Albo d'oro Caduti del Lazio nella prima guerra mondiale 1915 - 1918


BRIGATA "NAPOLI"

(75° e 76° Fanteria)

Mostrina

Sede dei reggimenti in pace: 75° Fanteria, Siracusa; 76° Fanteria, Messina.
Distretti di reclutamento: Aquila, Cagliari, Firenze, Lecce, Livorno, Mantova, Spoleto, Vicenza

 

anno 1915

anno 1916

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anno 1918

 

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Anno 1915

All’inizio delle ostilità, la brigata trovasi nei pressi di Cividale alla dipendenza della 24a divisione. L'8 giugno passa lo Iudrio e il 12 si schiera sulle alture di riva destra dell’Isonzo (q. 376 - q. 412 - q. 507) a nord-ovest del M. Sabotino.
Partecipa quindi alla 1a battaglia dell’Isonzo (23 giugno - 7 luglio) concorrendo agli attacchi contro il Sabotino e dopo un periodo di riposo nelle retrovie, ritorna in trincea alla fine di settembre nella zona di M. Sei Busi e di Selz; ivi prende parte alla 3a battaglia dell’Isonzo (18 ottobre - 4 novembre) attaccando in direzione del Cosich e del Debeli, senza ottenere risultati tangibili (1). Rinnova i suoi tentativi durante la 4a battaglia dell’Isonzo (10 novembre - 5 dicembre) contro le posizioni di M. Sei Busi — q. 61, riuscendo a conquistare alcuni elementi di trincea a presidio dei quali rimane sino alla fine dell’anno rafforzandosi e sistemandosi per l’inverno.
(1) In questo periodo, e più propriamente dal 21 al 24 ottobre, la brigata, con altri reparti - 3°, 4°, 8° Battaglione Bersaglieri - passa alle dipendenze del Generale Paolini Giuseppe che in quelle operazioni fu decorato di medaglia d'oro al valor militare, con la seguente motivazione: "Diresse con senno e con coraggio, sotto violentissimo fuoco nemico, l’avanzata della propria brigata. Ferito ben quattro volte, non volle lasciare il campo di battaglia, finché non si fu assicurato dell’esecuzione degli ordini impartiti, mirabile esempio di cosciente ardimento. - Quota 65 a nord di Selz 21 ottobre 1915". (Boll. Uff., anno 1915, disp. 77).

 

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Anno 1916

Inviata a riposo il 13 gennaio ad Aquileja, la brigata si trasferisce il 12 febbraio nel settore di Monfalcone, alla dipendenza della 16a divisione alternandovi i reparti nel servizio di trincea fino al 23 aprile, durante il quale periodo concorre con alcuni reparti alle azioni svolte in marzo ed aprile dalla brigata Acqui contro le posizioni nemiche di Selz. Riordinatasi quindi nei pressi di S. Valentino, ritorna, il 15 maggio, nel settore di Monfalcone ove, il 18, il IV/75° ed il I/76° rioccupano alcune posizioni (q. 92 - q. 98 - q. 12) rimaste il giorno 15 in potere del nemico in seguito a violenta offensiva. Fra il 14 ed il 17 giugno la brigata attacca ed occupa la q. 108 mantenendola contro i ritorni offensivi del nemico. Una nuova azione viene condotta felicemente fra la fine di giugno e la metà di luglio contro le alture ad est di Monfalcone e frutta l’occupazione delle quote 121 e 85. Finalmente il 12 luglio la "Napoli", che ha perduto in questi combattimenti oltre 3000 uomini dei quali 96 ufficiali, scende a Strassoldo per riordinarsi. 
Durante la battaglia di Gorizia (6 - 17 agosto) la brigata rimane dapprima in riserva e poi, il 13 agosto, viene dislocata a Peteano a disposizione della 23a divisione, donde i suoi battaglioni, inviati in rincalzo di altre unità, concorrono agli attacchi contro le posizioni del M. Pecinka e di S. Grado, riuscendo ad espugnare alcuni elementi di trincea. Il 28, ricevuto il cambio, la brigata si trasferisce a Versa per un breve riposo ed il 12 settembre ritorna nel settore di S. Grado per partecipare alla 7a battaglia dell’Isonzo (13 - 14 settembre). Il 15 alcuni suoi battaglioni, messi a disposizione della brigata Granatieri, concorrono all’attacco ed all’occupazione delle alture di S. Grado, ove vengono catturati circa 800 prigionieri.
Nuovi tentativi contro le posizioni ad est di S. Grado (8a battaglia dell’Isonzo) condotti dalla brigata il 10 e l’11 ottobre, incontrano una resistenza ostinata che non consente sensibili progressi. Ripresa l’offensiva alla fine di ottobre contro gli stessi obiettivi (9a battaglia dell’Isonzo, 31 ottobre - 4 novembre) il mattino del 1° novembre, mentre il 75° agisce dimostrativamente, il I/76° si lancia animosamente contro le trincee della Selletta fra Poggio Pelato e Nad Logem: due compagnie, 2a e 3a vi irrompono catturando 200 prigionieri e due mitragliatrici, ma ulteriori tentativi per allargare l'occupazione incontrano una resistenza ostinata; il 2 novembre il I° e il III/75° tentano di impadronirsi della q. 123 aggirandone le difese antistanti, ma un violento contrattacco arresta gli assalitori ; il 76° riesce a conquistare una seconda trincea. Il 3 novembre finalmente Poggio Pelato e q. 123 cadono nelle nostre mani.
La brigata, che nella 7a, 8a, e 9a battaglia dell’Isonzo ha perduto circa 1800 uomini dei quali 66 ufficiali, il 13 novembre si trasferisce nella zona di riposo a S. Maria la Longa. Passa quindi nella zona di Tolmino, alla dipendenza della 7a divisione, entrando in linea il giorno 20 nel tratto Cigini - Rio del Mulino - Jeseniak ove i battaglioni si alternano nel mantenimento di quelle posizioni fino alla fine dell’anno.

 

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Anno 1917

La brigata rimane nella zona di Tolmino alternando i reparti nelle prime linee, fino ai primi di agosto. Il 3 settembre, mentre è nel suo pieno svolgimento la battaglia della Bainsizza (17 agosto - 12 settembre), la brigata si porta di fronte alle posizioni nemiche Lom di Canale - Lom di Tolmino ed il 14, ricevuto l’ordine di attaccare il Costone di Log e q. 549, riesce dopo aspro combattimento ad occupare il paese di Log e gran parte del Costone Omonimo ed a progredire lievemente verso q. 549. Il 24 settembre viene inviata a riposo nei pressi di Ruchin (Testata del Iudrio), dove trovasi ancora quando, nella notte sul 23 ottobre, riceve l’ordine di mettersi a disposizione della 19a divisione e d’inviare il 76° fanteria a presidio delle posizioni di M. Piatto - Uplatnac con un battaglione avanzato tra M. Plezia e q. 174. Il reggimento in condizioni di inquadramento e di forze deficienti, marciando tutta la notte, raggiunge nelle prime ore dello stesso 23 le posizioni che non ha potuto riconoscere in precedenza e che risultano prive di ogni sistemazione difensiva (telefono, munizioni, armi da trincea, strumenti da lavoro). Il III battaglione schierato nel tratto di fronte Plezia - Foni verso l’Isonzo, tratto esteso più di un chilometro in linea retta, in zona ripida e boscosa, non occupa però materialmente il fondo valle e non può mettere in prima linea che 200 fucili circa e 2 sezioni mitragliatrici. Il 75° fanteria rimane in riserva a Case Ardielh (Clabuzzano). Il primo contatto col nemico avviene nel pomeriggio del 24 ottobre versa le 13: le fanterie della 14a Armata tedesca, superate le pendici settentrionali di Costa, raggiungono M. Plezia e M. Piatto. Il battaglione wuttemburghese, che attacca in corrispondenza del tratto presidiato dal III/76°, incontrando resistenza di fronte a Foni, cerca di aggirare la posizione ed accortosi che il fondo valle Isonzo è indifeso, invia un reparto a prendere alle spalle Foni. Il plotone del 76° che difende questa posizione, trovandosi sull'imbrunire attaccato di fronte e a tergo da forze superiori è costretto a cedere.
Gli altri reparti del battaglione in parte si ritirano verso l'alto (9a e 11a compagnia), ma rimanendo isolati e circondati da ogni lato sono al mattino costretti alla resa (25 ottobre); la 10a compagnia invece, distesa da Foni verso l’Isonzo, nella sera del 24 sentendosi isolata tenta ritirarsi verso il fondo valle Isonzo, ma accerchiata rimane, dopo strenua difesa, catturata.
Il 75° fanteria in riserva, verso le ore 13 del 24 riceve ordine di portarsi alla destra dello schieramento della brigata fino al Bucova Ieza, ma prevenuto dal nemico, tenta invano di afforzarsi sull’Uplatnac e sul Bucova Ieza.

La sera del 24 la brigata passa alla dipendenza della 3a divisione ed il 25 unitamente a reparti delle brigate Elba (261° e 262°) e Firenze (127° e 128°) occupa le linee dal passo di Navecco escluso, per il passo di Zagradan alle pendici di M. Uplatnac e del Bucova Ieza. All’alba del 25 il 75° fanteria attacca il nemico che si è rafforzato sul Bucova Ieza, ma senza risultato; anzi un violento contrattacco costringe il reggimento a ripiegare sull’Uplatnac. Intanto il 76° attacca in direzione di M. Piatto, ma, a sua volta contrattaccato da forze preponderanti, viene quasi tutto travolto; egual sorte subisce nel pomeriggio anche il 75°. I resti della brigata ripiegano allora sulla linea del Castello Madonna del Monte - S. Nicolò - fondo valle Iudrio, ove sostano fino al 27; il 28 raggiungono S. Daniele e il ponte di Pinzano. Nei giorni seguenti continua il ripiegamento verso il Piave; attraversato il 1° novembre il Tagliamento, i resti della brigata per Arba - Trevignano - Ponte Vigodarzere raggiungono il 9 novembre Mestrino (Padova), ove si ricostituiscono su due battaglioni. Il 23 novembre la brigata si riunisce nei pressi di Parma ed attende al proprio riordinamento.

 

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Anno 1918

Dopo un lungo periodo d’istruzione a Rezzato (Brescia) la brigata il 18 aprile inizia il movimento per trasferirsi in Francia. Il 22 aprile è tutta riunita al campo di Mailly Châlons sur Marne ed il 12 maggio entra in prima linea sulla fronte Avocourt - Vauquois, compiendovi un turno di trincea relativamente calmo fino al 27 maggio. Il 9 giugno si trasferisce ad Epernay (Reims) ed il 12 si schiera sulle posizioni comprese fra il Bois di Bligny e Villers Ferme: compiuto, senza avvenimenti notevoli, un turno di trincea si sposta alla fine di giugno a Pourcy quale unità di riserva. All’inizio dell'offensiva tedesca (Battaglia dell’Ardre) la brigata trovasi schierata col 75° fanteria nel tratto dal ponte di Bligny sull’Ardre a Villers Ferme e col 76° in riserva nei pressi di Ferme d’Ecueil. Dopo un violentissimo bombardamento, il nemico all’alba del 15 luglio attacca a fondo tutta la fronte dell'Ardre; il 75° fanteria, duramente provato dall’artiglieria avversaria, resiste tenacemente all’urto, la cui pressione va sempre più accentuandosi; ma alla fine ripiega sulla seconda linea per non essere aggirato. Nei giorni 16 e 17 i reparti rimangono fortemente impegnati per fronteggiare le poderose ondate lanciate dal nemico contro la posizione di 2a linea: la loro valida resistenza riesce ad arrestarne i progressi in quel tratto. Nei giorni successivi il I/76° concorre ad azioni di attacco svolto da unità francesi (2a divisione coloniale) ad ovest di Vrigny. Nella notte sul 20 luglio tutta la brigata viene ritirata in zona arretrata per riordinarsi. Il 24 luglio essa si trasferisce nella zona di Verdun schierandosi, il 12 agosto, nel sottosettore Chalade, ove compie un turno di trincea per poi passare in zona di riposo nei pressi di Chateau - Tierry. Il 22 settembre rientra in prima linea nel settore Limé (Aisne) tra Cys-la-Commune e St. Mard. Sviluppatasi la controffensiva alleata, ed occupata Chavonne dalle truppe italiane, nella notte sul 29 settembre, il 76° fanteria passa a nord dell’Aisne, impegnandosi col nemico, che resiste tenacemente sulla linea la Cour - Soupir - Ferme ed il villaggio di Soupir: a sera è raggiunto Soupir ed il margine occidentale del vasto parco omonimo. Nei giorni successivi continua, per opera dei nostri reparti, la forte pressione sul nemico che occupa saldamente le posizioni ad ovest del canale Oise - Aisne, e la brigata, con successivi sanguinosi combattimenti, riesce ad occupare ed a sorpassare il villaggio di Soupir ed il Bois des Gouttes d’or. Il 10 ottobre è finalmente forzata la linea del canale Oise - Aisne: la brigata con slancio si impadronisce di Moussy - Chivy - Verneuil e l’11 raggiunge Chemin des Dames occupandone il ciglio nord. Proseguendo senza tregua l'avanzata, il 14 raggiunge la linea Sissonne - Pagneux, ove deve però arrestarsi di fronte alle linee difensive nemiche della Hunding Stellung. A Sissonne i battaglioni si alternano in prima linea effettuando numerose ricognizioni offensive e preparandosi alla successiva avanzata. Il 5 novembre il nemico è costretto ad un nuovo indietreggiamento, la forte linea nemica viene superata, e dopo aver forzata la Serre e quindi l’Aube, i nostri reparti incalzano il nemico che si ritira abbandonando armi e munizioni.

Il giorno 11 novembre, alla cessazione delle ostilità, le nostre avanguardie trovansi alla Mosa fra Fumay e Revin e la brigata nei pressi di Maubert - Fontaine.

 

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