Albo d'oro Caduti del Lazio nella prima guerra mondiale 1915 - 1918


BRIGATA "SIENA"

(31° e 32° Fanteria)

Mostrina

Sede dei reggimenti in pace:31° e 32° Fanteria, Napoli.

Distretti di reclutamento: Alessandria, Ancona, Avellino, Cremona, Cuneo, Firenze, Girgenti, Milano, Napoli, Perugia, Sacile, Sassari

anno 1915

anno 1916

anno 1917

anno 1918

 

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Anno 1915

La brigata Siena, partita il 1° giugno da Napoli, si raccoglie il 4 a Codroipo e, dopo vari spostamenti, giunge il giorno 2 a Turriaco, ove è posta alla dipendenza della 19a divisione, che dalla riva destra dell'Isonzo tende ad affermarsi sul margine dell’Altopiano Carsico. La brigata raggiunge dal 16 al 23 giugno la fronte S. Pietro dell’Isonzo - rotabile di Ronchi: e nella 1a battaglia dell’Isonzo (23 giugno - 7 luglio), dopo combattimenti accaniti, nei quali perde oltre 1500 uomini dei quali 61 ufficiali, riesce ad espugnare importanti trinceramenti nella zona di Castelnuovo.
La lotta per la conquista delle difese di Castelnuovo continua violenta anche nella 2a battaglia dell’Isonzo (18 luglio - 3 agosto); e la brigata, con tenacia e gravi perdite (800 uomini dei quali 32 ufficiali), conquista ancora altri importanti trinceramenti a sud di Castelnuovo.

Inviata in zona di riposo il 1° agosto, ritorna il 22 settembre in linea, sempre nel settore di Castelnuovo. Nella 3a battaglia dell’Isonzo (18 ottobre - 4 novembre) le viene assegnato il compito di impadronirsi della trincea nemica detta "delle Frasche"; fra il 21 e il 23 ottobre i suoi reggimenti si sforzano, con ripetuti assalti, di raggiungere e mantenere la forte posizione nemica; il 23 la trincea, in un violento assalto, è conquistata, ma nella notte successiva un contrattacco ne ricaccia i difensori, costringendoli a ripiegare sulle linee di partenza. Il 28 e 29 ottobre ed il 1° novembre reparti del 32° ed il I reggimento bersaglieri bis (poi 15°) rioccupano la contesa trincea, che è resa però intenibile dal tiro di distruzione dell’artiglieria e dai contrattacchi nemici, onde ancora una volta i nostri sono obbligati a sgombrare. Il maltempo persistente, la spossatezza delle truppe, esauste da tanti giorni di lotta, le gravi perdite subite (oltre 2000 uomini della Siena fuori combattimento, dei quali 53 ufficiali) impongono la sospensione dell'azione, talché fra il 4 e l'8 novembre la brigata si trasferisce nei pressi di Palmanova per riordinarsi.

 

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Anno 1916

Fra il 25 e il 27 gennaio la brigata compie per ferrovia il trasferimento a Feltre, ove rimane fino al 12 marzo in riserva, alla dipendenza della 15a divisione.
Frattanto, essendo ormai palesi i preparativi di una offensiva nemica contro la nostra fronte tra Brenta ed Adige con l'idea di attuare una serie di operazioni offensive, progettate da parte nostra per l'aprile prossimo, viene disposto che la 15a divisione avvicini alla fronte le sue riserve. La brigata Siena si trasferisce pertanto verso la metà di marzo fra Grigno e Strigno, donde distacca due battaglioni sulle posizioni arretrate del torrente Maso e dello sbocco di Val Maggio. Il 12 aprile partecipa all'attacco del M. Carbonile (Armentera) e di spigolo Frattasecca (Panarotta); il III/32°, insieme con un battaglione dell'83°, opera contro il M. Carbonile; il II/32° costituisce la riserva dei reparti dell'84°, operanti contro lo Spigolo Frattasecca; il resto della brigata forma la riserva generale. La prima giornata di azione è favorevole alle nostre armi: vengono conquistati il M. Carbonile e la posizione di S. Osvaldo, primo gradino verso il Frattasecca, ma il giorno successivo un violento bombardamento costringe i nostri reparti (un battaglione dell'83° e il II/32°) a sgombrare le posizioni più avanzate ed a costituire una linea provvisoria di difesa sul meridiano di Villa Ceschi; mentre a sua volta il nemico, affacciatosi al M. Carbonile, è costretto dal tiro di distruzione della nostra artiglieria a sgombrare la sommità, sicché questa rimane non occupata fra le linee avversarie. Fra il 14 ed il 16 aprile, per dare maggiore saldezza alle posizioni conquistate raffittendone l'occupazione, il Comando della 15a divisione dispone che la brigata Siena entri in linea nel tratto di fronte fra le pendici settentrionali di Cima Manderiolo - Villa Ceschi - Armentera - S. Osvaldo, limitando il compito della brigata Venezia, già in linea e provata nelle azioni svolte precedentemente, all'occupazione del tratto di fronte più settentrionale M. Collo - Val Leggia.
Il mattino del 16 aprile il nemico attacca in forze le posizioni di S. Osvaldo, occupate dal III/32°; questo, a malgrado della resistenza opposta, con l’ausilio del II/31°, è costretto a cedere; i nostri ripiegano dapprima sulla posizione di Volto, indi sulla linea del torrente Larganza (Roncegno). Le nostre posizioni vengono così stabilite: Larganza - M. Armentera - Villa Ceschi - pendici settentrionali di cima Manderiolo. La brigata occupa tale linea, allorché il nemico inizia la progettata grande offensiva nel Trentino, che avrebbe dovuto portarlo nella pianura Padana alle spalle della nostra fronte dell’Isonzo. La sera del 15 maggio il nemico risalendo dal Brenta il fianco nord dell'Armentera, riesce ad infiltrarsi alle spalle dei difensori delle posizioni di Villa Ceschi, le quali riuscito vano ogni sforzo per arginare l’irruzione, vengono abbandonate. La nostra difesa viene così arretrata, in un primo tempo, sulla linea Villa Hippoliti - Moschene (giorno 16) ed il 18 sull'altra, ancor più arretrata, fra Borgo - M. Armentera - Case Bianchi (fondo di Val Maggio) - falde settentrionali di Cima Dodici. Ma la pressione del nemico, ognor crescente su tutta la fronte della divisione, impone un arretramento ulteriore, effettuato il giorno 22, sulla linea M. Civaron - riva sinistra del torrente Maso. Lungo il tratto meridionale della detta linea (M. Civaron - fondo Val Brenta) sono state preventivamente schierate le truppe della 10a divisione (brigata Campania), giunte allora in linea: la Siena ripiega dietro tali truppe per riordinarsi e costituire un’altra linea di difesa a sbarramento dalla Val Brenta, all'altezza di Ospedaletto. Ai primi di giugno il 32° fanteria viene schierato sull'altipiano fra Costa Alta ed i Castelloni di San Marco, per costituire, insieme con reparti alpini, un nucleo di collegamento fra l'altipiano stesso e la Val Sugana.
Frattanto è in corso di attuazione la nostra controffensiva; ed il 23 dello stesso mese il I e III/32°, posti a disposizione del XX Corpo d'Armata, concorrono, con reparti alpini, all'attacco ed alla conquista di Cima della Caldiera, affermandosi sulle posizioni dominanti il Passo dell'Agnella; il 4 luglio, anche il 31° fanteria viene impegnato per conquistare la cima orientale del M. Civaron (q. 775), ma l’efficace tiro di sbarramento dell'artiglieria nemica impedisce di raggiungere l’obbiettivo; la lotta prosegue ininterrotta fino al 7 luglio, ma senza successo. Il 32° fanteria, il 6 ed il 24 luglio, unitamente a reparti alpini, attacca le posizioni dell’Ortigara, conquistando la q. 2003; il 26 ritorna alla dipendenza della propria brigata.
Occorrendo dare lena ai reparti esausti, l’azione viene sospesa, e la Siena si ritrae, temporaneamente, dalla linea, dopo aver perduto nella lunga lotta circa 1200 uomini, dei quali 42 ufficiali.
Il 32° fanteria, passato a disposizione della 15a divisione, si trasferisce il 9 agosto a Forcella Magna e si schiera di fronte alle posizioni nemiche delle Alpi di Fassa; il 31° col Comando di brigata, alle dipendenze della 10a divisione, ripresa l’offensiva contro il Civaron il 13 agosto, avanza arditamente con alcune compagnie, oltrepassando i reticolati, ma il fuoco efficace del nemico impedisce ancora una volta ogni progresso; talché, il 22 agosto, il reggimento, ricevuto il cambio dal 135°, è inviato a Grigno per riordinarsi. Il Comando della Siena col 31° e col 135° forma il sottosettore Maora - Brenta.

Il 19 ottobre, il 32° fanteria sostituisce in linea il 135°, che lascia il sottosettore; in questo restano quindi i reggimenti della Siena, che alternano il loro servizio di trincea con turni di riposo a Selva.

 

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Anno 1917

Fra il 24 e il 31 marzo la brigata si trasferisce per ferrovia nella zona di Treviso, ove passa alla dipendenza, prima della 57a divisione, poi della 61a, indi della 33a nella zona di Ferleti, per prendere parte alla 10a battaglia dell’Isonzo (12 maggio - 8 giugno). La battaglia è già in corso quando la brigata Pisa raggiunge nella notte sul 23 maggio la località di Ferleti (regione di Doberdò); ad essa viene assegnata la conquista del tratto di fronte fra q. 247 e la rotabile di Selo e contro tale linea il 24 e il 27 maggio la brigata dirige i suoi sforzi, non coronati dal successo dovuto al valore spiegato ed alle forti perdite sofferte (circa 2000 uomini fuori combattimento, dei quali 80 ufficiali).
Il 28 maggio l’operazione viene sospesa ed il 1° giugno la brigata si porta in riserva divisionale a sud-est della strada q. 192 - q. 175 (Jamiano).
Il 3 giugno il nemico, dopo violento bombardamento, attacca decisamente la fronte della 61a divisione, ma la fermezza dei fanti della Siena, del 140° reggimento e dei granatieri ne arresta nettamente l'avanzata. Il mattino successivo, con un nuovo attacco l'avversario riesce a conquistare la q. 241, ma ne viene tosto ricacciato da un energico contrattacco delle truppe della 61a divisione, fra le quali reparti della brigata Siena. Uguale esito hanno gli attacchi nemici del giorno 6 contro le quote 235 e 219 che, occupate in un primo tempo dall'avversario, vengono anch’esse riconquistate brillantemente mediante un contrattacco, cui concorrono i reparti della Siena.
La brigata rimane in trincea fino al 20 luglio e, dopo un periodo di riposo, vi torna dal 1° al 16 agosto, nel settore Komarje - q. 241.
Dopo pochi giorni di riposo a Polazzo, la brigata è nuovamente inviata in linea, alla dipendenza della 2a divisione, nel tratto Selo - q. 219 - Komarje, per prendere parte all'11a battaglia dell’Isonzo (17 agosto - 12 settembre). Fra il 23 agosto ed il 5 settembre tenta ripetutamente di impadronirsi di alcune trincee del costone di Komarje, ma non ottiene, a malgrado delle forti perdite (circa 1400 uomini, dei quali 28 ufficiali), che lievi risultati e la cattura di un centinaio di prigionieri. Rimane ancora in prima linea nel settore di Selo fino al 12 Ottobre, indi si raccoglie nella zona fra Pozzecco e Talmassons, dove trovasi il 24 ottobre, giorno d’inizio dell’offensiva austro-tedesca (12a battaglia dell’Isonzo: 24 ottobre - 26 dicembre). La ritirata dell’ala sinistra della 2a Armata obbliga anche le truppe del medio e basso Isonzo a ripiegare al Torre, e successivamente, al Tagliamento.

La brigata Siena, il 27 ottobre, è schierata sulla destra del Torre, ove contende vivamente al nemico l’avanzata; indi ripiega e passa il Tagliamento, il 29 ottobre, sul ponte ferroviario di Cornino. Il 1° novembre è messa a disposizione del Corpo d’Armata speciale Di Giorgio e si disloca col 31° reggimento a Lestans - Col del Bosco, ed il 32° a Madonna del Zucco. Il 31° reggimento, il giorno 4, contrasta tenacemente l'avanzata al nemico ed alle ore 16, dopo vivace combattimento, lo contrattacca e lo respinge più volte sinché, sopraffatto da forze soverchianti, è costretto a ripiegare verso Sequals e poscia su S. Leonardo. Il 32°, chiamato da Madonna del Zucco ad Usago insieme con reparti bersaglieri, muove contro le colline di Travesio: il II battaglione passa a guado il torrente Cosa per raggiungere ed occupare l’altura di S. Giorgio ma, costretto dalle violenti raffiche del fuoco nemico a ripiegare, si riunisce alle rimanenti forze e con queste combattendo arretra sul Meduna, ove viene costituita una testa di ponte all’altezza di Sequals. Sostituita alla sera da truppe alpine, la brigata riunita prosegue il 5 novembre per Polcenigo, ed alla dipendenza della 12a divisione passa il Piave al ponte della Priula; il 12 si trasferisce nella zona di Padova, ove è posta alla dipendenza della 21a divisione e finalmente il 23 viene inviata a S. Secondo Parmense, per riorganizzarsi.

 

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Anno 1918

Riordinatasi, la brigata si trasferisce in marzo nella zona del Garda e si schiera nel settore Palone - M. Dei Pini, in val d’Ampola (Giudicarie).
Il 20 e 21 giugno, cioè nella fase culminante dell'offensiva austriaca dall’Astico al mare (battaglia del Piave, 15 - 24 giugno), si sposta per ferrovia nella zona di Treviso, rimanendovi, come unità di riserva fino al 24 giugno, allorché, ricacciato definitivamente il nemico al di là del Piave e cessata così ogni probabilità di impiego delle riserve, ritorna nel primitivo settore.

Durante i preparativi di Vittorio Veneto la brigata si trasferisce a Bassano, nella notte sul 24 ottobre si sposta nelle immediate retrovie del settore Col Moschin - M. Asolone ed il 26 entra in prima linea sotto l’Asolone. Alcuni suoi reparti, unitamente ad altri della brigata Forlì, si lanciano più volte all’assalto per impadronirsi delle quote dell’Asolone, ma senza riuscire a vincere la resistenza nemica; il 29 l’attacco viene rinnovato col concorso di due battaglioni del 60° fanteria e, nonostante il fuoco violentissimo del nemico il II/32° riesce a penetrare nelle contese posizioni. Il giorno 31 i fanti della Siena attaccano il Col della Berretta, che riescono ad occupare dopo aver vinte le ultime resistenze del nemico. Incominciato l’inseguimento, nella notte sul 1° novembre la brigata supera le difese di Col Bonato e scende a Cismon; il 2, vinta l'estrema resistenza delle retroguardie, giunge a Grigno e il 3 a Borgo, ove cattura reparti avversari con armi e carreggio.

 

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