Albo d'oro Caduti del Lazio nella prima guerra mondiale 1915 - 1918


BRIGATA "PIACENZA"

(111° e 112° Fanteria)

Mostrina

 

Costituita il 15 marzo 1915: il Comando di Brigata dal deposito del 25° Fanteria; il 111° dai depositi del 25°, 26°, 62° e 65°; il 112° dai depositi del 61°, 62° e 65°

 

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Anno 1915

La brigata nei giorni 30 e 31 maggio è inviata, per ferrovia, da Piacenza nella zona Lonato - Desenzano, alla dipendenza della 30a divisione, ove sosta fino al 5 luglio compiendo un periodo di intensa istruzione; il 7 raggiunge Cormons e il 12 prosegue per Campolongo. Il 21 è fra Cassegliano, Turriaco e Polazzo ed il 23, mentre il comando della brigata resta a Cassegliano alla dipendenza della 19a divisione, il 111° si disloca fra M. Fortin e Sdraussina a disposizione dell’XI Corpo d’armata ed il 112° si schiera nelle trincee di Polazzo suddiviso fra le brigate Pinerolo e Savona.
Il 25 luglio la "Piacenza", passata alla 20a divisione, attacca col solo 112° e col 49° battaglione bersaglieri ripetute volte le alture ad est di Polazzo conseguendo sensibili risultati ed a costo di gravi perdite (16 ufficiali e 465 militari di truppa). Il 30 l’attacco è ripreso con maggiore veemenza e con felice successo poiché cadono in nostro possesso i trinceramenti antistanti alle quote 118 - 100 - 112 e sono catturati 330 difensori dei quali 14 ufficiali.
Intanto due battaglioni del 111°, dislocati a Sdraussina alla dipendenza della 21a divisione, concorrono con altre truppe all’attacco del M. S. Michele. I primi reparti ne conquistano la vetta, ma devono poco dopo abbandonarla per il violento tiro di artiglieria: le loro perdite sono di 15 ufficiali e 419 gregari.
L’avanzata prosegue lentamente nei giorni 1 e 2 agosto; in seguito le truppe provvedono ad un alacre rafforzamento delle posizioni conquistate. Il 6 con un nuovo attacco è occupata la linea delle citate quote ed è, subito rafforzata, nonostante il continuo tiro di rappresaglia avversario. La brigata, passata il 12 agosto alla dipendenza della 31a divisione, riceve in rinforzo reparti del 137° e 138° fanteria ed estende la sua zona di azione verso sud in modo da comprendere la regione settentrionale e meridionale di M. Sei Busi, ove continuano fino al 24 agosto i lavori di rafforzamento in previsione di un nuovo balzo in avanti verso q. 112 - q. 118 che viene eseguito solo parzialmente e con lievi vantaggi il giorno 25. Il 29 la "Piacenza" scende a riposo prima a Gradisca e poi a Medea, ritornando alla dipendenza della 30a divisione.
L’8 settembre è di nuovo in trincea nella zona del M. San Michele, ma il giorno successivo, in seguito a riduzione delle unità in linea, la brigata scende a Romans, ove rientra alla sua dipendenza il 111° reggimento, che, ritornato in prima linea fin dal 23 agosto, concorre nuovamente agli attacchi dei giorni 28 agosto e 4 settembre contro il M. S. Michele, ma la reazione nemica non consente nemmeno questa volta di mantenere le posizioni conquistate ed il reggimento aggiunge alle perdite già sofferte quelle di 30 ufficiali e 564 gregari.
Dopo un periodo di riordinamento e di riposo, il 24 settembre la brigata presidia la zona S. Michele - S. Martino, ove nei primi giorni di ottobre i suoi reparti, con ardite azioni di sorpresa, riescono a impadronirsi di alcuni elementi di trincea nemica, specie sul M. S. Martino.
Il 6 ottobre la brigata è a Romans per riposare e riordinarsi. Il 14 è in linea sul S. Michele ove, con altre azioni di sorpresa, realizza nuovi piccoli vantaggi territoriali.
Alla 3a battaglia dell’Isonzo (18 ottobre - 4 novembre) la "Piacenza" partecipa attivamente occupando e sorpassando, nei giorni 21 e 22, dopo ripetuti cruenti attacchi, le cime 3 e 4 del M. S. Michele, ma violente reazioni nemiche ed intenso tiro di artiglieria obbligano i reparti ad abbandonare le posizioni; le perdite di questi due giorni di azione sono state di 33 ufficiali e circa 1000 uomini di truppa.
Il 24 ottobre ed i primi giorni di novembre le azioni contro i citati obbiettivi sono riprese col consueto accanimento, ma la configurazione di quel terreno non permette la completa distruzione delle difese accessorie del nemico, il quale se ne avvantaggia per frustrare i progressi fatti dai nostri a costo di gravi sacrifici
Il 6 novembre la brigata scende a Crauglio per riordinarsi e riposare. Il 17 è spostata nella zona di Trivignano - Merlano - Persereano, ove passa il resto dell'anno impiegata col 112° in lavori di sistemazione e di baraccamenti alla dipendenza di altre unità, mentre il 111° è trasferito a Subida a disposizione del VI Corpo d'Armata.

 

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Anno 1916

Fino al 26 marzo la brigata continua le esercitazioni ed i lavori intrapresi, mentre il 111°, nei mesi di dicembre e gennaio, combatte nel settore di Oslavia - q. 188, conseguendo tangibili risultati.
Il 27 la "Piacenza" è inviata a Chiopris - Medeuzza, passando alla dipendenza dell’XI Corpo d’Armata.
Il 13 aprile essa è destinata in prima linea nel settore di Oslavia (Lenzuolo Bianco) sostituendovi la brigata Granatieri, alla dipendenza della 4a divisione e dal 1° maggio a quella della 45a divisione.
Quì permane fino al 22 maggio, allorché è inviata prima a Udine e Codroipo, poi, per ferrovia, a Cittadella ( 4a divisione).
Dopo successivi trasferimenti a Bressanvido, Valstagna, Primolano, Enego, raggiunge il 9 giugno Foza e si schiera nella zona di Val Frenzela - Val Gadena sulle posizioni di M. Miela - M. Tonderecar, alla dipendenza della 25a divisione.
Il 15 ha inizio una nostra azione offensiva contro M. Castelgomberto - M. Fior, nella quale la brigata, dopo ingenti sforzi e rilevanti perdite, riesce a raggiungere e sorpassare gli obbiettivi assegnatile ed il 25 occupa M. Longara, C. Meletta Davanti e Meletta di Gallio arrivando alle falde di M. Baldo e di M. Nos.
Il 26 giugno queste due alture sono in possesso della "Piacenza" che punta ora verso M. Mosciagh e C. Zebio.
Contro dette posizioni essa si accanisce in ripetuti attacchi eseguiti il 30 giugno, il 6, il 22 e 23 luglio ed il 15 agosto, ma l’attiva vigilanza del nemico, favorito dal terreno che rende poco efficace l’azione della nostra artiglieria, non permette che un'alterna vicenda nei risultati e lievi progressi parziali che costano ai reparti sensibili perdite.
Il 2 settembre la "Piacenza" si schiera con quattro battaglioni anche nel tratto di linea tenuto dalla "Sassari", alternando fino alla fine dell’anno i suoi reparti fra turni di linea nella zona Roccolo di M. Catz, - sud del Saliente di Casara Zebio (q. 1600), e di riposo nella zona di Ronchi.

 

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Anno 1917

La brigata permane nella zona di Asiago, nelle posizioni occupate alla fine del 1916, fruendo dei consueti turni di riposo, senza compiere che azioni di pattuglie e piccoli colpi di mano. Il 10 giugno, dopo il brillamento di una mina da noi operato su q. 1476, reparti della "Piacenza" si spingono arditamente avanti fino alle trincee nemiche, ritentando a più riprese la prova, ma il tiro di ben celate mitragliatrici ne frusta sempre l’audace slancio e cadono sul terreno, in questa sola giornata, 31 ufficiali e 350 militari di truppa. Il 19 l’azione è ripresa, ma il nemico, vigilantissimo, rigetta anche questo attacco che ha prodotto 400 perdite delle quali 25 ufficiali. Il 27 giugno la brigata è inviata a riposo in Valpiana; dal 4 al 6 luglio è spostata a Valcapra, passando alla dipendenza della 21a divisione. Il 12 è trasferita prima a Campolongo Vicentino e poi, il 14, nella zona Chiopris - Versa - Medea. Il 21 è in prima linea nel tratto da q. 309 (Castagnevizza) a sud del Dosso Faiti, rilevandovi le brigate Pallanza e Tevere; il 30 - 31 è a riposo nella zona Viscone - Nogaredo.
Trasferita il 15 agosto in autocarri a Rubbia, la "Piacenza" è schierata sul Nad Logem per partecipare alla 11a battaglia dell'Isonzo.
Dopo una serie di attacchi verso q. 363, compiuti fino al giorno 20 con scarsi risultati a causa della intensa reazione nemica, la brigata il 24 è avviata a Romans per riordinarsi.
Il 3 settembre passa alla dipendenza della 14a divisione e si sposta nella zona Fogliano - Castelnuovo schierandosi, il 1° ottobre, sulla fronte del Pod Koriti. Il giorno 8 il nemico, preceduto da intenso tiro di artiglieria, attacca la linea tenuta dal 111° e riesce in primo tempo ad occuparne qualche tratto, ma ne è ricacciato da un energico contrattacco; ritenta la prova il giorno seguente ma subisce uguale sorte.
Il 16 ottobre la brigata scende a riposo a Fogliano e il 19 a Sagrado, passando alla dipendenza del XIII Corpo d’Armata quale riserva. Il 26 è trasferita nella zona Doberdò - Brestovec - Collenero.
Durante il ripiegamento la "Piacenza", passando l'Isonzo al ponte di Sagrado, si raccoglie a Joanniz, il 28 ed il 29 passa il Tagliamento al ponte di Madrisio, raggiungendo prima Morsano e poi S. Vito al Tagliamento - Casarsa, ove concorre alla costituzione di una testa di ponte per proteggere il deflusso delle unità ripieganti.
Il 6 novembre essa è a Visnadello sulla destra del Piave, passando alla dipendenza della 48a divisione; il giorno seguente è schierata nella zona di Nervesa ed il 10, assegnata alla 58a divisione, assume il presidio della fronte Carbese - C. Breda.
Il 5 dicembre la brigata, sostituita dalla "Lucca", è inviata a riposo a Povegliano - Arcade ed il 27 si sposta nella zona Paderno - Ponzano - S. Pelagio.

 

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Anno 1918

il 27, sostituita da reparti della 13a brigata di fanteria inglese, si sposta sulla sinistra del Brenta nella zona Massanzago - Borgoricco ove sosta fino al 15 marzo, nel qual giorno è di nuovo in prima linea sul Montello, nella zona fra Volpago e Selva in sostituzione di unità inglesi.
Dopo alternative fra turni di trincea e di riposo, il 25 maggio la "Piacenza" è in linea, nel settore di Ponti fra Nervesa e Palazzon.
Scatenatasi, il 15 giugno, l’offensiva austriaca sul Piave, la brigata combatte dal 16 al 23 con accanimento e valore. Nervesa, Villa Berti e Fornace sono località per lei di epica lotta e di alterne vicende, ma alfine il nemico è respinto dopo una serie di sanguinosi attacchi e contrattacchi che fruttano meritati elogi alla brigata ed al 111° la medaglia di bronzo e la citazione sul bollettino del Comando Supremo.
La "Piacenza", che ha perduto in questa battaglia 33 ufficiali e 1209 militari di truppa, il 26 giugno è inviata a Povegliano - Visnadello e poi a Vedelago - Fossalunga.
Il 15 luglio è trasferita nella zona Camalò - Musano - Porcellengo per riordinarsi. Il 5 agosto è di nuovo in linea sul Piave nella zona di Spresiano, alternandosi colla brigata Aquila fino al 24 ottobre. All’inizio della nostra grande offensiva del Piave la brigata è schierata da C. Pastrolin a C. Palazzon col compito di agire verso Col della Tombola, M. Cucco, Conegliano.
Il 29, dopo vari tentativi operati nei giorni precedenti, passa il Piave su di un ponte di equipaggio gettato a valle di quelli della Priula e si dirige a Barco coll’ordine di incalzare il nemico lungo l’itinerario Barco - Susegana - Conegliano - Paré - Rua - Vittorio Veneto. Raggiunge quest’ultima località alle ore 10 del giorno 30 dopo 17 ore di marcia ininterrotta e concorre ad imbastire la difesa della stretta di Serravalle che il nemico ha ancora in suo possesso. In tale dislocazione, la brigata trovasi alla data dell’armistizio.
Il 9 giugno 1920 la "Piacenza" destinata in Albania, sbarca a Valona, alla dipendenza della 36a divisione. Il 29 agosto rimpatria e l'8 settembre successivo è disciolta.

 

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