Albo d'oro Caduti del Lazio nella prima guerra mondiale 1915 - 1918


BRIGATA "ROMA"

(79° e 80° Fanteria)

Mostrina

Sede dei reggimenti in pace: 79° e 80° Fanteria, Verona.
Distretti di reclutamento: Benevento, Casale, Caserta, Chieti, Cosenza, Forlì, Messina, Modena, Napoli, Siracusa, Vercelli

anno 1915

anno 1916

anno 1917

anno 1918

 

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Anno 1915

Durante la mobilitazione la brigata trovasi già dislocata nella zona compresa dalle testate delle Valli Posina, Leogra ed Agno alla dipendenza della 9a divisione. Scoppiate le ostilità essa occupa, senza incontrare resistenza, alcune importanti posizioni di confine: Passo della Lora, Piano delle Fugazze, M. Pasubio, Colle della Borcola; il 3 giugno prosegue l’avanzata in Vallarsa lungo le sue alture laterali (Col Santo e Zugna) ed in Val Terragnolo e, dopo breve lotta, occupa i forti in costruzione di Matassone e di Pozzacchio. La nostra occupazione in quel settore è così stabilita lungo la linea: Zugna Torta, Matassone, Pozzacchio, M. Spill.
In ottobre, si svolgono alcune azioni offensive sull’altopiano di Folgaria alle quali partecipano reparti del 79° che, nei giorni dal 19 al 22, attaccano le posizioni di Bocca Valle Orsara e M. Maronia, ma dopo alterna vicenda le operazioni vengono sospese per la solida consistenza delle difese accessorie e per la viva reazione avversaria. L'80° fanteria, rimasto sul Col Santo ed in Vallarsa riesce, nel novembre - dicembre, a porre saldamente piede sulla sinistra del Torrente Leno di Terragnolo fra S. Nicolò e Ponte Colombano e sulle alture delle Corna Calda a sud di Rovereto.
Entrambi i reggimenti provvedono poi, nelle rispettive posizioni raggiunte, ai lavori di rafforzamento e di sistemazione invernale.

 

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Anno 1916

Fino a tutto aprile la brigata alterna i suoi battaglioni nel servizio di prima linea. Nei primi giorni di maggio, in previsione dell’offensiva austriaca, lo sbarramento Agno - Posina viene rinforzato e la "Roma" si schiera fra Val Morbia e Zocchio a cavaliere del Torrente Leno di Terragnolo. Nelle prime ore del 15 maggio il nemico inizia, su tutto il tratto di fronte compreso fra la Vallarsa e l’Astico, un violentissimo bombardamento al quale fa seguito un irruente attacco delle fanterie che costringe i reparti della brigata a ripiegare sulla linea di resistenza, ove riescono ad arginare la forte pressione avversaria dalla sera del 15 a tutto il 16. La resistenza si svolge salda e tenace sull’Altopiano di Pozza fino al pomeriggio del 18, allorché la situazione generale impone un nuovo arretramento che si compie fino al giorno 20 con combattimenti continui da parte della brigata, la quale nello stesso giorno si arresta con forze molto ridotte lungo la fronte Parmesan - Chiesa - M. Dietro di Gasta.
Nella notte sul 23 la brigata, ricevuto il cambio, si trasferisce nella zona est del Pian delle Fugazze per ricostituirsi, ma con i complementi ricevuti riesce a formare un solo reggimento che il 29 maggio rientra in prima linea sulla fronte del Torrente Leno di Vallarsa, ove attende alacremente a lavori di difesa e compie piccole azioni di pattuglie. Il 7 giugno la brigata è messa in grado di ricostituire tutte e due le sue unità ed il 9 concorre ad un’azione controffensiva intesa a spingere la sinistra dell’occupazione in Vallarsa fino alla linea Cima di Mezzana - Parmesan. Detta azione, ostacolata anche da difficoltà atmosferiche, non raggiunge lo scopo che nella giornata dell'11, all'orchè reparti dell'80° riescono, dopo cruenta lotta, a guadagnare l’orlo roccioso del Parmesan e ad affermarvisi saldamente sì da respingere il violento contrattacco che il nemico esegue, con gravi perdite, il giorno successivo.
L’operazione costa alla brigata perdite molto rilevanti, poiché soltanto l'80° fanteria, nei giorni dal 9 al 12 giugno, perde 17 ufficiali e 848 uomini di truppa fra morti e feriti.
Il 20 giugno la "Roma" è trasferita nel settore Sogli di Campiglia - Colle di Xomo, passando alla dipendenza della 27a divisione.
Il 25 giugno, all’inizio della nostra controffensiva, la brigata svolge azioni tendenti all’occupazione di M. Majo che si susseguono per diversi giorni e con gravi perdite data la difficoltà del terreno; il 29 giugno il IV/79° conquista la q. 1472 di Monte Majo che dista un centinaio di metri dalla vetta; il 3 luglio tutto il 79° rinnova per quattro volte l'attacco ma non riesce a scuotere la formidabile difesa avversaria. L’80° intanto opera contro Corno del Coston ed i suoi ripetuti e vigorosi attacchi incontrano anch’essi gravi ed insuperabili difficoltà. Dopo una sosta di alcuni giorni nelle operazioni il 79° riprende, il 19 e 20 luglio, l’offensiva contro il M. Majo, ma il risultato è parimenti negativo malgrado il tenace valore spiegato.
Il 24 luglio la brigata, ricevuto il cambio, si porta nella zona Colle di Xomo - M. di Ciccheleri per riordinarsi, date le ingentissime perdite subite.
Fino ai primi giorni di ottobre essa trascorre un periodo di relativa calma alternando i suoi reggimenti nel servizio di prima linea nel tratto: M. Majo (q. 1472) - Mogentale - M. Gamonda - M. dei Calgari. Il 7 ottobre, passata alla dipendenza della 32a divisione, riprende l’offensiva contro la selletta fra q. 1449 e q. 1502 di M. Maio, che dura fino al giorno 12 con gravi difficoltà e scarsi risultati.
Il 79° poi, passato nel settore del M. Pasubio alla dipendenza della 44a divisione per operare contro il M. Rojte, svolge per più giorni aspri combattimenti ostacolati, oltre che dal nemico, dalla neve e dalla tormenta, finché il 25 ottobre concorre, coi battaglioni alpini Adamello ed Exilles, alla conquista dei trinceramenti del "Panettone" (nord ovest del M. Pasubio).
L' 80° intanto, rimasto in Val Posina, appoggia con combattimenti dimostrativi le operazioni svoltesi nel settore del Pasubio.
Sospese le operazioni, l'11 novembre la brigata torna alla dipendenza della 27a divisione, dislocandosi nei settori alto e medio Posina, ove i reggimenti si alternano nel mantenimento delle posizioni fino a tutto il dicembre, senza compiere azioni di speciale rilievo.

 

 

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Anno 1917

Nessun avvenimento di notevole importanza deve segnalarsi per la "Roma" fino al 24 maggio, allorché il nemico tenta, con reparti scelti, numerosi attacchi contro le nostre posizioni della q. 1572 di M. Majo presidiate dal 79°, ma è sempre respinto con perdite.
Il 13 luglio la brigata, ricevuto il cambio, si sposta nella zona di Schio per un periodo di riordinamento, ed il 15 agosto si trasferisce prima nel territorio della 3a armata e poi in quello della 2a per partecipare alla imminente offensiva. Il 27 giunge al ponte di Plava e di qui prosegue per Leupa (Vallone dello Avscech) per operare contro le linee di q. 774 - q. 778 (Bainsizza) alla dipendenza della 64a divisione; fino al 1° settembre si susseguono sanguinosi combattimenti fino a che il 79° fanteria, dopo asprissima lotta ed alterna vicenda, riesce a rafforzarsi in posizioni prossime agli obiettivi assegnati.
La situazione quindi si stabilizza ed i reggimenti si avvicendano nel servizio di prima linea, fino al 28 settembre, allorché la brigata, sostituita in linea, si porta nella zona fra Brodez e Loga per riordinarsi. In questo ultimo periodo essa ha avuto 1500 uomini di truppa e 53 ufficiali fuori combattimento.
Il 22 ottobre, in previsione di un’offensiva nemica, la brigata si schiera sulla linea arretrata di resistenza Na Gradu - Veliki Vrh (Selo) fondo valle Siroka Njiva ed il 24, iniziatosi il bombardamento nemico seguito dall’attacco delle fanterie, la "Roma" resiste tenacemente sul tratto assegnatole, ma il 25, la situazione creatasi sulla fronte dell’alto Isonzo consiglia il ripiegamento dall’Altopiano della Bainsizza ed essa è destinata a proteggerlo ritirandosi per ultima. Assolve con saldezza e tenacia ammirevoli tale compito: il 79° si sacrifica quasi completamente sulla posizione del Veliki e del Na Gradu, fino a che la brigata, premuta da forze sempre crescenti, ripiega su Auzza ove combatte l’intera giornata ed il 26, i suoi resti, ridotti a circa 300 uomini, tentano una nuova resistenza sul costone di Loga e quindi, pel ponte di Canale e Liga raggiungono Cividale. Nei giorni seguenti il nucleo dei superstiti, passando alla dipendenza di successivi comandi, prosegue la marcia, sempre disciplinato e compatto, per Codroipo, Sacile e in direzione del Piave ed il 6 novembre, posto alla dipendenza della 64a divisione, raggiunge Spresiano e di qui, in ferrovia, Rovigo ove si riunisce agli altri reparti della 2a Armata.
Inviata poi nei pressi di Piacenza la brigata compie un lungo periodo di riordinamento e di istruzioni alla dipendenza della 22a divisione.

 

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Anno 1918

Il 3 febbraio la brigata è trasferita nei pressi di Brescia ed il 10 marzo è inviata in prima linea nel settore di Lavanech (tratto M. Melino - M. Lavanech) ove alterna i suoi reggimenti nel servizio di trincea. Sostituita il 25 aprile è inviata in Val Camonica e l’8 maggio è di nuovo presso Brescia per un periodo di istruzione.
Il 15 giugno riceve l’ordine di trasferirsi sulla fronte del Piave ed il 18 si schiera lungo il secondo sistema difensivo (Meolo - Vallio) alla dipendenza della 25a divisione.
Nella giornata del 20, l’80° fanteria respinge in direzione di S. Pietro Novello, con brillante ed energico contrattacco, grossi nuclei nemici infiltratisi nelle nostre linee e dopo tenace lotta raggiunge il canale Palumbo ove si rafforza, respingendo, nei giorni successivi, i reiterati attacchi nemici e lanciando ardite pattuglie oltre il canale. La brigata concorre alla nostra controffensiva avanzando fino al Piave insieme ad altre unità.
Il 28 giugno è nuovamente inviata nelle Giudicarie e, dopo un periodo di riordinamento nella zona fra Vobarno e Provaglio, il 1° agosto entra in linea nel tratto M. Lavanech - M. Melino trascorrendovi un periodo di relativa calma fino all’ottobre.
Passata poi alla dipendenza della 15a divisione, il 23 ottobre è inviata nella regione del Grappa e schierata nel tratto q. 1461 - M. Coston - q.1490 per operare in Val Cesilla e contro le posizioni di q. 1431 di M. Pertica. Nei giorni 24 e 25 l’azione, condotta con estrema energia, si svolge con alterna vicenda e con qualche lieve progresso; il 26 e 27 segnano date di violenti contrattacchi del nemico su tutta la fronte del Grappa, ma sono tutti valorosamente respinti. Frattanto nel settore del Pertica entra in linea l’80° fanteria, mentre il 79° passa in riserva. La giornata del 28 passa relativamente calma, il 29 il III/79° con un improvviso assalto, irrompe nella posizione nemica di Cima Col della Martina (ovest di M. Pertica) catturando una quarantina di prigionieri, ma è subito violentemente contrattaccato e resiste sulla posizione conquistata fino a che la superiorità delle forze avversarie lo costringe a ripiegare sulle trincee di partenza. Il 30 e 31 sosta l’azione della fanteria e continua il bombardamento nemico fino al pomeriggio del 31 allorché, rallentata la pressione avversaria, viene ripresa l’avanzata generale ed il 1° novembre i reparti di testa delle colonne di attacco, vinta la resistenza di retroguardie nemiche al Col della Martina, sono già nei pressi di Cismon ed il 2 raggiungono Fonzaso.
Fra detta località e Ponte della Serra si riunisce la "Roma" il 3 novembre ed ivi trovasi al cessare delle ostilità.

 

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