Albo d'oro Caduti del Lazio nella prima guerra mondiale 1915 - 1918


BRIGATA "PINEROLO"

(13° e 14° Fanteria)

Mostrina

Sede dei reggimenti in pace: 13° Fanteria, Aquila; 14° Fanteria, Foggia.

Distretti di reclutamento: Aquila, Brescia, Caltanissetta, Frosinone, Genova, Novara, Padova, Verona

 

 

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Anno 1915

La brigata Pinerolo, partita dalle ordinarie sedi il 21 maggio, all’apertura delle ostilità si trova nei pressi di Palmanova; il giorno 24 passa il confine a sud-est della città ed il 28 trovasi fra S. Leonardo e Villesse, alla dipendenza della 14a divisione (VII Corpo d’ armata). Ai primi di giugno partecipa alle operazioni per il passaggio dell’Isonzo ed avanza nella direzione Pieris-Turriaco, superando deboli resistenze fino alle trincee di Selz, ove il 13° fanteria è arrestato dal nutrito fuoco dell’avversario, protetto da robusti reticolati.
Iniziata la serie delle battaglie per la conquista dell’altipiano Carsico, la brigata Pinerolo viene impiegata durante la I battaglia dell’Isonzo (23 giugno - 7 luglio) nell’attacco contro il M. Sei Busi e le alture di Selz, riuscendo ad occupare alcuni tratti di trincea a sudest di questa località.
Nella 2a battaglia dell’Isonzo (18 luglio - 3 agosto) vengono rinnovati fra il 18 ed il 24 luglio gli assalti contro il M. Sei Busi; il 23 luglio il 14° fanteria, posto alla dipendenza della brigata Benevento (133°-134°), conquista con grande slancio ed a costo di gravi perdite le quote 111 e 118 del M. Sei Busi. Quest’ultima, perduta in seguito ad un contrattacco nemico, ripresa con un nuovo assalto, e dimostratasi poi intenibile per l’intenso fuoco di artiglieria che il nemico vi concentra, viene alfine abbandonata, rimanendo sgombra fra le due linee avversarie. Nel corso della battaglia circa 1500 nomini della Brigata sono messi fuori combattimento, dei quali 44 ufficiali.
Dopo un periodo di riposo nelle retrovie, interrotto da qualche turno di trincea nel settore di Ronchi, la brigata Pinerolo è richiamata in linea durante la 3a battaglia dell’Isonzo (18 ottobre - 4 novembre) per operare contro le alture di Selz ove, a malgrado degli sforzi eroici e delle forti perdite sopportate (1200 uomini dei quali 41 ufficiali), specialmente nei combattimenti sostenuti il 21 e 22 ottobre, non riesce ad espugnare le posizioni nemiche.
Inviata a riposo presso Aquileja ai primi di novembre, rientra in linea il giorno 11 novembre ad est di Monfalcone, fra q. 93 e le officine Adria e vi rimane fino alla fine dell’anno.

 

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Anno 1916

Dal settore di Monfalcone, ove trovavasi agli ordini della 14a divisione, la brigata passa di nuovo alle posizioni del M. Sei Busi, alternando i turni di trincea con brevi periodi di riposo; il 28 marzo il III battaglione del 14° concorre, con azione dimostrativa in direzione di Doberdò, all’attacco della q. 70 effettuato dalla brigata Acqui.
In aprile e maggio la brigata respinge alcuni attacchi nemici.
Incominciata, nella seconda metà di Maggio, l’offensiva austriaca nel Trentino, mentre sull’altipiano di Asiago si svolge un’epica lotta, le assottigliate truppe dell’Isonzo cercano con energiche azioni di tenere impegnata la maggior quantità possibile di forze avversarie, rintuzzandone anche, con violenti contrattacchi, i tentativi di sorpresa e le puntate offensive. In questa fase di operazioni sulla fronte del Carso la brigata Pinerolo compie il 14 giugno, col I battaglione del 14°, in linea a q. 70, un’azione dimostrativa a sostegno di un attacco che la 14a divisione effettua nel settore di Monfalcone. Alla fine dello stesso mese, quando gli austriaci, in piena ritirata sull’altipiano di Asiago, cercano di attrarre le forze dell’Esercito italiano sull’Isonzo e nello stesso giorno (29 giugno) del loro attacco con gas asfissianti sul M. S. Michele, la brigata Pinerolo riesce a conquistare un tratto della trincea nemica di q. 70 ed, unitamente a reparti del 123° e 132° reggimento, ad estendere l’occupazione resistendo poi con fermezza a contrattacchi dell’avversario; il 1° luglio il I battaglione del 13° ed il I del 132° completano la conquista così due trincee nemiche dominanti la valle di Doberdò cadono nelle nostre mani insieme a 650 prigionieri e ad abbondante materiale. Respinti nei giorni successivi altri tentativi austriaci per riprendere le posizioni perdute, il 14 luglio la brigata viene inviata in riposo ad Aquileja passando alla dipendenza della 42a divisione.
Dopo la conquista di Gorizia le nostre truppe, nel corso della 6a battaglia dell’Isonzo (6-17 agosto), avanzano sul Carso portando l’attacco contro le alture ad oriente del Vallone; e la brigata Pinerolo, rientrata in linea il 14 agosto, vi concorre movendo, l’indomani, all’assalto delle nuove posizioni del Pecinka e del Veliki Hriback, e contro di esse lotta per 3 giorni, ottenendo qualche vantaggio, a malgrado del fuoco violento e di un poderoso contrattacco che causano perdite molto gravi (quasi 2000 uomini fuori combattimento, dei quali 54 ufficiali). 
Il 26 agosto la Pinerolo viene inviata a Romans per ricostituirsi, rimanendovi in riposo fino alla metà di settembre, quando è richiamata sul Carso per partecipare alla 7a ed 8a battaglia dell’Isonzo (14-18 settembre ; 9-12 ottobre). Il 16 e 17 settembre infatti il 14°, agli ordini della brigata Lombardia, partecipa all’attacco di q. 265 (Nad Logem) che porta un lieve ampliamento delle posizioni primitive; il 10 ed 11 ottobre il II e il III battaglione del 13° riescono con grandi sforzi ad occupare un tratto della linea nemica sul Veliki Hriback. Queste azioni costano alla brigata la perdita di un altro migliaio di uomini dei quali 45 ufficiali.
Il 1° novembre (9a battaglia dell’Isonzo 31 ottobre - 4 novembre) una brillante azione condotta di sorpresa contro le posizioni nemiche di Bosco S. Grado e di q. 246, permette alla brigata di raggiungere il bosco a nord del Veliki e di affermarsi il 3 novembre sul Volkovnjak (q. 284); i reparti si rafforzano sulle posizioni conquistate e vi rimangono, mantenendole contro i violenti contrattacchi del nemico, fino alla fine di dicembre allorché, ricevuto il cambio, si trasferiscono a Sdraussina per un periodo di riposo.

 

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Anno 1917

Dopo alcuni giorni di trincea (8-28 febbraio) in regione Hudi Log - Nad Bregom, seguiti da un lungo periodo di riposo presso Villesse, il 21 maggio la brigata, alla dipendenza tattica della 34a divisione, trovasi nei presi di Ferleti, donde il 22 raggiunge il pianoro di Nad Bregom per partecipare alla 10a battaglia dell’Isonzo (12 maggio - 8 giugno), operando in direzione di Stari Lokva a rincalzo delle brigate Salerno e Catanzaro.
Il 23 e 24 maggio, insieme con la Salerno, raggiunge la q. 232 (a nord di Versic) ma la conquista non è mantenuta a cagione del tiro di artiglieria e dei contrattacchi violenti del nemico. Il tentativo di oltrepassare Versic, riesce cosicché la nostra linea avanzata rimane stabilita all’altezza di q. 224. L’azione costa in complesso alla brigata oltre 2300 uomini fuori combattimento, dei quali 65 ufficiali.
Riordinata e riposata la Pinerolo compie qualche turno di trincea nel settore di Castagnevizza e Pod Koriti ove trovasi all’inizio della 11a battaglia dell’Isonzo (17 agosto - 12 settembre). Obbiettivi della Brigata, le alture di q. 251 e q. 244 del cosiddetto quadrilatero del Hrbci le cui difese, sostenute da un tiro di grande efficacia, arrestano lo slancio dell’attacco e rendono infruttuosi i successivi assalti dal 19 al 21 agosto. Nei giorni seguenti l’attività della brigata si limita ad azioni dimostrative mediante pattuglie. Alla fine del mese date le forti perdite (31 ufficiali ed oltre 1000 uomini fuori combattimento) i reggimenti si trasferiscono a Campolongo per riordinarsi. Iniziatasi la ritirata dell’Esercito italiano in conseguenza della offensiva austro-tedesca d’ottobre, il 27 la Pinerolo riceve l’ordine di schierarsi sulla destra dell’Isonzo fra Romans e Villesse, alla dipendenza della 4a divisione, per proteggere il ripiegamento; il 29 ripiega a sua volta sulla linea del T. Cormor e, dopo aver sostenuti combattimenti di retroguardia presso Palazzolo della Stella (30 ottobre), raggiunge la Livenza. Proseguendo nella ritirata respinge sulla linea del T. Monticano, un attacco del nemico, ma questo riesce ad avvolgere la destra della brigata, catturando gran parte del I battaglione del 14°, insieme col comando di reggimento. Il 10 novembre la Pinerolo trovasi a S. Biagio di Callalta, sulla destra del Piave, ed il 13 e 14 concorre ai tentativi per la riconquista dell’ansa di Zenson.

Il 28 dicembre la brigata è ritirata dalla prima linea e trasferita a Casier-Monastier (Treviso).

 

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Anno 1918

Riordinati i reparti il 7 aprile la Pinerolo viene assegnata alla 14a divisione, operante sull’altipiano di Asiago, ed inviata in prima linea nel tratto Cima Echar-Costalunga-Val Bella ove compie il regolare servizio di trincea, fino alla metà di giugno.
All’alba del giorno 15 un violentissimo bombardamento annunzia l’inizio della grande offensiva austriaca (battaglia del Piave 15-24 giugno).
Al bombardamento segue un attacco veemente che, sopraffatte dopo lotta accanita le linee avanzate, tenute dal I battaglione del 14°, permette al nemico di impadronirsi del caposaldo di M. Val Bella e di aggirare, dopo una risoluta avanzata verso sud, il ridotto di Costalunga (q. 1262), presidiato dal II battaglione del 14°, il quale, assalito di fronte, di fianco e di rovescio, è costretto ad arrendersi.
Impadronitosi della prima linea, a malgrado dei contrattacchi eseguiti dai nostri reparti di rincalzo, il nemico investe successivamente il ridotto di Cima Echar, tentando di irrompere in fondo Valle Melago attraverso la seconda linea di resistenza da noi improvvisata all’altezza di Busa del Termine, allacciando la Cima Echar colle pendici nord di M. Melago fino a Col Cischietto; ma la strenua difesa e il contrattacco del III battaglione del 13° (riserva di brigata) a Cima Echar e del III battaglione del 14°, insieme con reparti della brigata Siena, a Busa del Termine, frustrano il al contrattacco per la riconquista dell’importante caposaldo di q. 1262 (Costalunga), punto di congiunzione della prima colla seconda linea. Il contrattacco viene effettuato nei giorni successivi col concorso di altri reparti della 14a divisione e, dopo molti sforzi, frutta finalmente la riconquista della contesa posizione, avvenuta il giorno 19, con la cattura di 52 prigionieri, 5 mitragliatrici e materiale vario.
Nei mesi successivi la brigata compie turni in prima linea, alternati con periodi adeguati di riposo, fino ad ottobre allorché, suonata l’ora della riscossa, essa pure si slancia alla conquista della sua parte di gloria. In linea dal 22 ottobre nel tratto Cima Echar - Sella Melaghetto, alla dipendenza della 14a divisione, il 24 e 25 ottobre attacca le linee dello Stenfle (M. Sisemol); il nemico resiste, ma all’alba del 1° novembre la nostra generale avanzata libera la fronte dal cerchio di acciaio ormai definitivamente spezzato e la Pinerolo, trasferitasi ai Campi di Mezza Via, nella notte sul 2 avanza e occupa M. Zebio; il giorno 2 il 14° fanteria, incalzando il nemico, lo impegna in combattimenti di avanguardia a M. Zingarella e M. Cucco costringendolo ad abbandonare, nella frettolosa ritirata, cannoni e mitragliatrici; il giorno 3 il 13° raggiunge Cima Larici ed il 14° Vezzena; il 4 novembre, essendo stato concluso l’armistizio, la Pinerolo rientra ai Campi di Mezza Via dopo aver catturato 1300 prigionieri, 70 cannoni ed abbondante materiale.
Per il contegno esemplare, per l’altissimo sentimento del dovere ed il sublime spirito di sacrificio di cui diedero prova i fanti della vecchia brigata in 12 battaglie sull’Isonzo e nella battaglia del Piave, accanite e sanguinose quali mai la storia aveva registrato, le antiche Bandiere ricevettero, degna ricompensa, la medaglia d’oro al valore militare.

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