Albo d'oro Caduti del Lazio nella prima guerra mondiale 1915 - 1918


BRIGATA "PARMA"

(49° e 50° Fanteria)

Mostrina

Sede dei reggimenti in pace: Torino.

Distretti di reclutamento: Catanzaro, Lodi, Lucca, Palermo, Savona, Varese

 

anno 1915

anno 1916

anno 1917

anno 1918

 

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Anno 1915

La brigata Parma, all’inizio delle ostilità trovasi riunita a Sedico-Bribano. Verso la metà di luglio, risalito il Cordevole, le viene affidato il compito di presidiare i passi di S. Pellegrino e di Valles, alla dipendenza della I divisione.
Nell’ultima decade di ottobre il IX Corpo d’Armata svolge un attacco sulla fronte Col del Bois - Col di Lana, e la "Parma" vi partecipa, sempre alla dipendenza della I divisione. Il 49° fanteria muovendo dai passi di S. Pellegrino e di Valles, riesce, il 22 ottobre, ad occupare con due compagnie il M. Castellazzo, mentre il 50° manda i suoi battaglioni a rincalzare altre unità operanti contro la linea Col di Lana, Sief, Settsass.
Dal 7 al 23 novembre si rinnovano gli attacchi contro le munitissime posizioni del Col di Lana, ed il 50°, quale riserva del Corpo d’Armata, movendo, parte dal Castello di Buchenstein e parte delle trincee di Livinallongo, rincalza coi suoi battaglioni le truppe in azione, fino a che, arrestate dal mal tempo le operazioni, il reggimento non riprende il suo posto nel consueto settore della brigata.

Alla fine dell’anno la I divisione passa a far parte del I° Corpo d’Armata: il 13 dicembre, quindi, anche il comando della brigata Parma e il 50° cominciano il trasferimento nella zona tra Auronzo e Villapiccola, mentre il 49° rimane in Val Bois col IX Corpo d’Armata.

 

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Anno 1916

Nel febbraio il comando della brigata e il 50°, trasferitisi nel settore Boite - M. Cristallo, entrano in linea nel tratto Tofana Seconda - Boite, e tengono le posizioni, senza notevoli avvenimenti, fino al giugno.
Nell’imminenza di nuovi combattimenti, anche il 49° viene avvicinato alla zona ove opera il resto della brigata; si schiera il 16 maggio con due battaglioni a S. Vito di Cadore e successivamente in Val Ansiei, fra Misurina e S. Marco, quale riserva del Corpo d’Armata.
Gli attacchi hanno principio il 7 giugno a cavaliere della strada d’Alemagna, contro la fronte Croda dell’Ancona - Punta Forame. Nei giorni dal 7 al 10 il 50°, con alcuni suoi reparti, raggiunge i reticolati di Val Rufreddo e nelle due giornate successive, 11 e 12, aiutato da un battaglione del 49°, riesce ad occupare alcuni tratti di trincea nemica; ma le impervie Dolomiti, presidiate da un nemico agguerrito ed abile nello sfruttare le risorse della montagna, oppongono un baluardo insuperabile al valore dei nostri fanti; i combattimenti languono; interrotti il 13, sono ripresi vigorosamente, ma senza il premio di concreti risultati, fra il 15 e il 22.
A testimoniare il valore della brigata Parma in questi combattimenti, valgano le cifre delle sue perdite: dall’11 al 22 giugno sono 909 uomini fuori combattimento fra cui 34 ufficiali.
Il 24 giugno il 49° si trasferisce a Fiera di Primiero e passa a far parte di una speciale unità tattica, denominata "Nucleo Ferrari" e destinata ad agire nell’alta Val Cismon.
Il 21 luglio al reggimento è affidato il compito di conquistare il Passo di Rolle e il M. Cavallazza. Lo slancio e l’ardimento delle truppe portano il 49° alla rapida conquista di tutto il massiccio della Cavallazza; 233 prigionieri e abbondante materiale di guerra catturati coronano il successo.
Di là il 49° scende al passo di Rolle e si unisce a reparti della 17a divisione che avevano operato sulla destra. Circa un mese dopo, i combattimenti nelle Alpi di Fassa vengono ripresi; il 49°, sempre col "Nucleo Ferrari", punta sulla posizione di Cima Forcella Maggiore; il terreno è molto aspro, così come il fuoco e la resistenza del nemico assai vivi, ed il reggimento, nonostante il valore, la tenacia e i sacrifici spiegati, giunge solo ad intaccare le prime difese della posizione, che, in complesso, resiste. Il 26 si interrompe il combattimento, e il 49° si sposta nel settore di Cima Busa Alta. Il 13 e fino al 21 la lotta è ancor ripresa nelle Alpi di Fassa; le cime più alte non cadono, ma diverse posizioni avanzate sono occupate stabilmente dai nostri.
Frattanto nel settore Boite - Cristallo il 50°, rimasto nella Val Rufreddo, non riposa; ripetuti attacchi sono sferrati contro la Punta Forame: più intensi il 29 agosto, essi si chiudono il 3 settembre, portando in complesso alla stabile conquista di una notevole parte del "Trincerone" austriaco.
Ai primi di ottobre due battaglioni del 50° sono trasferiti in Val Grande e a Passo Tre Croci, quali riserva.
Il 21 novembre il comando della brigata passa dal settore Boite - Cristallo a Caoria, in Val Vanoi, dove assume il comando della brigata mista 23° - 49° fanteria.

Più tardi, in dicembre, il 50° lascia il fronte di Val Rufreddo ed inizia i movimenti per riunirsi alla brigata, che viene in tal modo ricostituita; il secondo anno di guerra si chiude per essa senza altri notevoli avvenimenti.

 

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Anno 1917

I primi mesi del 17 la brigata li trascorre nelle posizioni dell’alta Val Cismon; la stasi invernale non consente, fino all’aprile, alcuna operazione.
Il 30 aprile la "Parma", passata a far parte della 4a divisione scende a Feltre, per proseguire verso la più tormentata fronte dell’Isonzo. Alla vigilia della 10a battaglia dell’Isonzo la brigata Parma si avvia al suo nuovo posto di combattimento. Il 25 maggio è già in linea sulla fronte di Castagnevizza, dove attacca verso le posizioni della Montagnola; nei soli due primi giorni di battaglia i reggimenti lasciano sul campo 93 morti e 450 feriti, e i combattimenti proseguono accaniti contendendo al nemico, con furiosi assalti e contrassalti, palmi di terreno; primeggia, fra gli altri battaglioni, il I/49° che riesce ad ottenere sensibili vantaggi verso Castagnevizza.
Nella notte sul 14, la brigata va a riposo e inizia così il ritmo alterno di lotte o di soste brevi, caratteristico del Carso. Il 21 giugno è di nuovo in linea, dove l’attende un poderoso attacco nemico, che si sferra il 2 luglio. Dopo un intenso bombardamento gli austriaci riescono a penetrare nelle trincee del 50°, ma per brev’ora, ché il giorno 3 successivo un brillante e deciso contrattacco riporta il reggimento sul terreno lasciato; nella giornata del 4, poi, con ardita azione di pattuglie, i nostri snidano e ricacciano il nemico fin dagli ultimi posti avanzati. Sono tre giorni di battaglia che da soli costano al 50°, 69 morti (2 ufficiali) e 240 feriti (6 ufficiali).
Il 6 luglio la "Parma" riceve il cambio dalla "Novara" e va a riposo a Sagrado, sempre alla dipendenza della 4a divisione.
Il 24 agosto la brigata è di nuovo in linea sul fronte Volkowniak - Vippacco con la suddetta divisione. L’11a battaglia dell’Isonzo, a questa data, è già in pieno e grandioso sviluppo; il nemico, rovesciato dalle posizioni della Bainsizza e premuto nella morsa di un nuovo potente attacco sul Carso, reagisce violentemente.
Ai due reggimenti della "Parma" tocca respingere vigorosi attacchi nemici. Ciò si verifica il 25 - 28 e il 29 agosto, e soprattutto il 4 settembre; gli attacchi son tutti respinti valorosamente, non senza gravi sacrifizi di uomini. Dopo un periodo di calma, il 9 ottobre, il 49° respinge un nuovo attacco nemico, sferrato verso sera contro la q. 126 (Vippacco).
Il 20 ottobre la brigata lascia il settore e si trasferisce a S. Maria la Longa, alla dipendenza della 63a divisione.
Cominciata il 24 ottobre la grande offensiva austro-tedesca, la brigata viene subito inviata tra Flambro e Talmassons, per organizzare la difesa della testa di ponte di Codroipo; un successivo ordine prescrive alla "Parma" il trasferimento nella zona Carnia, ma, data l’eccezionale congestione dei trasporti ferroviari, essa non può partire al completo ed il giorno 26 ottobre, alla stazione di Codroipo s’imbarcano solo il comando della brigata e il 49°, mentre il 50° viene posto alla dipendenza del Corpo d’Armata speciale Di Giorgio.
Da quel giorno la sorte dei due reggimenti della "Parma" è separata.
Il comando di brigata e il 49° sono a Gemona il 27 ottobre, quando già la rapida avanzata nemica dal piano e dalle colline di S. Daniele raggiunge quasi il Tagliamento; il 49° passa il fiume al ponte di Braulins e si dispone a difesa della stretta di Trasaghis e M. Brancot. Quivi si sostiene fino al 4 novembre; per sottrarsi quindi ad un inevitabile avvolgimento, è costretto ad un rapido ripiegamento. Il 49° è all’avanguardia, respinge a Pielungo reparti nemici, tenta invano di rompere la stretta avversaria verso Clauzetto e cerca infine, coi resti delle divisioni 36a e 63a, di scendere, il giorno 6 novembre, in Val Meduna; ma i reparti, stanchi, ridotti senza viveri e munizioni, circondati da ogni lato, dopo una valida resistenza, riconosciuta ed elogiata anche dal nemico, vengono in gran parte catturati.
Fortuna migliore tocca al 50°. Il 28 ottobre esso si schiera sulla linea del Tagliamento, fra Pinzano e Spilimbergo, e, fino al 4 novembre, contiene la pressione del nemico, respingendone con slancio i ripetuti attacchi.
La crescente pressione nemica obbliga le nostre truppe a ripiegare dal Tagliamento al Piave; il 50° è alla retroguardia con incrollabile disciplina e ardente valore, come è detto nella motivazione della medaglia d’argento alla sua Bandiera. Per Polcenigo e Conegliano il reggimento giunge la notte dell’8 sulla linea del Monticano, ove riesce ancora a trattenere il nemico fino a ripiegamento compiuto delle unità dietro il Piave.

Il 9 a sera, fatti saltare i ponti sul Monticano, il reggimento passa il Piave a Ponte di Piave e si raccoglie nei pressi di Padova, alla dipendenza della 20a divisione. Il 21 novembre, ai pochi superstiti del 49°, sono uniti battaglioni di marcia tratti dai depositi del 21°, 22° e 87°, ricostituendo completo il reggimento, e così la "Parma", è finalmente ricomposta. Il 22 dello stesso mese essa inizia il trasferimento nelle Giudicarie. Il 9 dicembre, con la 20a divisione, è già in linea, con un reggimento, sull’aspra montagna del Lavanek, mentre il 50° è tenuto dal Corpo d’Armata in fondo valle, quale riserva.

 

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Anno 1918

Nulla d’importante nei primi mesi dell’anno per la brigata Parma. Discesa il 28 febbraio in piano fra Sabbio, Chiese e Odolo per riordinare ed istruire i reparti, risale il 30 marzo nel settore orientale delle Giudicarie nel tratto M. del Pini -Bezzecca, sempre con la 20a divisione, e vi rimane fino alla fine di luglio senza avvenimenti notevoli.
In agosto, dopo una breve sosta in Val Camonica, dove accampa coi reggimenti fra Incudine e Vezza d’Oglio, la brigata si trasferisce nei pressi di Vicenza, ove giunge il giorno 21. Il 27 settembre è di nuovo in linea con la 20a divisione sull’altipiano d’Asiago: nella sottozona del Lemerle, 49° e 50° si alternano nel servizio di prima linea
Il 2l novembre la 20a divisione inizia l’avanzata con la brigata Lazio in testa, seguita dalla "Parma" nonostante la violenta reazione di fuoco del nemico la V. d’Assa è superata nei pressi di Roana e le truppe procedono celermente per Mezza Selva e M. Erio.

Il 3 novembre il forte di Luserna è nelle nostre mani e il 4 novembre il 49°, che è alle prime avanguardie, passa per Caldonazzo e punta su Pergine quando le ostilità si chiudono per il sopraggiunto armistizio.

 

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