Albo d'oro Caduti del Lazio nella prima guerra mondiale 1915 - 1918


BRIGATA "ROVIGO"

(227° e 228° Fanteria)

Mostrina

Costituita il 20 maggio 1916: il Comando di Brigata ed il 227°, formato il 24 maggio 1916, dal deposito dell'80° Fanteria; il 228°, costituito sin dal 15 maggio 1916, dal deposito del 57° Fanteria

 

anno 1916

anno 1917

 

Home

 

 

 

 

 

 

 

Anno 1916

La brigata, raccolta nella zona di Castelfranco Veneto - Stroppari (46a divisione) passa, il 28 maggio, in quella di Cittadella, donde prosegue il 2 giugno per Sandrigo e ivi completa il periodo d'istruzione e di allenamento intrapreso.
Il 17, destinata sull'altopiano dei Sette Comuni, parte in ferrovia da S. Pietro in Gù e raggiunge Primolano e Tana, ivi restando quale riserva del XX corpo d'armata.
Il 24 giugno, la "Rovigo" è chiamata in prima linea e, passata alla dipendenza della 4a  divisione, raggiunge Bosco dei Laghetti rilevandovi la "Bari".
Il 25, poiché il nemico accenna a ritirarsi, la brigata ne approfitta per incalzarlo, e avanzando per la valle di Campomulo, raggiunge gli obbiettivi: Roccolo e Pagarlok.
Il 26, ricevuto ordine di espugnare le posizioni di q. 1095 (M. Zingarella) e quelle comprese fra detta quota e la rotabile di Malga Galmarara, essa, per la mulattiera che passa per Roccolo - Rio della Pozza - Claft, si porta a Casara le Buse.
Scesa in val di Nos, la brigata muove verso gli obbiettivi ma il nemico, ancora saldo su M. Colombara, le contrasta l'avanzata.
Il I/128° tenta scacciarlo e, risalendo le pendici nord-orientali di detto monte, si spinge arditamente fin verso la vetta, ma non gli è possibile affermarvisi causa la resistenza accanita.
Purtuttavia la "Rovigo", proseguendo nel movimento, dalla val di Nos e per la mulattiera tra le qq. 1628 - 1703, punta verso le pendici sud di M. Zingarella per procedere, poi, all'attacco di Q. 1095. Ma ai suoi ripetuti attacchi si oppone tenacemente il nemico che da Casara Zingarella e da M. Colombara reagisce con vivo fuoco di mitragliatrici e d'artiglieria. Per facilitare il compito ai riparti che puntano su Casara Zingarella, il I e II/228° tentano raggiungere la vetta di M. Colombara, ma l'attacco, benché condotto con ardimento, non è coronato da successo.
Il 28 giugno, alla brigata, schierata tra q. 1623 e q. 1634, viene affidato il compito d'occupare Casara Zingarella. Nella stessa giornata, il 228°, più volte attacca le posizioni avversarie, ma la natura del terreno e la ostinata resistenza non gli consentono alcun progresso. Le perdite subìte, fra le quali il suo colonnello, sono sensibili, per cui l'azione è temporaneamente sospesa.
Nei giorni successivi la "Rovigo" tiene, con ardite azioni di pattuglie, fortemente impegnato il nemico.
Il 30, il 228°, passa in riserva divisionale ed il 2 luglio si trasferisce a Primolano per riordinarsi. Il 6 viene nuovamente tentato dal 227° l'attacco contro Casara Zingarella, ma esso non riesce a raggiungere l'obbiettivo, malgrado gli sforzi compiuti.
Il giorno 8, la brigata, che ha perduto 51 ufficiali e 1763 uomini di truppa, si riunisce a Primolano ed il 12 si porta a Sandrigo ove inizia un periodo di riordinamento e di riposo.
Il 2 agosto, destinata sulla fronte carsica, parte in ferrovia da S. Pietro in Gù, raggiunge Strassoldo e disloca i suoi riparti nella zona Claujano - Trivignano - Moinese - S. Maria la Longa (46a divisione).
Allo scopo di allargare la nostra conquista sulla riva sinistra dell'Isonzo e garantire, quindi, i successi conseguiti nei giorni scorsi (battaglia di Gorizia) viene ripresa l'offensiva su detta fronte. La "Rovigo", dopo una breve sosta nella zona di Gorizia, sostituisce, in linea, le brigate Casale ed Udine. Essa, che ha schierato i suoi riparti nel tratto di fronte compreso tra q. 63 di Vertojba, S. Pietro e le pendici occidentali di S. Marco, muove il 14, all'attacco di Cave e di q. 98. Ma allo slancio della brigata si oppone la resistenza nemica, favorita dal terreno e da robuste difese. Solo il I e II/227° riescono ad occupare q. 95 ed a spingersi verso Cave, ove catturano dei prigionieri, ma, non coadiuvati dai riparti laterali, sono costretti a retrocedere sulle posizioni di partenza.
Fino all'8 settembre la brigata mantiene il presidio della predetta fronte che rafforza con opportuni lavori difensivi.
Il 9, sostituita dalla "Pavia", si reca a Pradis per fruire di un turno di riposo. Ivi permane fino al 5 ottobre, giorno in cui si trasferisce a Pubrida, e quindi l'11 si raccoglie sulla sinistra dell'Isonzo, ad ovest di S. Andrea.
Il 13, il III/228°, posto alla temporanea dipendenza della brigata Treviso, fiaccata la resistenza dei difensori, occupa le cave di Sober e procede all'occupazione di q. 102.
Il 14 settembre tutta la "Rovigo" è in linea sul tratto S. Pietro - Sober - Vertojba (11a divisione). Nella stessa giornata riparti del I/227° tentano di scacciare il nemico annidato su q. 102 ma, fatti segno ad intenso fuoco, son costretti a ripiegare sulla posizione di partenza.
Nei giorni successivi la brigata provvede al rafforzamento della fronte occupata e svolge frequenti azioni di pattuglie. All'inizio dell'offensiva autunnale (9a battaglia dell'Isonzo), il 1° novembre, muove decisamente dalle sue linee ed attacca, ripetutamente e con bravura, le alture sud - est del Sober (tratto compreso tra le qq. 102 - 123). La resistenza nemica è viva ed il suo fuoco violento; ma la brigata, superando aspre difficoltà di terreno, reso impraticabile dalla pioggia, riesce ad occupare ed a rafforzarsi sulla q. 123 nord e su quella 98 est, dalle quali oppone tenace resistenza ai ritorni offensivi dell'avversario, ma il giorno successivo, attaccata vigorosamente da rilevanti forze, è costretta a cedere le posizioni conquistate a prezzo di grandi sacrifici (37 ufficiali e 979 uomini di truppa).
Il 5, sostituita dalla "Cuneo", raggiunge Pradis per riordinarsi.
Nel dicembre la brigata, caricata su autocarri, si trasferisce a Gorizia (48a divisione), ove alterna, fino alla fine dell'anno, i suoi riparti in turni di prima e seconda linea.

 

Torna su

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Anno 1917

La "Rovigo" è a riposo nella zona Buttrio - Manzano - Dolegnano ove permane fino al 10 gennaio, per passare, poi, in quella di Stuccare e di Pradis. Richiamata in linea, il 17, torna a presidiare la consueta fronte di Vertojba - Merna (12a divisione).
Il 22 gennaio, il nemico, preceduto da breve ed intenso bombardamento, riesce ad occupare un tratto di trincea sulle pendici di q. 86, tenuto dal I/228°, ma il 24, dopo rapido e deciso attacco, viene nuovamente occupato e rafforzato.
Il 3 febbraio, rilevata dalla "Ravenna", si trasferisce a riposo nella zona Pubrida - Villanova di M. Fortin ed, il 12 marzo, in quella di Remanzacco e di Orzano.
Il 31 marzo, passata alla dipendenza della 63a divisione, si riunisce fra Trivignano - Claujano - Sottoselva. Iniziata la 10a battaglia dell'Isonzo (12 maggio - 8 giugno) la "Rovigo" nei giorni dal 12 al 14 maggio si trasferisce nella zona di Medea, di Fratta, di Farra e, nella notte successiva, si porta nel Vallone di Doberdò (pendici occidentali del Nad Logem a q. 87).
Il 20 assume, in sostituzione della "Pisa", la difesa del settore di Raccogliano e schiera il 227° in prima linea nel tratto di fronte: pendici settentrionali del Volkovnjah, Vrtoce, Pri Stanti e lungo il Vippacco; mentre il 228° resta in riserva.
Il 23 e 24 maggio, il 227° concorre dimostrativamente, su q. 126, all'azione svolta, alla sua sinistra, dalla brigata Lecce contro le trincee che da nord del "Tamburo" per le qq. 140 e 126 scendono fino al Vippacco.
Il 26 anche il 228° si porta in linea, rilevando la "Lecce", dalla quale tutta la brigata è a sua volta sostituita il 9 giugno per essere inviata a riposo nella zona tra Farra ed il vallone di Merna. Fino all'agosto la "Rovigo" alterna i suoi riparti fra turni di linea e di riposo.
All'inizio dell'11a  battaglia dell'Isonzo, la brigata è nuovamente chiamata in prima linea assumendo, il giorno 15, la difesa della consueta fronte, estesa fino al Dentino del Faiti.
Il 19 agosto l'azione è ripresa, diretta alla conquista delle posizioni nemiche fra il saliente N. O. del Dentino del Faiti ed il Tamburo (q. 236) compreso. Fino al 21 essa svolge una lotta sanguinosa, ma la intensa reazione avversaria rende vani i suoi sforzi. Il 23, causa le perdite sofferte, viene ritirata dalla prima linea ed inviata a Farra per riordinarsi e riposare. Ivi permane fino al 1° settembre, giorno in cui si trasferisce a Borgnano (21a divisione).
Il 6 raggiunge la zona di Talmassons - Lestizza - Pozzecco, ove, il 12, passa alla dipendenza della 2a divisione.
Il 15 settembre, è inviata in autocarri a Sdraussina, rilevando la "Pallanza" nelle posizioni arretrate. Il 26 la brigata è schierata in prima linea nel tratto: Dosso Faiti - q. 309 permanendovi fino al 16 ottobre.
Il 18, passata alla dipendenza della 16a divisione, raggiunge S. Stefano. Allorché gli austro-tedeschi iniziano l'offensiva sull'Isonzo, la "Rovigo" resiste sulla fronte da M. Joànaz a M. Kraguenza; ma il 26 ottobre, in conformità del ripiegamento delle unità laterali, essa si sposta verso Moinacco. Nei giorni successivi raggiunge Tricesimo - Treppo Grande ed il 29 occupa la linea di resistenza sul canale di Ledra: dalla strada di Farla dino all'abitato di S. Daniele.
Il 30, poiché il nemico incalza, dopo aver contenuto il suo urto, non più sostenuta ai fianchi e minacciata di aggiramento, la brigata lentamente ripiega, dapprima sulle alture sud ovest di Sopra Castello poi sulla linea Pignano - Ragogna.
Il 31 passa il Tagliamento al ponte di Pinzano e si porta a Lestans. Il 1° novembre raggiunge Usago, il 2, Colle, ed il 3, allo scopo di proteggere il ripiegamento della 33a divisione, si schiera sul Meduna tra S. Antonio - Tesis e Balsadella. Assolto tale compito si trasferisce a S. Foca.
Il 5 assume la difesa del settore nord di Polcenico occupando la linea: Cimitero - Col Razza - q. 163, ma poiché il nemico avanza tra S. Lucia e S. Giovanni la "Rovigo" ripiega su S. Michele ove, attaccata da forze superiori ed accerchiata, è costretta a cedere. I pochi superstiti della brigata ripiegano sulla destra del Monticano in direzione di Conegliano: a Parè.

Il 9, passato il Piave al ponte della Priula, raggiunge la zona Giavera - Schiavonesca e, dopo successive tappe, si raccoglie, il 15 novembre, tra Isola Rizza e Roverchiara dove la brigata viene disciolta.

 

Torna su