Albo d'oro Caduti del Lazio nella prima guerra mondiale 1915 - 1918


BRIGATA "LOMBARDIA"

(73° e 74° Fanteria)

Sede dei reggimenti in pace:73° Fanteria, Alba; 74° Fanteria, Bra.

Distretti di reclutamento:Avellino, Ferrara, Foggia, Lecco, Padova, Palermo, Pesaro, Piacenza, Rovigo, Taranto, Treviso.

 

anno 1915

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Anno 1915

All’inizio della guerra la brigata trovasi nei pressi di Udine alla dipendenza della 4a divisione. Nella notte sul 24 maggio varca il confine ed avanza verso la testa di ponte di Gorizia. Il 29 viene a contatto per la prima volta col nemico ed inizia contro le posizioni del Peuma e del Podgora (1a e 2a battaglia dell'Isonzo - giugno, luglio, agosto) una serie di sanguinosi attacchi, che, sebbene rinnovati con eroica tenacia, consentono solo ai valorosi reparti di affermarsi stabilmente sulle pendici occidentali del Peuma a causa della scarsità dei mezzi adatti a superato le difese accessorie. Dopo un breve riposo la brigata entra in linea, alla dipendenza della 11a divisione, nel settore di Oslavia, ove partecipa alla 3a battaglia dell’Isonzo (18 ottobre - 4 novembre) e nei giorni 28 e 29 ottobre attacca, con poco successo, l’altura di Oslavia; il 2 novembre con un nuovo assalto il 74° riesce ad impadronirsi del costone omonimo accanitamente difeso dall’avversario, ma il giorno dopo, un poderoso ritorno offensivo avversario ritoglie detta posizione a quelle truppe già troppo provate e le obbliga a ripiegare sulle trincee di partenza.

Ripresa l’offensiva alla metà di novembre (4a battaglia dell'Isonzo, 10 novembre - 5 dicembre) la brigata si cimenta di nuovo contro le posizioni di Oslavia; il 24 novembre il I/73° raggiunge il caseggiato di Oslavia i cui ruderi dopo lotte ostinate rimangono alfine, il 27, nelle mani dei nostri, che rafforzativisi con instancabile alacrità, resistono ai violenti contrattacchi del nemico. Il 4 dicembre la "Lombardia", esausta per le lunghe lotte e le gravi perdite (oltre 3000 uomini fuori combattimento dei quali, 102 ufficiali) viene inviata a riposo nei pressi di Cormons.

 

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Anno 1916

Il 23 gennaio la brigata, posta nuovamente alla dipendenza della 4a divisione, ritorna nel settore del Sabotino ed il 25 il II/74°, passato alla temporanea dipendenza della 27a divisione occupa la trincea del "Lenzuolo Bianco" e tenta un attacco contro q. 188, ma invano poiché tenacemente presidiata dal nemico. Il 28 la "Lombardia" sostituisce in linea la "Livorno" e si accinge ad intensi lavori di approccio che permettono ai reparti di avvicinarsi gradualmente alle posizioni avversarie tenute sotto la costante sorveglianza di un nostro servizio di pattuglie. Così nell’alto e nel basso Sabotino vengono costruite nuove trincee avanzate che assumono rispettivamente il nome di "trincea del 74° e trincea del 73°". L’11 marzo la brigata inizia un'azione dimostrativa che dura fino al 16, in concomitanza di operazioni svolte sulla destra della 11a divisione; forti pattuglie sono spinte verso le trincee avversarie, assolvendo il compito assegnato di richiamare su quel settore l'attenzione del nemico e di carpirgli qualcuna delle più importanti sue posizioni. Il nemico che è particolarmente attivo nel settore del Sabotino, caposaldo di estrema importanza per la sua difesa, tenta ripetute volte di riprendere le posizioni perdute che esso tiene sotto un continuo tiro di artiglieria, ma sono sempre vani i suoi tentativi, specie quelli fatti contro le trincee del 74° la notte del 19 marzo.
Dal 12 al 16 aprile la brigata è inviata a riposo nella zona tra Lavariano - S. Maria la Longa - Ontagnano - Sevegliano.
Il 15 maggio, all’inizio dell’offensiva austriaca nel Trentino, la brigata inviata sull'altipiano di Asiago, giunge il 23 maggio sulla zona fra Pennar e Bertigo, ove viene posta alla dipendenza della 34a divisione. Il giorno 24 entra in azione, col compito di ricacciare il nemico dalle posizioni di M. Zoviello, M. Cucco di Portule e Cima Dodici, ma, pur essendosi prodigata con valore a prezzo di gravi perdite, non raggiunge l’intento. Nei giorni successivi, sempre combattendo strenuamente per concorrere ad arginare la poderosa pressione nemica, ripiega dapprima sulla linea M. Zebio, M. Colombara e poi, il 30 maggio, su quella M. Valbella - Pennar. Alla fine di giugno, mentre si svolge la nostra controffensiva, la brigata attacca le posizioni verso Ave - Villa del Brun e di M. Rasta - M. Interrotto; ma queste, già dal nemico tempestivamente apprestate a difesa e fortemente presidiate, oppongono viva resistenza e rendono vani i prodigi di ardimento e di valore ed i gravi sacrifici in uomini fatti per infrangerle.
Ai primi di luglio la brigata scende a riposo nei pressi di Vicenza, e, destinata poi nuovamente alla fronte dell'Isonzo, giunge il 2 agosto a Cervignano e di qui è inviata sulle pendici meridionali del monte S. Michele alla dipendenza della 23a divisione per prendere parte alla battaglia di Gorizia (6 - 17 agosto). Il giorno 9 attacca in direzione del Vippacco che raggiunge dopo aver infranto la tenace resistenza del nemico e catturato circa 600 prigionieri e molto materiale. Proseguendo l'avanzata, attraverso altre linee di poderosi trinceramenti, il 10 agosto occupa Rubbia, il 12 il 73° si spinge arditamente all’attacco delle trincee di q. 212 (Nad Logem) costringendo alla resa il battaglione che le difende. Dal 13 al 17, premendo con incessanti attacchi il nemico, lo costringe a retrocedere al di là del Castello di S. Grado di Merna. Dal 17 al 27 agosto assottigliata dalle perdite (oltre 1600 uomini fuori combattimento dei quali 53 ufficiali) viene inviata a Romans per riorganizzarsi.
All’inizio della 7a battaglia dell'Isonzo (14 - 18 settembre) la brigata trovasi già in prima linea sul Veliki ed il 14 settembre si spinge arditamente contro le posizioni delle pendici meridionali del monte, riuscendo ad occupare, dopo aver superato due ordini di trincee, la q. 265; viene poi energicamente e ripetutamente contrattaccata il giorno 16 ma resiste conservando i vantaggi ottenuti. Il 22 settembre è inviata a riposo nei pressi di Gradisca; però dopo pochi giorni è nuovamente in linea sul Veliki, alla dipendenza della 45a divisione, ed alla ripresa dell’offensiva (9a battaglia dell’Isonzo 31 ottobre - 4 novembre) si lancia impetuosamente contro le posizioni del Pecinka, fra q. 291 e le pendici meridionali del Veliki e le conquista mantenendole poi saldamente contro i ritorni offensivi del nemico. Il 2 novembre, con un nuovo sbalzo, riesce a porre piede ed a rafforzarsi sul costone sud occidentale del Dosso Fajti. Durante l’azione, oltre 1000 prigionieri ed abbondante materiale sono rimasti nelle nostre mani; da parte della brigata Lombardia devesi lamentare la perdita di oltre 1400 uomini fuori combattimento dei quali 38 ufficiali.

Sino alla fine dell’anno i reparti si alternano nel presidiare le trincee del Dosso Fajti. Per le magnifiche prove di valore ed ardimento date dalla brigata nell’agosto e nel novembre 1916, riconosciute dallo stesso nemico, alle bandiere dei due reggimenti venne concessa la medaglia d’oro al valor militare.

 

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Anno 1917

Dopo alcuni turni di trincea sulle posizioni del Pecinka e del Hudi Log, alternati con periodi di riposo, la brigata entra in linea, il 21 maggio, nel settore di Castagnevizza mentre è in corso la 10a battaglia dell’Isonzo (12 maggio - 8 giugno). Dal 23 al 26 maggio essa attacca ripetute volte le posizioni antistanti, senza peraltro ottenere sensibili vantaggi nonostante le gravi perdite subite (2900 uomini fuori combattimento dei quali 78 ufficiali).
Dopo un altro turno di trincea, dal 12 al 29 giugno nelle posizioni di Nova Vas, la "Lombardia" si reca a riposo a Castelfranco Veneto e non ritorna in linea che il 19 agosto nel settore del Fajti, all’inizio dell’11a battaglia dell’Isonzo (17 agosto - 12 settembre), allorché, posta alla dipendenza della 58a divisione, assalta, dal 20 al 25 agosto, le posizioni nemiche antistanti con qualche successo, perdendo nella lotta oltre 1200 uomini di truppa e 61 ufficiali.
Sostituita alla fine di agosto, dopo un periodo di riordinamento, compie un altro turno di trincea nel settore di Monfalcone ed il 19 ottobre si trasferisce nella zona di Codroipo in riposo, ove trovasi all'inizio dell’offensiva austro-tedesca. In conseguenza della situazione sulla fronte Giulia la brigata è trasferita, il 29 ottobre, per Spilimbergo - Pinzano e Folgaria, sulle alture di riva destra del Tagliamento (M. Covria - M. Petroz). Il 2 novembre, avendo il nemico forzato il ponte di Cornino, difeso da altri reparti, la brigata ne sostiene l'urto nei pressi di S. Rocco di Folgaria riuscendo a ritardarne l'avanzata. Altro vivace combattimento notturno sostiene, il 6 novembre, sulle mulattiere da S. Francesco a Tramonti per evitare un accerchiamento da parte del nemico ma, ridotta per le ingenti perdite a poco più di due battaglioni, non riesce a disimpegnarsi ed è costretta a cedere, meno alcuni reparti che riescono a ripiegare in direzione di Conegliano.

Durante i mesi di novembre e di dicembre nei pressi di Padova prima e di Treviso poi, la brigata, posta alla dipendenza della 47a divisione, attende alla sua ricostituzione.

 

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Anno 1918

Il 29 gennaio la "Lombardia" si trasferisce nel settore orientale del Grappa alternando i suoi reparti nelle posizioni di prima linea fino alla fine di maggio. Il 17 giugno, mentre è in corso la battaglia del Piave (15 - 24 giugno), si porta sul Montello ed il 19 entra in azione verso Casa Serena concorrendo con energici contrattacchi a ricacciare il nemico, che nel pomeriggio del 23 giugno inizia il ripiegamento. Nelle due giornate (19 e 20) di azione la "Lombardia" ha avuto oltre 1500 uomini fuori combattimento dei quali 49 ufficiali. Essa rimane nella zona del Montello fino al 10 luglio e dopo breve riordinamento ritorna, il 15 luglio, sul Grappa rimanendovi fino alla battaglia di Vittorio Veneto, meno un periodo di riposo (30 agosto - 6 ottobre) trascorso nella zona Crespano - Castelfranco Veneto.

Durante la battaglia della riscossa (24 ottobre - 4 novembre) attacca, con grande slancio, le trincee di Col dell’Orso e dei Solaroli riuscendo a conquistare le importanti posizioni dei "Roccioni dell’Abete" e dei “Roccioni delle Cavernette” (24 – 27 ottobre). Nella notte sul 31 con un riuscito colpo di mano occupa altri elementi di trincea ed il 31 concorre attivamente all’inseguimento del nemico, occupando varie località della Conca di Feltre.

 

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