Albo d'oro Caduti del Lazio nella prima guerra mondiale 1915 - 1918


BRIGATA "SALERNO"

(89° e 90° Fanteria)

Mostrina

Sede dei reggimenti in pace: Genova
Distretti di reclutamento: Nola, Pinerolo, Pistoia, Reggio Calabria, Roma, Siracusa, Sulmona, Teramo, Venezia, Voghera

 

anno 1915

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Anno 1915

La brigata, iniziando il 15 maggio il movimento ferroviario da Genova, trovasi il 2 nei pressi di Cividale alla dipendenza dell’8a divisione ed il 22 tra Idersko e Luico, pronta ad appoggiare l’azione che le truppe sulla sinistra dell’Isonzo svolgono per l’occupazione della linea M. Nero - Sleme - Mrzli.
L'89° fanteria nei primi giorni di giugno concorre alle operazioni sul M. Mrzli riuscendo con lotta tenace e cruenta ad occupare alcuni tratti di terreno e a mantenerne il possesso malgrado i ripetuti contrattacchi lanciati dal nemico. Il 5 giugno discende a Kamno ove, insieme al 90°, alterna i reparti nel servizio di trincea lungo il tratto M. Spika - Vrsno - Selisce - Isonzo.
In seguito l’89° dalle falde occidentali del Mrzli tenta vari attacchi per giungere alla sella Sleme - Mrzli ed ivi rafforzarsi: il 4 luglio riesce a conquistare la q. 1100 (Mrzli), ma non può in seguito effettuare altri progressi a causa della intensa attività del nemico.
Il 14 agosto è ripresa l’azione contro il Mrzli e la sella dello Sleme, ma i robusti e profondi reticolati austriaci arrestano ogni tentativo di avanzata.
L’attacco è ritentato il 28 e 29 agosto, ma l’intenso fuoco nemico, lo spessore ancora intatto dei reticolati e l’impervio terreno non permettono di raggiungere alcun risultato, malgrado la costante tenacia e veemenza dei fanti della "Salerno". Si sospende perciò l’azione e si procede al rafforzamento delle posizioni ed a lavori di approccio.
Il 21 ottobre è per la terza volta ripresa l’operazione contro il trincerone del Mrzli. Il II/90° con vigoroso slancio se ne impadronisce, catturando una cinquantina di prigionieri. Il nemico tenta, senza risultato, nella giornata e durante la notte, ripetuti contrattacchi per riguadagnare la posizione: ripete la prova nei giorni successivi ma sempre vani riescono i suoi sforzi.
All’alba del 24 si spinge l’attacco verso q. 1360 del Mrzli, i reparti dell’89°, che nella notte avevano respinto un forte assalto nemico, s’impegnano energicamente nella nuova lotta, ma già esausti e sottoposti a violento tiro d’artiglieria nemica, dopo due attacchi consecutivi, ripiegano nel trincerone di partenza. Altri reparti della brigata sono successivamente inviati in rinforzo sulle posizioni ove respingono reiterati tentativi nemici.
La brigata perde in questa azione 24 ufficiali e circa 1200 uomini di truppa.
Il 26 novembre il 90° concorre all’occupazione di alcune trincee della q. 1360; dopo vivissima lotta giunge con i reparti più avanzati fin sotto la citata quota, ma l’intenso fuoco di fucileria non permette di proseguire.
Nella notte il reggimento, ricevuto il cambio, si sposta a Kamno in riserva.
Segue un periodo nel quale i reparti si alternano nel servizio di vigilanza nelle linee del Mrzli senza altri avvenimenti notevoli.

 

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Anno 1916

La brigata ai primi di marzo inizia il movimento per traferirsi sull’altopiano di Asiago: il 9 giunge a Marostica passando alla dipendenza della 34a divisione; l’11 aprile si schiera nel settore Osteria del Termine - Vezzena.
Alla data del 15 maggio essa trovasi in prima linea a presidio del settore di Osteria del Termine, ove è sottoposta ad un intenso bombardamento durato per quasi tutta la giornata stessa e continuato con varia intensità per quattro successive, senza essere seguito da alcun serio attacco di fanteria. Il 19 però il nemico, dopo una ripresa violenta di tiro d’artiglieria, lancia i suoi reparti che sono dapprima contenuti con eroica tenacia; ma in seguito, la crescente entità delle forze austriache impegnate mette la nostra difesa in condizioni di assoluta inferiorità, sì che, al cadere dal giorno 20, i due estremi capisaldi della linea-fortino di q. 1857 e q. 1506, presidiati da reparti di altra unità sono perduti e le trincee completamente sconvolte dal bombardamento. Il 21, per la caduta del Costesin, viene emanato l'ordine di ripiegamento sulla seconda linea (Cima Manderiolo - Casare Dosso - pendici nord ovest di M. Verena): il movimento si compie a scaglioni con calma e regolarità, malgrado l’incalzante fuoco di artiglieria e mitragliatrici che produce nei reparti, già decimati dalle azioni dei giorni precedenti, forti perdite.
La crescente pressione nemica impone la necessità di ripiegare su altra linea più arretrata: alla brigata viene affidato il compito di fermarsi sul tratto M. Interrotto - M. Rasta - Camporovere e di presidiarlo. I reparti vi giungono nella giornata del 22 maggio sotto la molestia continua del nemico e con una forza, ridotta quasi ad un terzo. Si organizza in tal modo una difesa, che per la sua estensione, in rapporto alla forza disponibile, risulta insufficiente; malgrado ciò si riesce a resistere vari giorni alla pressione nemica. Nella notte sul 29 la brigata, ricevuto l’ordine di ripiegare verso la linea marginale dell’Altopiano, nel frattempo organizzata a difesa e presidiata da truppe provenienti dalla fronte dell’Isonzo, lascia le posizioni e si raccoglie a Vittarolo, ove inizia il suo riordinamento, passando alla dipendenza della 28a divisione.
Essa ha perduto, dal 15 al 28 maggio, 127 ufficiali e 4213 militari di truppa, compreso un forte numero di dispersi.
Il 16 giugno i reggimenti sono nuovamente in prima linea nel tratto Busa del Termine - Col del Rosso e nei giorni 18 - 19 - 20 svolgono alcuni attacchi contro le linee nemiche dello Stenfle, che vengono raggiunte; ma ogni ulteriore tentativo d’avanzata, per quanto energico, è arrestato dal vivo fuoco d’artiglieria, che cagiona ai reparti sensibili perdite: l’azione quindi si limita, nei giorni successivi, ai procedimenti di attacco metodico e al rafforzamento delle posizioni.
Dal 30 giugno al 2 luglio i battaglioni della brigata, benché esausti dalle lunghe e dure lotte sostenute, in condizioni difficilissime per il terreno e la forte reazione nemica, tentano ripetuti attacchi contro le linee di M. Interrotto, senza risultato positivo e con perdite rilevanti.
Dopo un breve periodo di riposo e un nuovo turno di trincea sulla fronte Granari di Zingarella - M. Colombara - q. 1727, la brigata il 7 agosto inizia il movimento per trasferirsi sulla fronte isontina ed il 26 agosto si schiera nel settore di Doberdò.
Quivi, alla dipendenza della 31a divisione, il 14 settembre, con un attacco decisivo riesce a superare le linee nemiche e ad occupare il tratto da Nova Vas a q. 208 sud. Il nemico però nella sera, con forze rilevanti, contrattacca violentemente ed i nostri, dopo strenua resistenza, sono costretti a ripiegare. La brigata nella notte sul 16 settembre, ricevuto il cambio, si sposta a Versa per riordinarsi. In questa azione solo il 90° ha perduto 37 ufficiali e 727 militari di truppa.
L’attacco delle posizioni nemiche tra q. 208 nord e Nova Vas è nuovamente sferrato con slancio il 10 ottobre ed i battaglioni della brigata con mossa travolgente occupano Nova Vas, il trincerone ed uno dei fortini di q. 208 nord, a costo di gravi perdite.
Nei giorni successivi proseguono le azioni per tendere all’occupazione di Hudi Log e Lukatic: il 12 ottobre però le operazioni hanno termine ed i reparti ricevono ordine di rafforzarsi sulle posizioni conquistate.

Il 17 ottobre la brigata, ricevuto il cambio, si trasferisce a riposo nei pressi di Polazzo; rientra poi in prima linea nel settore di Lukatic il 30 novembre e vi compie un turno di trincea fino al 27 dicembre.

 

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Anno 1917

Alternando i turni di trincea nel tratto Hudi Log - Nad Bregom - Lukatic con periodi di riposo nella zona di Polazzo si giunge al 22 maggio senza avvenimenti notevoli.
Il 23, scattando vigorosamente dalle trincee di Hudi Log - Nad Bregom, la "Salerno" inizia la sua azione contro le munitissime posizioni della zona Fornaza - Stari Lokva - q. 289. Il I/90° di slancio rincalzato dagli altri battaglioni del reggimento, riesce a sorpassare q. 232 ed a raggiungere la strada di Versic; il III/89°, con pari valore ed ardimento, attacca nei pressi dei ruderi della chiesa di Hudi Log, scacciando il nemico dalla prima e seconda linea, mentre i rimanenti battaglioni irrompono dai camminamenti del Nad Bregom a sud di Boscomalo. La battaglia aspra, vivacissima, fra continui vigorosi contrattacchi, prosegue con alterna vicenda per tre giorni, finché la brigata, esausta per la tenace lotta sostenuta, viene ritirata nei baraccamenti di Polazzo per riordinarsi. Le perdite di questa azione sommano a 115 ufficiali e 2319 militari di truppa.
Compiuti due turni di trincea, alternati da periodi di riposo (giugno - agosto) la brigata inizia il 19 agosto, l’attacco della formidabile linea nemica di Flondar; sanguinosi e tenaci combattimenti si susseguono con indomita energia fino al 23: essa occupa alcune importanti posizioni (il tunnel di q. 43), ma, malgrado sacrifici eroici, non possono raggiungersi migliori risultati. Nei giorni 24, 25 e 26 agosto i reggimenti si rafforzano sulle posizioni duramente conquistate ed il 28, sostituiti, scendono a Staranzano per riordinarsi.
Per lo slancio e la tenacia dimostrati dai reparti nelle azioni dell’agosto 1917 sull’Hermada, sicura conferma del valore già dimostrato nelle azioni del maggio ed ottobre 1916, le bandiere dei reggimenti furono decorate di medaglia d’argento al valor militare.
Il 16 settembre la brigata, passando alla dipendenza della 62a divisione, inizia il movimento per trasferirsi nella zona di Feltre: vi giunge il 18 e vi rimane fino alla metà di ottobre.
Prima dell’inizio dell’offensiva austriaca la "Salerno" viene spostata verso l’alto Isonzo ed il 23 ottobre trovasi schierata sulle posizioni di M. Matajur, ove non esistono nè trincee nè reticolati. La difesa si dispone su due linee, una più avanzata lungo la curva di livello 700, l’altra, di massima resistenza, sulla linea di cresta.
I primi contatti col nemico si hanno la mattina del 25 e durano con varia intensità tutto il giorno. Il 26 la brigata trovasi ancora salda sulle linee intatte, ma mentre, impegnata di fronte da un violento attacco nemico, svolge la sua resistenza, viene contemporaneamente assalita sul tergo dalla 12a divisione germanica, proveniente dalla conca di Luico. I reparti tentano sottrarsi alla stretta e costituire linee successive di resistenza, ma ben pochi vi riescono (del 90° fanteria ripiegano soltanto 8 ufficiali e circa 400 uomini di truppa).
L’89° nel retrocedere dal Matajur con i superstiti (circa 20 ufficiali e 387 uomini di truppa) tenta una nuova difesa alla stretta di Brischis, quindi continua il suo ripiegamento verso Cividale.
Il 27 e nei giorni successivi i resti della brigata proseguono nella ritirata svolgendo tenaci azioni di retroguardia fino al Piave.
Complessivamente la brigata nella ritirata ha perduto tra morti, feriti e prigionieri quasi tutto il suo effettivo.

Con movimento iniziato il 13 novembre ed ultimato a fine del mese la "Salerno" posta alla dipendenza della 3a divisone, si trasferisce nella zona di S. Secondo Parmense, e trascorre un periodo di riordinamento e d’istruzione fino al 5 febbraio 1918.

 

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Anno 1918

Trasferita nella zona di Montichiari (Brescia) la brigata continua il periodo di riordinamento e d’istruzione fino all'aprile, allorché, destinata a far parte del II Corpo d’Armata per inviarsi alla fronte francese, inizia il suo trasferimento, ed il 24 aprile giunge nei pressi di Mailly.
Compiuto un alacre lavoro di preparazione e di adattamento ai metodi di guerra richiesti da quella speciale configurazione del terreno, alla metà di maggio entra in prima linea nel settore di riva destra dell’Aire (Argonne), donde è trasferita nella zona di Epernay.
Il 12 giugno la brigata si schiera nel settore di riva destra dell’Ardre nel tratto di fronte compreso tra Villers Ferm ed il Bois Vrigny.
Nella previsione di un’offensiva nemica in grande stile nella notte sul 14 luglio viene alleggerita l’occupazione della linea di sorveglianza ed attuato uno speciale schieramento inteso a concentrare la resistenza ad oltranza sulla linea arretrata: Bois de Vrigny - Onrezy - Bois de Commetreuil.
Sferratasi il 15 successivo l’offensiva nemica, in un primo tempo essa si rovescia più intensa sul tratto occidentale del saliente di Bligny, presidiato dalle truppe dell’8a divisione italiana, nel pomeriggio però si estende su tutta la fronte della 3a divisione nostra. I battaglioni della "Salerno", con tenace resistenza, riescono a contendere al nemico l’occupazione dell’importantissimo caposaldo di Vrigny estrema destra del Corpo d’Armata italiano e punto di saldatura colle truppe del Corpo d’Armata francese operante sulla destra. Nel pomeriggio la brigata, in seguito all’arretramento del 75° reggimento italiano facendo perno al Bois de Bligny, ripiega ordinatamente a sinistra sulle alture orientali del Vallone di Courmas. Nei giorni 16 e 17 continuano violenti gli attacchi nemici, sempre respinti. Il 18 luglio il II/90° concorre ad un contrattacco verso il Bois du Petit Champ e Courmas ed occupa la posizione assegnatagli, mentre l'89° fanteria, con alcuni suoi elementi (8a e 9a compagnia e reparti speciali) riesce a guadagnare terreno ad ovest di Onrezy. Nei giorni successivi la brigata, passata alla dipendenza della 2a divisione coloniale francese, mantenendo contegno decisamente offensivo, ha frequenti scontri col nemico, del quale tenta scuotere la salda resistenza.
Il 23 luglio, sempre operando colla 2a divisione coloniale, una colonna composta dal I/89° e da altri due battaglioni italiani (I/76° ed un battaglione di assalto), attacca ed occupa di balzo lo sperone che dal Bois Naveau va su Méry Prémecy, catturando al nemico molti prigionieri, un’intera batteria di cannoni e parecchie mitragliatrici.
Il 24 luglio la brigata, ricevuto il cambio, si raccoglie nella zona Oiry - Athis - Flavigny per riordinarsi. Essa ha perduto 34 ufficiali e 1139 uomini di truppa.
L'8 agosto la Salerno ritorna in linea nel settore Chalade - Haute Chevauchée, ove rimane senza avvenimenti notevoli fino al 13 settembre.
Alla fine di settembre si trasferisce a sud dell’Aisne, di fronte alle posizioni nemiche dello Chemin des Dames disponendosi in seconda linea, nei pressi di Limé. Avendo in seguito le operazioni delle truppe francesi sulla sinistra raggiunto notevoli risultati, la brigata viene, nella notte sul 28 settembre, raccolta nella zona tra Vailly e Chassemy in attesa dell’ordine per il passaggio dell’Aisne.
Il 90° fanteria, nella notte sul 29, attraversa l’Aisne al ponte militare francese di Vailly, avanza energicamente, sorpassa le truppe francesi e, vincendo la resistenza delle retroguardie nemiche, occupa dopo breve e vivace combattimento il villaggio di Chavonne; rincalzato dall’89° giunge, il 30 settembre, nei pressi di Croix sans Téte e della Cour Soupir.
Il 1° ottobre viene conquistata la importante posizione della Croix sans Tète e così dopo incessanti ed ostinati combattimenti, il giorno 6 la brigata riesce a portarsi sulle posizioni dominanti il canale Oise - Aisne.
Per la tenace resistenza nemica, soltanto il 10 ottobre è possibile infrangerne la difesa; il 90°, oltrepassato il canale, raggiunge l'altopiano di Braye - en - Laonnois, e nella giornata dell’11 la cresta dello Chemin des Dames.
Frattanto su tutta la fronte si delinea la ritirata nemica; numerosi villaggi vengono occupati e l’avanzata prosegue fino al canale d’Assechement, ad ovest di Sissonne ove la "Salerno" giunge nella giornata nel 14 ottobre ma quivi deve arrestarsi. Essa subisce molte perdite dovute al tiro con gas tossici.
Il 21 ottobre riceve il cambio, passando a Coucy in riserva.
Nella giornata del 5 novembre i tedeschi sono costretti ad un nuovo arretramento.
La brigata ritorna in prima linea nei pressi del canale d’Assechément e del ponte di Chivres, vinta l’accanita resistenza nemica ed oltrepassato il canale, partecipa all’inseguimento, occupando nell’avanzata Soize, Chery les Rozois, e Blanchefosse.

 

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