Albo d'oro Caduti del Lazio nella prima guerra mondiale 1915 - 1918


BRIGATA "LIGURIA"

(157° e 158° Fanteria)

Di nuova formazione — Costituita a Genova il 1° marzo 1915 nel seguente modo: il comando della brigata, quello del 158°; il II battaglione e la 4a compagnia dal deposito del 90° fanteria; il I/158°, meno la 4a compagnia, dal deposito del 44° fanteria; il III/158° dal deposito 41° fanteria. Il comando del 157° ed il I battaglione dal deposito del 33° fanteria; il II/157° dal deposito del 34°; il III/157° dal deposito del 74° fanteria.

 

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Anno 1915

La brigata Liguria, all’inizio delle ostilità è accantonata nei dintorni di Udine, alla dipendenza della 33a divisione.
Il 29 maggio si porta ad Albana (medio Judrio) inviando un battaglione a Planina per vigilare verso il ponte di Plava.
Il 4 giugno si trasferisce sul M. Korada e dopo pochi giorni spinge l’occupazione fino alla sponda destra dell’Isonzo nel tratto Goljevo - Anhovo - Lozice.
Il 15 giugno torna agli accampamenti di Case Fols ed il 20 è ancora in linea nella zona S. Jakob - Kambresko.
Al pronunciarsi della prima nostra offensiva si disloca nel tratto Planina - Maria Zell, distaccando reparti di vigilanza sull’Isonzo ed il 1° luglio si schiera col 157° nella zona M. Globocak e col 158° sul rovescio di q. 674, compiendo operazioni dimostrative con attività di pattuglie.
Il 157° fanteria col comando della brigata, lasciata la citata zona si porta l’11 luglio con la 33a divisione in quella di Caporetto accampando a Svina: il 30 luglio, formando brigata col XLVII battaglione bersaglieri, si schiera sulle posizioni Vrata - Vrsik - Potoce, spingendo ricognizioni verso M. Smogar, M. Veliki, M. Lemez, M. Vrsik e M. Lipnik.
Contro questi obiettivi opera dal 14 agosto al 3 settembre: dimostrativamente verso il Lemez o lo Smogar, a fondo verso il Vrsik ed il Lipnik. L’azione culmina il 15 agosto con l’occupazione della trincea detta dell’"Osservatorio" da parte del 157°, e delle prime trincee del Vrsik da parte dei bersaglieri. Nei giorni successivi non è possibile conseguire ulteriori vantaggi per la difficoltà delle alpestri posizioni.
Il 158° rimasto a Kambresco partecipa, come unità di riserva e agendo dimostrativamente verso q. 588 (S. Lucia), alle azioni che il IV Corpo d’Armata svolge, dal 14 agosto al 30 settembre, contro Tolmino.
Alla ripresa delle operazioni offensive di autunno (18 ottobre), la brigata Liguria è dislocata col comando, il 157° e l'11° reggimento bersaglieri nella zona Vrata - Vrsik alla dipendenza della 33a divisione, ed il 158° nella zona di Ronzina, a disposizione del comando della 7a divisione.

Il 157° fanteria svolge durante tale periodo esclusivamente azione dimostrativa e ricognizioni di pattuglie in direzione di Veliki - Lemez e Pl.za Grebenom. Il 158° opera contro le posizioni di S. Maria e S. Lucia di Tolmino, riuscendo soltanto a creare ed a rinforzare delle parallele di approccio verso le ben difese posizioni avversarie; dopo tali azioni si trasferisce dal 3 al 7 novembre, nella zona di Luico (nord di Caporetto), ove non viene impiegato perché in quarantena per grave epidemia colerica. Il 157° intanto, rimasto nella zona: Vrata - Vrsik, ha compiti dimostrativi e di appoggio ad altre unità della divisione speciale operante per la conquista dello Javorcek e del costone del Vrsik. Le operazioni hanno sosta il 14 novembre per l’inclemenza della stagione e la resistenza che il nemico, appigliato all’aspro terreno, oppone con tenacia. Ripresi gli attacchi con gli stessi obbiettivi il 17 novembre, hanno termine il 10 dicembre con scarsi risultati. Il 14 il 157° si riunisce al 158° nella zona di Luico. La brigata ha finora sofferto le seguenti perdite: ufficiali 28 e uomini di truppa 985.

 

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Anno 1916

Nei primi mesi del nuovo anno di guerra il 157° attende a lavori di rafforzamento nella zona Luico - Idersko, provvedendo nel contempo alla sorveglianza del fondo valle nel tratto Osteria - q. 186. L’11 aprile un suo battaglione distaccato a Monte Mrzli, ricaccia un violento attacco nemico. Il 158° alla dipendenza dell'8a divisione, dal 7 febbraio al 1° maggio, si alterna col 159° fanteria nel servizio di linea dei settori Mrzli - Vodil mantenendo saldamente la linea contro gli attacchi che il nemico il 19 marzo pronuncia sulla sua fronte.
L'8 aprile concorre alla riconquista della lunetta del Mrzli ed il 13 rioccupa sul Vodil alcuni elementi di trincea, in cui il nemico ha messo piede. Nei primi giorni di maggio il 158° si trasferisce a Luico riunendosi al 157°.
Essendo già in corso in detta epoca l’offensiva austriaca nel Trentino, la brigata è trasferita nella zona di Vicenza con la 33a divisione e il 1° giugno è destinata, quale riserva, nella zona Casa Casarotto - Ospedaletto - Anconetta (nord di Vicenza).
Il 5 sale sull’Altopiano accampando nella conca di Paù: il giorno successivo il 157° si porta in linea sulla fronte Val Lastaro - M. Zovetto, seguito il 10 dal 158°, che si schiera sul tratto M. Zovetto - Val Magnaboschi, fino allo sbarramento di Cesuna.
Dal 10 al 14 giugno i reparti concorrono, con efficaci attacchi dimostrativi, ad aiutare le azioni delle unità laterali fortemente impegnate, specie sul M. Lemerle, e provvedono con diuturno lavoro a sistemare ed a rafforzare la linea d’occupazione.
Il nemico batte per tutta la giornata del 14 con intensità crescente la fronte della brigata e specialmente M. Zovetto; alle 9 del 15 impetuosamente attacca le nostre linee, ma la "Liguria" lo rigetta, infliggendogli gravi perdite.
Tutta la giornata del 15 e quella del 16 gli austriaci insistono alternando bombardamenti furiosi ad audaci attacchi, senza riuscire a spezzare la salda resistenza della brigata che, pur duramente provata, persevera nella resistenza fino a che nella notte sul 17, sostituita da altre truppe, si porta nella conca di Paù.
Il 21 giugno è ritirata a Sarcedo per il riordinamento, a disposizione del V Corpo d’Armata. Essa dal 14 maggio al 21 giugno ha perduto 67 ufficiali e 1798 uomini di truppa.
Il 3 luglio si trasferisce a Dolomiti (Schio) alla dipendenza della 44a divisione.
Il V Corpo d’Armata l’11 inizia le operazioni per assicurarsi il possesso delle alture che dominano il passo della Borcola; il compito principale è affidato alla brigata Sele (219° e 220°) in unione a due battaglioni della brigata Verona (85° e 86°) ed a reparti alpini del VI Gruppo.
Le altre truppe del Corpo d’Armata debbono concorrere in modo utile a questa ripresa offensiva, e la 44a divisione ha il mandato di molestare il nemico sul tratto M. Spil - M. Corno e di agire con attiva azione dimostrativa sulla fronte del Pasubio.
Questo secondo compito è affidato alla brigata Liguria, che dal 5 luglio in occupazione avanzata nel tratto Passo Ometto - Regione Lora - Corno Pasubio - Palom, collegata a Passo Ometto con la brigata Sele, lo assolve tenendo instancabilmente impegnato il nemico con audaci ed energiche azioni di piccoli reparti.
Trascorre nella zona del Pasubio il mese di agosto prendendo parte alla riconquista del Costone di Lora, che gli austriaci hanno occupato il 9 agosto.
Nel mese di settembre partecipa attivamente alle operazioni che la 44a divisione ha ripreso per raggiungere, come primo obiettivo, la linea M. Roite - Buse di Bistorte - Regione Sogli Bianchi. La "Liguria" opera con i battaglioni Alpini M. Berico, M. Suello, M. Cervino e deve sfondare le linee nemiche di q. 2059 - Cisterna Settecroci - q. 1985. L’azione, febbrilmente preparata, ha inizio il 10 settembre e prosegue decisa fino al 13, consentendo l'occupazione di nuove posizioni sul Pasubio (q. 2200 - Cocuzzolo del Carabiniere - Cocuzzolo dei Morti). Le operazioni, interrotte dalle intemperie, sono riprese contro gli stessi obiettivi il 9 ottobre con la cooperazione di battaglioni alpini e nello stesso giorno sono conquistati il "Panettone" ed il "Dente" del Pasubio: ma il violento tiro delle artiglierie nemiche non permette il completo mantenimento di quest'ultimo.
Le azioni proseguono con aspra vicenda nei giorni successivi e si svolgono con particolare intensità attorno al "Dente", che conquistato dal battaglione alpini Aosta il 17, è riperduto il 19. La posizione, ripresa nello stesso giorno dal battaglione alpini Suello, è poco dopo nuovamente sgombrata per il furioso concentramento del fuoco delle artiglierie avversarie.
Nei giorni 20 e 21 ottobre la lotta continua senza risultati notevoli.
I reggimenti si riordinano quindi nella zona Recoaro e Camposilvano inviando a turno i battaglioni nel settore del Pasubio.
Essi hanno complessivamente perduto, dal luglio all’ottobre, 85 ufficiali e 3494 uomini di truppa.

Per le prove di audacia, di valore e di costanza dimostrate dai reparti nelle azioni di M. Zovetto (giugno 1916), nella difesa del Coston di Lora e nella conquista di linee nemiche sul M. Pasubio (luglio - novembre 1916) le Bandiere dei reggimenti della brigata Liguria furono decorate di medaglia d’Oro al valore militare.

 

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Anno 1917

Dopo periodi trascorsi nelle posizioni del Pasubio, Alpe di Cosmagnon e turni di riposo nella zona Recoaro - Valdagno, i reggimenti alla metà di aprile sono nuovamente in linea nel settore del Pasubio sul tratto Porte di Pasubio - Malga Buse - Selletta q. 2081 - Malga Fieno - q. 2200 - Anticorno, con due battaglioni in riserva a S. Antonio - Dolomiti.
Il 21 maggio un deciso contrattacco operato dal 157° fanteria, da unità del 65° e dal battaglione alpini Morbegno, ricaccia un reparto nemico che con audace irruzione era riuscito a penetrare nei trinceramenti del "Panettone Alto".
Il periodo fino al 25 giugno trascorre senza avvenimenti notevoli.
In questo giorno il 157° si trasferisce a riposo nella valle delle Trenche, e dopo dieci giorni, lasciato un battaglione in Val Malunga, si schiera con gli altri due sulla fronte Porte del Pasubio - Soglio Rosso - Malga Buse a fianco del 158°, già in linea sulle posizioni Palom - Dente - q. 2200 - Selletta q. 2081.
Il 21 luglio il settore del Pasubio passa alla dipendenza della 55a divisione.
Nulla di notevole sino al mese di settembre ad eccezione di un attacco nemico sferrato il 23 agosto contro le posizioni tenute dal 157° e da questo violentemente ricacciato.
Il 2 settembre, a poca distanza dall’esplosione di una mina nemica sotto la galleria Napoli, una nostra mina è fatta brillare sotto la Selletta tra il "Dente" italiano ed il "Dente" austriaco, producendo la demolizione di alcuni tratti della linea nemica.
La "Liguria" presidia le posizioni per il mese di settembre e fino al 27 ottobre, allorché, sostituita in linea dalla "Piceno" (235° - 236°) si trasferisce nella zona Malo - S. Caterina, alla dipendenza della 57a divisione dal 10 novembre e come riserva tattica agli ordini del Comando truppe Altipiani.
Il nemico, che da vari giorni preme sull’Altipiano, accenna nei primi di novembre ad intensificare la sua azione.
Nella notte sul 12 due battaglioni del 157° si portano nella zona a nord - est di Gallio a disposizione della 2a divisione e di essi uno si schiera in linea a Casara Spil ed uno è dislocato a Casa Tanzer in riserva.
Respinte le infiltrazioni di pattuglie nemiche avvicinatesi il giorno 12 a questa seconda località, dopo la caduta di M. Longara, ed avendo la situazione generale imposto una rettifica della nostra linea di occupazione, questa il 13 novembre, viene arretrata sulla fronte del XXIII Corpo d’Armata (Val Frenzela - Sisemol).
La "Liguria" si schiera così insieme coi reparti della brigata Toscana (77° - 78°), sul tratto M. Zomo - Campanella - V. Frenzela, prolungando la sua destra verso la Meletta di Gallio, per collegarsi con le truppe della 29a divisione.
Il nemico nella giornata del 14 e la sera del 15 attacca impetuosamente Casara Meletta Davanti (29a divisione) e scende verso M. Zomo, minacciando l’estrema destra della "Liguria" che riesce, rinforzando la linea con un battaglione del 158°, a collegarsi col battaglione Alpini M. Baldo chiudendo il vuoto verificatosi sulla fronte delle truppe della 2a e 29a divisione.
Gli attacchi nemici non cessano: nel pomeriggio del 16, dopo tre ore di bombardamento violento, alle 19 il nemico attacca nuovamente M. Zomo, riuscendo a mettere piede sulle posizioni, che due compagnie (3a e 6a) del 157° hanno conquistato con sanguinosa lotta.
Il mattino del 17 l’avversario punta tra M. Zomo e la Meletta, spezzando la fronte tenuta dai reparti del 158° e dal battaglione alpino Cervino, ma un deciso contrattacco ristabilisce quasi completamente la situazione.
Dal 18 al 21 le truppe si riordinano sulle posizioni che hanno tenacemente difeso.
Nelle giornate 22 - 23 - 24 novembre il nemico, dopo viva, preparazione d’artiglieria, tenta ancora ripetutamente di sfondare le nostre linee verso le Melette, ma i reparti del 158° concorrono ad infrangerne i tentativi, operando a contatto delle truppe di estrema sinistra della 29a divisione, maggiormente impegnata nella lotta.
Il mattino ed il pomeriggio del 4 dicembre l’avversario attacca in forze M. Zomo, ma anche questa volta il pronto intervento dei rincalzi e il saldo contegno delle truppe rende vano il tentativo infliggendo agli assalitori perdite sensibili.
Coll’occupazione da parte del nemico di M. Fiore, rimane scoperto il fianco destro della brigata, la quale ripiega il 5 dicembre a Sasso. Due battaglioni del 158° fanteria, impegnati nelle trincee di M. Zomo, dopo eroica lotta, sono costretti a cedere al soverchiante nemico.
Queste ultime azioni costano alla brigata la perdita di 108 ufficiali e 1930 uomini di truppa.
Per il tenace valore e l’incrollabile fermezza con la quale i reparti contennero lo sforzo nemico contro le posizioni di M. Zomo - Campanelle - Meletta (13 novembre - 5 dicembre 1917) le Bandiere dei reggimenti della brigata Liguria furono decorate di medaglia d’argento al valor militare.

Il rimanente dell’anno è trascorso in riposo nella zona Recoaro - Staro, alla dipendenza della 29a divisione (fino al 25 dicembre), e quindi nelle vicinanze di Marostica alla dipendenza della 33a divisione.

 

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Anno 1918

Il 4 gennaio i battaglioni della brigata sostituiscono i reparti della “Sassari” (151° e 151°) nelle posizioni di Buso del Termine - M. Melago - Cima Cischetto - Fondo Val Chiama, e prendono parte all’azione che la 33a divisione svolge alla fine di gennaio per la conquista dei capisaldi di M. Valbella, C. Melaghelto, Col del Rosso, Col d’Echele.
Essi concorrono efficacemente con azioni intese a ricacciare il nemico dalla selletta interposta tra i capisaldi di Col del Rosso e Col d’Echele, aggirati dalla "Sassari", e completano la conquista della giornata mettendo stabile piede sul primo dei due capisaldi e rendendo saldo il possesso del secondo.
Nella giornata del 29 e nella notte sul 30 reparti del 157° con reparti della "Sassari" impegnandosi a fondo scacciano definitivamente il nemico annidato sulle falde orientali del Col del Rosso.
Il 2 febbraio la brigata Liguria riceve il cambio e dopo una breve permanenza a Mason Vicentino alla dipendenza della 2a divisione e a Campo Rossignolo, si trasferisce in autocarri a Valli dei Signori (nord-ovest di Schio) il 25 febbraio, alla dipendenza della 55a divisione. Portatasi in linea il 2 aprile col 157° sul tratto Panettone - Lora e col 158° in Val Lunga, vi rimane fino al 16 giugno senza compiere nulla di notevole. Si sposta quindi nel settore di Vallarsa (Speccheri - Mattassone - Corno - Vol Foxi).
Nella seconda quindicina di giugno il nemico tenta varie azioni di sorpresa sul M. Corno, ma è sempre respinto dai reparti che vigilano attentamente.
I battaglioni presidiano, a turno, le posizioni per tutto il mese di luglio e per la prima quindicina di agosto.
La brigata, sostituita in linea il 15 agosto, si riunisce nella zona di Recoaro, ove attende al proprio riordinamento.
Torna il 27 settembre a presidiare le posizioni di M. Trappola - Monte Corno - Mattassone partecipando in quest’ultimo periodo ad un’azione intrapresa contro la selletta di Monte Corno, che, pur non approdando a risultati tangibili, dà mezzo ai reparti del 157°, che vi partecipano, di affermarsi brillantemente.
Iniziatasi la nostra offensiva autunnale la 55a divisione entra in azione, il 26 ottobre e la brigata Liguria, che ne fa parte, inizia il movimento in avanti lungo il Leno.
Vinta la resistenza nemica e superato il Pozzacchio e il Monte Corno, il 3 novembre raggiunge, con parte delle truppe, Foppiano e Albaredo e con altra parte il Monte Spil, il Trambilleno e la Val Terragnolo.
In queste azioni perde complessivamente 28 ufficiali e 589 uomini di truppa.

L’armistizio arresta la brigata a Rovereto.

 

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