Albo d'oro Caduti del Lazio nella prima guerra mondiale 1915 - 1918


BRIGATA "MANTOVA"

(113° e 114° Fanteria)

Costituita il 1° marzo 1915: il Comando di Brigata ed il 114° dal deposito del 72° Fanteria con elementi tratti anche dai depositi del 7° e 77°; il 113° dal deposito del 79° Fanteria

 

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Anno 1915

Dall’inizio della guerra la brigata è dislocata, colla 3a Brigata alpina, in Val Lagarina a difesa del settore Baldo - Lessini. Il 28 luglio, mentre un reparto del 113° esegue una ricognizione su Crosano e l’occupa insieme al Costone a sud di Talpina, un reparto del 114° compie un’azione di sorpresa su Marco per constatare l’efficienza degli apprestamenti difensivi esistenti a nord di detta località; lo scopo è raggiunto ed è anzi disperso un nucleo di difensori nemici.
Il 10 agosto la brigata assume il presidio del sottosettore Adige - Zugna che comprende la zona fra Vignola - Malga Gamboni e la Vallarsa alla dipendenza del comando del settore di Val Lagarina.
In tale zona esegue frequenti azioni di pattuglie ed è impiegata nei lavori di sistemazione difensiva.
Il 17 ottobre reparti del 113° partecipano ad un’azione per la parziale rettifica della fronte verso q. 912 (nord - ovest di Brentonico) e le rovine del Castello omonimo; gli obbiettivi sono raggiunti e subito rafforzati. Il giorno successivo un altro reparto dello stesso reggimento, assieme ad altre unità del settore, procede alla occupazione delle alture a nord e nord - est di Crosano e ad est di Brentonico ed anche questa azione è facilmente condotta a termine; il nemico però reagisce nei giorni successivi con violenti contrattacchi ma è respinto.
Il 27 ottobre l’azione è ripresa verso M. Giovo - Besagno occupati dal 113°; l’azione suscita da parte avversaria soltanto tiri di artiglieria a scopo di rappresaglia.
Il 114° partecipa, con felice esito, alle azioni svolte l’11 novembre verso Zugna Torta - Costa Violina - Crona che il nemico attivamente contrasta, infliggendo ai reparti sensibili perdite. 
La brigata tiene le consuete posizioni per tutto lo scorcio di quest’ anno, esplicando attiva vigilanza con pattuglie e procedendo ad una graduale sistemazione della fronte, che il nemico ostacola con tiri di artiglieria.
Nella notte sul 16 dicembre, reparti del 113° occupano la linea Mori Nuovo - q. 163 sull'Adige, spingendo pattuglie verso Seghe e sulle pendici del Biaena; il 18 la detta linea viene maggiormente consolidata colla occupazione della località di Madonna di M. Albano, che nei giorni seguenti il nemico tenta invano di riprendere.
Sulla sinistra dell'Adige anche il 114° attende ad un sistematico progresso della linea ed il 27 occupa q. 418 e Castel Dante, senza soffrire molte perdite benché il nemico reagisca col consueto tiro di artiglieria, e tenti nei giorni seguenti, vani contrattacchi.

 

 

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Anno 1916

La "Mantova", passata alla dipendenza della 37a divisione, è sempre in Val Lagarina ove prosegue nell'attività di pattuglie e nella sistematica avanzata in alcuni tratti della sua fronte. A metà gennaio progredisce alquanto verso Marco e verso M. Sella.
Durante l'offensiva austriaca del giugno nel Trentino la brigata abbandona qualcuna delle sue posizioni di 1a linea non per pressione nemica, ma per raggiungere una sistemazione difensiva più efficiente, dalla quale respinge infatti ogni tentativo di attacco, sia durante la controffensiva nostra, sia nei reiterati attacchi nemici contro M. Giovo e Besagno.
Permane in questo settore, che ha intanto assunto il nome di "Destra Adige", fino al 16 settembre, mantenendo una costante vigilanza specie nel mese di agosto, durante il quale il nemico è più attivo, ed eseguendo molti lavori di rafforzamento.
Il 18 settembre è inviata nella zona fra Avio - Sabbionara e Vo, ove attende al suo riordinamento passando alla dipendenza della 27a divisione. Da questa zona invia i suoi reparti a disposizione di altre unità, per lavori di sistemazione ed il 12 ottobre è in linea nelle solite posizioni di S. Valentino - Brentonico - Passo Buole, nuovamente alla dipendenza della 37a divisione.
Il 21 ottobre, sostituita dalla "Modena", è inviata sulla fronte carsica, ove si schiera fra Polazzo e Redipuglia (34a divisione), concorrendo alle operazioni contro la fronte Lukatic - q. 238 - Versic q. 224.
Il 1° novembre ha inizio l'azione che porta alla conquista, da parte di reparti della brigata, del Lukatic, che la violenta reazione del nemico ed il mancato collegamento obbligano subito a sgombrare. Le perdite per questa azione ammontano a 39 ufficiali e 1057 militari di truppa, compresi i dispersi.
Il 4 la brigata passa alla dipendenza della 33a divisione e alterna i suoi reparti in prima linea fino al 18 novembre, allorché si reca a riposo nella zona Mortesins - Armellino.
Il 12 dicembre è di nuovo in prima linea alla q. 208 sud sostituendovi la brigata Valtellina ed il 22 viene a sua volta sostituita dalla "Padova".

 

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Anno 1917

L'8 gennaio la "Mantova" è nelle consuete posizioni di prima linea dove si alterna con altre unità fino a che, iniziatasi il 12 maggio la battaglia del Timavo, vi concorre brillantemente, agendo contro la fronte: rotabile di Selo - q. 247 e conquista, il 23, le contrastate quote 208 sud e 241, raggiungendo, il 24, la rotabile stessa. Nei giorni 26 e 27, proseguendo nell’azione, occupa q. 235 - q. 247 ed il Versic.
Il suo contegno in questi continui ed accaniti combattimenti la rende meritevole della citazione sul bollettino di guerra del Comando Supremo. Il 29 per le grandissime perdite subite è inviata a riposare e riordinarsi nella zona di Porpetto - Villa Codis - Castions di Mure.
Il 18 luglio è trasferita in prima linea nel settore di Monfalcone, da q. 89 al mare, in sostituzione della "Arezzo", passando alla dipendenza della 34a divisione.
Il 19 - 20 agosto partecipa alle azioni contro le posizioni di Jamiano; impegna una lotta cruenta a q. 146 e la conquista, ma, a causa delle vicende dei reparti laterali, deve abbandonarla colla perdita di 10 ufficiali e 245 militari di truppa. Nei giorni 22, 23 e 24 si riaccende la lotta con alterna vicenda; la q. l46 è definitivamente conquistata e rafforzata ed alle perdite sofferte si aggiungono quelle di 18 ufficiali e 550 militari di truppa.
Il 25 la brigata è a riposo fra Isola Morosini e Palazzatto, l’8 settembre fra Ontagnano e Fauglis e il 12 è tutta riunita a S. Stefano, passando alla dipendenza della 2a divisione.
Nei primi giorni di ottobre la "Mantova" è trasferita, per ferrovia, nel Trentino fra Valstagna e Campomezzavia ove è impiegata in lavori ed istruzioni fino al 24, allorché è prima concentrata a Fara e poi destinata a sostituire la brigata Casale nelle posizioni della Val d'Assa. Il 1° novembre, rilevata sulla linea della "Casale", è riunita ad Osteria di Granezza (57a divisione).
Durante l'offensiva austro-tedesca sulla fronte Trentina e sino alla fine dell'anno i suoi reparti concorrono efficacemente ai combattimenti svoltisi in Val Frenzela - M. Cogolo - M. Kaberlaba, a Pria dell'Acqua - Barenthal - M. Nos e M. Sprunk.

 

 

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Anno 1918

La brigata è sempre dislocata nella zona fra Val Granezza - M. Sprunk - Pria dell'Acqua e in quella di M. Tondo - S. Sisto fino al 20 marzo, allorché, sostituita da una brigata di fanteria della 24a divisione francese, è inviata a Savia Buona ed il 2 aprile nella zona fra Fornaci di Vicenza - Anconetta - Ospitaletto, ove attende ad un periodo di intensa preparazione. Il 2 giugno è trasferita a Carmignano di Brenta ed il 4 nella zona fra Campretto e Carpanè; il 14 - 15 fra Castions di Mure e Feletto; il 17 nella zona Altivole - Caselle ed il 19 è a Selva ove partecipa alla battaglia del Piave.
I suoi reparti, lo stesso giorno 19, puntano accanitamente contro la linea fra Casello ferroviario - Bojacco - Nervesa perdendo 7 ufficiali e 202 uomini di truppa, ma l'audace tentativo è arrestato dalla intensa reazione del nemico.
Il 21 ritenta l'attacco con rinnovato accanimento e la sua tenacia riesce ad arrestare sulla sua fronte il nemico che tenta ad ogni costo di progredire. Il suo contegno le vale una seconda citazione sul bollettino di guerra del Comando Supremo.
Il 23 e 24 i suoi reparti, profittando della scossa subita dal nemico per la fallita offensiva, procedono verso il Montello fra Villa Berti - q. 141 e fra Parrocchia - Abbazia di Nervesa – Fontana Val Boera e si rafforzano solidamente sulle posizioni conquistate.
Il 15 luglio la brigata scende a Selva; il 16 assume la difesa del tratto di fronte dalla strada n. 6 a S. Urbano ed il 4 agosto si reca a riposo nella zona fra la Contea e Signoressa per ritornare in prima linea il 4 settembre.
Il 2 ottobre la "Mantova" è inviata a Volpago ed il 23 è ammassata, per la battaglia finale, sulla strada pedemontelliana. Passato il Piave sul ponte "B" il giorno 27, avanza sino alla linea dei Mulini fra Pilonetto e Mulini del Manente e poi, nonostante il nutrito fuoco di artiglieria nemica, raggiunge Moriago mantenendone saldo il possesso contro un violento ritorno offensivo.
Il 29 occupa Fara di Soligo e le alture di S. Gallo; il 30 occupa Cison di Valmarino e si spinge verso il passo di S. Boldo ove il nemico riesce ad arrestare i primi reparti giunti, ma il 31, con brillante azione di aggiramento, il passo cade in possesso della "Mantova".

 

 

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