Albo d'oro Caduti del Lazio nella prima guerra mondiale 1915 - 1918


BRIGATA "REGGIO"

(45° e 46° Fanteria)

Mostrina

Sede dei reggimenti in pace: 45° Fanteria, Sassari; 46° Fanteria, Cagliari.
Distretti di reclutamento: Avellino, Genova, Messina, Pinerolo, Roma, Venezia

 

anno 1915

anno 1916

anno 1917

anno 1918

 

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Anno 1915

La brigata, lasciate le sedi di Sassari e Cagliari alla fine di aprile, trovasi allo scoppio delle ostilità dislocata in Cadore, tra Perarolo e Tai, alla dipendenza della 17a divisione.
Ai primi di giugno si spinge, per la Val Costeana, fino al Passo Falzarego, ed il 13 dello stesso mese inizia, insieme con le altre truppe della divisione, un’azione offensiva, diretta ad impossessarsi delle posizioni nemiche tra la testata di Val Travenanzes e la Valparola. L’asprezza del terreno e la tenacia della difesa nemica impediscono di conseguire sensibili vantaggi; ripresa tuttavia l’azione, dopo una breve sosta, l’11 luglio reparti del 45°, insieme con gli alpini del battaglione Belluno, riescono ad impadronirsi del Col di Bois, e nel pomeriggio del 13, un nucleo scelto del 45° occupa di sorpresa Cima Falzarego (q. 2547); contrattaccato, riesce ad aggrapparsi poco dopo sotto la cima ed a mantenervisi, ad immediato contatto col nemico. Il giorno 19, poi, vengono espugnate la forcella Bois ed il rifugio Tofana, alla testata di Val Travenanzes. Riprese ancora le operazioni, il 30 luglio viene espugnata la Forcella Tofana.
Il 18 settembre, una compagnia di volontari alpini, insieme con elementi del 46°, scaccia il nemico dalla vetta della Tofana 1a (metri 3220).
Il 18 ottobre viene iniziato un nuovo attacco generale alle difese dell’Alto Cordevole - Valparola, ma, salvo il completamento dell’occupazione di cima Falzarego, e qualche progresso sulle impervie balze del Lagazuoi, non si riesce a conseguire altri vantaggi d’importanza, a causa soprattutto delle robuste difese passive disposte dall’avversario dinanzi alle sue posizioni.
Il 13 novembre le difficoltà della stagione, ormai inoltrata, impongono di desistere da qualsiasi azione offensiva, e vengono iniziati i lavori per la sistemazione invernale.

 

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Anno 1916

Fino ad aprile, per l’inclemenza della stagione, non si svolgono operazioni di molta entità.
Alla fine d’aprile, in previsione di operazioni da parte del IX Corpo d’Armata nella regione Col di Lana - M. Sief, il comando di brigata e quattro battaglioni si trasferiscono a Caprile (V. Cordevole), passando alla dipendenza della 18a divisione; nella notte sul 4 maggio due battaglioni del 46° ed uno del 45° entrano in linea nel sottosettore Col di Lana - Agai.
Il 14 maggio, ripresa l’offensiva sulla fronte del IX Corpo d’Armata, viene affidato alla brigata il compito di attaccare il cosidetto “Dente del M. Sief”; dal 15 al 17 i reparti si sforzano, con ripetuti assalti, di raggiungere l’obbiettivo, ma non vi riescono, nonostante lo slancio e l’ardimento dimostrato dalle truppe; soltanto il 46° fanteria riesce ad impadronirsi di un elemento di trincea nemica sottostante al “Dente”. Nella notte sul 21 il II/46°, rinforzato da reparti arditi del 45°, rinnova con successo l’assalto e conquista la posizione, mantenendola contro i ritorni offensivi del nemico.
Per le sensibili perdite subite nella notte sul 22 la brigata, ricevuto il cambio, scende nella zona di Caprile per riordinarsi, rientrando poi in linea nel consueto settore il 12 giugno.
Nei giorni 5, 6, 7 agosto il nemico attacca con vigore le posizioni presidiate dal 46° a M. Sief: respinto il giorno 5, riesce il 6 a penetrare in un tratto avanzato della nostra linea, ma ne è ricacciato il giorno dopo.
In settembre alcuni colpi di mano vengono tentati contro i posti avanzati sotto il “Dente del Sief”: il 22 una trincea, situata sulle pendici meridionali del M. Sief, è conquistata da reparti arditi del I/45°; nei giorni successivi, fino al 27, il nemico tenta con ostinazione di riprenderla, ma senza riuscirvi.
Nessun altro avvenimento notevole fino a tutto dicembre.

 

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Anno 1917

Il mattino del 6 marzo, sotto il “Roccione” di M. Sief, ove da tempo il nemico andava preparando una mina, viene fatta esplodere una contromina, che sventa il progetto dell’avversario. Nei mesi successivi nessun avvenimento importante, ma solo azioni di pattuglie e colpi di mano.
Iniziatasi il 24 ottobre la grande offensiva austro-tedesca e la conseguente nostra ritirata dalla fronte Giulia, anche per la 4a Armata s’impone il ripiegamento su linee arretrate di resistenza; il 2 novembre hanno principio i movimenti relativi.
Mentre il 46° fanteria con due battaglioni si trasferisce in Val Maè per costituire, insieme con altri reparti, una retroguardia a protezione del movimento delle truppe sfilanti dall’Alto Cadore per la Val Piave, il resto della brigata riesce a sottrarsi alla pressione nemica ed a raggiungere la nuova fronte del Piave, ove, il giorno 8 novembre, assume la difesa del tratto fra Pederobba e Vidor, iniziando senza indugio i lavori di rafforzamento. La brigata fa sempre parte della 18a divisione. I due battaglioni del 46° (I e III) invece, che facevano parte delle truppe di copertura in Valle Maè, son costretti, il 9 novembre, per la grave situazione creatasi in Val Piave ad est di Longarone, a spostarsi a Soffranco; trovata poi a sud-est di Longarone sbarrata la Val Piave tentano, rimontando con una penosa marcia la Val Maè, di raggiungere Val Cordevole e quindi Sedico, ma giunti a Vignole, allo sbocco della Val Cordevole, circondati da forze superiori, dopo aver lottato per aprirsi un varco, rimangono sopraffatti.
La brigata rimane in linea lino al 6 dicembre, indi - sostituito l’intero IX Corpo da forze francesi - anche la “Reggio” si trasferisce in riserva a Mussolente.
Il 12 dicembre la brigata viene assegnata alla 56a divisione in linea sul Grappa. Dal 12 al 28 dicembre i suoi battaglioni si alternano sulla fronte: M. Solarolo - M. Valderoa - M. Spinoncia; il 17 il 45° fanteria, schierato nel tratto Solarolo - M. Valderoa, resiste ad un poderoso attacco sferrato da reparti della 200a divisione germanica, i quali, dopo avere invano nella giornata stessa ripetuto l’assalto, sono costretti a ripiegare.
Nella notte sul 28 dicembre la brigata, sostituita in linea, si trasferisce col comando e il 45° nella zona di Mussolente, mentre il 46° rimane ad occupare le posizioni di seconda linea M. Boccaor - M. Medata.

Per le prove di valore, fermezza ed ardimento date dalle truppe dal giugno 1915 al dicembre 1917, le Bandiere di entrambi i reggimenti vennero decorate con medaglia di bronzo al valore militare.

 

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Anno 1918

Il 16 gennaio il comando della brigata ed il 45°, passano alla dipendenza della 51a divisione e si trasferiscono nei pressi di Vicenza, ove, raggiunti poi dal 46°, trascorrono un periodo di riordinamento e d’istruzione, fino a tutto febbraio.
Il 15 marzo il XXVII Corpo entra in linea sul Montello, e la brigata assume la fronte Rivasecca - S. Margherita, ove rimane, alternando il servizio di trincea con adeguati turni di riposo, fino ai primi di giugno.
Alle ore 3 del 15 giugno, iniziatasi l’offensiva austriaca (battaglia del Piave, 15-24 giugno), nessuna azione di fanteria si svolge nella zona della brigata tenuta dal 46°; invece il 45° fanteria, facente parte della riserva di Corpo d’Armata, per impedire al nemico, che ha oltrepassato il Piave, di dilagare, si schiera normalmente alla dorsale del Montello fronte a nord-est, lungo la linea Casa Serena - C. Carpenedo e la sera stessa inizia il contrattacco, avanzando decisamente in direzione nord-est. La lotta prosegue accanita specie il giorno 16, con alternative di avanzate e ripiegamenti; il nemico, però, nei giorni 17 e 18 compie nuovi progressi, e la linea di Casa Serena è perduta; soltanto fra il 20 e il 21 la fermezza della nostra difesa riesce finalmente ad infrangere lo sforzo del nemico che il 23 è costretto alla ritirata. Allora il 45° fanteria, con slancio non menomato dalle dure prove affrontate nei giorni precedenti, rioccupa la linea di Casa Serena, e fra il 24 e 25 tutta la brigata ritorna nelle primitive posizioni, spingendo anche, a mezzo di imbarcazioni, ardite ricognizioni sugli isolotti del Piave.
La lotta è costata perdite sensibili, specie al 45° fanteria, che ha perduto complessivamente 16 ufficiali e quasi 600 uomini di truppa. Il 16 luglio, la brigata riceve il cambio e si trasferisce nella zona di Montebelluna, per riordinarsi. Rimane poi nella zona del Montello fino al 15 ottobre, compiendo turni di prima linea alternati a periodi riposo.
Il 23 ottobre, nella imminenza della nostra offensiva (battaglia di Vittorio Veneto, 24 ottobre - 4 novembre), trovasi schierata - sempre appartenente alla 51a divisione - in 2a linea nei pressi di Onigo. Nella notte sul 29, seguendo le operazioni del XXVII Corpo, passa il Piave sulla passerella costruita alle Grave di Ciano (sud di Vidor) e procede ad immediato rincalzo della brigata Campania (che assieme alla “Reggio” costituisce la 51a divisione), già pervenuta sulla fronte Fontana - Valdobbiadene. Il 30 ottobre la “Reggio” entra in linea, schierandosi a destra della “Campania” e alla sera raggiunge il tratto M. Cimon - M. Crep.
L’avanzata prosegue per Valle Piave ed il 2 novembre l’avanguardia (I/46°) giunta a sud di Mas, allo sbocco del Cordevole, trova la sua marcia arrestata da forti reparti nemici in posizione. Viene allora disposto perché due battaglioni del 46° ed uno del 45° si trasferiscano a Belluno, per passare il Piave ed attaccare da tergo l’occupazione nemica allo sbocco del Cordevole. La resistenza nemica viene così superata il 3 novembre, e l’avanzata riprende rapida in Val Cordevole.
Il II/46°, giunto al piano di Noac, sostiene l’ultimo combattimento contro un reggimento Bosno-Erzegovese (2°), il quale però, dopo breve resistenza, viene in gran parte fatto prigioniero.
Il 4 novembre, al cessare della ostilità, il 45° entra in Agordo ed il 46° in Cencenighe.

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