Albo d'oro Caduti del Lazio nella prima guerra mondiale 1915 - 1918


BRIGATA "MESSINA"

(93° e 94° Fanteria)

Mostrina

Sede dei reggimenti in pace: 93° Fanteria, Ancona - 94° Fanteria, Fano

Distretti di reclutamento: Brescia, Caltanissetta, Frosinone, Genova, Novara, Padova, Verona

 

anno 1915

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Anno 1915

La brigata, partita per la zona di guerra, trovasi il 26 maggio nei pressi di Palmanova, alla dipendenza della 13a divisione.
Nella notte sul 5 giugno passa l’Isonzo puntando sugli obiettivi assegnatile: S. Canziano - Fornace, che raggiunge verso sera senza venire a contatto col nemico.
Il 9 giugno, oltrepassato il canale Dottori, attacca risolutamente la Rocca di Monfalcone e la occupa: l’azione è contrastata soltanto dal fuoco dell’artiglieria nemica; i reparti si rafforzano sulle posizioni raggiunte, mentre pattuglie inviate in ricognizione riferiscono che il nemico è fortemente trincerato lungo le alture di Monfalcone (quote 77 - 85 - 121 - M. Debeli - M. Cosich).
Il 13 e 14 giugno compie ripetuti tentativi per impadronirsi delle linee nemiche di q. 121, ma i robusti reticolati, le trincee fortemente presidiate e l’intenso fuoco d’artiglieria rendono impossibile qualsiasi progresso. Il 15 giugno, la "Messina" sostituita in linea, si trasferisce nei pressi di S. Canziano, in riserva di Corpo d’Armata.
Nel giugno, partecipa alla prima fase delle operazioni che la 13a divisione svolge per la conquista del M. Cosich - M. Debeli - Vrh col solo 94° fanteria, trasferitosi nella notte sul 23 in linea sul rovescio delle alture di Monfalcone, tra la Rocca e q. 61.
Il mattino del 23 due compagnie (6a ed 8a) del II battaglione tentano risalire il Cosich, ma fatte segno sul fianco destro a intenso fuoco d’artiglieria nemica non possono proseguire.
Le operazioni subiscono quindi una sosta su tutta la fronte della divisione per far precedere una più intensa preparazione d’artiglieria e sono riprese la notte sul 30 giugno.
La brigata, che in questa nuova fase della battaglia ha in prima linea anche il 93°, schieratosi il 26 giugno alla destra del 94° tra la Rocca e q. 98, deve espugnare il tratto di linea nemica M. Debeli - M. Cosich. Al mattino del 30 ondate d’attacco muovono contro gli obiettivi, ma appena giunte nel valloncello di Selz, sono accolte da intenso fuoco di artiglieria e mitragliatrici; anche i rincalzi prontamente inviati subiscono la stessa sorte ed i reparti sono costretti a ripiegare sulle trincee di partenza. Nei giorni successivi fino al 17 luglio sono rinnovati con tenace costanza altri vigorosi tentativi di attacco, ma con esito ancora negativo.
Il 18 luglio si riprende l’azione generale contro il tratto q. 70 - M. Cosich; alle 5 del 19 reparti del 94°, con audacia e slancio, riescono a balzare nelle trincee nemiche di q. 70, ma per poco ne tengono il possesso, perché il violento fuoco delle mitragliatrici austriache del M. Cosich ed un poderoso contrattacco costringono i nostri a ripiegare.
Il mattino del 21 il III/93° insieme a reparti del 17° fanteria con azione di sorpresa rioccupa le posizioni di q. 70 e vi si rafforza; ma nelle prime ore del giorno successivo il nemico reagisce con un furioso bombardamento che costringe il battaglione a ripiegare sulla trincea di partenza, dopo aver subito rilevanti perdite: 45 ufficiali e 1064 militari di truppa.
Seguono, sulla fronte presidiata dalla brigata, giornate di relativa calma.
Dall’11 agosto i reggimenti si alternano nel presidio del tratto fra q. 59 e la Rocca di Monfalcone; il 21 agosto la brigata, ricevuto il cambio, si trasferisce a Jalmicco (Palmanova).
Segue un periodo di riordinamento e riposo trascorso in varie località delle retrovie del medio Isonzo fino al 29 ottobre allorché la brigata, passata alla dipendenza della 7a divisione, si trasferisce a Pusno ed il 31 trovasi schierata nel settore di S. Maria e S. Lucia.
Il 6 novembre la "Messina", tornata alla dipendenza della 13a divisione, esplica azioni dimostrative a mezzo di pattuglie e respinge attacchi nemici di lieve entità. I reparti si alternano nel servizio di trincea nel settore di Kozmarice (sud di S. Lucia) compiendovi tormentati periodi, sino alla fine di dicembre.

 

 

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Anno 1916

Fino alla fine di gennaio la brigata presidia la fronte Kozmarice - Doblar. Il 1° febbraio l’occupazione è portata sulla linea di resistenza e la "Messina" ne presidia il tratto: Jesenjak - q. 631 - Cemponi - Cukli Vrh - Krad Vrh - Doblar.
Il 27 maggio, passata alla dipendenza della 7a divisione, allarga la sua fronte verso destra presidiando col 93° il tratto di linea Doblar - Ronzina - S. Peter - Colenca.
Così dislocata trascorre un periodo di relativa calma alternando i reparti in trincea senza speciali avvenimenti fino al 23 novembre. Frattanto dal 9 al 31 agosto due suoi battaglioni (II/94° e III/93°), inviati nel settore di Plava alla dipendenza della 3a divisione, sono impiegati nel sottosettore di Zagora a rincalzo di altre unità operanti per l’attacco del M. Kuk; ai primi di settembre rientrano al proprio reggimento.
Il 3 settembre il I/93° viene distaccato, alla dipendenza del I Gruppo alpino, nel settore di M. Nero, ove prende parte a lavori di rafforzamento e concorre unitamente ai battaglioni alpini ad alcune operazioni contro la linea Vrsik - Javorcek. Il 30 ottobre rientra al reggimento sulla fronte di Doblar.
Il 24 novembre la brigata, ricevuto il cambio, si porta a Villanova dell’Iudrio per un periodo di riposo alla dipendenza della 12a divisione.

 

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Anno 1917

Il 1° gennaio la brigata entra in linea nel settore della Vertoiba sulla fronte q. 102 - q. 95 - Sober e vi rimane fino al 25, passando poi a riposo nella zona Moraro - Villanova di M. Fortin.
Il 27 febbraio ritorna in prima linea, alla dipendenza della 7a divisione, nel settore Vertoiba - Merna. Il 3 marzo il nemico sull’imbrunire, attacca la fronte Casa Nota - Vertoibizza - Casa Avanzata presidiata dal I/94°, accompagnando la sua fanteria con intenso fuoco di artiglieria. In un primo tempo gli attaccanti sono respinti, ma, tornati all’assalto, riescono poco dopo a penetrare nelle nostre sconvolte trincee.
I reparti della "Messina" con immediato contrattacco e con lotta corpo a corpo ricacciano definitivamente il nemico che lascia nelle nostre mani 29 prigionieri.
I reggimenti il 24 marzo hanno il cambio e si trasferiscono a Moraro in riposo; tornano in prima linea il 23 aprile sulla fronte Vertoiba - Merna trascorrendovi un periodo di calma relativa fino al 3 maggio.
La brigata il 7 maggio, nuovamente in linea alla dipendenza diretta dell’VIII Corpo d’Armata, è schierata tra il T. Corno e la Vertoibizza (tratto q. 165 - q. 174 ovest) ed il 14, alla nostra ripresa offensiva generale, che tende ad ampliare l’occupazione ad oriente di Gorizia, avanza decisamente, in stretto collegamento col VI Corpo d’Armata a nord e colla 48a divisione a sud, verso le posizioni di Tivoli q. 163, raggiungendo con indomita energia e dopo dura lotta le prime linee nemiche di q. 174 est col 94°, mentre il 93° si porta di slancio a Casa Vulcano, arrestandosi all’altezza del margine ovest del bosco di Panovizza. Nella giornata del 15 il nemico, con violenti e ripetuti contrattacchi tenta riconquistare le posizioni perdute, ma inutilmente poiché il valore e la tenacia dei reparti della brigata, rinforzata da due battaglioni dell’8° fanteria, respingono ogni sforzo del nemico, che complessivamente perde circa 1000 prigionieri e molto materiale bellico.
Nella notte sul 16 maggio la brigata, sostituita in linea, si trasferisce nei baraccamenti di Pubrida (Cormons) per riordinarsi; il 18 maggio si sposta a Spessa (Cormons) alla dipendenza della 11a divisione ed il 26 si disloca a S. Martino di Quisca alla dipendenza della 49a divisione.
Nelle operazioni del maggio, essa ha perduto 54 ufficiali e 1317 uomini di truppa.
Dal 31 maggio all’agosto la brigata, alla dipendenza della 24a divisione prima e quindi della 11a, alterna i battaglioni nel servizio di trincea nel settore di S. Caterina, senza avvenimenti di speciale importanza, intercalando nel detto periodo due turni di riposo nei dintorni di Medana (22 giugno - 18 luglio; 9 - 16 agosto).
Dal 17 al 19 agosto tutta la brigata si porta in linea lungo le pendici occidentali del M. S. Gabriele (tratto q. 352 nord - Vallone di q. 280) ed è pronta ad attaccare le posizioni: sella di Dol e le cosidette "Rocce Bianche" del M. S. Gabriele.
L’azione ha inizio il 24 agosto e la prima linea nemica della sella di Dol è conquistata da nuclei di arditi del 94° fanteria. Il 25 agosto l’attacco prosegue contro le linee del Veliki Krib, che sono anch’esse raggiunte con slancio dal 94°; però nel pomeriggio violenti e poderosi contrattacchi nemici costringono il reggimento a ripiegare sulle posizioni della sella del Dol. Il 27 agosto il III/93° dopo lotta violentissima riesce a raggiungere e mantenersi sul Veliki Krib (q. 526), a pochi metri dalle linee nemiche, respingendo tutti i numerosi tentativi operati con vigore dal nemico per la ripresa delle posizioni.
Il 28 agosto, dalle linee raggiunte sul Veliki, il III e IV/93° rinforzati dal II/67°, dopo accanita lotta riescono a catturare gli ultimi difensori del Veliki (circa 200) e procedendo con ammirevole slancio verso il M. S. Gabriele raggiungono la q. 552. Verso sera le truppe che hanno tenacemente resistito ai numerosi contrattacchi, sono obbligate a ripiegare sulle posizioni di partenza.
Nei giorni successivi i reparti tentano nuovi attacchi contro gli stessi obiettivi ma con pochi progressi data la forte e viva resistenza nemica.
Il 31 agosto la brigata sostituita, ad eccezione del I/93°, che rimane in linea fino al 5 settembre, si porta a Cerovo per riordinarsi e riposare, trasferendosi ai primi di settembre nei pressi di Cà delle Vallade.
In queste azioni della seconda quindicina di agosto le perdite sommano a 60 ufficiali e 1605 uomini di truppa.
In seguito alla situazione creatasi sulla fronte Giulia, la brigata, che dipende dalla 23a divisione, nella sera del 27 ottobre da Cerovo per Ipplis e Gagliano ripiega verso il Torre, schierandosi tra S. Bernardo e Rizzolo.
Dopo avere sostenuto combattimenti di retroguardia, nel pomeriggio del 29 prosegue in direzione del Tagliamento, oltrepassandolo nelle prime ore del 30 ottobre al ponte di Pinzano e prendendo posizione sulla riva destra nei pressi di Valeriano.
Il 31 ottobre si sposta a sud di Spilimbergo sino a schierarsi sulla fronte Cosa - Pozzo - Aurava - Postoncicco - Valvasone.
Nel pomeriggio del 4 novembre il 93° estende la sua vigilanza sull’intera fronte Cosa - Valvasone e costituisce retroguardia del XXVIII Corpo d’Armata. Il 94° può così ripiegare in direzione della Livenza, accampando a Francenigo in riserva divisionale; prosegue poi per S. Michele di Ramera e l’8 novembre oltrepassa il Piave, portandosi a Ponzano Veneto.
Nella notte del 6 anche il 93° ripiega dal Tagliamento, raggiunge la riva destra della Livenza tra Brugnera e Francenigo. Respinte su questa nuova fronte pattuglie nemiche che tentano passare il fiume, nel pomeriggio del 7 si schiera dietro il T. Resteggia e nella giornata dell’8 dietro il Monticano. Nella notte sul 9 prosegue verso il Piave, che oltrepassa al ponte della Priula, portandosi ad Istrana, ove si riunisce al 94° proveniente da Ponzano Veneto.
Dopo un breve periodo di riordinamento nei pressi di Bassano, il 21 novembre la "Messina" entra in linea sulle difese avanzate dal M. Grappa (V. Cesilla - M. Pertica - M. Grappa - M. Coston). Il nemico cerca nei giorni successivi, con ripetuti attacchi e con intense azioni di fuoco d’artiglieria, di scuotere la solidità della difesa che resiste tenacemente.
Il 26 novembre un battaglione del 94°, inviato in rincalzo della brigata Aosta, concorre con essa ad un brillante contrattacco operato in direzione del Col della Berretta.
Nella notte dal 7 all’8 dicembre il 93°, sostituito in prima linea, si trasferisce in riserva sul rovescio del Grappa e la brigata passa alla dipendenza della 66a divisione. La situazione ora si stabilizza ed i reparti si alternano nel servizio di prima linea senza altri avvenimenti notevoli fino al termine dell’anno.
Le perdite di queste ultime azioni sono di 21 ufficiali e 1160 uomini di truppa compreso un forte numero di dispersi.
Per le azioni nel settore di Monfalcone, S. Lucia di Tolmino, Vertoibizza, Bainsizza, M. Grappa, negli anni 1915 e 1917, le bandiere dei reggimenti furono decorate della medaglia di bronzo al valor militare.

 

 

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Anno 1918

La brigata fino al 19 gennaio rimane in linea nel consueto settore del Grappa, poi scende a riposo nei pressi di Bassano ed il 21 passa alla dipendenza del XXVII Corpo d’Armata trasferendosi nella zona Vegra - Camazzole.
Il 14 marzo spostatasi nella regione del Montello, entra in linea nel settore di Cornuda di nuovo alla dipendenza della 66a divisione, alternando i reggimenti nel servizio di trincea nel tratto del Piave: Crocetta - Rivasecca - Barche. Si susseguono così vari turni di trincea senza altri avvenimenti notevoli.
Nel settore presidiato dalla brigata l’offensiva austriaca si manifesta il 15 giugno solo con azioni d’artiglieria e nei giorni seguenti la situazione a poco a poco diventa normale.
Il 22 giugno la brigata, ricevuto il cambio, si porta in posizione di attesa nella zona Maser - Coste - Crespignaga a disposizione della 51a divisione che combatte sul Montello: ma avendo il nemico ripiegato oltre il Piave, non è impiegata attivamente e rimane in riposo nella zona stessa sino al 10 di luglio, allorché i reggimenti riprendono a turno il consueto servizio nelle trincee del settore di Cornuda e vi rimangono fino al 4 ottobre, trascorrendo un periodo di relativa calma.
Per la battaglia di Vittorio Veneto, il XXVII Corpo d’Armata, dal quale dipende la brigata Messina, ritornata alla dipendenza della 66a divisione, deve tentare il passaggio del Piave a monte di Fontana del Buoro e procedere a vigorosa offensiva.
La brigata viene ammassata nei pressi di Capodimonte (Montebelluna), pronta a passare il Piave a mezzo di una passerella da gettarsi in corrispondenza di S. Urbano. La giornata del 25 trascorre nei preparativi per il passaggio del fiume; nella notte sul 27 il III/93° inizia il passaggio sulla passerella costruita sul primo filone d’acqua, ma per l’impetuosità della corrente, a causa delle recenti piogge, la passerella è travolta, e vani riescono i ripetuti tentativi per traghettare le truppe a mezzo di barche. I reparti allora prima dell’alba, vengono fatti retrocedere in adatta località al coperto nei pressi di S. Urbano.
Fallito così il tentativo di passaggio, all’alba del 27 elementi del XXVII Corpo d’Armata riescono ugualmente a portarsi sulla sinistra del fiume, transitando parte sul ponte di Pederobba e parte sul ponte B, ceduto per il passaggio dal XXII Corpo d’Armata.
Passano su quest’ultimo ponte, malgrado l’intenso tiro delle artiglierie austriache, l’intera brigata Cuneo (7° e 8°) e solo tre compagnie del 94°.
Gli altri reparti della "Messina" rimangono in attesa sulla sponda destra del Piave, poiché il ponte viene rotto in più punti dal tiro di artiglieria e per tutta la giornata non è possibile effettuare passaggi.
La brigata Cuneo e le tre compagnie della "Messina" passate sulla sinistra del fiume, si lanciano, appena raccolte, all’attacco, e, sfondata la prima e seconda linea austriaca, proseguono, sotto fuoco violento, sino alla fronte Moriago - sud Mosnigo - C. Paludotti - Rivalta, ove resistono tenacemente per tutta la giornata ai numerosi contrattacchi sferrati dall’avversario, specialmente contro gli abitati di Moriago e di Mosnigo.
Il mattino del 28 una compagnia del 94° entra in Mosnigo mentre le altre guadagnano anch’esse terreno. A sera le truppe avanzano ancora verso Bosco e Vidor, spingendo successivamente reparti alla conquista delle alture di Vidor, per facilitare il gittamento di un ponte.
Nelle prime ore del 29 gli obiettivi sono raggiunti: il I/94° occupa le alture di Abbazia, e due battaglioni dell’8° il Castello e le alture a nord di Vidor fino a Colbertaldo, rendendo possibile il gittamento del ponte.
Il 29 ottobre i battaglioni della brigata, rimasti sulla destra del fiume, ne iniziano il passaggio sopra il ponte riattato all’altezza di Fontana del Buoro senza essere più disturbati dal fuoco nemico, mentre il II/94° ed uno dell’8° reggimento raggiungono Colbertaldo. La 66a divisione è così tutta sulla sponda sinistra del Piave; la "Messina" prosegue puntando su Col S. Martino che viene raggiunto a tarda notte e la "Cuneo" avanza in direzione di est portandosi con le estreme punte al torrente Soligo tra Follina e Soligo.
La resistenza nemica è infranta; gli austriaci ripiegano nella conca Bellunese.
Alle ore 5 del 30 ottobre è raggiunta la linea Premaor - Pedeguarda ove i reparti si riordinano. La brigata quindi riunita a Campea, attende a lavori stradali, ed ivi si trova alla cessazione delle ostilità.

 

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