Albo d'oro Caduti del Lazio nella prima guerra mondiale 1915 - 1918


BRIGATA "MASSA CARRARA"

(251° e 252° Fanteria)

Mostrina

Costituita il 5 marzo 1917: Il Comando di Brigata ed il 251°, fin dal 20 febbraio, dal deposito del 66° Fanteria; il 252°, dal deposito del 42°

 

anno 1917

anno 1918

 

Home

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Anno 1917

Nella zona di Varese, Saronno, Induno, Lomazzo e Malnate si raccolgono i riparti destinati alla formazione della brigata.
Il 10 aprile la “Massa Carrara” si trasferisce fra Capo di Ponte e Breno e dal 3 al 7 maggio è inviata a S. Maria la Longa per proseguire il 12 per la zona fra Medea, Fratta e Versa e, la notte sul 13, per Sagrado (58a divisione).
Il 22, in vista della nostra ripresa offensiva, la brigata compie la sua marcia di avvicinamento, occupando il tratto di trincea di terza linea che dall'incontro di detta trincea colla rotabile a sud di q. 319 va fino all'incrocio colla rotabile a sud di q. 278. Il suo compito è duplice: rincalzare la brigata Pallanza, schierata in prima linea; prolungare la fronte fra detta brigata e la 4a divisione. Il 23 l’azione ha inizio ed il II/252° si porta a q. 278. Il 24 l'attacco prosegue; il settore della divisione è diviso in due sottosettori ed alla “Massa Carrara” è affidato quello presidiato dal 249° che passa alla sua temporanea dipendenza. Questo reggimento deve agire frontalmente contro la q. 363, verso la quale opera anche il 250°.
Il II/252° è di rincalzo, mentre il I/252° si porta nelle trincee di q. 291. La reazione avversaria non consente di raggiungere gli obbiettivi stabiliti ed il 25 i due battaglioni del 252°, già ad immediato rincalzo del 249°, sostituiscono in prima linea questo reggimento. Nei giorni 26 e 27 maggio anche il 251° si porta in linea a sostituirvi il 250°.
Nella notte sul 30 il 252° cede al 251° la sua fronte che si estende dalla selletta fra le quote 303 e 376 alla carrareccia a sud di q. 309 ed è inviato nel vallone fra q. 87 e q. 64. Nelle due notti seguenti anche il 251° è sostituito in linea dal 216° e si reca nella zona di Sdraussina. Il 3 giugno le azioni in corso sul Dosso Fajti, richiamano in linea la brigata: il 252° che si accingeva in tal giorno a recarsi a Sdraussina, è inviato nelle trincee di terza linea del Pecinka.
Il 4 il III/251°, lanciato al contrattacco, riesce a riprendere le posizioni del Fajti (q. 432) cadute in mano al nemico. Esso perde 8 ufficiali e 292 militari di truppa.
Il 6 il 251°, rilevato in linea, è inviato a Sdraussina per riposare e riordinarsi.
Nelle notti sul 19 e sul 20 giugno la brigata sostituisce la “Pallanza” nel consueto settore del Fajti ed è da questa, a sua volta, sostituita nei giorni 4 e 5 luglio, ritornando nei baraccamenti di Sdraussina. Il 15 agosto ritorna in linea rilevando il 213° nel sottosettore Fajti. Il 19 l'azione ha inizio: i reggimenti hanno ciascuno due battaglioni in linea ed uno in rincalzo. Cessata la preparazione di artiglieria, le prime ondate avanzano e, sebbene ostacolate da violento fuoco di reazione, giungono fino all'altezza di q. 381 e del margine occidentale del “Dolinone”; ma l'intensificarsi del tiro di artiglieria, proveniente dal rovescio di q. 464 e di quello di mitragliatrici e fucileria obbliga i riparti avanzati a ripiegare.
Proiettati in linea i rincalzi, l'azione è ripresa più tardi con nuovo accanimento che riporta gli attaccanti sulle posizioni raggiunte la prima volta, ove però non possono sostare, perché esposti alle offese nemiche che li inducono ad un secondo ripiegamento, dopo aver perduto 41 ufficiali e 815 gregari.
Il 21 agosto la brigata, sostituita dalla “Lombardia” è ritirata in seconda linea, meno il III/251° che deve concorrere ad un attacco svolto dalla “Lombardia” durante il quale riesce a portarsi fino ad un centinaio di metri dinanzi alle nostre difese accessorie, ma deve presto ripiegare per il violento fuoco che lo investe.
Nei giorni 22 e 23, il 252° ritorna in prima linea a rinforzo di riparti della “Lombardia” ed esegue un'azione dimostrativa, mentre il III/251° passa a disposizione della “Pallanza”.
Il 24 la “Massa Carrara” è inviata a Romans ove accampa. Il 6 settembre è trasferita a Turriaco, alla dipendenza della 54a divisione, ove costituisce riserva di armata. Il 13 è inviata, su automezzi, ad Oleis (13a divisione) per compiere un intenso periodo di esercitazioni che dura fino al 22 ottobre, nel qual giorno è trasferita a Galliano.
Il 24, in seguito all'offensiva austro-tedesca, la “Massa Carrara” parte in autocarri per Brischis da dove è inviata al M. Matajur per assumere la difesa del tratto orientale della Stretta di Stupizza (53a divisione). Il 25 essa è schierata sul M. Nabruna. L'indomani, ricevuto ordine di ripiegare, si porta prima a Moinacco e poi a Beivars che raggiunge nelle prime ore del 27, schierandosi sulla destra del Torre fra Vergnacco e Rizzolo (25a divisione).
Il 28 riprende la marcia e, quale retroguardia della divisione, schiera il 251° - fronte ad est - lungo la strada Tricesimo - Casacco ed il 252° a nord nord-est di quest'ultimo paese. Il 29 si porta a S. Daniele del Friuli ed assume la difesa del ponte di Pinzano fino a che vi defluiscono le truppe del corpo d'armata.
Si schiera poi lungo il canale di Leda e più tardi è raccolta a Borgo Sacco con elementi schierati sulle antistanti alture. Il 30 passa il Tagliamento e prende posizione sulla destra del fiume prima nel tratto Valeriano - Fornaci di Privilegio (23a divisione) e poi quello Casa - Portoncicco.
Il 2 novembre la brigata concorre a sventare un tentativo nemico di passaggio del Tagliamento al ponte di Bonzicco. Il 4 riprende la marcia, il 5 raggiunge Rorai Piccolo e poi Francenigo, ove il 251° si dispone a difesa del ponte della Livenza.
Dopo un’ulteriore resistenza spiegata sulla linea Bibano - Gaiarine, il giorno 8 la brigata passa il Monticano, si ammassa a Vazzola e riprende la marcia verso il Piave, quando un nuovo ordine la rimanda sul Monticano per rioccupare il ponte di Vazzola e prolungarvi la resistenza già iniziata.
Il 252°, giunto per primo al paese di Vazzola, lo trova occupato da pattuglie nemiche che, dopo breve combattimento, volge in fuga.
Il 9 passa il Piave al ponte della Priula e raggiunge Povegliano donde prosegue, il giorno 11, per Caerano S. Marco. Il 16 novembre è trasportata in autocarri al M. Grappa (15a divisione) e l'indomani si schiera sulla linea: M. Asolone, Cason del Termine, M. Coston, M. Rivon, M. Grappa, M. Boccaor.
Nei giorni 19 e 20 i battaglioni II e III del 252° sono posti a disposizione della brigata Trapani ed inviati, rispettivamente, uno a difesa di Val Cesilla e l'altro sul Pertica.
Il I/252° intanto sposta la sua occupazione sulla linea q. 1576 - M. Meate - sbarramento di Val delle Mure. Nella notte sul 22 il nemico attacca le nostre posizioni sul M. Pertica e riesce, dopo viva lotta, ad occupare la q. 1549 producendo il parziale ripiegamento di alcuni riparti dei battaglioni II e III del 252°. La 6ª compagnia del 251°, portatasi da Cason di Val delle Foglie sulle pendici orientali di M. Coston, riesce ad arrestare l'attacco nemico occupando la linea immediatamente al di sotto della q. 1549.
Il 26 novembre una nuova sistemazione della fronte fa assumere alla “Massa Carrara” il seguente schieramento: il 251° da ovest del M. Grappa alle pendici orientali del M. Asolone; il 252°, fra il M. Grappa e la q. 1576. I due battaglioni del 252°, che hanno partecipato al contrattacco del 23 sul Pertica, rientrano al proprio reggimento e sono dislocati sul rovescio di M. Grappa.
Il 1° dicembre tutti i riparti arditi dei reggimenti partecipano ad un'azione contro la vetta del M. Pertica che viene occupata per quattro volte senza poterla mantenere a causa dell'intensa reazione avversaria.
Nei giorni 7 e 8 dicembre il 251° ed il 252° hanno il cambio, rispettivamente, dal 7° e dal 93° e si trasferiscono il primo in Val Manara ed il secondo in Val Damoro, ove sostituisce il 5° fanteria, dislocando un battaglione (II) sulla linea che va dalle pendici orientali di M. Asolone, per le quote 1487 e 1472, fino alle pendici occidentali di q. 1471.
La brigata passa alla dipendenza della 51a divisione. All'alba del giorno 11 il nemico, dopo intensa preparazione di artiglieria, risalendo da Val Cesilla, punta contro le quote 1458, 1476, 1471 e 1472 e dopo breve lotta, occupa la q. 1476 tenuta dal 57° fanteria e giunge fin presso la q. 1471 estrema destra del 251°. Continuando nella pressione gli attaccanti riescono a far cadere anche la q. 1478, minacciando di aggiramento, per Val delle Saline, il II/251°. E' lanciato al contrattacco il III/251° che opera da Val delle Saline verso le pendici orientali della q. 1476, mentre il I/252° attacca di fronte tale quota. Contemporaneamente i battaglioni II e III del 252° sono inviati verso la testata di Valle S. Lorenzo per arginare il dilagamento delle fanterie nemiche dal Col della Berretta.
L'azione del III/251° e I/252°, benché decisa ed energica, è ostacolata dall'intenso tiro ed è costretta a sostare in attesa di rinforzi. E' infatti spinto in linea, dalla testata di Val Damoro, il I/251° il quale assieme ad elementi del II battaglione dello stesso reggimento, che cerca intanto con ogni sforzo di contenere l'avanzata nemica verso le quote 1471 e 1472, riesce, con violenti corpo a corpo, lungo la dorsale che da M. Asolone scende a q. 1472, a riconquistare i tratti perduti ristabilendo la linea del 251° fino alla q. 1471. Le perdite di questa giornata sono, per la brigata, di 20 ufficiali e 553 gregari.
Il giorno 12 si esegue un contrattacco per scacciare il nemico dalle posizioni ancora in suo possesso. Sono messi a disposizione del 251° i battaglioni alpini Val Natisone, Val Tagliamento, M. Rosa, dei quali però solo il primo giunge in tempo alla testata di Val Damoro per partecipare all'azione.
Le disposizioni per l'attacco sono le seguenti: a destra il I/251° ed il battaglione Val Natisone dovranno puntare sul fianco destro nemico attaccando le falde sud e sud-est di q. 1466, mentre il II e III/251° dovranno mantenere ad ogni costo le posizioni di partenza; a sinistra i battaglioni I e II del 252° si dirigeranno frontalmente contro la q. 1476 dalla selletta di Casera Spallazzari, mentre il III ha il compito di tenere la linea di partenza paralizzando ogni contrattacco avversario. Dopo intensa lotta la contrastata q. 1476 è ripresa colla cattura di una trentina di prigionieri, ma poco dopo il nemico muove al contrattacco verso le quote 1458 e 1472.
La lotta si riaccende furibonda e le truppe della “Massa Carrara”, colpite da violento tiro che cagiona gravi perdite, (21 ufficiali e 597 gregari) sono costrette ad abbandonare la cresta della q. 1476 per trovare riparo sul suo immediato rovescio. Sopraggiunti più tardi i battaglioni alpini Val Tagliamento e M. Rosa viene operato un altro attacco che se non ha risultati di materiale importanza, vale a respingere i nuovi tentativi fatti dal nemico per ottenere ulteriori vantaggi.
Il 14 dicembre il 252°, sostituito dal 41°, si disloca nel sottosettore di destra della 2a linea di difesa da Osteria di Lepre a M. Asolone. Il 16 il 251° è inviato ad Olmo ed il 252° a Romano Alto per spostarsi il 18, il primo nella zona di Fellette, Cuor di Gesù e S. Zeno ed il secondo a La Sega. La brigata è assegnata alla 18a divisione ed il 27 passa alla 59a.

 

 

 

Torna su

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Anno 1918

Il 9 gennaio il 252° è inviato a Osteria Campo di Croce; l'indomani si porta ad Osteria del Poise sostituendo l’8° reggimento nel sottosettore del M. Pertica e dislocando il III battaglione allo sbarramento di Val Cesilla. L’11 il 251°, percorrendo lo stesso itinerario del 252° fino ad Osteria del Poise, sostituisce il 7° fanteria nella linea che dal M. Grappa, per il M. Rivon, M. Coston, Croce del termine, va a q. 1503 (66a divisione).
Il 14 gennaio ha luogo una nostra azione per completare la riconquista di M. Asolone; vi partecipa la “Massa Carrara” colle truppe (III/251° e III/252°), dislocate in Val Cesilla, col compito di portare avanti lo sbarramento fino a nord dell'antica linea (q. 1039); mentre quelle dislocate sul Pertica eseguono un attacco diversivo, allo scopo sia di spostare avanti l’ala sinistra del sottosettore, sia di profittare di ogni occasione per allargare l’occupazione del Pertica verso le sue pendici nord.
Le cattive condizioni del terreno e la neve caduta di recente consentono alle truppe di Val Cesilla uno sbalzo in avanti di 200 metri circa, mentre nel settore del Pertica le puntate contro le quote 1451 ed il costone a sud-ovest della q. 1549 si infrangono contro i tiri delle numerose mitragliatrici e contro folti reticolati. All'alba del 15 l’attacco è ripreso, ma la intensa reazione del nemico e l’efficienza delle difese passive non consentono un risultato pari allo sforzo compiuto ed uguale sorte hanno altri due tentativi di avanzata operati più tardi.
Il 17 la linea di sbarramento di Val Cesilla è portata avanti fino al costone che da q. 1461 scende nella valle e ivi la truppa si rafforza.
Il 19 la brigata ripassa alla dipendenza della 15a divisione, il 26 i due reggimenti si scambiano le relative posizioni e nei giorni dal 28 al 31 la brigata, sostituita dalla “Modena”, scende a riposo fra Borso e Liedolo (59a divisione).
Nei giorni 14 e 15 febbraio è inviata nella zona fra M. Oro, Colli Vecchi e M. Meda e dal 28 febbraio al 1° marzo rileva la “Bologna” sulla consueta fronte del Pertica e dello sbarramento di Val Cesilla. Dopo un mese di linea, durante il quale, i riparti si alternano sulle relative posizioni senza poter svolgere altre attività se non quella di pattuglie a causa delle cattive condizioni climatologiche, la “Massa Carrara”, sostituita dalla “Pesaro”, ritorna a riposo fra Borso e S. Eulalia. Fra il 14 ed il 15 aprile è ancora trasferita nella zona M. Oro - Colli Vecchi ove alterna lavori di sistemazione ed esercitazioni tattiche.
Nella notte dal 3 maggio la brigata è destinata nel settore orientale del M. Grappa al posto della “Cremona”; essa schiera il 252° in prima linea sulla fronte q. 1581 - C. Tasson - Malga Valpore di Fondo ed il 251° in seconda linea. Dal 10 al 12 maggio i due reggimenti si avvicendano nelle rispettive posizioni.
Due pattuglie nemiche che, il giorno 18, tentano di irrompere nella nostra linea una di fronte a Cà Tasson e l’altra di fronte al Roccolo, sono entrambe respinte.
Nei giorni 22 e 23 i reggimenti si sostituiscono di nuovo.
Negli ultimi tre giorni di maggio la brigata, rilevata dalla “Modena”, ritorna a riposo nelle consuete località di Val dei Lebbi, Colli Vecchi e S. Eulalia.
Il 15 giugno, sferratasi l’offensiva nemica, il 251° è posto alla dipendenza della brigata Cremona, mentre il 252°, che ha già il III battaglione alla testata del Grappa ed il II sulla linea avanzata del settore orientale, ha il compito di rioccupare la q. 1581 caduta in mano del nemico.
All’alba del giorno 16 il compito è assolto e la quota è in nostro possesso. Il risultato favorevole consiglia la rioccupazione della vecchia linea Cà Tasson - Malga Valpore di Fondo, contro la quale opera il II/252° tentando ripetute volte di raggiungerla ma, ostacolato da intensa reazione, non può che realizzare scarsi vantaggi, riuscendo peraltro a catturare prigionieri.
Il 18 il comando di brigata, al quale il giorno 15, poiché restato temporaneamente senza truppa, era stato commesso il compito di organizzare la difesa arretrata della zona del Grappa, sostituisce quello della “Modena” nel settore orientale. Con successivi movimenti avvenuti nei giorni 19 e 20, il 21 la “Massa Carrara” risulta schierata col 252° sulla linea avanzata del Grappa da q. 1507 per Val dei Pez fino a Valpore di Fondo ed il 251° su quella di cresta. Per la nostra controffensiva essa ha per compito: nel settore ovest la conquista del M. Pertica ed Osteria del Forcelletto fino a Colle della Martina, in quello est la riconquista di q. 1503 del Roccolo. Assolve il primo a sinistra una colonna composta dal I/252° e da un battaglione del 41°, il secondo a destra i battaglioni II e III del 252°.
Sferrato, il 24 giugno, l'attacco il I/252°, con risoluto ardimento, occupa di sorpresa la cima del Pertica (q. 1549) raggiungendo il costone nord della quota stessa, mentre il battaglione del 41° cerca di affiancarsi a sinistra sul costone compreso fra le quote 1451 e 1549. Il nemico, presidiati i suoi appostamenti, ostacola i movimenti dei due battaglioni che avanzano ugualmente e riescono solo a sistemarsi nella vecchia trincea del Pertica, ma più tardi i riparti avanzati hanno ordine di ripiegare nella retrostante linea dei capisaldi e l’operazione si compie senza che il nemico se ne avveda.
Intanto la colonna di destra, diretta contro la q. 1503, la occupa catturandone i difensori e resiste ad un primo contrattacco, ma un secondo, operato in forze e preparato con violento tiro la obbliga a ripiegare nella linea di partenza dopo aver perduto 10 ufficiali e 158 gregari.
Dopo un avvicendamento fra i vari battaglioni della brigata, il 6 luglio il I/252° ritenta l'occupazione della q. 1503 e per tre volte riesce a raggiungerla ma altrettante è costretto ad abbandonarla a causa del tiro di artiglieria e di bombarde del nemico.
Il 7 l'operazione è ripresa dal II/252° che anch'esso raggiunge per due volte la q. 1503 catturando prigionieri ed armi, ma è obbligato ad abbandonarla per la intensa reazione.
La quota però è conquistata il 15 luglio da una speciale colonna della quale fanno parte i riparti arditi della brigata. Questa dal 16 al 21 si trasferisce a Bressanvido per un periodo di riordinamento e di riposo che dura fino al 18 agosto, allorché inizia il trasferimento nella zona di Mussolente, ove giunge il 20. Nei giorni dal 24 al 27 ritorna nella zona fra S. Eulalia (251°), Colli Vecchi e Conca Poise (252°) ove concorre a lavori di sistemazione.
I plotoni arditi reggimentali partecipano ad una azione che riparti del 42° compiono il 16 settembre, con esito favorevole, contro la q. 1443 che il nemico contrattacca il 18 ed il 19 ma è respinto dal I/251° chiamato in linea. Questo battaglione, che ha perduto 9 ufficiali e 170 militari di truppa, è sostituito il 20 dal II/41°.
Nei giorni dal 23 al 27 la brigata rileva la “Modena” nelle consuete posizioni del M. Grappa.
Il 4 ottobre i plotoni d'assalto dei due reggimenti tentano, contro la q. 1443, un’azione di sorpresa che viene casualmente a coincidere con un attacco sferrato di sorpresa dal nemico contro le posizioni di M. Val dei Pez e non ha quindi l'esito desiderato. Il colpo di mano è ritentato, il 17, dal plotone di assalto del 252° che raggiunge la quota ma deve abbandonarla per la intensa reazione.
Il 24, sferrata la nostra offensiva finale, alla “Massa Carrara” è commessa, in primo tempo, un’azione sussidiaria con obbiettivo la conquista del costone q. 1443, q. 1413 e q. 1337. Operano il III/252° ed i plotoni di assalto della brigata che devono arrestarsi dinanzi alle intatte difese passive ed al tiro di numerose mitragliatrici. Il 25 ritenta la prova il I/252° e nei giorni 26 e 27 il II/252°, ma il risultato è negativo, tanto è accanita la difesa nemica su quella posizione. Nei giorni successivi fino al 30 il 252° esegue continue azioni di pattuglie. Il 31 l'attacco contro la contrastata q. 1443 e la q. 1413 è ripreso: vi concorre il XVIII riparto di assalto, il II/251° e tutto il 252°. Questa volta il nemico è travolto e gli attaccanti dilagano in Val delle Bocchette puntando su M. Prassolan. Anche questo obbiettivo è raggiunto: il I/252° ed il II/251°, seguiti dal II e III del 252°, puntano su M. Menaor, lo occupano catturandone il presidio e incalzano il nemico lungo la dorsale Col Zaloppa, M. Fredina, Col di Baio, M. Roncone. Quest'ultimo è occupato dal 252° e dal II/251°, mentre la 6ª compagnia del 251° percorre il fondo Val Stizzon, oltrepassa Seren ed occupa il paese di Rasai catturando 240 prigionieri.
L’eroica condotta del 252° gli procura la medaglia di bronzo al valor militare.
Il 1° novembre l’avanzata prosegue verso Arten e Fonzaso, che viene occupato dopo vivo combattimento avvenuto alle sue porte con le retroguardie nemiche. Mentre il resto della brigata sosta nelle posizioni raggiunte, il 2 il III/251° procede ed occupa M. Avena, il 3 raggiunge Ponte della Sezza.
La brigata riprende, il 3 stesso, la marcia verso Fiera di Primiero e all'armistizio “Badoglio” essa trovasi col 251° ad Imer e col 252° a Mezzano.

 

Torna su