Albo d'oro Caduti del Lazio nella prima guerra mondiale 1915 - 1918


BRIGATA "MACERATA"

(121° e 122° Fanteria)

Costituita il 1° marzo 1915: il Comando di Brigata ed il 122° dal deposito del 12° Fanteria; il 121° dal deposito del 93° Fanteria

 

anno 1915

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Anno 1915

Il 2 giugno la brigata, partita dalle sedi di Macerata e Chiaravalle, raggiunge Lonato, destinata a far parte della 25a divisione.
Il 24 luglio, dopo un periodo di intensa istruzione, è inviata a Fogliano, passando alla dipendenza della 20a divisione ed il 26 entra in azione insieme alla "Savona" contro la linea delle quote 121 - 118 - 100 (Redipuglia). Gli attacchi durano qualche giorno e fruttano la conquista di un trincerone avversario subito rafforzato. Il 2 agosto l'azione è ripresa ed i reparti della brigata, lo stesso giorno, ottengono nuovi vantaggi perdendo però 4 ufficiali e 300 militari di truppa; il 6 si prosegue nell’avanzata fino ad avvicinarsi di molto alle quote 118 è 121 colla perdita, per la brigata, di altri 245 uomini. L’11 agosto il comando della 20a divisione è sostituito da quello della 31a. La "Macerata" continua alacremente nei lavori di rafforzamento delle posizioni conquistate e reagisce ai continui attacchi nemici. Il 30 - 31 agosto sostituita in linea, si porta a Cassegliano e di qui, il 1° settembre, nei pressi di Villa Vicentina passando alla diretta dipendenza del XIII corpo d’armata. Il 7 ritorna alla dipendenza della 25a divisione ed attende a esercitazioni ed a lavori di sistemazione difensiva in zone arretrate. Il 24 ottobre è trasferita a Scodovacca e 1’8 novembre, ritornata in linea, sostituisce la brigata Bologna nel settore di Castelnuovo.
Il 10, iniziatasi una nostra offensiva sul Carso, il I/122°, con brillante attacco alla baionetta, conquista la trincea nemica detta "rocciosa" e muove verso la trincea "dei Morti", mentre reparti del 121° attaccano con pari bravura le antistanti posizioni che più volte sono prese e perdute. L’azione continua, con alterna vicenda, il giorno 11 e la brigata perde in questi due giorni di lotta 12 ufficiali e 515 militari di truppa. Il 14 segna altra data di accaniti tentativi fatti dalla "Macerata" in concorso della "Sassari", per occupare la trincea dei "Razzi", qualche elemento della quale cade in possesso di reparti della brigata che vi perde ancora 18 ufficiali e 557 gregari. Nei giorni successivi continua l’alternativa fra invio di pattuglie e lavori di rafforzamento ed il 20 un nuovo attacco porta reparti del 121° alla conquista della trincea e del ridottino dei "Morti"; ma la reazione avversaria è così violenta da consigliare di sgombrare dette posizioni e di rafforzarsi poco lontano da esse, in modo da sottrarsi al tiro micidiale, senza peraltro consentire al nemico di riprendere le trincee perdute. Il 27 un nuovo attacco riporta elementi della brigata nella trincea dei "Morti", ma un contrattacco in forze ne impone ancora una volta l’abbandono colla perdita di 21 ufficiali e 482 gregari. La brigata dopo le brillanti azioni compiute in questo periodo di continua attività, sancite nella motivazione della medaglia di argento concessa poi alle Bandiere dei due reggimenti, è sostituita il 14 dicembre e inviata a riposo fra Campolongo ed Armelino, ove trascorre il resto del mese. Le sue perdite ammontano a 92 ufficiali e 2796 militari di truppa.

 

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Anno 1916

Il 2 gennaio la brigata ritorna in linea nel settore di Castelnuovo in sostituzione della "Sassari". Il 23 scende a riposo fra Campolongo ed Armelino; ma due giorni dopo è richiamata in linea (meno due battaglioni che attendono alle iniezioni antitifiche) quale rincalzo della "Sassari" fortemente impegnata in una azione. Il 26 il comando di brigata e due battaglioni ritornano nella zona di riposo, lasciando in prima linea gli altri due battaglioni.
L’11 febbraio la brigata ritorna in prima linea ed il 12 marzo, dopo di aver fruito di un altro turno di riposo, partecipa, nel consueto settore di Castelnuovo, ad un’operazione che non produce risultati soddisfacenti a causa della intensa reazione del nemico.
Il 9 giugno la "Macerata" è in linea ove permane fino alla battaglia di Gorizia durante la quale essa, passata fin dalla metà di giugno alla diretta dipendenza del XIII corpo d'armata, agisce dimostrativamente per alleggerire la pressione del nemico nella zona maggiormente impegnata. Il giorno 8 agosto un battaglione del 122° (il II), vinta la resistenza nemica, occupa il ridottino dei "Morti" che deve più tardi abbandonare perché battuto da fuochi incrociati.
Il giorno seguente lo stesso battaglione rioccupa il citato ridottino, mentre reparti laterali conquistano contemporaneamente la trincea omonima; ma un violento contrattacco obbliga i reparti ad abbandonare ancora una volta le posizioni occupate, che sono però incessantemente vigilate da nostre pattuglie e tenute sotto un tiro continuato. La brigata perde 2 ufficiali e 115 militari di truppa.
Il giorno 10, avuto sentore di una rallentata pressione del nemico, i reparti iniziano l’avanzata che, alle ore 12, li porta ad occupare le trincee di Marcottini, subito rafforzate, mentre la brigata ha ordine di avanzare, prima verso Oppacchiasella - Nova Vas e poi verso Castagnevizza - Hudi Log - Lukatic - Hrbci. L’11 l'avanzata prosegue, ostacolata da violento tiro di artiglieria avversario e le pattuglie esploranti raggiungono il margine occidentale dell’abitato di Oppacchiasella che è sempre in possesso del nemico. All’alba del 12, due battaglioni del 121° raggiungono Oppacchiasella, i cui trinceramenti sono alacremente rafforzati; frattanto il 122°, sceso nel vallone di Mikoli, occupa le alture a sud-ovest di Oppacchiasella e si aggrappa alle pendici occidentali di Nova Vas. Il nemico tenta un contrattacco ma è arrestato dalle valorose truppe della brigata, che è intanto passata alla dipendenza della 19a divisione. L’avanzata, energicamente ripresa il giorno 13, si arresta contro le difese accessorie ancora intatte; nei giorni 15 e 16 è nuovamente tentata, dopo intensa preparazione di artiglieria e bombarde, ma non si ottengono che progressi lievi e inadeguati alle perdite subite. Il 17 agosto la "Macerata", sostituita dalla "Marche", si reca fra Campolongo ed Aiello per riposare e riordinarsi, passando alla dipendenza della 31a divisione.
Il 13 settembre la brigata è schierata nella zona di Doberdò - pendici sud di q. 208 sud ed il 15 è pronta ad agire nel tratto dal valloncello di Boneti a q. 208 sud.
Cessato il tiro di preparazione, il II/121°, con brillante attacco alla baionetta, conquista e sorpassa l'antistante trincea nemica, ma non assecondato dai reparti laterali, che sono arrestati dal violento tiro di sbarramento, è costretto a ripiegare di poco dalla linea raggiunta. Sostituito dal I/122, alla ripresa dell’azione, questo riesce a compiere un ardito balzo in avanti che lo porta ad occupare una dolina nella quale cattura 220 austriaci tra i quali 20 ufficiali, ma minacciato di aggiramento da forti masse sopraggiunte, deve ripiegare nelle posizioni di partenza. Il nemico ritorna più volte al contrattacco ed è sanguinosamente respinto, ma la sua pressione obbliga la sinistra della brigata a ripiegare di poco, mentre il centro e la destra saldamente resistono. Le perdite sono di 23 ufficiali e 234 gregari.
Il 17 settembre l’azione è ripresa con lievi vantaggi e, con alterna vicenda di attacchi e contrattacchi, dura fino al 24, allorchè la brigata, sostituita dalla "Modena", scende a Romans per riposare.
Il 12 ottobre ritorna in prima linea passando alla dipendenza della 33a divisione e schiera nelle posizioni di q. 208 sud due battaglioni, altri due invia a Palichisce e Ferletti a disposizione della 47a divisione e due prima a Vermegliano in posizione di attesa e poi nel vallone di Boneti in sostituzione di reparti del 41° reggimento.
Il 1 novembre la "Macerata", che ha riavuti i suoi battaglioni, partecipa alla 9a battaglia dell’Isonzo. Le sue prime ondate riescono a conquistare la trincea nemica di q. 208 sud catturandovi più di 200 difensori e volgendo gli altri in fuga, ma la resistenza opposta dal nemico all’azione dei reparti laterali e la minaccia di aggiramento consiglia gli elementi più avanzati a ripiegare sulle posizioni di partenza.
Altri tre battaglioni (I e II del 122° e V battaglione bersaglieri) sono successivamente lanciati al contrattacco ma, nonostante il valore da essi dimostrato e la perdita dei tre comandanti di battaglione (due caduti sul campo ed il terzo gravemente ferito), i risultati sono di lieve entità e non proporzionali allo sforzo compiuto, poiché il nemico reagisce violentemente. La brigata, stanca e stremata, passa in rincalzo della "Valtellina" dopo di aver perduto, nella sola giornata del 1° novembre, 17 ufficiali e 546 militari di truppa.
La sua condotta la rende meritevole della concessione della medaglia d’argento al valor militare.
Il 4 novembre la "Macerata" è inviata a Vermegliano, il giorno successivo a Cervignano e Strassoldo e nei giorni 6, 7 ed 8 trasferita per ferrovia in Val Lagarina fra Pilcante - Brentonico - Passo Buole, passando alla dipendenza della 37a divisione che le affida la difesa del settore Baldo e poi del sottosettore Brentonico, ove trascorre il resto dell’anno.

 

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Anno 1917

La brigata è ancora in Val Lagarina, ove trascorre tutto quest’ anno alternando i suoi reparti in turni di prima linea e di riposo, mantenendo un'attiva vigilanza di pattuglie, le quali compiono qualche ardito colpo di mano. Esegue anche molti lavori di sistemazione difensiva ed è di sovente funestata, nel periodo invernale, da cadute di valanghe che cagionano delle perdite.

 

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Anno 1918

Al principio dell’anno la "Macerata" è sempre dislocata in Val Lagarina. Il 30 gennaio, sostituita dalla "Foggia", è trasferita fra Avio è Sabbionara ed ai primi di marzo invia suoi reparti in prima linea nel settore dell’Altissimo.
Nei primi giorni di maggio la brigata, sostituita dalla "Pistoia", è inviata per ferrovia nella zona di Valeggio, ove intraprende un intenso periodo di esercitazioni fino al 16 giugno, alla qual data è trasferita nella zona Campodarsego - Bosco del Vescovo per proseguire il 18 in autocarri nella zona ad est di Treviso. Il 19, mentre è in pieno svolgimento la battaglia del Piave, è schierata nel settore S. Biagio di Callalta - Rovarè col 122°, mentre il 121° è raccolto a Spercenigo in attesa di ordini. Il 20 la "Macerata" è totalmente impegnata e, mentre il 122° concorre a ricacciare le ondate nemiche avanzanti, il 121° attacca la linea dei capisaldi C. Pavan - C. Martini, che occupa in parte dopo lotta accanita.
Il 24 la brigata raggiunge il Piave e spinge alcune pattuglie sulla sponda sinistra. In questi giorni di combattimento essa ha perduto 17 ufficiali e 708 militari di truppa. Fino al 24 ottobre alterna i suoi reparti fra le posizioni di prima e seconda linea, spingendo quotidianamente delle ardite ricognizioni sugli isolotti del Piave.
Nella battaglia di Vittorio Veneto la "Macerata" ha modo di dare l’ultima prova della sua abnegazione.
Passa il Piave il 27 alle grave di Papadopoli, il 28 raggiunge Ormelle e Tempio, dopo di essersi abilmente sottratta ad una minaccia di aggiramento del nemico. Il 29 ed il 30 prosegue nella sua avanzata; il 31 passa il Monticano fra Lutrano ed Oderzo e raggiunge a sera la Livenza. Il 2 novembre è a Fagnigola. Il 3 fra Taiedo e Sbrojavacca ed il 4, alla cessazione delle ostilità, è tra S. Vito al Tagliamento e S. Floriano.

 

 

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