Albo d'oro Caduti del Lazio nella prima guerra mondiale 1915 - 1918


BRIGATA "SESIA"

(201° e 202° Fanteria)

Mostrina

Costituita il 3 aprile 1916: il Comando di Brigata ed il 201°, formato sin dall'aprile 1915, dal deposito del 49° Fanteria; il 202°, costituito sin dal 10 dicembre 1915, dal deposito del 23° Fanteria

 

anno 1916

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Anno 1915

Lasciata la sede di Padova, la brigata trovasi all’inizio delle ostilità nel settore Brenta - Cismon, alla dipendenza della 15a divisione.
Allo scoppiare della guerra occupa, senza resistenza, le posizioni di Cima della Caldiera, Cima Laste, M. Mezza, la Rocchetta.

A metà giugno si schiera nel settore di V. Vanoi e vi rimane fino a tutto dicembre, alternando i reparti nel presidio delle trincee di prima linea.

 

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Anno 1916

I due reggimenti, dopo un conveniente periodo di istruzione ed allenamento presso la sede dei rispettivi depositi, ricevono l’ordine di mobilitazione il 24 febbraio e sono fatti affluire in zona di guerra nei giorni dal 5 all'11 marzo 1916: il 201° fra Cussignacco, Cargnacco e Lumignacco ed il 202° in Basaldella e Zugliano. Sono alla dipendenza della 9a divisione.
Il 3 aprile la "Sesia" è costituita a Basaldella, e, nei successivi giorni 19 e 20, è inviata, per ferrovia, nella zona fra Malo e Marano Vicentino.
Iniziatasi l’offensiva nemica nel Trentino il 16 maggio, è chiamata in azione e destinata col comando ed il 202° a Valle dei Signori. L’indomani mentre due battaglioni, I e III, del 202° proseguono per Anghebeni, a disposizione del comando dello sbarramento di Valmorbia, il II è destinato al passo della Borcola a disposizione del comando delle truppe di Val Terragnolo.
A M. Corno ed al passo della Borcola il 202° compie brillanti azioni, menzionate nella motivazione della medaglia di bronzo al valor militare che verrà più tardi concessa alla sua Bandiera, quando i suoi fanti compiranno nuove eroiche gesta. Le perdite in questa sua prima azione di guerra ammontano a 24 ufficiali e 715 gregari.
Non meno brillanti sono le operazioni condotte dal 201°. Partito nella notte sul 16 maggio per Casarette di Toraro, viene invece così impiegato: il I battaglione a Forcella Valbona; il II e la 12a compagnia a Campoluzzo; le altre compagnie del III agiscono: due (9a e 10a) sull’altipiano di Tonezza e l'11a, prima a Malga Zolle e poi a Toraro. Accesasi la lotta a Cima Maggio ed a M. Gusella, il 16 maggio il II battaglione, posto alla temporanea dipendenza del comando della brigata Ancona, rioccupa Cima Maggio e M. Maggio. L'indomani, sottoposto ad intenso bombardamento e minacciato di aggiramento, ripiega in ordine su M. Gusella.
Il 18 partecipa al contrattacco per la ripresa di M. Maggio, ma la superiorità numerica del nemico consiglia il ripiegamento per la valle di Campoluzzo, verso M. Asarea.
Il I battaglione combatte nei giorni 15 e 18 maggio a Forcella Valbona assieme a riparti della "Cagliari", mentre le compagnie 9a e 10a agiscono al passo della Vena colla "Verona". Le perdite del 201° sono di 42 ufficiali e 1439 gregari e la sua brillante condotta sarà anch'essa ricordata più tardi nella motivazione della medaglia di bronzo al valore.
Dopo un breve periodo di riordinamento, alla "Sesia" viene affidato, il 1° giugno, la difesa del sottosettore M. Alba - Colle di Posina, nel quale sono schierati anche riparti della brigata Sele (27a divisione). Il nemico, particolarmente attivo sulla citata fronte, attacca il 3 la nostra linea da q. 900 al costone di M. Spin ed obbliga in primo tempo i difensori a ripiegare verso il Colle di Posina; ma con un sollecito contrattacco essi si riportano sulle precedenti posizioni, respingendo nuovi tentativi operati dagli austriaci verso Colle di Xomo e Cima Fratte.
Il 9 giugno la "Sesia" inizia una manovra avviluppante contro il M. Pusta; vi concorrono due battaglioni del 202°, mentre il 201° agisce dimostrativamente sulla fronte Collo - Balan.
La reazione avversaria ostacola dapprima l'azione degli attaccanti che subiscono ben 253 perdite; né esito più fortunato ha il successivo tentativo operato il giorno 10, che aggiunge alle prime altre 261 perdite.
Il 16 giugno, inizio della nostra controffensiva, segna per la brigata la ripresa della sua attività. Le prime sue puntate sono dirette su Fuccenecco e sull'altura a nord est di q. 799; contro questi obbiettivi si accaniscono in ripetuti tentativi riparti di entrambi i reggimenti, ma il risultato non è decisivo, perché ancora intatta è la sistemazione difensiva avversaria. Non appena questa, premuta sempre più da vicino, comincia a cedere, la brigata inizia il 26 giugno la sua avanzata dal Colle di Posina verso la fronte Collo - Balan e dal M. Alba verso Fuccenecco. I suoi obbiettivi sono, in primo tempo, Cimon dei Laghi - q. 1035, poi M. Gusella - Dosso Cavallon e da ultimo Malga Campoluzzo - M. Maggio - Cima Maggio. L'azione, per quanto ostacolata da intensa reazione, procede lentamente e sono subito rafforzate le posizioni conquistate. Il 3 luglio riparti del 201°, cooperando con altri del 220°, raggiungono nuovi obbiettivi sul M. Maio catturando prigionieri e materiali.
Il 202° occupa intanto la q. 939 del M. dei Calgari e si spinge, il 4, sulla fronte Tovo - q. 1004 - Menara. Il giorno 8 il 201° procede verso Vanzi ed il 202° verso Molin che il nemico difende ancora tenacemente. Nei giorni successivi continua l'azione di sgretolamento, lenta ma efficace; il 15 Vanzi è raggiunto, ma il continuo fuoco di artiglieria ne rende difficile il possesso; il 17 due compagnie occupano Molin. Fino al 27 luglio, la "Sesia" esegue nuovi attacchi contro M. Maio e M. dei Calgari ed ottiene nuovi vantaggi che richiedono peraltro sacrifici non lievi, poiché il nemico è più che mai tenace nella difesa. Anche queste nuove prove di valore trovano degno posto nella motivazione della medaglia di bronzo che sarà più tardi concessa ai due reggimenti. Le perdite della brigata, dal 16 giugno al 30 luglio, ascendono a 41 ufficiali e 1857 militari di truppa.
Nei giorni dal 28 al 30 essa è sostituita in linea ed inviata fra Malo e S. Vito di Leguzzano, per il necessario riordinamento e riposo.
Il 12 agosto la brigata è trasportata, in ferrovia, da Thiene e da Schio a Cormons e S. Giovanni di Manzano e di qui fatta proseguire per Romans, ove accampa alle Fornaci. Nelle notti sul 24 e sul 25 è destinata a sostituire le brigate Lambro ed Etna nella zona goriziana sulla fronte compresa fra la strada Gorizia - Ajsovizza e cascina Bianca, dove continua i lavori di rafforzamento iniziati dai precedenti riparti, resi difficoltosi dalle frequenti azioni di pattuglie avversarie; la brigata è passata alla dipendenza della 43a divisione.
Il 5 settembre, sostituita dalla "Lambro", è inviata a Cà delle Valade (47a divisione).
Il 13 è fatta proseguire per Villesse ed il 16 il 201° si trasferisce ad Armelino; il 202° a Mortesins.
Con successivi spostamenti, il 26 settembre il 201° è raccolto a Palichisce, Fogliano e Villa Vicentina in riserva divisionale ed il 202° è schierato in linea nel tratto fra la rotabile Oppacchiasella - Castagnevizza e quella Oppacchiasella - Nova Vas.
Dopo un periodo di preparazione, durante il quale i reparti compiono alternativamente turni in linea, la "Sesia" partecipa attivamente all'8a  battaglia dell'Isonzo. Suo compito è di raggiungere, una volta superata la prima resistenza nemica, l'obbiettivo costituito dall'altura a sud della strada Oppacchiasella - Castagnevizza, sul meridiano di Pecinka, al trivio a nord - est di Hudi Log. Il 10 ottobre, all'ora dello scatto, le prime ondate raggiungono e superano la linea avanzata avversaria, sorprendono i difensori nei ricoveri e li catturano in buona parte: il loro numero è di 30 ufficiali e 700 gregari. La notte arresta l'avanzata al meridiano di q. 201 cioè 500 metri oltre la prima linea nemica. Il giorno 11 l'azione continua, ma è ostacolata da nutrito fuoco di fucileria e di mitragliatrici proveniente dal ciglione di Nova Vas e, per quanto sia a più riprese tentata, con perdite superiori a quelle del giorno precedente, non riesce ad ottenere nuovi vantaggi. Ne consegue invece il 12, spingendo innanzi l'occupazione di altri 400 metri, sì da toccare la linea che dalla strada di Oppacchiasella - Castagnevizza (a 100 metri dalla q. 202) volge, con andamento nord - sud, fino ad incontrare la strada Oppacchiasella - Hudi Log, a circa 600 metri da questa ultima località.
Le perdite della brigata, in questi tre giorni d'azione, ammontano a 19 ufficiali e 967 militari di truppa.
Nella notte sul 15 ottobre, il 201° si trasferisce a Fogliano in riposo; il 202° resta in linea per il rafforzamento delle posizioni conquistate. Il 21 i due reggimenti si cambiano nelle rispettive posizioni. Il 1° novembre l'azione è ripresa: la "Sesia" deve sorpassare il tratto di fronte nemica antistante alla propria sottozona, raggiungere il versante orientale del piccolo dosso a sud della strada Oppacchiasella - Castagnevizza, sul meridiano del Pecinka. All'ala destra opera il 201°, alla sinistra il 202°.
Il primo sbalzo, fortemente ostacolato dal fuoco proveniente dagli appostamenti del quadrivio di q. 202, porta l'ala sinistra a 250 metri dalle posizioni nemiche; la destra è maggiormente ostacolata. Il giorno 2 le trincee di q. 202 sono raggiunte dall'ala sinistra, ne è catturato il presidio di 200 uomini, e più tardi è quasi raggiunta Castagnevizza. L'ala destra, sempre ostacolata e minacciata di aggiramento, non può conseguire ulteriori progressi.
Nei giorni 3 e 4 la brigata persevera nell'azione, col compito di puntare in direzione di q. 210 - Versic - Selo e di inchiodare contemporaneamente, con azione dimostrativa, l'avversario nelle sue trincee: il 202° riporta qualche vantaggio verso Castagnevizza, mentre il 201° riesce faticosamente ad occupare un nuovo elemento difensivo di q. 202. Il 5 l'operazione è sospesa e nella notte sul 7 la brigata, ritirata dalla linea, è inviata a Fogliano. Le sue perdite, dal 1 al 4 novembre, sono di 34 ufficiali e 1289 gregari.
Fra i feriti vi è anche il comandante del 201° che muore il giorno 12 in seguito alle gravi ferite riportate.
Nella notte sul 2 dicembre il 202°, posto alla temporanea dipendenza della brigata granatieri, ritorna nelle posizioni fra Oppacchiasella ed il quadrivio di q. 202: il 9 la difesa del sottosettore è assunta dalla "Sesia" in sostituzione della "Granatieri" e il giorno successivo il 201° rileva il 202° in linea.
Lo scambio avviene nuovamente il 21 dicembre.

Nei giorni 30 e 31 la brigata, sostituita dalla "Lazio" e dalla "Caltanissetta", è tutta raccolta nella zona tra Fogliano - S. Nicolò e Scodovacca.

 

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Anno 1917

Il 5 gennaio la brigata è trasferita nella zona fra Carpeneto - Sclaunicco - Sammardenchia - Pozzuolo del Friuli (XXVI corpo d'armata), da dove invia più tardi il 201° a Gorizia ed al Podgora, il 202° fra Quisca - S. Floriano e Blesivo. Essi sono impiegati in lavori di rafforzamento.
Il comando di brigata, dopo una breve sosta a Pradamano, il 7 marzo è inviato a Gorizia per assumere la difesa e la protezione della cinta, già affidata temporaneamente al 201° che, fin dal giorno 11 febbraio, è stato riunito tutto in detta città, ove, nei giorni 6 - 7 ed 8 marzo, affluisce anche il 202°. Essa è alla dipendenza del comando della piazza.
Fino a metà agosto alterna i suoi riparti nel compito affidatole, esercitando un'assidua vigilanza e provvedendo ai necessari lavori di rafforzamento.
Il 17 agosto, in vista di una nostra azione offensiva, alla "Sesia" è affidato anche il compito di occupare la linea di resistenza ad oltranza delimitata dal torrente Corno, q. 165, Casa Vulcano, q. 174, Seminario, Manicomio, casa Fotoelettricisti, in sostituzione di altri riparti della 48a divisione, impegnati nell'azione anzidetta.
Fino al 26 ottobre essa permane sulle citate posizioni, ove alterna i suoi riparti, esercita attiva vigilanza e provvede ai necessari lavori di rafforzamento. Degne di rilievo in questo periodo sono le azioni di sorpresa compiute il 28 ed il 31 agosto dai riparti arditi dei due reggimenti che, messi a temporanea disposizione del comando della 48a divisione, irrompono di sorpresa sul S. Marco in qualche tratto di trincea avversaria, spingendosi per la Valle dell'Iscur, allo scopo di sondare l'efficienza austriaca in quel punto.
Il 27 ottobre, in seguito alla offensiva austro-tedesca, la "Sesia" ha ordine di ripiegare su Borgnano, assumendo il compito di protezione alle truppe defluenti dalla piazza di Gorizia.
Il 28, il 201° raggiunge Sottoselva ed il 202° Meretto di Capitolo. Il 30 la brigata ha ordine di dirigersi a S. Maria di Sclaunicco per operare, assieme ad altre truppe, una puntata offensiva contro una colonna nemica che da Cividale tende, per Codroipo, al Tagliamento. Più tardi deve proteggere la ritirata delle divisioni 7a, 48a e 49a schierandosi lungo la strada S. Maria - Lestizza - quadrivio di S. Giovanni. Assolve bene il suo compito, sia affrontando il nemico che la preme da vicino, sia sfuggendogli con decise ed abili mosse. Il 31 passa il Tagliamento a Madrisio (201°) ed a Latisana (202°).
Dopo successivi trasferimenti il 4 novembre raggiunge Ponte di Piave (59a divisione) assumendo la difesa del tratto fra Ponte di Piave e Bocca Callalta. Il 7, sostituita dalla "Novara", è inviata fra Spercenigo, Roncade e S. Cipriano. In seguito al passaggio del Piave, operato dal nemico a Zenson, due battaglioni (II e III) del 202° sono posti, il 12, alla dipendenza tattica della brigata Acqui colla quale operano, puntando verso Cascina Sernaiotto e Case Isola di Sopra che raggiungono dopo lotta accanita ed a costo di gravi perdite. Intanto il 201° invia il II battaglione a Monastier a disposizione del comando della 14a divisione.
La brigata passa il 13 alla dipendenza della 4a divisione che ha il compito di fronteggiare il nemico ammassato a Fornace Franzin. Il 201°, schierato a presidio della linea Villanova - Molino Novo - Casa Martini - Km. 15, la sera del 16 procede al rastrellamento di alcuni elementi nemici infiltratisi nelle nostre posizioni e riesce a catturarli. Il 17 la "Sesia" rientra a Spercenigo, ove attende al proprio riordinamento.

Nei giorni dal 26 al 28 rileva la 3a brigata bersaglieri sul Piave nel tratto da Candelù a Molino Vecchio (54a divisione), ove rimane sino alla fine dell'anno.

 

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Anno 1918

Il 201°, sostituito dal 5° reggimento bombardieri nelle notti sul 3, 4 e 5 gennaio, è inviato nei pressi di Treviso; il 202° è anch'esso rilevato in linea nelle notti dall'11 al 14 e dislocato fra S. Giuseppe di Treviso e S. Zeno. Nei giorni dal 20 al 25 la brigata è tutta riunita a Treviso. Dal 14 al 16 marzo essa sostituisce la "Granatieri" in prima linea sul Piave, tra Candelù e Fagarè (45a divisione), ove i reggimenti si alternano sino al 24 maggio.
Il 25 la brigata, sostituita in linea dall'8° reggimento bersaglieri, è inviata a Breda e Vacil ove attende a lavori ed istruzioni.
Fra la fine di maggio ed il principio di giugno, la brigata ritorna a presidiare la stessa linea. All'inizio dell'offensiva nemica (15 giugno) essa è schierata dal Fortino triangolare (sull'Argine regio) a C. Broli. Sferratosi l'attacco, mentre il III/202° impedisce al nemico, giunto di sorpresa sull'isola Vittoria, di porre piede sulla sponda destra del Piave, il I/201° accorre da Molino Novo al caposaldo di C. Pasqualin per rioccuparlo, portare la difesa sull'Argine regio e di là spingersi, lungo lo stesso, fino a Fagarè e Bocca Callalta, ove dovrà collegarsi colla brigata Cosenza. L' 8a compagnia del 202°, accorsa in difesa di Saletto che il nemico, passato fra le isole Como e Pisa, minaccia di occupare, lo arresta, gli infligge gravi perdite e gli prende 400 prigionieri e due mitragliatrici. Tutti i riparti della brigata, compreso il battaglione complementare, chiamato in linea, si battono con ammirevole slancio per respingere l'invasore a costo di gravi sacrifici di sangue. L'Argine regio è più volte preso e perduto; Molino della Sega, C. Pasqualin, C, Pastori, sono i perni della difesa intorno ai quali la lotta maggiormente infuria. Nei giorni 16 e 17 la resistenza della brigata è pari al compito ricevuto, che è quello di sacrificarsi sul posto ma non cedere, e le perdite subite sono un indice efficace del sacrificio: 119 ufficiali e 3331 militari di truppa, compreso un rilevante numero di dispersi. Il contegno della "Sesia" è citato sul bollettino di guerra del Comando Supremo ed ancora una volta ricordato nella motivazione della medaglia di bronzo. Nei giorni 18 e 19 alcuni suoi riparti continuano a partecipare alla battaglia.
Alla sera del 19 è inviata presso Asolo per riordinarsi e riposare. L'8 luglio è spostata, per ferrovia, ad Altino. Nei giorni dall'11 al 16 sostituisce la "Bisagno" ed il 1° reggimento granatieri sul Piave Nuovo da Porte del Taglio al bivio di Tombolino.
Nelle notti dal 24 al 27 essa, schierata finora per ala, si dispone per linea, cedendo parte delle sue posizioni a tre battaglioni della 3a brigata bersaglieri. Ha il 201° lungo il Fosso Gorgazzo ed il 202° più indietro, sulla linea Case Conte Folco - Case Malimpieri - Case Bettenini, quale riserva d'armata. Dopo un altro turno di riposo, la brigata, nelle notti sull'11 e sul 13 agosto, sostituisce la "Cosenza" nel tratto del Piave compreso fra Casa Gradenigo e la strada ad est del Sile che si distacca dall'argine a sud di Porte di Taglio.
Da detta brigata viene a sua volta sostituita a capo di un mese dislocandosi fra Altino, Portegrandi, Castaldia e Capo Sile.
Il 10 ottobre le due brigate si scambiano per l'ultima volta. Il 24 ottobre, inizio della nostra offensiva finale, alla "Sesia" è affidato il compito di passare il Piave su una passerella gittata a sud della ferrovia per aggirare da nord S. Donà, tenendo il 202° fra la ferrovia stessa e Sabbionera e costituendo poi testa di ponte in attesa dello svolgersi dell'azione della 54° divisione. Se la resistenza del nemico sarà debole il 201° deve passare il fiume a Le Code ed avanzare verso Calvecchia.

Il 30, mentre la 7a compagnia ed il riparto arditi del 202° costituiscono la testa di ponte prestabilita sulla sponda sinistra del Piave, il III/202° effettua il passaggio su barche penetrando, più tardi, con altri riparti del reggimento, in S. Donà e catturandone i difensori. Il nemico sopraffatto si ritira ed il 31 la brigata spinge i suoi elementi verso il fosso Grassaga e di quì alla Livenza nel tratto da S. Stino a Tezze che è raggiunto il 1° novembre. Il 2 ha ordine di avanzare su cinque colonne sino alla linea La Sega - Portogruaro, che sorpassa il 3, raggiungendo nello stesso giorno il Tagliamento fra Malafesta ed il bivio di S. Sabida, ove trovasi alla data dell'armistizio "Badoglio".

 

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