Albo d'oro Caduti del Lazio nella prima guerra mondiale 1915 - 1918


BRIGATA "PADOVA"

(117° e 118° Fanteria)

Mostrina

Costituita il 1° marzo 1915: il Comando di Brigata dal deposito del 57° Fanteria; il 117° e 118° rispettivamente dai depositi del 58° e 71° Fanteria

 

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Anno 1915

All'apertura delle ostilità la brigata ha il 117° dislocato fra Cavazuccherina - Cortellazzo - Cavallino con un battaglione distaccato a Venezia ed il 118° a presidio del settore di Chioggia. Il 25 agosto è inviata nei pressi di Scodovacca ove il comando di brigata ed il 118° sono posti alla dipendenza della 25a divisione ed il 30 schierati nel settore di Castelnuovo; il 117° alla dipendenza della 31a divisione e schierato nel settore di S. Martino. Il 7 settembre la brigata è riunita e posta alla dipendenza della 20a divisione restando nella zona di Polazzo - Castelnuovo, ove i reparti del 117°, fortemente impegnati dal nemico il giorno 5, avevano già conseguito lieve vantaggio a costo di gravi perdite. Il 29 settembre la "Padova" è inviata a riposo presso Armellino - Villa Vicentina.
Il 21 ottobre si trasferisce a Staranzano, passando alla dipendenza della 16a divisione ed il 22, il 118°, dopo accanita lotta riesce a conquistare le posizioni nemiche fra q. 85 e q. 77 a sud del M. Cosich, ma è poi obbligato ad abbandonarle per la viva reazione avversaria che cagiona la perdita di 18 ufficiali e 700 uomini di truppa. Fino al 13 dicembre la brigata è sempre nel settore di Monfalcone (q. 85 - q. 121), ove alterna i suoi battaglioni in periodi di linea e di riposo esplicando una continua ed intensa attività di pattuglie allo scopo di impegnare il nemico impedendogli di rafforzarsi: queste piccole azioni però costano ai reparti uno stillicidio giornaliero di perdite.
Il 15 la "Padova" sostituita dalla "Pinerolo" si reca nella zona fra Camino di Codroipo - Gradiscutta - Passariano - S. Martino - Rivolto per un periodo di riposo, ritornando alla dipendenza della 20a divisione.

 

 

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Anno 1916

Il 24 gennaio la brigata dalla predetta zona di riposo è inviata in quella di Pieris - Cassegliano - Fratta - Medea - Borgnano - S. Pietro - Sagrado col solo 117°. Il 10 febbraio anche il 118° è avvicinato a detta zona, dislocandosi fra Muscoli - S. Pietro - Sagrado - Molin di Ponte - Joanniz, mentre la brigata passa alla dipendenza della 19a divisione ed è impegnata in lavori di sistemazione difensiva.
Il 13 marzo ritorna in prima linea nella zona Castelnuovo - S. Martino sostituendovi le brigate Sassari e Macerata (25a divisione).
Riprende subito la sua attività di pattuglie ed esegue di frequente delle parziali puntate offensive allo scopo di mantenere una costante superiorità morale sul nemico.
Il 23 maggio la "Padova", ripassata alla dipendenza della 19a divisione, è inviata per ferrovia a Verona, e di qui fatta proseguire per Spiazzi e Ferrara di M. Baldo. Il 26 il 118°, inviato ad Avio a disposizione della 37a divisione, schiera un battaglione sul M. Altissimo. Il 28 sono inviati ad Avio anche il comando di brigata ed il 117° che viene impiegato in lavori di sistemazione difensiva. Il 30 maggio sono inviati a Passo Buole due battaglioni: I/117° e III/118° per concorrere ad operazioni di contrattacco colà svolte.
Il 15 giugno la brigata, raccolta ad Avio, è inviata a Schio ed il 18 è schierata sull'altopiano di Asiago nella zona M. Lemerle - M. Magnaboschi, passando alla dipendenza della 33a divisione.
Lo stesso giorno suoi reparti concorrono efficacemente ad arginare, nel citato settore, l'offensiva nemica scatenatasi dal 15, perdendovi 27 ufficiali e 425 militari di truppa. Il 19 la "Padova" assume la difesa ad oltranza del settore di M. Zovetto, che dopo intensa preparazione occupa il 25; il giorno successivo procede verso Cavrari e Fondi, raggiungendo l'Assa il 27 e spingendo sulla sponda destra delle ardite ricognizioni verso Mezzaselva ed Albaredo, in modo da tener stretto contatto col nemico e disturbarlo nei suoi lavori.
Fino al 14 agosto la brigata alterna i propri reparti fra prima linea e zona di riposo ed il 15, nuovamente destinata alla fronte carsica, raggiunge la zona di Moraro ed il 27 quella di Jalmicco - Clauiano.
Il 12 settembre prosegue per Versa ove continua nel programma di allenamento e di istruzione iniziato.
Il 25 il 117° si schiera in prima linea fra le due quote 208 in sostituzione della brigata Macerata, mentre il 118° accampa a Vermegliano ed il 4 ottobre si porta nel Vallone presso Case Boneti. Il 10 ha inizio un'azione offensiva che porta reparti della brigata alla conquista di q. 208 sud e della linea segnata dalla carrareccia Nova Vas - q. 175, colla cattura di 500 prigionieri, di armi da trincea, di 600 fucili e di molte munizioni.
L'azione prosegue il giorno 11 e, nonostante i reiterati contrattacchi del nemico, i reparti della brigata realizzano altri vantaggi e prendono altri 300 prigionieri. Fino al giorno 15 i reparti continuano il rafforzamento delle posizioni conquistate ed il 16 scendono a Vermegliano per riposare e riordinarsi. Il 27 ottobre, in vista di una ripresa offensiva, la "Padova" ritorna in prima linea ed irrompe nuovamente, lo stesso giorno, contro le antistanti posizioni, dalle quali il nemico reagisce in modo da obbligare le ondate di attacco a ripiegare sulla linea di partenza, ma i reparti hanno già intaccata in diversi punti la sistemazione difensiva del nemico e gli hanno preso 225 prigionieri. Nei giorni seguenti fino al 6 la brigata con encomiabile tenacia rinnova gli attacchi, ma la vigilanza del nemico e la robustezza delle sue difese accessorie non consentono un risultato adeguato allo sforzo compiuto ed alle ingentissime perdite sofferte. L'8 novembre la brigata è inviata a Cassegliano per riordinarsi.
Il 18 è nuovamente in prima linea, ove si alterna colla brigata Mantova sino alla fine dell'anno.

 

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Anno 1917

Fino al 19 maggio la "Padova" continua l'alternativa fra turni di trincea e di riposo, esercitando una intensa attività di pattuglie intercalata da qualche ardito colpo di mano, quale quello compiuto il 12 marzo da reparti del 117° in una dolina avversaria, ove furono catturati i difensori e furono distrutti alcuni ricoveri e depositi di munizioni. Il contegno del reggimento in questa azione merita la citazione sul bollettino di guerra del Comando Supremo. Il 20 maggio la brigata è inviata sulle pendici occidentali del M. Sei Busi mentre infuria la 10a battaglia dell'Isonzo. Il 23 suoi reparti, con violenti attacchi occupano le quote 238 - 241 e 247 e le mantengono contro i reiterati ritorni offensivi del nemico; il 24 la lotta si accende intorno alla q. 241, che per due volte il nemico riesce a riprendere, ma altrettante la posizione è riconquistata dai reparti della brigata che ricacciano l'assalitore e si rafforzano alacremente. Il 31 maggio la "Padova" si reca a Cassegliano per riordinarsi; essa dal 22 al 28 ha perduto 74 ufficiali e 1783 militari di truppa.
Il 4 giugno è trasportata in autocarri nei pressi di Fogliano alla dipendenza diretta e quale riserva della 3a Armata.
Il 6, collo stesso mezzo, è fatta proseguire per Ferletti, passando alla dipendenza della 61a divisione ed il 7 il 117° è schierato in prima linea nelle trincee di q. 208 sud, in sostituzione del 2° reggimento granatieri, e su quelle della quota 235; il giorno 10 anche il 118° è in prima linea verso q. 192 e q. 208 sud. In questo settore si riprende la consueta attività di pattuglie. Il 21 la brigata, sostituita dalla "Bari", si porta a Redipuglia e il 25 nella zona Porpetto - Castello, ove ritorna alla dipendenza della 33a divisione.
Dopo un periodo di riposo e di riordinamento, dal 9 all'11 luglio è inviata per ferrovia nella zona di Castelfranco Veneto, fra Riese - Altivole – Fanzolo - Salvarosa - Barcon (31a divisione) e fino al 12 agosto essa compie un periodo di intensa istruzione al campo di Crespano. Il 14 agosto è trasferita nella zona di Villa Vicentina - Scodovacca e il 18 è schierata nel settore di Ronchi, alla dipendenza della 33a divisione, per partecipare all'imminente offensiva. All'alba del 19, dopo un'adeguata preparazione di artiglieria, le truppe della "Padova", con ammirevole slancio, occupano le trincee nemiche sulle pendici occidentali di q. 146, ma un violento contrattacco le ricaccia sulle posizioni di partenza; verso sera un nuovo tentativo riporta i reparti della brigata sulla q. 146, ma il nemico riesce ancora, con disperato sforzo, a riprenderla. Però il giorno successivo la quota è definitivamente conquistata dai reparti anzidetti che occupano anche la q. 146 bis e si spingono fino a raggiungere il vallone antistante alla q. 208, catturando 175 prigionieri. La lotta si svolge sempre accanita intorno alla citata posizione con alterna vicenda; il 21 sono catturati 400 uomini, il 22 altri 430 ed il 27 la brigata, stremata di forze, viene sostituita dalla "Arezzo" ed inviata fra Scodovacca - Papariano - Beliconda: essa ha perduto nelle ultime azioni 81 ufficiali e 2952 militari di truppa compreso un discreto numero di dispersi.
Il 7 settembre è inviata a Porpetto, ove continua il suo riordinamento e passa alla dipendenza della 34a divisione.
Il 22 ritorna nella zona Beliconda - Papariano. Il 14 - 15 ottobre è inviata a Staranzano passando alla dipendenza della 45a divisione ed il 16 - 17 sostituisce in prima linea la "Lombardia" nel settore di Monfalcone, fra q. 77 - Debeli - Viadotto. Fino al 26 tiene le dette posizioni che il nemico batte con diuturno tiro di artiglieria. Il 27, iniziatosi il ripiegamento della 3a Armata, la brigata lascia le posizioni occupate ed il 28 è a Muzzana del Turgnano, il 29 a sud di Latisana.

Il 2 novembre è a S. Vito al Tagliamento alla dipendenza della 14a divisione. Il 5 oltrepassa la Livenza ed è messa alla dipendenza della 48a divisione; il 6 è a Lovadina ed il 7, raggiunto il Piave, assume la difesa del tratto C. Tonetto - C. Palazzon che tiene fino al 4 dicembre, allorché, sostituita dalla "Aquila" si reca a riposo nella zona Paderno - S. Pelagio (50a divisione). Il 19 dicembre la "Padova" è di nuovo in prima linea nel tratto Fossalta - Losson - Pralongo passando a far parte della 28a divisione e trascorrendovi il resto del mese.

 

 

 

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Anno 1918

La brigata fino al 28 marzo permane sul Piave, alternando i suoi reparti fra posizioni di prima linea e zona di riposo, il 29 è inviata nel territorio fra S. Marco - Piombino Dese - Albaredo. Il 10 aprile è trasferita a Marsango, l'11 a Bertesina ed il 15 sostituisce la "Regina" nel settore orientale dell'altopiano di Asiago. Il 15 giugno il nemico, dopo un'intensa preparazione di artiglieria, lancia le sue fanterie all'attacco delle linee tenute dalla "Padova" che riesce a mantenerle su tutta la sua fronte, eccetto che verso q. 1039 di Col d'Echele il cui presidio, sottoposto a violento fuoco d'infilata, deve di poco retrocedere. Analogamente il presidio di Pizzo Razea, oggetto di violenta pressione avversaria, deve ritirarsi sulla linea di resistenza ad oltranza. Il giorno 16 il nemico lancia nuove truppe all'attacco puntando verso M. Melago, ma i reparti della brigata, con rinnovato accanimento, resistono valorosamente sulle loro posizioni sulle quali cade eroicamente il comandante del 117°, mentre in piedi sfida la morte mitragliando le ondate nemiche incalzanti. Il giorno 17 il nemico insiste nella sua pressione che si infrange contro la resistenza dei reparti della "Padova" la quale non cede e ristabilisce il collegamento con Pizzo Razea. Essa cattura 150 prigionieri e un rilevante bottino e perde 32 ufficiali e 1345 uomini di truppa. L'eroica condotta del 117° in questa azione è citata dal Bollettino di guerra del Comando Supremo.
Nelle prime ore del 18 la "Padova", rilevata in prima linea dalla "Teramo", è impiegata in lavori di rafforzamento.
Il 4 luglio è nuovamente in linea, ma il 6, sostituita da reparti alpini, è inviata in Val del Gatto fra M. Buson e M. Zanchi.
Il 26 luglio ritorna in linea nel sottosettore Col del Rosso - Col d'Echele e fino al 21 ottobre alterna turni di linea e di riposo, compiendo qualche ardito colpo di mano.
Il 22, sostituita dalla "Murge", è raccolta a S. Floriano ed il 30 è inviata nella zona Mottinelli - Cusinati - Belvedere - Sommavilla; il 3 novembre in quella Gazzo - Grantorto, ove trovasi alla data dell'armistizio.

 

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