Albo d'oro Caduti del Lazio nella prima guerra mondiale 1915 - 1918


BRIGATA "LARIO"

(233° e 234° Fanteria)

Costituita il 22 gennaio 1917: il Comando di Brigata ed il 234° dal deposito del 41° Fanteria; il 233° dal deposito del 21° Fanteria. I due Reggimenti si formarono il 25 gennaio 1917.

 

anno 1917

anno 1918

 

Home

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Anno 1917

Dal 1° al 20 febbraio i riparti destinati alla costituzione dei due reggimenti affluiscono nella zona tra Gazzo, Gillalta, Marola, Camisano Vicentino e Gramolo delle Badesse (54a divisione). A Camisano Vicentino, sin dal 29 gennaio, trovasi il comando della brigata, proveniente da Vigodarzere. I reggimenti attendono, nella zona predetta, alla loro formazione, ad istruzioni ed esercitazioni varie. Il 30 marzo, per via ordinaria, la brigata si trasferisce in provincia di Brescia, nella zona fra Bovezzo, Stocchetta, Cortine e Nave, ove giunge il 7 aprile. Dal 3 al 6 maggio parte dalla stazione di Brescia, diretta alla fronte carsica. Giunta a Palmanova prosegue, per via ordinaria, sino a Pertéole, ove accampa. Il 21 si sposta a Fogliano, sulla sinistra dell'Isonzo, ed il 25, passata alla dipendenza della 34a divisione, si schiera nel settore Lukatic - Veliki, e propriamente tra la q. 238 e la strada che conduce da Selo a Nova Vas (sottosettore di destra). E' in pieno svolgimento la 10a battaglia dell'Isonzo e alla giovane brigata vien dato il compito di occupare le qq. 224 e 247 e spingersi sino a nord di Selo. Nel pomeriggio dello stesso giorno, i due reggimenti, coi battaglioni schierati in profondità, muovono all'attacco delle quote anzidette. Il loro slancio viene però arrestato da difese nemiche ancora intatte e da violento fuoco di artiglieria. Il giorno dopo viene ripetuto l'attacco che ha uguale esito, sicché le truppe , ripiegate sulla linea di partenza, attendono a rafforzarvisi. Esse hanno subito il battesimo di fuoco con calma ed eroismo ammirevoli. Le perdite sofferte dal 25 al 27 maggio sono ingenti: ammontano a 36 ufficiali e 1806 uomini di truppa.
La "Lario", ripassata il 30 maggio alla dipendenza della 54a divisione, rimane in linea sino al 13 giugno, tenendo contegno aggressivo e respingendo qualche attacco pronunciatosi alla sue estrema destra.
Il 14 è nel Vallone, ed il 15 tra Visco e Crauglio (34a divisione), a riposo. Il 26 trasferisce, in autocarri, a Polazzo, poi, per via ordinaria, nuovamente al Vallone. Il 28 dà il cambio in linea alla "Lombardia", occupando il solito sottosettore di destra della 54a divisione, che era stato portato in avanti di qualche centinaio di metri nei giorni 21 e 25 per avere più saldo raccordo con le truppe della "Bari" (61a divisione).
Nella notte del 5 luglio, il I/223°, con brillante azione di sorpresa, occupa la dolina "Lux" che include nella nostra linea, cingendola, nella notte stessa, di robusto reticolato.
Il giorno 15 la "Lario" attacca ed occupa le doline "Donan" e "Franzel" e tenta di spingere l'occupazione anche alle piccole doline vicine. Ma mentre riesce a mantenere in saldo possesso quelle occupate, la intensa reazione di fuoco avversario le impedisce ogni altro progresso.
Il 20 luglio, parte del sottosettore di destra occupato dalla "Lario" passa alla dipendenza della 27a divisione che è venuta ad incastrarsi tra la 54a e la 61a divisione.
Il 23 la brigata lascia la linea e si trasferisce a riposo tra Redipuglia e S. Elia. Ivi resta, applicandosi
Nella notte sul 17 dà il cambio, nel solito sottosettore, alla brigata Puglie, scaglionando i suoi battaglioni in profondità. E' all'inizio l'11a battaglia dell'Isonzo. Compito della 54a divisione è quello di impadronirsi del tratto di fronte Voiscizza superiore (esclusa) - Voiscizza inferiore (inclusa).
La giornata del 18 è impiegata dalle artiglieria per aprire nelle difese avversarie numerosi varchi che vengono ampliati e resi più numerosi dai riparti in linea.
Il 19, il II/223° irrompe, con magnifico slancio, nella prima linea dei trinceramenti nemici che conquista facendo 200 prigionieri. Esso, che opera in collegamento con la "Cosenza", a sinistra e con la "Piceno" a destra, malgrado le perdite subìte, prosegue l'avanzata, ma viene arrestato all'altezza della strada Boscomalo - Selo per mancanza di collegamento sulla destra, non avendo potuto la brigata Piceno, per la resistenza nemica su q. 247, seguire il movimento. Per colmare il vuoto, è destinato il battaglione di riserva (I/223°) che respinge un tentativo di contrattacco delineatosi in quel momento sul fianco del II/223°.
A sinistra, frattanto, il III/223° s'incunea tra il II/223° e la "Cosenza", lascia dietro a sè le case di Versie e giunge a dolina "Bottiglia", dalla quale si spinge innanzi verso q. 219, ove però trova forte resistenza. L'avanzata è inoltre seriamente ostacolata da nuclei nemici rimasti poco a destra di Korite che, con mitragliatrici, battono d'infilata i riparti avanzati. Il III/223° è costretto, pertanto, a ripiegare sulla dolina "Bottiglia".
Contemporaneamente un altro contrattacco nemico, sulla estrema destra della brigata, viene ricacciato dal I battaglione che non è ancora riuscito a saldare l'intervallo che lo divide dalla "Piceno". Poco dopo questo battaglione, unito ai resti del II, fa un nuovo sbalzo in avanti occupando varie doline e catturando anche un centinaio di prigionieri. Si spinge poi sino alla "prima strada mascherata" di Boscomalo - Selo, ove si sofferma per dar tempo ad alcuni riparti rimasti in posizione arretrata, di occupare la dolina "Edelweis", dalla quale nuclei arditi nemici minacciano il suo fianco. Sulla strada anzidetta attesta poi tutto il 233° ed il III/234° accorso in rincalzo.
Il giorno 20 prosegue l'azione: il I/223°, dopo aver vinta la resistenza di parecchie doline organizzate a difesa e catturati altri 25 ufficiali e 600 uomini di truppa, giunge a q. 241, già occupata dal I/65° (estrema sinistra della 27a divisione), ma l'avanzata è interrotta, perché elementi nemici, infiltratisi sulla destra, minacciano seriamente il fianco del battaglione.
Il III/234°, rincalzato dal II, ha occupato la "quota innominata", tra le qq. 241 e 246, facendo un migliaio circa di prigionieri. Frattanto il III/233°, sulla sinistra, ha avanzato sino a raggiungere le pendici meridionali di q. 246 ma, perduto il collegamento con la "Cosenza", che ha trovato serie resistenze nei pressi della q. 244, è anch'esso minacciato di aggiramento e, costretto a fermarsi, ripiega leggermente l'ala sinistra. Il 21 alcuni riparti del 39° fanteria, sopraggiunti in rincalzo sulla sinistra del III/233°, gli consentono di far di nuovo avanzare l'ala ripiegata. Un tentativo di attacco sulla linea Xrbci - q. 258, eseguito da battaglioni della brigata Bologna e sostenuto dal III/233°, s'infrange contro una tenace resistenza. Il 22 si pronuncia un violento contrattacco sulle pendici di q. 246, ma viene però valorosamente respinto da pochi uomini del III/233°, rimasti sulla quota.
Dal 23 al 25 vengono riuniti tutti gli elementi sparsi della brigata, che, sostituita sulle linee avanzate dalla "Pistoia", scende a riposo tra Polazzo e S. Pietro dell'Isonzo.
Il contegno eroico della "Lario", che ha perduto in quattro giorni di lotta, 67 ufficiali e 1594 gregari, è citato sul bollettino di guerra del Comando Supremo.
Il 7 di settembre essa occupa col 233° la linea di resistenza di Doberdò, sul Crni Hrib, e col 234° le caverne a sud del Nad Bregom, nella zona compresa fra le doline "Piragino", "Pisa" e "Mazzini". Il 233° ha ordine di presidiare anche il caposaldo di q. 247 e le retrostanti trincee.
Il giorno 22 la "Lario" sostituisce in prima linea la "Catania" nel tratto di fronte compreso fra la "quota innominata" e il trivio a nord est di Selo.
Il 17 di ottobre passa alla dipendenza della 20a divisione, ed il 18, ricevuto il cambio da riparti della 3a brigata bersaglieri, si trasferisce a Redipuglia, quindi, per via ordinaria, a Bicinicco e Castionis di Strada.
Nei giorni 25 e 26, iniziatasi l'offensiva austriaca, si trasferisce tra Ariis e Torsa, ed il 27 riceve ordine di raggiungere Codroipo. Il 28 passa il Tagliamento al ponte della Delizia e prosegue per Spilimbergo.
Il 29 la "Lario" disloca il 234° a Forgaria, a difesa dei ponti di Cornino e Pinzano, ed il 233° a Gradisca sul Tagliamento, a difesa del ponte di Bonzicco.
Il 31 ottobre il comando di brigata ed il 233° passano alla diretta dipendenza del VII corpo d'armata, mentre il 234° , dislocato sempre a Forgaria, rimane con la 20a divisione.
Il 233° si schiera sul tratto di fronte q. 91 - Cosa. Il nemico imprende più volte il passaggio del fiume, ma l'attiva sorveglianza del 233° frustra ogni suo tentativo.
Il 4 novembre il comando di brigata ed il 233°, passati alla dipendenza della 3a divisione, lasciano la linea del Tagliamento, per ripiegare oltre Piave. La sera stessa giungono nei pressi di Pordenone, ed il 5 passano la Livenza.
Il giorno 6, allo scopo di ritardare quanto più è possibile l'avanzata del nemico, una parte delle truppe della 3a divisione sospende la marcia e la difesa ad oltranza lungo la Livenza. Tale compito è affidato alla "Lario" che, passata agli ordini della 23a divisione, si schiera, con i riparti alle sue dipendenze (233° e 277° fanteria), tra Orsago e Cascina Rocca, e l'indomani tra S. Fior di sopra, Pianzano e Bibano.
Ma la pressione nemica diventa insostenibile, e, il giorno 8, la "Lario" prosegue verso il Piave con marcia lenta ed opponendo successive resistenze. Il 9 giunge a Susegana, passa il fiume al ponte della Priula e prosegue per Povegliano.
Il 12 trovasi dislocata tra Villarappa e Campo d'Arsego, ove passa alla dipendenza della 20a divisione, riunendosi al 234°. Questo reggimento, rimasto il 31 ottobre a difesa dei ponti di Cornino e Pinzano sul Tagliamento, è stato in parte accerchiato. I superstiti, col comando di reggimento, fanno argine al ponte dell'Arzino, tra Clauzetto e Forgaria, e riescono ad impedire, in quel punto, ogni infiltrazione. Più tardi il 234° si unisce a riparti di bersaglieri e di alpini che hanno costituito una linea di difesa sulla collina di Paludea, ma il 4 novembre avendo il nemico raggiunto Travesio, deve ripiegare su San Leonardo. Il 5 è a Polcenigo, il 7 a Colle Umberto, il 9 a Susegana. Passato il Piave al ponte della Priula, prosegue per Selva e successivamente per Fanzolo e Salvarosa. Il 12 giunge a Campo d'Arsego dove, come si è detto, si unisce al resto della brigata.
Il 13 la "Lario" prosegue la marcia, giungendo il 15 ad Albignasego, ove rimane fino al 22, riordinando alacremente i suoi riparti. Il 23, per ferrovia, si trasferisce a Vobarno, in provincia di Brescia, e l'indomani si disloca tra Barghe, Sabbio Chiese, Toscolano, Bogliaco e Gargnano.
Il 10 dicembre il 234° passa alla dipendenza della 6a divisione e, tra il 12 e il 14, si disloca tra Sarmerio, Vesio e passo di Guil, ove trascorre il resto dell'anno, attendendo a lavori vari.
Dal 12 al 16 il comando di brigata ed il 233°, si trasferiscono "alla Santa", Cima Rive e Castello, restando alla dipendenza della 20a divisione.

I giorni 22 e 23, il 233° dà il cambio alla brigata Modena nel settore Condino, occupando il tratto di fronte M. Melino - q. 920 - ponte di Plubega - q. 1260.

 

Torna su

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Anno 1918

Il 21 gennaio il 234° torna alla dipendenza della brigata e si accantona tra Lavenone, Nozza ed Anfo. Nella prima quindicina di febbraio dà il cambio al 233° nel settore di Condino, restandovi sino al 3 marzo, giorno in cui viene sostituito dal 127° fanteria. Fra il 4 ed il 7, per via ordinaria, si trasferisce tra Sopramonte e Villanuova sul Clisi. Il 233° lo aveva preceduto nella stessa zona sin dal 28 febbraio, dislocandosi a Gavardo e Limone.
Dal 28 marzo al 4 aprile la brigata si sposta nella zona tra il lago d'Idro e quello di Garda; il 233° accantona a Capovalle, Moerna, Storo e Tremalzo; il 234° tra Sarmerio e Vesio, meno il II battaglione che si trasferisce ad Anfo. In queste località i reggimenti attendono alacremente a lavori di rafforzamento delle linee arretrate.
Il 21 aprile il II/234° rientra al reggimento ed accantona a Gardòla. Dal 23 al 27 la brigata si schiera in val di Ledro e propriamente sulla fronte Cadrione - Lavi - Leano - Cavazza - Nodic - Lago di Garda. Le riserve si dislocano in val delle Cerese - Cima Bandiera e passo di Guil.
La "Lario" assume la difesa della zona che prende il nome di "Passo di Nota". Ai primi di maggio estende la sua fronte, sulla sinistra, sino a Martinel, e, nel giugno, occupa anche le posizioni di Dos del Trat e Pian di Puro, giungendo sino al lago di Ledro.
In questa zona rimane sino al 20 luglio, esercitando continua attività di pattuglie che vengono spinte, sovente, oltre Ponale e negli abitati di Biacesa, Pre e Legos.
Dal 21 al 26, sostituita in linea dalla brigata Forlì, si trasferisce a riposo tra Sarmerio, Codignano, Voltino, Priezzo e Sompriezzo.
Il 17 agosto, trasferita in provincia di Vicenza, per via lacuale giunge a Desenzano, poi, il 18, per ferrovia, a Tavernelle. Di quì, infine, per via ordinaria, si porta tra Altavilla Vicentina e S. Daniele, ove accampa. In queste località attende, fino al 24 del mese successivo, ad esercitazioni.
Tra il 25 ed il 27 si schiera sull'altopiano dei Sette Comuni, in posizione arretrata, tra M. Paù, M. Carriola e M. Cavalletto, e il 17 ottobre sostituisce la brigata Parma sulle linee del Lemerle.
Il 24 agosto, il III/234°, coadiuvato dal riparto arditi reggimentale e da una sezione lanciafiamme, esegue un ardito colpo di mano fra C. Ambrosini e Fortino Stella: vengono catturati 15 prigionieri, armi e materiali vari.
Il 29, mentre sul Grappa è in pieno svolgimento la battaglia finale, la "Lario", accortasi che il nemico ha abbandonato la linea antistante q. 975 - C. Ambrosini - Fortino Stella - Canove, la occupa saldamente.
Il 1° novembre inizia l'avanzata tenendosi in contatto con le truppe inglesi operanti sulla destra. Nella notte, malgrado il violento tiro d'artiglieria avversario, attraversa l'Assa a sud - est di Roana. Forzate le trincee del "Ratto" e del "Rombo", punta successivamente su Roana, Mezzaselva e Albaredo, indi, per la Val di Martello, sale tra M. Erio e Cima di Campolongo. Il giorno 3 si trova a Caldonazzo ed il 4 a Pergine e Viarago.

Quì la raggiunge l’armistizio “Badoglio”.

 

Torna su