Albo d'oro Caduti del Lazio nella prima guerra mondiale 1915 - 1918


BRIGATA "NOVARA"

(153° e 154° Fanteria)

Mostrina

Costituita il 1° marzo 1915: il Comando di Brigata ed il 153°, formato fin dal 10 gennaio 1915, dal deposito del 23° Fanteria; il 154°, costituito fin dal 20 gennaio 1915, dal deposito del 67° Fanteria.

 

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Anno 1915

All'inizio delle ostilità la brigata è dislocata fra Cellatica e Sale di Gussago, con un battaglione del 154° distaccato a Desenzano a disposizione del comando del settore di Peschiera, essa fa parte della 35a divisione.
Con successivi trasferimenti per via ordinaria raggiunge, il 10 giugno, la zona fra Thiene e Sarcedo ove accampa. Il 30 riprende la marcia ed il 3 luglio arriva fra Cogollo e Caltrano.
Entra in linea il 13 luglio assumendo la difesa del settore Val d’ Astico - Tonezza, ove sostituisce la "Puglie", passando a far parte della 9a divisione.
Il 21 compie felicemente la sua prima azione di guerra, occupando, con riparti del 153°, il Coston d'Arsiero, senza però incontrare soverchia resistenza.
Il 20 agosto, dopo non breve preparazione di artiglieria, diretta contro il M. Coston ed i forti di Dosso del Sommo e Sommo Alto, il 154° attacca M. Coston con due battaglioni - I e II - e disloca il III in riserva sul Coston d’Arsiero. Raccoltisi ad est di Osteria Fiorentini, i due battaglioni risalgono le pendici di M. Coston e si avvicinano alle posizioni avversarie contro le quali la 7a ed 8a compagnia si slanciano alla baionetta; ma l’efficienza delle difese accessorie e la reazione nemica obbligano i riparti attaccanti a ripiegare verso Osteria dei Fiorentini e Costa d’Agra; le loro perdite sommano a 15 ufficiali, tra i quali il comandante del reggimento, gravemente ferito, e 327 militari di truppa. Dopo un periodo di stasi, speso dai riparti nel rafforzamento delle posizioni ed in un più conveniente schieramento di forze, il 18 settembre viene respinto un forte attacco nemico al M. Coston ed il 20 la brigata riprende l'offensiva intesa a circondare completamente il detto monte ed isolare i trinceramenti nemici di Pioverna Alta del Durer. Iniziato lo stesso giorno 20, l'accerchiamento è compiuto il 21 per opera dei riparti del 154° che riescono a collegarsi con quelli del 2° bersaglieri a Termine 11. Il nemico reagisce violentemente, ma sono resi vani i suoi sforzi, perché il 22 riparti del 153° spingono l’occupazione verso q. 1653, sì che i difensori di Monte Coston, accerchiati, cercano invano di aprirsi una via d’uscita e sono presi prigionieri, mentre la 12a compagnia del 153° e la 9a del 154° occupano le posizioni, rinvenendovi grande quantità d’armi e di munizioni. Il 3 ottobre opera contro il tratto di fronte Bocca Valle Orsara - q. 1653, ma le munite posizioni avversarie consentono soltanto lievi progressi che vengono saldamente mantenuti fino al giorno 7, allorché, ripresa l’azione, sono occupate le qq. 1685 e 1719 che devono essere abbandonate il giorno successivo a causa di un violento contrattacco nemico.
Sostituita dalla "Milano", la brigata il 9 ottobre passa in seconda linea nella zona fra Melignone - Passo della Vena - Cima Valbona - Casarette di Toraro - Malga Zolle. Il 1° novembre si trasferisce a Cogollo ove resta fino al 12. Il giorno successivo raggiunge, per via ordinaria, Thiene e per ferrovia si trasferisce a S. Giovanni di Manzano. Il 22, in seguito ad ordine del comando della 4a divisione, due battaglioni del 153° assumono la difesa della fronte di q. 188 e precisamente dal versante destro di Val Peumica sino alla Sella di Oslavia. Il comando della brigata sosta a Vipulzano e poi a Cerovo fino all’11 dicembre, allorché assume la difesa del settore T. Peumica - Selletta di Oslavia (27a divisione). Il 20 dicembre è trasferita a riposo nella zona fra Fleana - Cerovo Dol e Medana ed il 24 si sposta fra S. Andrat – Barbana e Ruttars.

 

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Anno 1916

Destinata di nuovo in prima linea, l’11 gennaio assume la difesa del settore del Lenzuolo Bianco (Oslavia) ove il nemico, il 14, preceduto da un poderoso bombardamento lancia un attacco violento che gli permette l'occupazione della q. 188, invano contrastatagli dal 153° che ha 13 ufficiali e 139 militari di truppa fuori combattimento ed un rilevante numero di dispersi.
Il giorno successivo la "Novara" muove al contrattacco ed in un magnifico slancio, nel quale cade sul campo il comandante del 153°, riesce a rioccupare quasi completamente la q. 188, catturandovi alcuni difensori. Il 24 il nemico, favorito da una folta nebbia, riprende la q. 188, contro la quale invano si infrangono gli attacchi dei nostri riparti che, stremati di forze e minacciati di aggiramento, ripiegano fino a Lenzuolo Bianco, ove si rafforzano contrastando al nemico ogni ulteriore progresso.
Il 27 gennaio la brigata è inviata a riordinarsi fra Manzano e Ruttars, passando il 10 febbraio a riposo nella zona fra Pasian Schiavonesco - Villaorba - Basagliapenta, ritornando alla dipendenza della 9a divisione.
Destinata nella zona fra Caltrano - Carrè e Chiuppano, la raggiunge, per ferrovia, l'8 aprile; ma il 28 successivo è spostata fra Arsiero - Cogollo e Seghe di Velo ed il 30 fra Isola Vicentina - Castelnuovo - S. Tomio - Caldogno - Novoledo. Il 17 maggio, mentre la "Novara" è in marcia per la zona Chiuppano - Cogollo, riceve ordine di inviare il 154° ad Arsiero ed il 153° al Passo della Vena di Sotto ed avente a sua disposizione due compagnie ed una sezione mitragliatrici del 201° fanteria e due batterie di artiglieria.
L'azione avversaria a Coston d'Arsiero impone il ripiegamento dei due battaglioni del 153° sul passo della Vena, ove più tardi giungono anche il comando del 154° ed il suo II battaglione. Coll'arrivo di tali riparti la difesa del Passo della Vena è divisa in due sottosettori: di sinistra, da M. Silvestri al Baito Restele; di destra, da Baito Restele alle pendici nord del Costone di Malga Moretti.
Il 19 il Passo della Vena deve essere abbandonato e le truppe suddette ripiegano sull'altopiano di Tonezza, assumendo la fronte Colle Torbisa - q. 1131 - q. 1122 - q. 1030; ma il 21 la brigata riceve ordine di sgombrare anche l'altopiano ed i suoi battaglioni sono inviati fra Cogollo e Mosson; le loro perdite, dal 16 al 22 maggio, sono di 28 ufficiali e 1173 gregari.
Il 24 la brigata assume la difesa della stretta di Cogollo che è suddivisa in due linee difensive: una - più avanzata – fra M. Cengio e M. Rozzo Covole, l’altra - più arretrata - fra M. Paù e M. Summano. Un successivo ordine assegna alla "Novara", il 26 maggio, la difesa del sottosettore di sinistra dell’Astico, comprendente una linea avanzata fra la strada di Arsiero - Velo d’Astico e la Valle di Rabollo; una seconda linea, fra il fondo Val d’Astico (all’altezza del Castello di Meda) e M. Cengio.
Il 29 maggio, per parare una minaccia nemica contro M. Cengio proveniente da Valle di Silà, viene ordinato al II/154°, rinforzato da due compagnie di altro battaglione, di prendere più stretto contatto con la brigata Granatieri operante a M. Cengio. Intanto il nemico accentua la sua minaccia tendente a sfondare la difesa di Val Canaglia, e, per pararvi, mentre si ordina al 154° di saldare efficacemente la sua destra coi granatieri, si disloca una compagnia dello stesso reggimento alla occupazione della q. 1255 (ad occidente di M. Paù) col mandato di sorvegliare la rotabile che scende in detta Val Canaglia, collegandosi con le truppe che occupano lo sperone settentrionale del M. Paù.
Il 31 il nemico tenta di avanzare da Cima Arde e Punta Corbin verso M. Cengio e da q. 968 verso Malga Barco. Esso riesce, il 1° giugno, ad occupare M. Belmonte, ma è arrestato al M. Cengio ed invano si spinge in Val Canaglia strenuamente difesa dal 154° che la sbarra, schierato dalla testata di Val Cengiotta a q. 1230, mentre si rafforzano in seconda linea il battaglione di marcia del 153°, il 168° battaglione di M. T. ed il 7° battaglione presidiario. Il 3 la pressione nemica aumenta al punto da consigliare lo sgombero di M. Busibollo ed il ripiegamento verso M. Paù. Anche il M. Cengio cade lo stesso giorno 3 nelle mani del preponderante nemico. La brigata, che dal 15 maggio al 3 giugno ha perduto 57 ufficiali e 1834 militari di truppa compresi i dispersi, dopo un breve periodo di riordinamento del 154° a Garziere, si porta il 13 giugno a S. Rocco per assumere la difesa della regione dei Colletti. In vista della prossima controffensiva della 1a armata sull’altopiano di Asiago, il 17 il 154° si schiera fra Rozzo Covole ed i Colletti ed il 153°, rimasto finora nelle trincee del fondo Val d’Astico alla dipendenza della brigata Bisagno, si disloca fra S. Rocco e S. Ulderico. Il 25 giugno, mentre è in pieno sviluppo la citata controffensiva, avuto sentore che il nemico voglia abbandonare la conca di Arsiero, il II/154° è inviato dal Colletto Piccolo verso le rocce di Campobagolo, mentre il 153° si porta, all'alba del 26, fra q. 336 e q. 645. Iniziatosi nella notte sul 27 da parte della brigata Bisagno l'attacco contro M. Cimone, la "Novara" ha ordine di tenersi pronta per un eventuale concorso e si disloca col comando a Val d'Astico, col 153° fra Arsiero e le trincee delle quote 336 e 645 (il II battaglione è a S. Rocco colla "Bisagno") ed il 154° fra Rozzo Covole - Colletti e Campobagolo.
Dopo una serie di spostamenti e di piccole azioni, il 23 luglio la brigata riceve l'ordine di attaccare il M. Cimone ed ha alla sua dipendenza il battaglione alpini Val Leogra e due plotoni del 209° fanteria. Essa ha un duplice mandato: uno dimostrativo e l'altro risolutivo. Assolvono il primo compito le truppe del 153° operanti in Val Riofreddo, agenti su tre colonne, rispettivamente verso Cava, Vallà e Valle; al secondo concorrono, su quattro colonne, riparti del 154° (II battaglione), del battaglione Val Leogra e del 209°, puntando al Cimone rispettivamente per Val Valeza, per il sentiero di q. 1118 e per la mulattiera militare. Di rincalzo restano i battaglioni I e III/154° e in riserva il I/153°. Dopo un'intensa preparazione di artiglieria, un gruppo di alpini, la 5a compagnia ed un plotone della 7a del 154° riescono a toccare la vetta del Cimone. Sono subito rinforzati dalla 10a compagnia del 154° che, con eroico slancio, conquista più tardi, unitamente agli altri reparti, la q. 1230, vetta più alta del Cimone. L'azione è ripresa per allargare la nostra occupazione e raggiungere la linea detta "degli appostamenti".
In tutta l'azione brilla la condotta del 154° e specialmente del II battaglione e della 10a compagnia. Al reggimento venne concessa la medaglia di argento al valor militare. Le perdite sono di 436 uomini dei quali 17 ufficiali.
Dal 24 luglio al 9 agosto si combatte una lotta accanita per il possesso del M. Cimone che il nemico cerca con ogni mezzo di riprendere, ma i nostri arrestano i suoi attacchi e provvedono con assiduo lavoro di rafforzamento a consolidare sempre più la difesa dell'importante posizione.
Dal 15 al 31 agosto la "Novara" è inviata a riposare e riordinarsi fra Meda - S. Ulderico e Poggio Curegno, ma il 1° di settembre è di nuovo al posto d'onore sul M. Cimone, ove viene rilevata il 23 per un altro turno di riposo. All'alba dello stesso 23 il nemico fa brillare due mine predisposte sotto le posizioni della q. 1230. Con una alternativa di riposo e di linea fatta colla brigata Sele, la "Novara" passa il resto dell'anno senza compiere alcuna azione importante, ma esercitandosi nella consueta attività di pattuglie e concorrendo al rafforzamento delle posizioni del Caviogio e del Redentore, sorvegliando con piccoli posti il terreno fra il Caviogio stesso ed il Cimone.

Il giorno 11 la brigata si schiera lungo la linea Rusic - Cimitero (a nord-est di Gorizia) e vi rimane fino a tutto dicembre, alternando i reparti fra la prima linea e la zona di riposo, presso Cerovo.

 

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Anno 1917

Fino oltre la metà di aprile la brigata si alterna colla "Sele" sulle posizioni del Caviogio e del Redentore: il 19 di detto mese sostituisce le truppe della 20a divisione nella occupazione del Settore Astico. Il 28, rilevata dalla 4a brigata bersaglieri, è inviata nei pressi di Bertesina (20a divisione) ed il 10 maggio è trasferita, in ferrovia, fra Percotto e Persereano.
Il 25 maggio, dopo successivi trasferimenti, è inviata sulla fronte di Castagnevizza a sostituirvi la brigata Barletta, passando alla dipendenza della 4a divisione. Il 25 ha inizio l’attacco di quelle posizioni, attacco al quale la brigata, appena giunta e dopo tre giorni di marcia ininterrotta, concorre coi battaglioni II e III/153° e I/154° suddivisi in tre colonne. Il 153° raggiunge la linea di osservazione nemica e spinge il suo II battaglione sulla prima linea che occupa e tiene saldamente.
Nei giorni 26 - 27 - 28 l’azione continua con nuovi progressi che il nemico contrasta invano. I quattro giorni di combattimento costano alla brigata la perdita di 48 ufficiali e 1433 militari di truppa.
Il 21 giugno è inviata a riposo a Sagrado; la sua condotta merita ripetuti elogi dai superiori comandi. Nei primi giorni di luglio ritorna in prima linea a sostituire la "Parma" per ritornare a riposo il 22, rilevata da una brigata bersaglieri.
Richiamata in linea il 14 agosto partecipa all'azione che ha inizio il 19 e dura fino al 23 ed anche in essa la brigata dà nuove prove di ardimento, raggiungendo più volte le difese accessorie nemiche e qualche elemento di trincea che presto rafforza e mantiene. Ma i vantaggi non sono pari allo sforzo compiuto per la reazione avversaria che impedisce ai riparti laterali di proseguire in collegamento colla "Novara".
Essa, che ha perduto altri 23 ufficiali e 757 gregari, è raccolta il 24 agosto a Sagrado e, il giorno successivo, inviata a Romans (16a divisione).
Il 9 settembre è di nuovo nel Vallone, tornando a far parte della 4a divisione; il 9 si schiera in linea sulla nota fronte di Castagnevizza.
Sostituita dalla "Siracusa" nei giorni 29 e 30, è inviata fra Campolonghetto e Castions di Mure.
Il 3 ottobre è trasferita nella zona fra Porpetto, Fauglis e Bagnaria Arsa ed il 18 in quella fra S. Elia ed il Vallone di Isceri (54a divisione). Il 154° è posto, il 26, alla dipendenza della brigata Piacenza, e schierato sulla linea di Doberdò.
Iniziatosi il nostro ripiegamento, la "Novara" il 29 raggiunge Porpetto, il 30 passa il Tagliamento sul ponte di Madrisio e si schiera lungo il fiume sulla fronte S. Mauretto - Villanova.
Il 5 novembre è inviata sulla destra della Livenza ed il giorno successivo giunge a Ponte di Piave iniziandovi una solida difesa, per garantire la ritirata della 4a divisione e di altre grandi unità, difesa che ha termine il 9: in tale giorno è fatto saltare il ponte.
Il nemico, in grossi nuclei, attacca il 16 novembre le nostre posizioni fra Salettuol e S. Andrea di Barbarana, all'altezza di Molino della Sega, e, nonostante le rilevanti perdite inflittegli dal nostro fuoco d'artiglieria, riesce ad occupare qualcuna delle nostre posizioni, raggiungendo le case di Castello, ove si schiera a semicerchio nell'intento di costituire una testa di ponte. I riparti della brigata muovono subito al contrattacco e riescono ad occupare Molino della Sega che, poco dopo, deve essere abbandonato per il violento fuoco avversario, ma più tardi, coadiuvati da riparti bersaglieri, rinnovano il contrattacco e all'alba del 17, il Molino della Sega è ripreso e il nemico, stretto da ogni parte, è accerchiato e fatto prigioniero. La brigata merita la citazione sul bollettino del Comando Supremo.
Con successivi trasferimenti a scaglioni, il 30 dicembre, sostituita in linea, si disloca nella zona fra S. Giuseppe e Quinto di Treviso.

 

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Anno 1918

Fino al 15 marzo la brigata si alterna con altre unità nella consueta fronte del Piave; il 16 è dislocata fra Le Stiore, Monigo e S. Pelagio. Dopo un periodo di riordinamento è trasferita il 30, per ferrovia, fra Corubbio, Domegliara e Pescantina, ove continua il periodo di esercitazioni già iniziato fino ai primi giorni di giugno ed il 5 di detto mese è inviata nella zona Altissimo - Varagna - Malga Campi - Monte Campi per compiervi lavori di rafforzamento. Il 23 giugno è raccolta ad Avio e di qui, per ferrovia, inviata fra Loreggiola e Fratte; il 27 il comando di brigata ed il 153° continuano il movimento in autocarri per Roncade, mentre il 154° è inviato a S. Giuliano a disposizione del comando della 4a divisione.
Il 2 luglio hanno inizio le nostre operazioni per scacciare il nemico tra Piave e Sile e portare la fronte alla Piave Nuova.
Nel dispositivo per l'attacco, il comando di brigata ha la direzione della colonna di sinistra, della quale fanno parte il 1° reggimento granatieri, il I/153° e due compagnie mitragliatrici.
Gli altri due battaglioni del 153° sono assegnati alla seconda colonna. L'azione infuria violenta per quattro giorni: i battaglioni assolvono brillantemente il compito loro affidato, ed il nemico, dopo aver tentato di resistere da ogni lato, si ritira oltre la Piave Vecchia, cadendo in buona parte prigioniero.
Il 12 luglio il 153° è inviato a Casale sul Sile ove è raggiunto dal 154° che ha combattuto anch'esso verso C. Pirami - Canale VII - Case Allegri con ottimi risultati. Le perdite della brigata, nei quattro giorni di combattimento, sono state di 16 ufficiali e 544 militari di truppa. Il 15 essa è dislocata nella zona fra S. Ambrogio e Malcanton.
Destinata sul basso Piave, è raccolta prima a Casale sul Sile e poi inviata per via fluviale a Capo Sile, ove, il 19 agosto, sostituisce in linea la brigata Torino.
Su detta fronte la brigata alterna i suoi battaglioni, esercitando un'assidua vigilanza e molestando continuamente il nemico, con colpi di mano sulla sponda sinistra del Piave eseguiti a mezzo di arditi traghetti.
Iniziatasi la nostra offensiva finale, il 153° si raccoglie il 23 ottobre, quale riserva d'armata, fra Portegrandi e Trepalade, mentre il 154° il giorno 30 passa, col XXVI battaglione di assalto, sulla sinistra del Piave, puntando verso Grisolera e, per Staffolo, su Torre del Mosto che il nemico tiene sotto tiro incessante. Il 1° novembre la "Novara" è alla Livenza; il 3 oltrepassa il Lemene all'altezza di Concordia Sagittaria, puntando al Tagliamento ove giunge la sera stessa (a S. Michele), costituendo una testa di ponte. Il 4 ha ordine di dirigersi verso Palazzolo dello Stella, S. Giorgio di Nogaro e Cervignano. Vinta la resistenza nemica sullo Stella, le colonne attaccanti per il ponte di Muzzano - avendo il nemico fatto saltare gli altri - raggiungono S. Giorgio di Nogaro, e, poco prima dell'ora dell'armistizio "Badoglio", entrano in Cervignano, catturando migliaia di prigionieri ed un  ingente bottino di guerra.

 

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