Albo d'oro Caduti del Lazio nella prima guerra mondiale 1915 - 1918


BRIGATA "MODENA"

(41° e 42° Fanteria)

Mostrina

Sede dei reggimenti in pace: 41° Fanteria, Savona - 42° Fanteria, Genova.

Distretti di reclutamento: Lodi, Pinerolo, Pistoia, Reggio Calabria, Roma, Savona, Siracusa,

Sulmona, Teramo, Venezia, Voghera

 

anno 1915

anno 1916

anno 1917

anno 1918

 

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Anno 1915

Il 25 maggio la brigata, appartenente all’8a divisione, dalla zona di radunata a San Guarzo e San Quirico risale la valle del Natisone ed occupa Robic e Staro Selo, senza incontrare resistenza. Il 26, passa l’Isonzo, raggiunge la linea M. Pleca - M. Spika - S. Lorenzo ed inizia l’attacco della forte barriera montana Sleme - Mrzli che difende da settentrione la conca di Tolmino.
Contro le posizioni nemiche la brigata combatte valorosamente sino al 3 giugno; ma la scarsità delle artiglierie e la forza delle posizioni nemiche le impediscono di raggiungere la cima del Mrzli, contro la quale particolarmente accanita si è svolta la lotta. Nondimeno la divisione prende piede e si afforza sulle pendici, d’onde il nemico tenta indarno di ricacciarla.
Nei combattimenti di questo periodo, la brigata perde 1055 uomini, dei quali 26 ufficiali.
Durante i mesi di giugno e di luglio la Modena alterna i suoi reparti nei servizi di linea sulla fronte occupata dall’8a divisione.
Dal 21 al 25 luglio il I/41° ed il III/42° partecipano alle azioni che i gruppi Alpini A e B svolgono dal M. Nero contro la q. 2163 (M. Rosso) ed il Costone di Luznica, conquistando alcuni elementi di trincea, mantenuti poi con duri sacrifizi contro ritorni offensivi del nemico, sostenuti da intenso fuoco di artiglieria.
Nella ripresa offensiva dell’8a divisione contro il Mrzli - Vrh e lo Sleme, il 41° reggimento fanteria, assegnato alla brigata Salerno, il 14 agosto nella Sella tra lo Sleme ed il Mrzli raggiunge ed occupa combattendo alcuni tratti di trincea, che deve però abbandonare di fronte ai violenti contrattacchi nemici. Nel combattimento il 42° perde 689 uomini, del quali 18 ufficiali. Intanto anche il 42° fanteria svolge fino al 18 ripetuti attacchi, in terreno difficile e roccioso, per la conquista dello Sleme, ed all’alba del 19 irrompe sulle linee nemiche e, rinforzato da un battaglione del 90°, tenta spingersi all'occupazione di altri elementi successivi di trincea; ma esso pure, per la violenta reazione del fuoco dell’artiglieria e delle mitragliatrici e per le condizioni del terreno, reso impraticabile dalle pioggie, dopo più ore di resistenza sulle posizioni conquistate, ripiega sulle trincee di partenza, perdendo 758 uomini, dei quali 26 ufficiali. In seguito la brigata, che fino ai primi di ottobre ha trascorso un periodo di relativa calma, senza prendere parte a combattimenti, è chiamata ad operare contro il Mrzli con azioni dimostrative, per impegnare il nemico durante la 3a battaglia. Il 28 ottobre, due battaglioni (III/41° e III/42°) messi alle dipendenze della brigata Salerno, puntano risolutamente, ma senza fortuna, contro la q. 1360, perdendo 331 uomini, dei quali 10 ufficiali.

Durante la 4a battaglia dell’Isonzo (10 novembre - 5 dicembre) l’azione della brigata si limita ad azioni dimostrative e solo il I e II/42° partecipano all’attacco contro q. 1360 del Mrzli, insieme con la brigata Salerno ed il battaglione alpini Intra.

 

 

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Anno 1916

La brigata alterna i propri reparti nel presidio delle prime linee del settore Sleme e Vodil - Dolje sino al 19 maggio, giorno in cui, assegnata alla 32a  divisione, si trasferisce per ferrovia a Vicenza.
Il 2 giugno, in uno dei momenti più gravi e minacciosi dell’offensiva austriaca, sale per la Val Canaglia ad arginare la poderosa avanzata nemica, che tende per quella valle ad aggirare il Cengio e raggiungere la pianura; ed il 3 giugno si schiera nel tratto M. Busibollo - M. Paù, ove con grandi sforzi ed a stento riesce ad arrestare il movimento nemico. Dopo pochi giorni la brigata, sostituita in linea da altre truppe, si trasferisce ai piedi di M. Cavalletto (nord di Calvene), quale riserva generale del Comando Truppe Altipiani, ed il 16 giugno ritorna in linea col 41° a M. Zovetto e il 42° al Magnaboschi, per la difesa ad oltranza di quelle posizioni. Qui a prezzo di sensibili perdite (1332 uomini fuori combattimento, dei quali 40 ufficiali), coopera validamente a rintuzzare l’urto del nemico che, dopo parecchi giorni di lotta accanita, abbandona l’offensiva ed inizia il 25, il ripiegamento.
La brigata insegue sin oltre Cesuna e con pattuglie riesce ad occupare il margine destro della Val d’Assa, costituendovi in breve tempo posti avanzati d’osservazione.
Ritornata la calma sulla fronte, la brigata, sempre nel settore di Val d’Assa, alterna i reparti nel servizio di prima linea fino al 12 agosto, giorno in cui riceve il cambio e si trasferisce a Cormons.
Assegnata alla 33a divisione, il 25 settembre è per la prima volta in linea sulle trincee fronteggianti q. 208 (Doberdò).
Il 9 ottobre, all’inizio dell’8a battaglia dell’Isonzo (9 - 12 ottobre) la brigata attacca le posizioni nemiche di q. 208 sud e le trincee ad est del lago di Doberdò. Nella lotta decisiva (10 - 11 ottobre) effettuata la conquista degli obbiettivi assegnatile con perdite rilevanti (1603 uomini fuori combattimento, di cui 45 ufficiali), respinge tutti i violenti e ripetuti contrattacchi, mantenendone saldamente il possesso e catturando circa 1230 nemici.
Il 13 ottobre è sostituita in linea. Dopo una breve sosta a Strassoldo (Palmanova), si trasferisce il 17 ad Avio (Ala), assegnata alla 37a divisione; resta fino al 7 novembre in trincea, nel settore di Brentonico; e passa poi nelle Giudicarie, alla dipendenza della 6a divisione (III Corpo d’Armata). L’11 novembre è schierata a sud della Valle Daone (Chiese), nel tratto compreso tra M. Listino, alla sinistra del Chiese, e q. 1263 di Cima Palone. Lo sbarramento del fondo Val Chiese è affidato al 42° fanteria.

 

 

 

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Anno 1917

La brigata, che è rimasta nel settore di V. Chiese dal novembre precedente, è di nuovo trasferita sull’Isonzo, e giunge il 24 luglio a S. Giovanni di Manzano, assegnata alla 59a divisione. Compiuti vari spostamenti lungo la fronte della divisione, il 16 agosto si schiera nel settore della Vertojba per partecipare alla 11a battaglia dell’Isonzo (17 agosto - 12 settembre). Dal 19 al 20 agosto assale le linee nemiche ad est di Vertojba (q. 123 q. 101), ma il valore dei fanti e la tenacia negli attacchi non riescono a superare le linee nemiche, fortemente organizzate e difese da un numeroso presidio, protetto da numerose mitragliatrici e da violento fuoco di sbarramento d’artiglieria. La brigata, assottigliata per le gravi perdite (1260 uomini di cui 39 ufficiali), il 23 agosto è mandata a riposo presso Lucinico. Riordinata ed assegnata alla 48a divisione, si porta nelle trincee del settore di S. Marco, ove resta dal 31 agosto al 27 settembre; poi dopo un altro periodo di riposo, ritorna sulla Vertojba il 21 ottobre.
Nel ripiegamento della 3a Armata dall’Isonzo, la brigata a scaglioni, coprendo il movimento con reparti di retroguardia, passa per i ponti di Gorizia sulla destra del fiume; ivi si attesta per la difesa di quel tratto, alle dipendenze della 59a divisione; il 28 ripiega su Talmassons e Bicinicco ed il 29, schierata lungo la linea Rivolto - strada Rivolto - Passariano ha l’incarico di proteggere i ponti di Codroipo. Con l’incalzare degli avvenimenti, il 1° novembre passa il Tagliamento sui ponti di Madrisio e per S. Giovanni di Roncade, Pereggia e Briana, giunge l’8 novembre ad est di Padova, nei pressi di Murelle.
Il 17 novembre costituisce una linea di osservazione per impedire l’infiltrazione di elementi celeri nemici scendenti dalla Val Sugana, e il 30 trovasi presso Mussolente, nella zona a nord-est di Bassano, incaricata di difendere lo sbarramento di fondo Val Brenta, all'altezza di Valstagna.
Trasferitasi l’11 dicembre a Col Campeggia, il 13 la brigata è in trincea nel tratto M. Asolone - q. 1476 (settore di destra della 50a divisione), e sostiene in questo settore i più cruenti combattimenti: il 16 per la riconquista di Col Caprile e Col della Berretta e delle posizioni di M. Asolone, e il 18 per respingere un contrattacco in forze contro le nostre linee di M. Asolone. In quest’ultimo combattimento, soverchiata dalle forze dell’attacco e dal tiro preciso delle batterie nemiche, con forti perdite (2613 uomini fuori combattimento, di cui 76 ufficiali) dopo aver resistito un’intera giornata, nelle condizioni più sfavorevoli, ripiega abbandonando al nemico la quota di M. Asolone, sanguinosamente contrastata.

Il 21 dicembre, la brigata, sostituita in linea, scende a Romano Alto (Bassano) per un periodo di riposo e di riordinamento.

 

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Anno 1918

La brigata, dopo un breve periodo di riposo, il 30 gennaio passa nelle trincee del settore orientale del Grappa, ove rimane fino al 14 aprile, salvo un breve periodo di riposo (15 febbraio - 1° marzo) a Borso; indi va a presidiare quelle di M. Pertica, fino al 17 maggio. All’inizio della battaglia del Piave (15 - 24 giugno) la brigata, che è di nuovo schierata nel settore orientale del Grappa, riceve in pieno l’urto austriaco, condotto con forze preponderanti e preceduto da un intenso bombardamento, che sconvolge le nostre prime difese. Obbligata a ripiegare per Val dei Lebi, sul secondo sistema di trincee, vi organizza una salda difesa che il nemico non riesce a sfondare, e all’indomani (16) reparti del 41°, dopo breve ed intensa preparazione d’artiglieria, con un molto slancio muovono al contrattacco e rioccupano buona parte delle trincee perdute, catturando prigionieri e mitragliatrici.
Lo spirito aggressivo della brigata, dopo una si dura prova, si manifesta ancora incrollabile nella giornata del 24 giugno: nella quale una colonna formata dal II/41° e dal II/252°, dopo breve preparazione d’artiglieria, svolge un’azione dimostrativa contro il M. Pertica, per impedire che il nemico sposti truppe sulla fronte del Piave, ove l’esito della battaglia volge a nostro favore.
Il 27 giugno la Modena si trasferisce a riposo a S. Eulalia, per riordinarsi e colmare i vuoti lasciati dalle perdite sofferte (1140 uomini fuori combattimento, dei quali 30 ufficiali).
Il 15 luglio, il solo 41° reggimento nelle trincee di q. 1581 - Malga Valpore di Fondo, sferra un attacco contro il "Roccolo" con due battaglioni, riuscendo a conquistare la posizione e facendo prigionieri circa un centinaio di uomini con 6 mitragliatrici.
Ritornata il 21 agosto in prima linea nel settore orientale del Grappa, un battaglione del 42° sostiene vittoriosamente ripetuti attacchi sferrati il 28 agosto e il 4, 8, e 9 settembre, tra. q. 1503 e Maga Valpore di Fondo, dal nemico che è ricacciato nelle sue trincee.
Il 16 e 17 settembre, il III/42°, concorrendo ad un’azione di sorpresa contro una forte posizione nemica nella regione del Roccolo (q. 1443), si impegna in durissimo combattimento, riportando sensibili perdite. La brigata passa indi a riposo a Crespano 23 settembre; ma al momento dell’ultima decisiva battaglia di Vittorio Veneto (24 ottobre - 4 novembre), essa è già al suo posto nelle trincee di M. Pertica, donde due battaglioni I e III/41°, il 27 ottobre, con azione piena di ardimento rioccupano la trincea a q. 1549 del Pertica, che il nemico aveva conquistata precedentemente, rafforzandovisi.
Passata alla dipendenza della 22a divisione, pur non essendo impegnata in combattimento, trovasi sottoposta a tiro violento e logorante di artiglieria, che le cagiona numerose perdite. Nondimeno il 31 ottobre, informata da pattuglie del 41° spinte in ricognizione, che il nemico si ritira, la brigata si lancia all’inseguimento, con una marcia rapidissima, sulla direttrice M. Prassolan - Roncone. Il 1° novembre il 42° fanteria, sotto violento fuoco avversario, occupa le falde del M. Avena e Ponte della Serra (Fonzaso) ed il 3, tutta la brigata riunita, superata la stretta di Ponte della Serra, si spinge su Lamon. Il 4, dopo una breve sosta a Moline, riprende l’inseguimento (il I/41° fra Val Cortella e Canale S. Bovo, il resto della brigata per la direttrice principale disperdendo le colonne nemiche in ritirata e catturando uomini e materiali d’ogni specie.
Alle ore 14 del 4 novembre i reparti più avanzati della brigata giungono a Fiera di Primiero, ove sostano in seguito all’ordine di sospendere le ostilità per l’avvenuto armistizio.
Per le prove di valore, fermezza ed ardimento date dalle truppe nel giugno 1916, su gli altipiani e durante l’anno 1918, la Bandiera del 41° reggimento è decorata di medaglia d’argento al valor militare.

 

 

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