Albo d'oro Caduti del Lazio nella prima guerra mondiale 1915 - 1918


BRIGATA "RAVENNA"

(37° e 38° Fanteria)

Mostrina

Sede dei reggimenti in pace: 37° e 38° Fanteria, Alessandria.
Distretti di reclutamento: Alessandria, Avellino, Casale, Ferrara, Foggia, Lecco, Padova, Palermo, Pesaro, Piacenza, Rovigo, Taranto, Treviso

 

anno 1915

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Anno 1915

All’inizio della guerra la brigata è dislocata nella zona di Cividale, ove si trova sin dal mese di aprile.
Il 24 maggio, alla dipendenza della 3a divisione, passa il confine e, per le dorsali di Scrio, Claunico e Gradno, raggiunge il costone di Verhovlie, senza incontrare resistenza.
L’8 giugno riceve l’ordine di passare l’Isonzo a Plava ed attaccare il costone Kuk - Vodice - M. Santo, che difende dalla parte settentrionale la città di Gorizia.
Il passaggio del fiume ha inizio il giorno 9 per opera di un nucleo di volontari (200 uomini) del 38° fanteria i quali, passati sull’altra sponda, occupano il caseggiato di Plava, spingono pattuglie sulle pendici di q. 383, ed iniziano l’attacco per la conquista di quelle importanti posizioni. Il giorno 11 i battaglioni I e II/38°, occupata in un primo tempo la q. 383 e perdutala in seguito ad un contrattacco del nemico, riescono, con l’aiuto di rincalzi, a stabilirsi sulle pendici della quota; al mattino del 12 tutta la brigata trovasi schierata sulle pendici di q. 383.
Nel corso della giornata le truppe tentano di impadronirsi della vetta, ma dopo aver subito perdite gravissime, sono costrette, verso sera, a ripiegare sull’abitato di Plava.
Un altro tentativo, rinnovato il giorno 13 dal 37° fanteria, viene arrestato dal fuoco nemico. In queste cruente azioni la brigata perde 52 ufficiali e 1500 uomini di truppa, ma raggiunge l’importante risultato di costituire nella zona di Plava una testa di ponte.
Fra il 22 giugno e l'8 settembre la Ravenna viene destinata, sempre con la 3a divisione, ad operare nella zona del Sabotino; ivi prende parte alla 2a battaglia dell’Isonzo (18 luglio - 10 agosto) concorrendo con altri reparti all’attacco del tratto di linea fra q. 507 e Pod Sabotino, senonché l’intensità del fuoco e la robustezza delle difese accessorie nemiche, contro cui sono insufficienti i nostri mezzi di distruzione, non consentono che scarsi risultati.
La brigata rimane in prima linea fino all’8 settembre e, dopo un breve riposo, ritorna nel settore di Plava, alternandosi con la brigata Forlì nelle trincee della testa di ponte di Plava, che frattanto è stata ampliata verso Globna e verso Zagora.
Ripresa l’offensiva con la battaglia dell’Isonzo (18 ottobre - 4 novembre), alla brigata Ravenna viene affidato il compito di irrompere su Zagora, impadronirsene e proseguire su Zagomila. L’attacco ha inizio il 21 ottobre e, benché ripetuto per più giorni con tenacia ed alto spirito di sacrificio (che lo stesso nemico dovrà poi riconoscere ed apprezzare) non consegue che piccoli progressi, soprattutto per la potente organizzazione difensiva avversaria e per la scarsità dei nostri mezzi di distruzione. In tale lotta sanguinosa la brigata perde oltre 1300 uomini, dei quali 15 ufficiali morti, 31 feriti e 5 dispersi. Ritirata, il 4 novembre, dalla prima linea ed inviata in Val Cosbana per un breve riposo, la Ravenna, verso la fine di novembre, ritorna ad alternare i battaglioni nelle trincee di Plava e di Zagora.

 

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Anno 1916

Durante l’inverno e la primavera la Ravenna alterna il servizio in prima linea alla testa di ponte di Plava, con turni di riposo nella zona di Claunico.
Sviluppatasi l’offensiva austriaca nel Trentino (15 maggio) ed iniziatasi l’invasione da parte del nemico, il 1° giugno la brigata Ravenna, chiamata alla difesa del territorio minacciato, inizia il suo trasferimento nella zona di Padova, donde viene inviata sul M. Novegno, agli ordini della 35a divisione. Quivi, nell’azione controffensiva italiana, essa avanza decisamente il giorno 25, occupando il Pria Forà e successivamente, il 27 giugno, M. Gamonda.
Fra il 28 giugno e il 4 luglio la Ravenna, insieme con altri reparti della 35a divisione, continua l’avanzata con decise azioni che le fruttano la presa dei Sogli Bianchi (29 giugno) e le permettono di affermarsi su M. Calgari e presso il Seluggio, ove il 4 luglio un nucleo del 38°, inerpicandosi arditamente di roccia in roccia, riesce ad aggrapparsi a pochi metri dalla cima (q. 1100). L’azione viene ripresa il 10 per impadronirsi della cima, ma dopo lotta accanita, protrattasi fino al 15 luglio, la contesa sommità, più volte presa e perduta, rimane, a nemico.
Verso la metà di settembre la Ravenna viene ritirata per un adeguato periodo di riposo, dopo le sensibili perdite subite (oltre 800 uomini di truppa e 31 ufficiali fuori combattimento).
Per il valore, la fermezza e l’ardimento di cui diedero prova i valorosi fanti nel 1915, durante il passaggio dell’Isonzo, e nel 1916, durante l’offensiva nemica nel Trentino, la Bandiera del 38° reggimento venne decorata con la medaglia d’argento al valor militare.
Ai primi di ottobre la brigata Ravenna si trasferisce per ferrovia a S. Giovanni di Manzano e quindi a Pubrida (Cormons), entrando alla dipendenza della 11a divisione, operante nella zona di Gorizia (settore di Vertojba). All’inizio dell’offensiva del novembre (9a battaglia dell’Isonzo: 31 ottobre - 4 novembre), nei giorni 1 e 2 la brigata, muovendo decisamente dalle trincee di Vertojba, attacca le alture a sud-est di Gorizia (quote 123 - 106 - 133), senza però riuscire a superarle per la valida resistenza nemica ed il terreno reso impraticabile dalle piogge.

Il 28 novembre la brigata si trasferisce a Moraro per un periodo di riposo, rientrando poi in linea il 29 dicembre nel settore Vertojba - Merna.

 

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Anno 1917

Fino alla metà di maggio la brigata, agli ordini della 12a, e, dopo il 3 febbraio, della 7a divisione, opera nel settore Vertojba - Merna ove i battaglioni si alternano nel servizio di prima linea, compiendo i loro turni di riposo nella zona Moraro - M. Fortin.
Iniziata la 10a battaglia dell’Isonzo (12 maggio - 8 giugno) il 37° fanteria, il 14 maggio, muove all’attacco di q. 86 (Vertojba) e rinnova anche nei successivi giorni 15 e 16 i tentativi, i quali riescono infruttuosi a malgrado delle perdite sensibili (circa 350 uomini fuori combattimento, dei quali 5 ufficiali).
Il 38° fanteria, operante alla dipendenza tattica della 48a divisione nel settore S. Marco, il 23 maggio, dando ancora una volta prova del suo valore, conquista a costo di notevoli perdite (oltre 400 uomini dei quali 19 ufficiali) una importantissima posizione (Casa Diruta - Due Pini) catturando anche un centinaio di prigionieri. Cessata l’azione offensiva, la brigata rimane fino all’agosto nel settore, continuando ad alternare i turni di trincea con periodi di riposo nella zona di Moraro.
Frattanto sono in corso i preparativi della grande offensiva per la conquista dell’Altipiano della Bainsizza. La brigata Ravenna, passata agli ordini della 49a divisione, si sposta nel settore di Kambresko e il 24 agosto, dalle pendici occidentali del Sommer, muove decisamente verso l’obbiettivo assegnatole (Strada di Chiapovano - Rokel - Vrh). Occupate dopo lunga e violenta lotta, le posizioni intermedie di Ravne - q. 895, i fanti della Ravenna continuano ad incalzare il nemico con tenacia: il 26 agosto il 37° fanteria conquista q. 920 sulle alture antistanti al Volnik; meno fortunato, il 38° non riesce a progredire. Il giorno 28, col concorso di altri reparti, si conquistano le alture di Grotta (Volnik), ma il violento fuoco del nemico non consente di mantenerle.
Il 31 agosto la brigata si trasferisce a Prodesca e poi a Canale, alla dipendenza della 68a divisione per riordinarsi e colmare i vuoti (dal 25 al 30 agosto ha avuto 45 ufficiali e 1300 uomini di truppa fuori combattimento); ma è nuovamente in linea sulla Bainsizza, nel tratto Koprivsce - q. 814 - q. 725, all’inizio dell’offensiva austriaca dell’ottobre 1917.
Dopo aver respinto brillantemente nella giornata del 24 ottobre un vigoroso attacco, la brigata in conseguenza della situazione creatasi per lo sfondamento della fronte nella zona di Tolmino, inizia, il giorno 25, il ripiegamento sotto la persistente pressione del nemico, che costringe i reparti di retroguardia a sostenere accaniti combattimenti. 
Cedendo il terreno palmo a palmo, la brigata il giorno 26 ripassa l'Isonzo a Plava e il giorno 27 giunge al Torre; il 30 i reggimenti ripiegano: il 37° su S. Maria di Sclaunicco, il 38° su Lestizza, con elementi a Mortegliano. Ivi un veemente e subitaneo attacco nemico travolge il Comando e parte del 38°, i cui superstiti, raggiunto il 37° a S. Maria di Sclaunicco, con esso riprendono la ritirata e, passato il 31 ottobre il Tagliamento sui ponti di Madrisio ed il 5 novembre il Piave al ponte della Priula, giungono, il successivo giorno 6, nei pressi di Venegazzù, ove la brigata si riordina completando gli effettivi coi superstiti delle brigate Sele, Palermo, Verona, Campobasso e Pescara. Viene così ricostituita provvisoriamente su tre reggimenti (37°, 67°, 85°): finché, portatasi il giorno 14 nei pressi di Arsego e riformato il giorno 16 il 38° fanteria, riassume la composizione normale passando alla dipendenza della 24a divisione.
Destinata ad operare nella regione del Grappa, la brigata viene inviata in prima linea, nella notte del 25 novembre, fra Col dell’Orso e M. Solarolo; donde ai primi di dicembre, si sposta col 37° a M. Spinoncia - Valle Scura e col 38° fanteria a Fontanelle - M. Valderoa. Il giorno 11, dopo una violenta preparazione di artiglieria, il nemico attacca energicamente le linee dello Spinoncia conquistandone, dopo vivace combattimento, la cima, presidiata da un battaglione del 37°, che è costretto a ripiegare dopo aver perduto più di metà dei suoi effettivi (16 ufficiali e circa 450 uomini di truppa). Il 38° fanteria, invece, attaccato fra il 14 e il 17 dicembre, resiste sulle posizioni nonostante le forti perdite (23 ufficiali e circa 900 uomini di truppa fuori combattimento).

 

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Anno 1918

La Ravenna rimane nel settore di sinistra di Val Calcino, ed allorquando il nemico, iniziata la grande offensiva (battaglia del Piave, 15 - 24 giugno), attacca violentemente le nostre posizioni, trovasi schierata nel settore occidentale di V. Calcino lungo il tratto Col dell’Orso - Croce dei Lebi - Malghe Valpore. Gli attacchi dal nemico più volte tentati fra il giorno 16 e il 19 giugno contro le linee delle Malghe, s’infrangono dinanzi alla resistenza accanita dei fanti, specialmente del 37°.
Fallita l’offensiva nemica, la brigata si sposta nel settore occidentale, occupando le linee da q. 1559 del Casonet allo sbarramento di V. Calcino.
Il 4 e 5 luglio tenta di impadronirsi delle posizioni del Solarolo: ed il 14 - 15, con una nuova azione, vi riesce, ma il tiro di distruzione dell'artiglieria nemica, rendendo la posizione conquistata intenibile, costringe gli assalitori a ripiegare. Nessun altro avvenimento notevole si verifica nei mesi successivi fino ad ottobre, quando la brigata è inviata a riordinarsi nei pressi di Treviso. Il 27 ottobre la Ravenna, chiamata a concorrere alla battaglia di Vittorio Veneto (24 ottobre - 4 novembre), passa il Piave sul ponte di Salettuol e muove il 29 all’inseguimento del nemico in ritirata verso il T. Monticano; il 37°, vinta il 30 ottobre la resistenza del nemico, prosegue fino a Stevena, ed il 31 raggiunge la linea Col del Fer - Castello di Caneva, donde cerca, con brillanti attacchi, di sospingere il nemico ancora in forze nella Valle del Sarone.
Il 1° novembre, superate alfine le ultime resistenze, la brigata prosegue verso la Livenza ed il 3 novembre ha già gli avamposti sulla destra del Tagliamento; il III/38° passa il fiume il 4 novembre sul ponte di Bonzicco (sud di Spilimbergo) costituendo una testa di ponte sulla riva sinistra.
Come premio del valore, e dell’ardimento addimostrati dai fanti della brigata, le Bandiere dei due reggimenti furono decorate della medaglia d’argento al valor militare. Il miglior attestato di lode pei valorosi della Ravenna è costituito dalle affermazioni dello stesso nemico. Il generale Boroevic, comandante della 5a Armata austriaca, nella sua Relazione dice testualmente, parlando delle brigate della 3a divisione, fra le quali la Ravenna: “I reparti avversari effettuarono ostinati attacchi contro le nostre posizioni di Plava con grande bravura e grande valore, sì che anche le nostre truppe non poterono a meno di apprezzarne il contegno”.

 

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