Albo d'oro Caduti del Lazio nella prima guerra mondiale 1915 - 1918


BRIGATA "LIVORNO"

(33° e 34° Fanteria)

Sede dei reggimenti in pace:33° Fanteria, Cuneo - 34° Fanteria: Fossano.

Distretti di reclutamento:Avellino, Cuneo, Ferrara, Foggia, Lecco, Mondovì, Padova, Palermo, Pesaro, Piacenza, Rovigo, Taranto, Treviso.

 

anno 1915

anno 1916

anno 1917

anno 1918

 

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Anno 1915

La brigata Livorno, partita dalle ordinarie sedi di Cuneo e Fossano il 13 maggio, giunge il 17 nei pressi di Udine, ed è destinata ad agire, alla dipendenza della 4a divisione, nella zona di S. Martino Quisca - S. Floriano.
Attraversata la zona collinosa fra Judrio ed Isonzo, essa è la prima ad attaccare, il 26 maggio, con un battaglione del 34°, il Sabotino, il pilastro settentrionale della testa di ponte di Gorizia.
Dal 4 al 6 giugno rinnova il tentativo, conseguendo lievi progressi verso Oslavia. Nei mesi successivi, sempre operando nella zona fra Plava e il Sabotino, essa prende parte alle battaglie dell'Isonzo, prima (23 giugno - 7 luglio) e seconda (18 luglio - 3 agosto) cooperando con altri reparti ai primi vani, ma sanguinosi tentativi per la conquista del Sabotino e della zona fra Val Peumica ed Oslavia.
Il 23 ottobre (3a battaglia dell'Isonzo, 18 ottobre - 4 novembre), il III/33° con un battaglione della brigata Pavia, conquista il così detto "Dentino" del Sabotino, rappresentato da uno sperone di roccia sulle pendici del monte fortemente apprestato a difesa. L’occupazione viene rinforzata da un battaglione del 34°, ma essa non può essere mantenuta, e, dopo una lotta accanita durata tutta la notte, i reparti sono costretti a ripiegare.
Il 10 novembre (4a battaglia dell'Isonzo, 10 novembre - 5 dicembre) la brigata entra nuovamente in azione: il 33° fanteria opera contro quota 188 di Oslavia; gli attacchi si svolgono nei giorni 10, 11, 12, 13 con lievi progressi e perdite notevoli. L’azione, sospesa il 14 novembre, viene ripresa il 18 e continua, con alterna vicenda, per tutta la giornata del 19, finché nelle prime ore del 20 il 127° fanteria (brigata Firenze) e due battaglioni del 33° conquistano la q. 188, catturando oltre un centinaio di prigionieri.
Frattanto il 34° fanteria esercita energica pressione contro le trincee di q. 609 (Sabotino) spingendo numerose pattuglie fin presso i reticolati nemici: il 29 novembre, un più vigoroso attacco è rinnovato contro le posizioni del Sabotino senza raggiungere sensibili risultati: il nemico rimane però impegnato con vantaggio dell’azione generale sul resto della fronte.
Per le prove di valore, fermezza ed ardimento date dalle truppe durante le azioni dal maggio al novembre le Bandiere dei reggimenti vennero decorate con medaglia d’argento al valor militare.
Nel dicembre i reggimenti si alternano tra le posizioni di prima linea di Oslavia e la zona di riposo e di riordinamento di Orsaria.

La Livorno durante l’anno, nei continui attacchi eseguiti con tenacia e valore nella zona del Sabotino e di q. 188 annovera circa 3000 uomini fuori combattimento, dei quali 97 ufficiali.

 

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Anno 1916

All’inizio dell’anno la brigata si trova ancora sul Sabotino ed inizia, nelle posizioni da essa occupate, i lavori difensivi destinati a rendere meno disagevole il compito della difesa e più facile quello dell’attacco.
Alla fine di gennaio, sostituita dalla brigata Lombardia, si raccoglie, per riordinarsi, nella zona di Oleis - Vedrignano, ed il 15 febbraio inizia il trasferimento, per ferrovia, nelle Giudicarie, ove passa alla dipendenza della 6a divisione. Entrata in linea nel marzo successivo, nel settore di Val Daone (alto Chiese), ai primi di aprile esegue piccole azioni in fondo Val Chiese per migliorare la nostra linea di osservazione; operazioni che portano all’occupazione di Prezzo e Baite.

Ai primi di novembre la Livorno viene sostituita, ed il 17 novembre si trasferisce a Palmanova, alla dipendenza della 23a divisione, e con questa entra in linea sul Fajti e sul M. Pecinka, per difendere quelle importanti posizioni conquistate di recente, nella 9a battaglia dell’Isonzo.

 

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Anno 1917

Sino al mese di marzo la brigata rimane nel settore Fajti - Pecinka, avvicendando i reparti fra la prima linea e la zona di riposo; si reca quindi nei pressi di Udine per riordinarsi, ed il 16 maggio, assegnata alla 10a divisione, trovasi a S. Floriano, presso Cormons (Gorizia). Iniziatasi la 10a battaglia dell’Isonzo (12 maggio - 8 giugno) anche la Livorno entra, il 23 maggio, in azione, partecipando col II battaglione e la 9a compagnia del 33° fanteria, posti agli ordini del comandante della brigata Palermo, ad un’azione offensiva contro M. Santo. Nonostante l’accanita resistenza del nemico e le difficoltà opposte dal terreno impervio, pochi valorosi del 33° fanteria riescono a raggiungere il convento di M. Santo; ma il violento tiro di interdizione dell’artiglieria avversaria impedisce l’afflusso dei rincalzi, permette al nemico di contrattaccare con successo e costringe i superstiti dell'eroico manipolo a ripiegare sulle posizioni di partenza. Le perdite subite dal 33° sono gravi e cioè circa 600 uomini fuori combattimento, dei quali 29 ufficiali.
Dopo un periodo di riposo (4 giugno - 10 luglio) a S. Giovanni di Manzano, la brigata si trasferisce nella zona di Plava, mentre si vanno attuando i preparativi per l'offensiva sull’altipiano della Bainsizza (11a battaglia dell’Isonzo: 17 agosto - 12 settembre). Rimane in prima linea nel tratto fra Globna e il vallone di Rohot, fino al 9 agosto, si trasferisce poi in zona di riposo a Cosbana e rientra in trincea il 20 di agosto. Il giorno successivo il 33° fanteria, partendo dalle posizioni avanzate di Descla, muove all’attacco in direzione di q. 747: i due battaglioni in scaglione avanzato, superati con impeto i primi reticolati avversari, a malgrado della tenace resistenza incontrata, guadagnano terreno e catturano 500 prigionieri. All’alba del giorno 22, due battaglioni del 34° (V e VI) sostituiscono sulle posizioni conquistate il 33° e, superate dopo lotta accanita le trincee avversarie, raggiungono la q. 400, sul costone di q. 747. Il nemico, sotto la pressione violenta dell’attacco, si ritira, e il 34° l'insegue senza tregua, riuscendo a conquistare la q. 747, la q. 652, Ravne, la q. 800 e Sveto.
La sera del 24 agosto il 34° fanteria, seguito dal 33° in rincalzo, riesce, nonostante la resistenza nemica, ad affermarsi sulla linea Breg - Cefenrisce e, mirando a raggiungere l’orlo del vallone di Chiapovano, prosegue l’azione contro q. 878 - Podlaka, conseguendo nuovi favorevoli successi, specialmente in direzione di q. 878.
Il 27 agosto la brigata, che ha sopportato perdite notevoli (circa 800 uomini fuori combattimento, dei quali 31 ufficiali) viene sostituita in linea ed inviata a Dragovice.
Il valido contributo dato dalla tenacia e dal valore dei fanti della Livorno alla vittoria dell’agosto 1917 sono ricordati nella motivazione della medaglia d'argento che onora le Bandiere dei due reggimenti.
Il 3 settembre la brigata si trasferisce a Dolegna in riposo, passando alla dipendenza della 25a divisione.
Iniziatasi il 24 ottobre l’offensiva austro-tedesca (12a battaglia dell’Isonzo, 24 ottobre - 26 dicembre) la Livorno, in conseguenza dei successi austriaci all’ala sinistra della 2a Armata, riceve l’ordine di trasferirsi a Verhovlje, per schierarsi sulla linea del Korada con la 30a divisione. Ivi, il giorno 26, sostiene il primo urto del nemico che, travolte le nostre difese, ha già passato l’Isonzo; ripiega quindi ordinatamente, dapprima sulla linea S. Giorgio - M. Zuanin, ove combatte il 27 ed il 28, poi su Orgnano, ove il 29 ed il 30 sostiene tenacemente la pressione del nemico; nella notte sul 31 passa il Tagliamento a Madrisio, il 2 novembre giunge a Castion ed il 6 a Volpago.
Il 7 novembre la brigata viene disciolta, ma è ricostituita il 22 successivo a Badia Polesine; ed il 26, assegnata alla 10a divisione, si trasferisce nella zona di Thiene, donde il 13 dicembre entra in prima linea sulla fronte Portecche - M. Valbella - Bertigo, colla 2a divisione.

Il nemico continua nei mesi di novembre e dicembre i tentativi contro il Grappa e l'altipiano di Asiago, per far crollare la nuova fronte di resistenza italiana. Il 23 dicembre, con un attacco veemente, preceduto da una intensa preparazione di artiglieria, riesce a sopraffare la difesa delle Portecche e del ridotto di M. Valbella, tenuti dal 33° fanteria e dal I/34°, ma l’intervento dei rincalzi, energico e tempestivo, lo arresta nettamente. Nei giorni successivi, contrattaccando più volte col concorso di altri reparti, la brigata riesce a ricuperare gran parte delle posizioni perdute; dopo di che, tra il 26 e il 31 dicembre, ricevuto il cambio, si reca nella zona di Thiene per procedere al proprio riordinamento, reso necessario dalle gravi perdite subite (circa 1100 uomini fuori combattimento).

 

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Anno 1918

Dopo due mesi, la Livorno, riordinatasi, rientra in linea il 7 marzo, schierandosi nel tratto Col d’Echele - Pizzo Razea - Col dei Nosellari, dove rimane fino al 16 aprile. Dopo un nuovo periodo di riposo trascorso in Val Rovina, il 18 maggio si trasferisce in fondo Val Brenta, alla dipendenza della 2a divisione, per presidiare gli sbarramenti di prima linea (Grottelle - Rocce Anzini) e di seconda linea (Col Moschin).
Ivi nessun avvenimento notevole si verifica fino al 15 giugno, allorché il nemico, iniziata la grande offensiva dall’Astico al mare (battaglia del Piave: 15 - 24 giugno), preceduto da una formidabile preparazione di artiglieria, attacca su tutta la linea, puntando, per quanto concerne la fronte della Livorno, sulla Grottella, su Rocce Anzini e su Col Moschin: mentre sulla Grottella si resiste, la posizione di Rocce Anzini viene perduta ma poi subito ripresa; quella di Col Moschin, invece, occupata dal nemico, resta nelle sue mani. Il giorno dopo la situazione migliora sensibilmente colla riconquista, da parte del IX Reparto d’assalto, coadiuvato da elementi del 34° fanteria, del Col Moschin. Ripresa tale posizione, la brigata, con piccoli reparti e con gli arditi reggimentali, procede alla graduale rioccupazione di gran parte delle posizioni perdute.
Il 24 giugno, cessata l’offensiva nemica, si inizia un periodo di calma, interrotta però il 9 luglio da fortunati colpi di mano, che consentono a nuclei del 33° di impossessarsi brillantemente della q. 800. Dopo pochi giorni il nemico, attaccando ripetutamente il 14 e 15 luglio, tenta riprendere le posizioni contese, ma è respinto con perdite a Rocce Anzini; riesce soltanto ad occupare e mantenere la contrastata q. 800.
Il 23 di luglio la brigata si reca in Val Rovina a riposo; rientra poi in linea, nelle stesse posizioni di Val Brenta, il 23 agosto. Il 14 settembre un attacco eseguito dal I/34° sulla destra di Val Brenta e dal I/33° sulla sinistra, attacco preceduto da una breve, ma efficace, preparazione di artiglieria, frutta, di primo slancio, la conquista di q. 800 e della Grottella e la cattura di oltre 300 prigionieri.

Il 27 settembre la brigata si raccoglie a riposo presso Bassano, donde l’11 ottobre inizia il trasferimento a tappe nella zona di Montebelluna. Ivi trovasi allorché, avvenuta il 29 ottobre la rottura della fronte nemica (battaglia di Vittorio Veneto), passa il Piave a Crocetta Trevigiana e si trasferisce a Col S. Martino e poi a Follina, ove la raggiunge l’ordine di cessare le ostilità.

 

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