Albo d'oro Caduti del Lazio nella prima guerra mondiale 1915 - 1918


BRIGATA "PESARO"

(239° e 240° Fanteria)

Mostrina

Costituita nel gennaio 1917: Comando di Brigata e 243°, formati il 25 gennaio, dal deposito del 19° Reggimento Fanteria; 244°, costituito il 30 gennaio, dal deposito del 30° Fanteria

 

 

anno 1917

anno 1918

 

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Anno 1917

Tra gli ultimi giorni di gennaio ed i primi di febbraio affluiscono nelle zone di Asolo e di Maser i contingenti destinati alla formazione dei due reggimenti.
Nella suddetta zona la “Pesaro”, alla diretta dipendenza del XX corpo d’armata, rimane fino al 29 aprile attendendo al suo ordinamento ed a continue istruzioni. Il 30 aprile inizia una serie di trasferimenti, che termina il 16 maggio, quando, giunta sulle pendici di M. Zebio, è chiamata in linea sulla fronte Casara Zebio - qq. 1623 - 1591 - 1626.
Primo ad entrare in linea è il 240° il quale il 31 maggio, sostituito dal 146°, scende a riposo fra Passo Stretto, Valle di Campomulo, Tagarlok (Altipiano di Asiago).
Il 6 giugno il 240° ritorna in linea sulle pendici di M. Zebio, mentre il 239°, in vista di una nostra azione offensiva, invia in Pian di Ronchelle due battaglioni in Val di Nos ed il terzo a Passo Stretto.
Alla “Pesaro” il comando della 13a divisione affida in un primo tempo il compito di impadronirsi del costone di q. 1708 (Casara Zebio – Pastorile), q. 1707 e successivamente quello di estendere l’occupazione verso ovest, concorrendo con la brigata Catania, alla conquista del pianoro di q. 1819.
Il 10 giugno ha inizio l’azione.
Compiuta la preparazione di artiglieria, le prime ondate del 239° si spingono verso i varchi, ma le arresta un nutrito fuoco di sbarramento che produce la perdita di 7 ufficiali e 214 uomini di truppa.
Fra i caduti vi è il comandante del 239°.
Gli ulteriori tentativi sono resi vani anche dalle avverse condizioni atmosferiche, così che l’azione è sospesa ed il 239° è inviato in Val Campomulo.
Il 18 giugno è ripresa l’operazione su M. Zebio e il 239° è richiamato in Val di Nos.
La brigata, sempre alle dipendenze della 13a divisione, ha il compito di impossessarsi delle quote 1673 e 1706. Lateralmente concorrono all’azione altre brigate: la “Veneto” su q. 1673 e la “Catania” su q. 1706. Dopo vari tentativi operati da pattuglie per sondare l’efficienza avversaria, il giorno 19 i battaglioni I e III del 240° avanzano, ma il tiro di mitragliatrici in caverna e di artiglieria proveniente da M. Colombara e dal M. Interrotto arresta ancora una volta le successive ondate; interviene anche il II/239°, ma le sorti del combattimento non mutano e le truppe operanti sono costrette ad arrestarsi sulle posizioni raggiunte.
Perdite subite: 23 ufficiali e 555 uomini di truppa.
Il 12 luglio la “Pesaro”, sostituita da reparti della brigata Regina è inviata a Campo Cavallo per un turno di riposo durante il quale provvede a rimettersi in piena efficienza. Dopo un periodo di istruzione iniziato il 23 luglio ad Enego, la brigata l’ 11 agosto inizia una serie di trasferimenti che termina il 25 allorché è destinata a sostituire la “Modena” sulla fronte dei Sober compresa fra la ferrovia S. Pietro - Ovcia Draga e Casa Gialla.
Nella battaglia della Bainsizzza alla “Pesaro”, passata alla dipendenza della 59a divisione è commesso il compito di agire per lo sperone di q. 98 est contro la q. 123 nord e per quello triangolare contro la q. 123 sud.
L’azione è subordinata alla conquista, da parte delle truppe laterali della 48a divisione, delle linee nemiche del Panovizza e del S. Marco.
La “Pesaro” agisce su due colonne: quella del 239° con obiettivo q. 123 nord, quella del 240° con obiettivo q. 123 sud.
Nei giorni 27, 28 e 29 agosto la brigata assolve il suo compito impegnando il nemico ed infliggendo molte perdite.
Il 22 ottobre è nuovamente a riposo tra Moraro e Corona.
Sferratasi, il 24 ottobre, l’offensiva austro-tedesca, alla brigata è affidata, il 27, la difesa della linea Grafenberg - M. Fortin - Medea a protezione del ripiegamento. Il 28, il 240° è inviato sulla linea Jalmicco - Trivignano, il 30 è a Mortegliano a disposizione della 7a divisione.
Mentre il 240° resiste sul posto e subisce ingenti perdite tra feriti e prigionieri, il 239°, passato alla dipendenza tattica della brigata “Brescia”, oppone al nemico incalzante una tenace resistenza a Villanova di M. Fortin ed il 29 inizia il suo ripiegamento prima verso Corona e poi, per Viscone, verso Flumignano. Una nuova resistenza tenta il 30 a Bertiolo; il 31 passa il Tagliamento al ponte di Madrisio e sosta a Cordovado.
Da tale località la “Pesaro”, col 239° ed i resti del 240° inizia il 2 novembre una serie di trasferimenti che termina il 9 per aver modo di rimettersi in efficienza.
Riordinatasi, la brigata raggiunge l’8 dicembre Borso. Il 15, il 240° si reca, per Val Damoro, ad occupare le posizioni di seconda linea fra Col Moschin e Col Fagheron (59a divisione); il 239° si reca in Val Poise quale riserva del VI corpo d’armata. L’indomani il 240° è schierato sulle contrastate posizioni antistanti a Cà d’Anna col compito di resistervi ad oltranza, mentre il 239° viene dislocato, per lavori di rafforzamento, sulla linea M. Oro, Colli Vecchi, M. Meda.
Il 18 dicembre il nemico, preceduto da intensa preparazione di artiglieria, attacca le posizioni dei battaglioni II e III del 240° che lo ricacciano alla baionetta; per due volte il nemico ritenta la prova accanendosi particolarmente contro le posizioni di Cà d’Anna (ovest di Osteria del Lepre) ma è sempre respinto.
Il contegno del reggimento nella tenace resistenza è citato nel bollettino di guerra del Comando Supremo.
Il 20, i battaglioni II e III del 239° concorrono brillantemente, con altre truppe della 66a divisione, alla conquista della vetta di M. Asolone che viene subito rafforzata e saldamente mantenuta, nonostante i violenti ritorni offensivi.
Il 22 dicembre il 240° è inviato a riposo a Borso e nei giorni 28 e 29 anche il 239°, disimpegnato, si disloca nella zona fra Rore, Fontanelle, Cassaneco e Chiesure.

 

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Anno 1918

Destinata a sostituire sul M. Grappa la brigata Messina, la "Pesaro" invia, il 12 gennaio, il 239° in Val Poise, mentre il 240° sostituisce il 93° sulla linea: confluenza Val dei Pez con Val dei Lebi - Case Tasson - Roccolo - testata val delle Bocchette. Il 13, il 239° riprende i lavori sulla linea M. Oro - Colli Vecchi - M. Meda ed il 17 sostituisce il 94° sulla seconda linea del settore orientale del M. Grappa. Nei giorni 30 e 31 gennaio la brigata, rilevata dalla "Lombardia", scende al piano e si disloca nella zona ad est di Bassano, ove passa il mese di febbraio curando giornalmente l'addestramento dei propri reparti.
Si susseguono quindi brevi periodi di riposo alternati da diversi periodi di permanenza in linea con la 15a divisione (settore Val Cesilla - M. Pertica), durante i quali sulla fronte della brigata non ha luogo alcun avvenimento importante.
Il 14 giugno la brigata, sempre alle dipendenze della 15a divisione, inizia il trasferimento sulle posizioni di Colli Vecchi, Val Damoro, Casone di Coston, ma l'offensiva nemica la coinvolge nella lotta accanita e cruenta. La notte sul 15 sono in linea, nella zona di Val Cesilla, il I/239° nel tratto da Croce del Termine a q. 1503 e sul Pertica il III/240° nel tratto q. 1581 - M. Rivon.
Il bombardamento ha inizio e allorché è compiuta la preparazione d'artiglieria, il nemico muove all'attacco e conquista le quote 1478 e 1490 determinando la caduta delle posizioni fronteggianti Val Cesilla e Val Damoro e prosegue verso la q. 1503 che riesce poco dopo ad occupare, nonostante la resistenza opposta dalla 1a compagnia del 239° e dalla 13a compagnia del battaglione complementare.
La critica situazione richiede nuovi sacrifici ai quali si prodigano i fanti della "Pesaro". Il III/239° occupa la linea delle Pendane a sbarramento della Valle delle Foglie, consentendo così alla 3a compagnia di risalire le pendici orientali della q. 1503, sulla cui cresta essa impegna, assieme alla 2a, una cruenta lotta che vale ad arrestare in quel tratto il nemico ed a respingerlo sul versante nord - ovest della quota stessa.
Contemporaneamente il 240° tiene in suo saldo possesso la linea del M. Rivon.
Il nemico però minaccia la q. 1503, la cui necessaria conquista è affidata al 239° coadiuvato dal III reparto d'assalto. I disperati sforzi delle compagnie 7a e 8a del 239° e 3a del reparto d'assalto hanno finalmente ragione dell'avversario che è definitivamente ricacciato dalla q. 1503.
Il giorno 16 giugno la nuova conquista è ampliata fino alla linea di sbarramento fronteggiante la q. 1490. Anche questa è più tardi occupata dal III/239° che spinge anzi alcune pattuglie fin sulla q. 1478. In tal modo tutta la linea di cresta è in saldo possesso della brigata, che merita particolare citazione sul bollettino di guerra del Comando Supremo.
Perdite: 19 ufficiali e 502 uomini di truppa.
Il 19 giugno il 239° si trasferisce a Borso, mentre il 240° si schiera sulla linea di cresta q. 1139 - M. Frontal. Il 23, per concorrere ad una azione svolta da truppe del IX corpo d'armata contro M. Asolone, il 239° si porta in val Poise e si schiera sulla linea: Rovescio di Colli Vecchi - Osteria della Cibera - q. 1690.
All'attacco del 24 giugno, che ha lo scopo di far rilevare l'efficienza delle forze nemiche, prende parte solo il III battaglione del 239° che passa alle dipendenze del 22° fanteria.
Il 16 luglio la "Pesaro" è inviata a riposo a Borso e, dopo un'alternativa di turni di riposo, sempre nella zona di Borso, e di linea, nel consueto settore occidentale del M. Grappa, la ritroviamo il 23 ottobre, in vista della imminente nostra offensiva, col 239° a Cima Grappa e col 240° in Val dei Lebbi.
L'ordine di operazione del comando della 15a divisione assegna quale primo obbiettivo alla brigata lo sperone di M. Pertica - Casera Col della Martina. La colonna principale di attacco è composta dai battaglioni I e II del 239°; il II è in riserva di brigata; il 240° costituisce la riserva divisionale ed è dislocato fra Casone di Cancellalto - Caverne del Grappa - rovesci del M. Rivon. Il 24, sferrato l'attacco, reparti arditi della brigata raggiungono subito la q. 1549, ma il nutrito fuoco di sbarramento avversario arresta le successive ondate. Più tardi l'azione è ripresa: il II/239° è spinto sulla linea di fuoco. Mentre il 239° attacca il Pertica da sud - ovest, il I/240° con altri reparti lo fa da nord: le due colonne si portano fin sotto la vetta del monte ove si rafforzano.
L'azione prosegue il 25: il 240° punta, nella direzione assegnatagli, sul M. Pertica, mentre il 239° agisce prima dimostrativamente verso la q. 1451 e poi a fondo verso la q. 1435 di Casera Cima.
Dopo cruenta lotta il M. Pertica (q. 1549) è conquistato colla cattura di molti prigionieri e abbondante bottino d'armi e munizioni, ma per renderne più saldo il possesso occorre occupare la q. 1451, contro la quale operano il II/239° ed altri reparti. Dopo lotta non meno accanita anche questo caposaldo cade in nostre mani. Il 26 tre compagnie del 239°, formate coi superstiti dei battaglioni I e II, muovono alla occupazione di Col della Martina.
Il nemico il 27 con un violento contrattacco riesce a riprendere la vetta del M. Pertica, ma la tenace resistenza delle truppe schierate su q. 1451 e il tempestivo accorrere dei rincalzi ricacciano definitivamente gli attaccanti e consolidano la conquista del monte. La brigata, sostituita dalla "Modena", è inviata il 28 in Val dei Lebbi. Sue perdite: 88 ufficiali e 1583 militari di truppa.
Il suo valoroso contegno merita la concessione della medaglia d'argento al valor militare alle sue Bandiere e la citazione sul bollettino di guerra del Comando Supremo.
Il 4 novembre la "Pesaro" è trasferita presso S. Eulalia per rinfrancarsi dalle dure fatiche patite.

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