è raggiunto ma gli attaccanti lo serrano molto da vicino coi successivi progressi fatti nei giorni 18 e 19. Il 20 i reggimenti si sostituiscono sulle posizioni conquistate: il 206° si porta lungo il versante dell’Avscek, quale riserva divisionale, il 205° continua nell’opera di rafforzamento.
Il 26 due reparti arditi del 205° si avvicinano di sorpresa alla q. 814, ma il nemico, vigilante, ne infrange il tentativo. Il 1° ottobre, il 205° è sostituito in linea dal 220° e si reca a Vrh, meno il III battaglione che resta in posizione a Koprivsce.
Le perdite di questa azione ammontano a 12 ufficiali e 666 gregari.
L’attacco della q. 814 è ripreso il giorno 8 ottobre: della brigata Lambro, concorre il III/206° che fin dal 5 è dislocato presso Hovca: gli altri due battaglioni sono dislocati il 7 nella valletta di Zablje in riserva. L’azione è ostacolata da un contrattacco nemico e la brigata il 9 ripassa in prima linea da Koprivsce – q. 814 a Vrhovec. Il 10, ristabilita la situazione, due battaglioni del 206° sono ritirati dalla linea e dislocati ai molini di Avscek, l’11 è ritirato anche il terzo battaglione.
Il 24 ottobre, inizio dell’offensiva austro-tedesca, la brigata Lambro assume la seguente dislocazione: il 205° schiera un battaglione presso Hovca e due sull’altipiano di Vrh a disposizione del comando del corpo d’armata; il 206° ha due battaglioni in linea fra Na Gradu ed Avscek ed uno in riserva ad ovest dei molini di Avscek. Dopo i primi attacchi del nemico, svoltisi con alterna vicenda in corrispondenza della valletta di Koprivsce, ed in relazione agli eventi delle unità laterali, la brigata inizia il ripiegamento. Il III/205° da Hovca si ritira su Loga e Canale; il 206° deve mantenere le posizioni di Na Gradu – Leupa – q. 206. Il 25 la “Lambro”, dopo aver sostenuto un accanito combattimento presso i molini di Avscek, ripiega dietro lo Jelenik.

Il 26 ripassa l’Isonzo a Plava, il 27 per Prepotto raggiunge Orsaria e poi il Torre e di qui un suo battaglione è inviato a Paparotti per guardare il fascio stradale che vi affluisce e per proteggere il fianco della 49a divisione schierata sul Torre. Il 30 resiste ancora sulla linea: S. Maria di Sclaunicco – Lestizza. Il 31 passa il Tagliamento al ponte di Madrisio e si porta a Bolzano; il 1° novembre raggiunge Giai. Dopo successiva resistenza sulla Livenza e sul Monticano, l’8 novembre gli elementi della “Lambro” passano il Piave a Ponte della Priula e si riuniscono a Volpago. Il 21 giungono a Badia Polesine ove, il giorno successivo, la brigata viene disciolta.

 

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