Albo d'oro Caduti del Lazio nella prima guerra mondiale 1915 - 1918


BRIGATA "SAVONA"

(57° e 58° Fanteria)

Mostrina

Sede dei reggimenti in pace: 15° Fanteria, Caserta; 16° Fanteria, Gaeta.
Distretti di reclutamento : Alessandria, Ancona, Caserta, Cremona, Cuneo, Firenze, Gaeta, Girgenti, Milano, Perugia, Sacile, Sassari

 

anno 1915

anno 1916

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Anno 1915

Ultimate le operazioni di mobilitazione, la brigata parte il 1° giugno dalle ordinarie sedi di Caserta e Gaeta, ed il 15 giugno trovasi riunita nei pressi di Campoformido alla dipendenza della 20a divisione (X Corpo d’armata).
Le nostre truppe, raggiunta la linea dell’Isonzo, si apprestano all’offensiva per impadronirsi del margine dell’altopiano Carsico (I battaglia dell’Isonzo, 23 giugno-7 luglio).
Entrata in linea il 25 giugno la brigata Savona occupa con il 16° fanteria alcune posizioni sulla destra del Canale Dottori, e col 15°, s’impadronisce di Polazzo e si spinge sulle pendici occidentali di q. 92. Nei giorni successivi l’azione, benché tenacemente contrastata dal nemico, viene proseguita con energia e “singolare valore” per ampliare il possesso delle alture ad est di Polazzo, e poter procedere all’occupazione di M. Sei Busi: e il 2 luglio, il 16° fanteria, superata, a prezzo di sensibili perdite, la resistenza austriaca, riesce ad occupare alcuni trinceramenti sulle pendici di q. 89 (sud-est di Polazzo); contemporaneamente la 10a compagnia del 15°, insieme con reparti del 64°, si impadronisce del caposaldo costituito dal saliente fra q. 92 e q. 89. Tutte le posizioni conquistate vengono mantenute a malgrado dei violenti contrattacchi dell’avversario.
Dopo questa prima impresa e nonostante le perdite notevoli (oltre 1900 uomini fuori combattimento, dei quali 42 ufficiali) i fanti della Savona si accingono con virile animo a nuovi e non meno aspri cimenti. Per affermarsi saldamente sull’altopiano Carsico, accanitamente contrastato dal nemico protetto da profonde trincee e da imponenti difese accessorie, le azioni offensive si succedono a breve scadenza; iniziata la 2a battaglia dell’Isonzo (18 luglio-3 agosto), la brigata Savona, che è in linea fra q. 89 e Redipuglia, riprende l’attacco contro le alture ad est di Polazzo.
Mentre il 15°, raggiunti il giorno 25 i reticolati nemici, oltrepassa l’indomani il primo ordine di trincee, il 16°, in questo stesso giorno, occupa a sua volta alcuni tratti di trincea catturando 150 prigionieri. Perdite: circa 600 uomini dei quali 33 ufficiali.
Ricostituitasi, la Savona, dopo un periodo di riposo, trovasi nuovamente in linea ai primi di ottobre e prende parte alla 3a battaglia dell’Isonzo (18 ottobre - 4 novembre) contro le posizioni del M. Sei Busi. Il giorno 21, infatti essa punta contro le trincee di q. 112 e q. 118 conquistandone alcuni tratti e catturando circa 500 prigionieri, con un’azione risoluta quanto sanguinosa (oltre 1700 uomini fuori combattimento, fra cui 43 ufficiali), che meritò alla Bandiera del 15° la medaglia di bronzo al valor militare.
Il 23 novembre la Savona si riunisce a Villa Vicentina. Il comando di brigata ed il 15° reggimento, iniziano il trasferimento in Albania il successivo 26, il 2 dicembre sbarcano a Valona, donde raggiungono Durazzo il 19.

 

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Anno 1916

Alla fine di gennaio il 16° reggimento raggiunge la brigata nella zona Vurgai - Sasso Bianco (sud-est di Durazzo) ed ai primi di febbraio, manifestandosi un’avanzata del nemico su Durazzo, la brigata si schiera col 15° sulla linea Rastbul-Arapar-Bazar Sciac ed il 16° sulle colline di Bodinak.
Si hanno da principio solo scontri frequenti con pattuglie, ma ben presto il nemico, assunto un contegno nettamente offensivo, attacca con forze preponderanti le posizioni Piesca-Vurgai-Sasso Bianco; ricevutone l’ordine, la brigata ripiega lentamente su Durazzo, il 23 febbraio. In questa delicata operazione il 16°, assottigliato dal colera, si ritira in ordine, dopo avere costretto il nemico ad allentare la pressione fronteggiandone e respingendone vigorosamente gli attacchi; il II battaglione del 15° protegge strenuamente la ritirata del reggimento, sacrificandosi con vera abnegazione.
Asserragliatasi in Durazzo la brigata attende alle operazioni di imbarco che, molestate dai tiri delle artiglierie nemiche, terminano il 26, giorno nel quale il convoglio lascia Durazzo.
Il 27 la brigata sbarca a Valona ove è posta alla dipendenza della 38a divisione.
Il 4 settembre ha luogo un’azione contro le posizioni di Levani Samar, sulla direttrice Ciflik Idrisit-Fieri, allo scopo di gettare l’allarme nelle linee nemiche, catturare prigionieri, distruggere lavori di rafforzamento. Il III battaglione del 16°, rincalzato dal I, passato durante la notte sulla destra della Vojussa, dopo una marcia di 5 ore raggiunge lo sbocco della gola di Levani ove è fermato da vivo fuoco di fucileria e mitragliatrici. Successivamente, per ordine del Comando di divisione, i due battaglioni ripiegano sulla sinistra della Vojussa, perché gli squadroni incaricati di appoggiare l’azione e di avvolgere il nemico per le ali, avevano incontrato forte resistenza a Baciova e a Frakula. Più a sud, presso la confluenza della Susica nella Vojussa, pattuglie del 15° durante l’azione, a scopo dimostrativo, si spingono verso la località di Ambari e Kalem, riuscendo a sorprendervi un posto avanzato nemico.

 

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Anno 1917

Durante tutto l’anno la Savona rimane in Albania alla dipendenza della 38a divisione. Alternando i battaglioni nel servizio di prima linea sulla fronte Susica-Vojussa, vede le sue file assottigliate dalle malattie, senza avere la fortuna di partecipare ad avvenimenti guerreschi di particolare rilievo.

 

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Anno 1918

Anche nel primo semestre dell’ultimo anno di guerra, la brigata ha della guerra solo i disagi e le malattie. Il 7 luglio, sulla fronte del XVI Corpo d’armata hanno inizio le operazioni offensive per raggiungere la linea del fiume Semeni, nel tratto fra Fieri e Berat; il II ed il III battaglione del 16° reggimento fanno parte di una colonna operante contro Fieri (38a divisione): all’alba dell’8, con attacco deciso, superati tre ordini di reticolati, a malgrado del vivo fuoco di fucileria e mitragliatrici, piombano con impeto sulle trincee nemiche e conquistano la posizione, catturando 53 prigionieri e materiale da guerra, mentre sulla sinistra le altre truppe della 38a divisione marciano su Pojani e la cavalleria, con largo movimento aggirante attraverso la pianura litoranea, minaccia di cadere da nord alle spalle delle posizioni della Malakastra. Le alture di Cosciovizza e M. Licovun, abbandonate dal nemico, sono all’indomani occupate dai nostri. Contemporaneamente il 15° reggimento, che costituisce colonna fiancheggiante sulla sinistra delle truppe operanti contro Berat, forzato nel pomeriggio del giorno 7 il passaggio della Vojussa nei pressi di Romzi e Molai, prosegue nella notte l’avanzata sulla Malakastra, occupando la q. 600 ed inseguendo reparti nemici in ritirata oltre il fiume Janizza. Il giorno 9, attaccato il colle dello Sfir, tenuto da reparti austriaci, se ne impossessa e continuando la marcia in avanti, raggiunge l’obbiettivo finale (fronte di Ura Hassan Beiut sul Semeni, a valle di Berat). Nel corso delle operazioni vengono catturati un centinaio di prigionieri e abbondante materiale da guerra.
Per le prove di ardimento date dalle truppe, per la salda fede che le aveva costantemente animate anche nelle situazioni più deprimenti allorché il colera e la malaria ne decimavano le file, la Bandiera del 16° reggimento meritò la medaglia d’argento al valor militare.
Più tardi quando il comando della 38a divisione, in conseguenza dell’andamento dell’azione su Berat, dà ordine per il graduale ripiegamento dei reparti sulle alture della Malakastra, all’alba del 22 agosto il nemico attacca con forze notevoli le posizioni di estrema sinistra di contro a Baciova, presidiate dal 15° reggimento. La lotta aspra ed accanita si protrae, con alterne vicende, fino al 24; ma le posizioni di Baciova sono mantenute arrestando decisamente l’attacco nemico, così che il ripiegamento, ordinato per quella stessa sera, viene iniziato e svolto in perfetto ordine.
Sulla fronte del 16° il nemico attacca il 25 agosto vigorosamente il tratto di linea presidiato dal I battaglione; anche qui la ferma e tenace resistenza dei nostri argina l’offensiva avversaria e permette l’ordinato ripiegamento sulle alture della Malakastra.
Ai primi di ottobre i nostri osservatori segnalano vasti incendi nella pianura a sud del Semeni e sul rovescio del Sechista; pattuglie spinte in ricognizione constatano che il nemico è in piena ritirata oltre il Semeni.
La brigata non prende parte all’inseguimento, ma viene scaglionata a nord di Valona lungo la strada Bestrova-Aliban-Idrisit-Fieri per lavori di riattamento delle vie di comunicazione; il 3 novembre, passando a far parte della 56a divisione, si riunisce a Bestrova (15°) e a Valona (16°) in attesa di essere imbarcata, e in tale dislocazione trovasi il 4 novembre allorché, concluso l’armistizio, cessano le ostilità.

 

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