Albo d'oro Caduti del Lazio nella prima guerra mondiale 1915 - 1918


BRIGATA "PORTO MAURIZIO"

(253° e 254° Fanteria)

Mostrina

Costituita nel febbraio 1917: Il Comando di Brigata ed il 253° dal deposito del 72° Fanteria; il 254° dal deposito del 79° Fanteria

 

anno 1917

anno 1918

 

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Anno 1917

Il 23 febbraio si costituiscono, rispettivamente, a Riese e a Barcon il 253° ed il 254° fanteria che formano la brigata Porto Maurizio assegnata alla 57a divisione. In dette località essa attende alla sua preparazione bellica.
Destinata in zona di operazione, il 16 aprile, per via ordinaria, inizia la marcia di trasferimento e raggiunge Cittadella, Borgo Vicenza, Fontaniva; il 18, alla fine della seconda tappa, sosta a Vallonara, Caribollo, Pedalto, S. Michele, Valrovina, Pradipaldo; il 22 si disloca fra Stoccaredo - Zaibena - Campi di Mezzavia. Dal 5° bersaglieri prende in consegna i lavori della strada Fontanella - Turcio, quelli del raccordo Campanella, Campomulo sistemando a difesa la testata di Val Melago. I lavori sono affidati al 254°.
Dal 30 aprile al 3 maggio il 253° sostituisce il 111° fanteria nella linea Bosco, Buscar, M. Catz, Roccolo di M. Catz, Camporovere; il 254° si sposta nelle baracche lasciate dal 112° a Camona (Asiago) ed a Val Ghelpak, la brigata assume la difesa del settore che si estende da "casa gialla" di Camporovere a M. Catz.
Fino all'8 giugno i reggimenti si alternano nel presidio della linea e nei lavori stradali e di sistemazione; in detto giorno tutta la brigata è destinata all'azione su M. Rasta. E' il suo battesimo del fuoco. Il 253° è sulle posizioni di Roccolo - q. 1072 - q. 1123 - q. 1120; il 254° nelle trincee di C. Vescovi - Acquedotto - Buscar -  elemento "gamma" - elemento "beta".
Il giorno 10 il battaglione d'assalto, messo a disposizione della brigata, ed il I/254° iniziano l'operazione per il possesso di M. Rasta. Le prime ondate, malgrado la reazione violenta dell'artiglieria, riescono ad occupare la "vecchia trincea" ma non possono procedere oltre non avendo le truppe operanti sulla destra (25a divisione) e sulla sinistra (30a divisione) minimamente progredito per la mancanza di varchi nei reticolati nemici. Il battaglione d'assalto, rimasto a presidiare la "vecchia trincea" per ordine della 57a divisione, nella notte dell'11, rientra nella linea di partenza. L'azione sospesa la sera del 10, ripresa il 18 continua per tutta la giornata del 19; malgrado i tenaci sforzi, le truppe non riescono ad infrangere l'accanita resistenza nemica; il III/254° intanto ha operato con le truppe d'attacco della 30a divisione alla cui dipendenza tattica è passato. Nei tre giorni di combattimento la brigata ha perduto 14 ufficiali e 396 uomini di truppa.
Dal 24 al 25 luglio sostituita dalla "Pisa", la "Porto Maurizio" si trasferisce ad Enego, ove i riparti si riordinano e si preparano a nuovi cimenti.
Il 12 agosto, destinata alla fronte isontina, inizia il trasferimento in ferrovia e raggiunge Tavagnacco presso Udine; il 15, per via ordinaria, si sposta nella zona Corneglons - Selvis; il 19 accampa dopo il bivio di Cividale del Friuli, Cormons, strada di S. Giovanni di Manzano; il 23 compie l'ultima tappa e si sistema in località Spessa, ad est di Cormons. Passata alla dipendenza della 48a divisione sostituisce, nella notte sul 24, la "Taranto" lungo il tratto di fronte Corno della Selletta - Cuore - Belpoggio, ad est di Gorizia, collegandosi a sinistra con la 24a divisione e a destra con la "Piemonte".
Il giorno 28, dopo un'efficace preparazione di artiglieria e di bombarde, con ammirevole slancio i battaglioni della brigata muovono all'attacco delle ben difese posizioni nemiche di q. 193; malgrado il fuoco violento delle mitragliatrici e dell'artiglieria di piccolo e medio calibro, i fanti del 253° occupano la prima trincea nemica, ma il loro entusiasmo s'infrange davanti ai reticolati nemici della seconda linea di trincee, ancora intatti. Il 254°, alla dipendenza tattica della "Bergamo", non essendo riuscito a togliere al nemico il Costone degli Ovuli per poi avanzare verso q. 163, per ordine ricevuto, s'incastra fra q. 174 ed il costone predetto, avanza a mezza costa del costone di q. 174 est e riesce a schierarsi nella stessa trincea occupata dal reggimento fratello. Il nemico è più tenace che mai; alle ore 15 inizia un tiro furioso di artiglieria sulle posizioni occupate per costringere i nostri alla ritirata e mentre il colonnello del 254° con la parola e con l'esempio incita ufficiali e soldati ad avere fede nel successo è ferito a Morte.
I riparti che nella notte si sono rafforzati nella trincea occupata, il 29 mattina riprendono l'attacco per l'occupazione del ciglio tattico di q. 174 est e verso le ore 21 vi riescono, ma ogni ulteriore sforzo è vano; la reazione nemica esplode violenta e tenace. Nelle gloriose giornate la brigata ha perduto 54 ufficiali e 1050 uomini di truppa.
Nelle notti sul 29 e sul 30 la "Bergamo" dà il cambio sulle posizioni alla "Porto Maurizio" che si porta oltre Isonzo tra Stuccara e Boatina (1a divisione), ove rimane fino al 19 settembre. Il 20 passa alla dipendenza della 48a divisione trasferendosi, per via ordinaria, a Pubrida per sostituire nelle notti del 22 e 23 la "Taranto" nel solito settore ad est di Gorizia.
Il 24 ottobre, sferratasi l'offensiva austro-tedesca, lasciati elementi difensivi in linea, ha ordine di iniziare il ripiegamento trasferendosi, per via ordinaria, a Pradis; la brigata il 27 è a Mortegliano e Chiasiellis; il 29 a Beano S. Lorenzo, ove concorre alla difesa della testa di ponte di Codroipo.

Nella sera del 30, benché premuta da riparti nemici che sfilando lungo la ferrovia, sono riusciti a portarsi sul suo fianco destro, la "Porto Maurizio" affronta con eroismo la situazione ed il contegno dei suoi fanti è improntato a grande risolutezza. Soverchiati dal nemico, i superstiti il 31 si trovano in parte riuniti a Casarsa e tra il 10 e il 15 novembre la brigata si va raccogliendo tra Fiume Veneto, Roncade, ed Arsego. In queste ultime località tutti i riparti si ricostituiscono. Il 6 dicembre, la brigata, si trasferisce, per via ordinaria, a Bassano, di là per ferrovia prosegue per S. Nazario, ove passa alla dipendenza della 52a divisione e viene così dislocata: il I/253° occupa lo sbarramento di Pra Ventor, collegandosi sulla destra a Col Moschin con la 51a divisione; il II/253° si porta sulla destra del Brenta a ridosso dello sbarramento Oliero - Casa Beldre; il III/254° sostituisce sul dosso di Costa Alta il battaglione alpini Morbegno. Per lo sbarramento di Val Brenta viene assegnato al reggimento il battaglione complementare della "Regina" che si schiera fra il I e II battaglione. Il II e III/254° si dislocano a Col d'Astiago, il I a Pra Lungo. Il 10 al comando di brigata viene assegnato lo sbarramento di Merlo; quello di Valstagna è commesso al comandante del 253° alla dipendenza del 1° raggruppamento alpino. Il resto dell'anno la brigata rimane sulle posizioni alacremente lavorando per rafforzare gli sbarramenti difensivi di Val Brenta e prende parte a piccole operazioni a nord di Cà d'Anna e su Roccie Anzini.

 

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Anno 1918

I primi giorni del nuovo anno trovano ancora la "Porto Maurizio" sulla linea difensiva Col d'Astiago - Pra Lungo - Pra Ventor - Oliero - Costa Alta - Merlo.
Il 10 febbraio, con riparti alpini del "Vicenza" e del "Morbegno" il II/253° e I/254° operano un contrattacco su Sasso Rosso e ritolgono al nemico le posizioni occupate il giorno precedente. Anche in questa occasione il contegno delle truppe viene vivamente elogiato dai comandi superiori. Il 2 marzo, dopo 84 giorni agli sbarramenti di Merlo - Valstagna - La Grottella, la brigata si trasferisce, per via ordinaria, fra Campese e Valrovina e ritorna alla dipendenza della 60a divisione. Il riordinamento dei riparti procede rapidamente. Nei giorni 13 e 14 con automezzi e per ferrovia viene trasportata in prossimità di Vicenza, ove rimane fino al 26, giorno in cui si sposta a Campo Rossignolo per lavori. Il 27 il II/253° passa a disposizione della 24a divisione francese ed occupa il tratto della marginale fra M. Mosca (escluso) e la valle di Granezza d'Asiago. I battaglioni si alternano nel lavoro di sgombero della nave e nel servizio di presidio.
Il 18 aprile sono messi a disposizione della 24a divisione francese un altro battaglione ed i riparti zappatori dei reggimenti. Dal 23 al 27 aprile la brigata lascia la zona Campo Rossignolo - M. Mosca - Granezza d'Asiago e si trasferisce in due tappe per via ordinaria a sud-est di Vicenza: il 253° fra contrada Civenna, Casale, Cascina Pelosa; il 254° a contrada Le Porte, Torri di Quartesolo, Cascina Pelosa, per un periodo di riposo. Il 3 giugno inizia la marcia di trasferimento verso est che effettua in due tappe seguendo l'itinerario Torri Quartesolo - Sansughe (a sud di Cittadella), zona stazione Castelfranco Veneto. Il 14 si sposta verso nord fra Castello di Godego e Loria, iniziando così la marcia di avvicinamento alla linea del Mussolente che la brigata occupa, il 15, nel tratto S. Nicola - Colbertaldo - Liedolo e dalla quale viene ritirata il 16 perché destinata alle operazioni del Montello. Il 19 giugno il 254° passa in riserva d'armata, il 253° prende parte all'azione su Nervesa. Avvenuto lo scatto, il I e III/253° riescono a portarsi fin sotto l'argine della ferrovia, ma il fuoco micidiale delle mitragliatrici arresta ogni ulteriore avanzata. Per quanto la reazione nemica sia violenta l'entusiasmo e lo spirito di abnegazione non scema nei fanti della "Porto Maurizio" che ritentano nella notte, in unione col II/253°, violenti attacchi dal nemico rabbiosamente respinti.
In questa prima fase, encomiabile è il contegno dei riparti impegnati, messo in luce nella motivazione della medaglia di bronzo che fu poi concessa alla Bandiera del 253°.
Il mattino del 23, avuto sentore che il nemico si sta ritirando, lasciate poche forze a presidio della linea, il I e II/253°, il I/254° e le due compagnie mitragliatrici di brigata scattano dalle posizioni impetuosamente e si lanciano all'inseguimento, rastrellando nemici, ricuperando armi, liberando molti nostri feriti fatti prigionieri nei giorni precedenti ed occupando Nervesa contemporaneamente a truppe della "Mantova".
Le perdite subite sono di 19 ufficiali e 329 uomini di truppa. Alla brigata viene assegnato il sottosettore di Spresiano (frazione est del settore Ponti) occupato dai battaglioni II e III/254° non impegnati nel combattimento.
Nella notte sul 24 il 253° passa quale riserva della 6a divisione e si porta a Visnadello, mentre il I/254° passa in riserva del sottosettore ed occupa la linea tolta al nemico il 23.
Durante la permanenza nel sottosettore di Spresiano molteplici attività vengono esplicate; il 253° esegue lavori di rafforzamento, ricupera materiali, partecipa con altre truppe alla mietitura del grano; il 254° quasi ogni notte invia pattuglie sulla riva sinistra del Piave a riconoscere l'organizzazione difensiva avversaria.
Il 15 luglio la brigata Aquila rileva la "Porto Maurizio" che si riunisce a contrada Contarina, ove rimane fino al 2 agosto.
Nella notte sul 3 agosto essa dà il cambio sul Montello alla "Pisa"; il 253° occupa la sezione E che va da C. Saccardo a Castelvieri; il 254° la sezione D dalla strada n. 6 a Casa Saccardo. Oltre alle compagnie mitragliatrici di brigata passano alla dipendenza tattica di detto comando due compagnie mitragliatrici divisionali (3a e 28a) che si dislocano rispettivamente a sorgente dei Frati in sezione E, ed a "dolina Nardi", Q. 194, sezione D, rafforzate da armi appartenenti a compagnie di corpo d'armata. I battaglioni, che si sono avvicendati nel servizio di prima linea, hanno atteso al lavoro di sistemazione e di pulizia, al riattamento di tratti franati ed hanno eseguite continue incursioni notturne con pattuglie sull'isola Cremona. Il 4 settembre, rilevati dalla "Pisa", i reggimenti della "Porto Maurizio" si trasferiscono nella zona di riposo a sud est di Montebelluna.
Rimangono sul Montello, a disposizione del comando genio del XXII corpo d'armata, il II/253° ed il II/254° per essere impiegati in lavori difensivi e stradali.
Il 3 ottobre la brigata rileva la "Pisa" sulla consueta fronte e continua il lavoro per la costruzione di nuove fasce di reticolati per l'approfondimento della linea marginale, lavori ripetutamente ostacolati dal cattivo tempo.
Il 24, 25 e 26 ottobre in previsione dell'azione offensiva per il passaggio del Piave, i riparti vengono disimpegnati dalla linea, ad eccezione del I/253° e del I/254° che rimangono a guarnire la marginale e dislocati in prossimità delle basi per il traghettamento.
Iniziata la battaglia di Vittorio Veneto, il I scaglione del LXXII riparto d'assalto, operante con la brigata, traghetta, nella notte del 27, il Piave ostacolato dal fuoco violento di mitragliatrici appostate nei pressi di C. Mira e da quello di artiglieria di ogni calibro.
Il tiro incrociato ed insistente si mantiene accanito ed impedisce il passaggio di altri scaglioni, distruggendo barche e ponti. Alle prime luci del 28 è ripreso il passaggio del Piave sopra una passerella costruita nella notte; alle ore 8 il II e III/253° ed il II e III/254° e le due compagnie mitragliatrici di brigata sono sulla riva sinistra del Piave. Avanzano su Villa Malta, che raggiungono a sera dopo aver combattuto.
All'alba del 29 viene ripresa l'avanzata; il 253° con obbiettivo S. Maria di Feletto, il 254° Audiga. Il 30 è occupato Formeniga, ove viene catturata una batteria antiaerea e vengono fatti dei prigionieri, e successivamente Pianale, Villa De Bernardi, Somera, S. Luca; il 31 Revine Lago. Il 1° novembre la brigata riprende la marcia su due colonne: quella di destra (253°) da Longhere per M. Pezza, Cascine di Van deve scendere lungo la sinistra del torrente Zigogna; quella di sinistra (254°) da Revine per Col del Pel - Col Frascon deve scendere lungo la destra del Limana, per puntare verso la conca Bellunese e sull'alto Piave e tagliare al nemico la ritirata. Allorché la colonna di sinistra raggiunge Col Frascon la brigata ha ordine di dirigersi, anziché direttamente al Piave, su Belluno per tagliare la ritirata a numerose forze ripieganti; il 254°, dopo aver sostenuto a Polentes un violento scontro con una colonna nemica che si difende energicamente, entra in Belluno raggiunto, dopo qualche giorno, dal reggimento fratello.
La medaglia di bronzo concessa alla Bandiera del 254° è il riconoscimento del valore dei fanti del reggimento.
L'armistizio "Badoglio" trova la brigata tra Visone e Belluno.

 

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