Albo d'oro Caduti del Lazio nella prima guerra mondiale 1915 - 1918


BRIGATA "MILANO"

(159° e 160° Fanteria)

Mostrina

Costituita il 1° marzo 1915: il Comando di Brigata ed il 159°, formato fin dal 22 novembre 1914, dal deposito del 68° Fanteria; il 160°, costituito fin dal gennaio 1915, dal deposito del 78° Fanteria

 

 

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Anno 1915

Il 24 maggio la brigata è radunata nei pressi di Gussago (35a divisione). Dopo successivi trasferimenti per via ordinaria, il 10 giugno giunge nella zona di Sarcedo, ove sosta fino ai primi di luglio; il 3 è inviata fra Camisino e Piovene continuando fino alla metà di agosto il periodo di allenamento e di istruzioni intrapreso.
Il 16 di detto mese, il 159° è inviato a Laghi e Peralto a disposizione della 9a divisione, mentre il comando di brigata ed il 160° raggiungono Velo d'Astico e Seghe (V corpo d'armata) e vi permangono fino al 29 settembre, nel qual giorno sono trasferiti a Tonezza.
Il 7 ottobre il 160° invia due battaglioni a Forcella Melignone ed il terzo a Cima Valbona; il 13 la brigata è riunita a dà il cambio alla "Novara", al XVII battaglione bersaglieri ed al battaglione Vicenza sulla fronte: Malga II Posto - Termine 4 - Soglio d'Aspio (159°) e Malga Prà Bertoldi - Malga Pioverna Alta (160°) (9a divisione).
Il 18 ottobre la "Milano" ha ordine di riprendere le operazioni contro le posizioni nemiche della linea Plaut - Bocca Val Orsara - Durer, la cui resistenza era stata fortemente scossa dalle azioni svolte da altri reparti nei giorni dal 3 all'8 ottobre. Il compito assegnatole è quello di sfondare, con parte delle sue truppe, il centro della linea di difesa, dilagando poi sul suo rovescio, mentre gli altri suoi riparti parano attacchi avversari provenienti dal Durer e da Malga II Posto. Attende alla prima parte del detto compito il 160° che deve puntare contro il trincerone di q. 1719 e q. 1653 e, avutane ragione, rivolgersi verso nord per prendere di rovescio la linea q. 1653 - Durer. Il 159° invece deve impegnare il nemico sulla fronte Durer - Malga II Posto ed in caso di contrattacco sorvegliare lo sbocco dei Fiorentini. Il 19 ottobre, cessata la preparazione di artiglieria, mentre il 159° svolge l'attacco dimostrativo sulla fronte assegnatogli, il 160° tenta ripetuti attacchi, che s'infrangono tutti contro i reticolati sorvegliati da fuoco di mitragliatrici e fucileria.
Rinforzato più tardi da un battaglione del 153° e da due compagnie del 159° ritenta, nella notte sul 22, l'attacco, ma l'esito è parimenti negativo.
Dopo una sosta di due giorni, la brigata inizia un'energica azione dimostrativa per aiutare la 34a divisione impegnata a fondo nel suo settore. Il 25 i riparti rientrano nelle loro posizioni persistendo nelle azioni di pattuglia.
Le perdite dal 18 al 25 ottobre ammontano a 30 ufficiali e 680 militari di truppa. La brigata ripassa alle dipendenze della 35a divisione.
Le condizioni climatologiche consigliano, dal primo dicembre, di lasciare in linea un sol reggimento alternandolo con l'altro in riposo tra Tonezza - Seghe di Velo e Cogollo.

 

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Anno 1916

La brigata, sostituita dalla "Cagliari" dal 26 al 29 febbraio, è inviata, il 2 marzo, fra Smast - Ladra e Libussina ed il giorno successivo schiera il 159° sul Mrzli (8a divisione) rilevandovi riparti della "Salerno". Fino al 28 maggio i reggimenti si alternano nelle posizioni suddette senza compiere alcuna azione importante, oltre quella dell'8 aprile diretta all'occupazione delle posizioni avversarie antistanti al "trincerone" del Mrzli che la reazione del nemico non consente di mantenere.
Nei giorni 30 e 31 maggio la brigata è inviata ad Azzida donde prosegue, nei primi due giorni di giugno, per S. Gottardo (13a divisione). Il 4 è trasferita in ferrovia da Udine a Padova e poscia a Tremignon.
Il 9 giugno raggiunge la zona di Primolano (XX corpo d'armata), il 14 quella di Enego ed il 16 è inviata, quale riserva divisionale, a M. Brustolae. Il 17, durante un'offensiva del XX corpo d'armata, il II/160° agisce, con un attacco alla baionetta, contro Malga Ronchetto mentre i battaglioni I e II del 159° si schierano in prima linea al Roccolo Astoni. Il 160° costituisce riserva divisionale. Iniziatosi, il 18 giugno, l'attacco contro le posizioni del Roccolo Astoni, il 159° raggiunge i reticolati avversari che ne arrestano lo slancio, ma, apertosi un varco, l' 8a compagnia ritenta la prova, occupando una trincea nemica che un contrattacco avversario in forze obbliga, il giorno seguente, ad abbandonare. L'azione contro il citato Roccolo ed il Cimone è ripresa il 20, ma non si riesce ad allargare il varco già praticato nelle difese accessorie. Le compagnie 2a e 3a  soffrono molte perdite senza poter conseguire vantaggi sensibili (in complesso le perdite ammontano a 38 ufficiali e 800 militari di truppa).
Il 25 la brigata, avuto sentore che il nemico ripiega, spinge i suoi battaglioni a M. Sbarbatal e punta al M. Cimone che occupa il 26. Il 27, per la mulattiera di Val di Nos, si dirige col 159°, che è stato sostituito in linea dal 160°, verso M. Zebio, contro il quale, nei giorni 28 e 29, si accaniscono i riparti in reiterati attacchi che non valgono a scuotere la tenace resistenza del nemico; alle precedenti perdite si aggiungono quelle di 9 ufficiali e 245 gregari.
Il 6 luglio l'azione è ripresa: la 5a e 6a compagnia del 159° e la 12a del 160°, in un eroico slancio, raggiungono la trincea nemica catturando 350 prigionieri. Il 7 luglio la "Milano", sostituita dalla "Barletta", è inviata nella Valle di Campomulo, quale riserva di corpo d'armata.
Ripresa l'azione per la conquista delle quote 1673 e 1706 di M. Zebio, il 159° sostituisce, il 19 luglio, in prima linea il 14° reggimento bersaglieri, mentre il 160° è raccolto a Passo Stretto in riserva divisionale. Il giorno 22 i riparti attaccanti tentano per tre volte la conquista delle posizioni avversarie, ma altrettante sono arrestati dalla reazione nemica. Anche il 23 i tentativi sono ripresi, ma con esito sempre negativo. Ritratta in seconda linea il 25, la brigata è inviata, il 28, a Malga Ronchetto a disposizione del comando delle truppe dell'Altopiano.
Il 7 agosto è trasferita a Primolano (XX corpo d'armata), ed il 10 fra Cittadella e Fontaniva, da dove è trasportata, in ferrovia, a S. Giovanni di Manzano e Cormons per raggiungere, il 12, la zona di Cerovo Basso, quale riserva del VI corpo d'armata. Il 14 agosto il 159° è inviato a Gorizia (24a divisione) mentre il comando di brigata ed il 160° raggiungono il paese di Peuma. Destinata in prima linea, il 20 agosto sostituisce la "Abruzzi" sulla fronte che dalla strada di Rusic va al torrente Corno, ove resta un mese, alternando i lavori di sistemazione difensiva con frequenti azioni di pattuglie. Il 22 settembre è rilevata a sua volta dalla "Abruzzi" ritornando a Cerovo Basso. Il 18 novembre la brigata è inviata nella zona di Cerovo - Medana - S. Floriano, da dove parte, il 18, per sostituire la "Abruzzi" nella consueta fronte e con essa si alterna sino alla fine dell'anno.

 

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Anno 1917

Il 10 febbraio, mentre la brigata fruisce di un turno di riposo fra Cerovo - S. Floriano e Medana, gli avvenimenti in corso per la conquista della q. 166 impongono il suo graduale invio in linea. Difatti, il 10 stesso, il comando del 159° ed i suoi battaglioni I e II sono inviati a Gorizia ed a q. 85 a disposizione del comando del VI corpo d'armata. Il giorno successivo due battaglioni del 160°, I e III, col comando del reggimento, sono inviati sulla sinistra dell'Isonzo nella località "al Ponte". Conquistata la q. 166 da due compagnie del 57°, il 12 sono destinate a sostituirle nella nuova posizione le compagnie 10a e 11a del 160°.
Il giorno 13 tutta la brigata rileva in linea la "Abruzzi" e si accinge ad un alacre lavoro di sistemazione delle trincee sconvolte dalla recente azione.
Il 16 marzo la "Milano" è sostituita dalla "Abruzzi" colla quale dopo un mese si scambia. Il 27 aprile, rilevata dalla "Emilia", è inviata a Valerisce. Il 6 maggio, in previsione di una nostra azione offensiva sul M. S. Gabriele, la brigata è inviata in prima linea, ove schiera il 159° da q. 166 alla strada Rusic - S. Troijco ed il 160° da detta strada al Laghetto della Fornace. Il 14 maggio, cessata la preparazione di artiglieria, le colonne attaccanti muovono con risolutezza all'attacco e sorpassano la q. 100 del M. S. Gabriele, ma il nemico, con violento fuoco di mitragliatrici abilmente postate in caverne e sfuggenti al nostro tiro di distruzione, rende impossibile l'accorrere dei rincalzi e dei collegamenti. I riparti che hanno raggiunto la citata q. 100 impegnano una lotta corpo a corpo coi difensori catturandone una trentina, ma il tiro sempre più violento consiglia di ripiegare nelle posizioni di partenza. Il 15 l'azione contro q. 100 è ripresa: agisce il 120° rincalzato dal 160°, mentre il 159° opera verso la q. 166. Gli attacchi sono con violenza ritentati nei giorni 15 e 16 maggio, ma la reazione avversaria non consente vantaggi adeguati alle perdite che sono, per la brigata, di 40 ufficiali e 1600 gregari. Il 17 maggio è inviata a Cerovo per riordinarsi; il 25 raggiunge S. Martino di Quisca ed il 26 prosegue per Zagomila, ove il comando di brigata assume la difesa della Selletta del Vodice, mentre i suoi battaglioni sono messi a disposizione del comando della 53a divisione per essere impiegati, secondo lo svolgersi degli eventi, fra M. Santo, q. 503, Vodice e q. 594. Il 28 maggio il comando del 160° coi battaglioni I/160° e III/159° muovono all'attacco della q. 351 del Vodice: il nemico reagisce violentemente, ma l'obbiettivo è raggiunto da piccoli gruppi che devono più tardi ripiegare sulle posizioni di partenza a causa delle ingenti perdite (22 ufficiali e 700 militari di truppa). Contemporaneamente gli altri battaglioni della brigata cooperano all'attacco delle quote 611 - 503 e 594, le prime due delle quali sono occupate, rispettivamente, dai battaglioni II e III del 160°. Il 1° giugno la brigata schiera in linea quattro battaglioni nelle trincee della Selletta del Kuk e del Vodice e destina gli altri presso Zagomila in riserva divisionale (60a divisione).
Sostituita in linea dalla "Teramo", il 12 giugno è raccolta a Scrio, ove trascorre un lungo periodo di esercitazioni durato fino al 5 agosto, allorché sostituisce la brigata Tortona nelle posizioni fra Gorenje Polje e Lozisce (160°). Il 16 agosto, nell'imminenza della battaglia della Bainsizza, il 159° è inviato a Debenje quale riserva di corpo d'armata, mentre il 160° disloca il II battaglione a Plava per operare con la brigata Udine verso Descla - Britof, il III verso Anhovo ed il I nel medio Ancase come riserva divisionale. Il 19 agosto il I e III battaglione, assegnati alla terza colonna di attacco della 60a divisione, per il ponte di Anhovo si portano, sotto il fuoco nemico, sulla sinistra dell'Isonzo, per attaccare lo Jelenik da sud - ovest: essi si collegano col II che il 18 aveva già occupato il costone di Descla e costituiscono una testa di ponte da cui iniziano l'attacco contro Lastivnica che il nemico fortemente contrasta. Nei giorni 20 e 21 il 160° rinnova gli attacchi e riesce a raggiungere la q. 500. Il 22 occupa Lastivnica, catturando oltre 500 prigionieri e molte armi; il 23 cade alla baionetta la q. 747 che viene subito rafforzata. Frattanto il 159°, posto alla temporanea dipendenza della "Tortona", dopo aver brillantemente combattuto nei giorni precedenti, il 22, dalla Selletta di q. 698 punta verso il M. Jelenik e lo occupa, concorrendo alla conquista della q. 747; cadono nelle sue mani 600 prigionieri, 3 cannoni, molte mitragliatrici ed ingente quantità di materiali.
Il 24 la brigata punta con entrambi i reggimenti verso l'altopiano della Bainsizza su due colonne avanzanti, una in direzione di Lahka e l'altra di Slemo.
Nei giorni 25 e 26 essa è di rincalzo alla brigata Vicenza operante contro le quote 878 e 862, ma il nemico le presidia così fortemente che riescono vani gli sforzi degli attaccanti ripetuti il giorno 27. Il 28 la "Milano", sostituita dalla "Sassari", si schiera col 159° a Vrh ed il 160° all'Oscedrih. Il 3 settembre è raccolta fra Nosna e Slapnico (prima 44a e poi 25a divisione). Le sue perdite durante questa battaglia sono di 45 ufficiali e 1138 gregari; la condotta dei reggimenti li rende entrambi meritevoli della medaglia di bronzo al valore.
Il 12 settembre la brigata, passata alla dipendenza della 11a divisione, è dislocata fra Marmoria (159°) e Pod Sabotino (160°).
Fra il 15 e 16 settembre è inviata sulla sinistra dell'Isonzo, ove disloca il 160° fra le quote 300 (S. Caterina) e 462 ed il 159° sul rovescio di q. 434 e la foce di Val Peumica (66a divisione). I riparti spiegano la consueta attività in linea ed il 159°, il 23 settembre, compie felicemente una rettifica di fronte per il dominio della posizione di Val Sorgente. Altra rettifica del genere viene felicemente eseguita dallo stesso 159° il 1° ottobre. Il 2, il nemico, preceduto da violento tiro di artiglieria e di bombe, irrompe in alcuni elementi di trincea presidiati dal III/159° e si dirige verso case Kramarca, ma un nostro violento contrattacco, sferrato da riparti di entrambi i reggimenti, riesce a scacciarlo dalle posizioni occupate, nonostante la sua tenace resistenza. L'8 ottobre la brigata, sostituita dalla "Cuneo", è inviata a Subida per riordinarsi.
Il 25, in vista dell'offensiva austro-tedesca, è trasferita a Prepotto ed il 26 a Castel Madonna del Monte. Il 27 è schierata sulle alture di S. Nicolò per imbastirvi una difesa a sostegno di alcuni riparti di altre brigate. Su detta posizione la "Milano" resiste combattendo, ma le soverchianti forze avversarie la obbligano, lo stesso giorno 27, a ripiegare e, per Ipplis e Pradamano, inizia una serie di marce che termina il 29 novembre a Castelnuovo Fogliani ove essa è disciolta.

 

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