Albo d'oro Caduti del Lazio nella prima guerra mondiale 1915 - 1918


BRIGATA "TANARO"

(203° e 204° Fanteria)

Mostrina

Costituita l'11 marzo 1916: il Comando di Brigata ed il 203°, già formato sin dal gennaio 1916, dal deposito del 38° Fanteria; il 204°, già costituito fin dal 10 dicembre 1915, dal deposito del 33° Fanteria

 

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Anno 1916

Costituita l'11 marzo a Taranto, il 14 s'imbarca per trasferirsi a Valona a disposizione della 44a divisione. Il 16 è inviata a Gjormi e nei giorni successivi raggiunge la Valle Schusciza ed occupa il tratto di fronte che va dal Kuzesi a Trbaci ove sostituisce riparti della brigata Verona. Essa completa e sistema lavori di rafforzamento sulle posizioni occupate.
Il 23 due battaglioni del 203°, col concorso di un battaglione dell'86°, procedono all'occupazione di Maja Lops e di cima 1840 Hundrevica. Tale obbiettivo viene raggiunto e rafforzato senza incontrare resistenza. Il 31 alla brigata è affidata la difesa del sottosettore Kuzesi - Maja Tartarit - Hundrevica - Schusciza - Conca di Zemblan.
Il 6 maggio la "Tanaro" assume la difesa del settore che va dal Maja Tartarit al mare (Porto Palermo), ove schiera il 204°, un battaglione dell'86° fanteria ed un reggimento di M. T. che passano alla sua dipendenza.
Il 203° passa alla 43a divisione.
Fino alla metà di agosto i riparti provvedono alla sorveglianza della rispettiva fronte attendendo a lavori di rafforzamento. Il 23 di detto mese il 204°, sostituito dal 38° reggimento M. T., coopera con riparti di sbarco della R. Marina all'occupazione di Porto Palermo, spingendo la linea avanzata dal M. Bogoniza fino alle pendici del M. Kalarat.
L'operazione si svolge in due tempi: il 23 il I/204° si porta su Mesprogonit, il II/204° raggiunge Vranista; il III battaglione rimane in riserva.
L'indomani riparti del I battaglione occupano Piljuri, mentre il II conquista M. Kalarat. Il 25 raggiungono la linea Paljasa - Drimias - Vuno - Himara, senza incontrare alcuna resistenza da parte dei presidi greci.
Il 203°, sostituito anch'esso da riparti di M. T. nelle posizioni della conca di Zemblan, occupa, il 30 agosto, Tepeleni, e spinge ricognizioni sulla destra della Vojusa, ottenendo facilmente lo sgombro dei presidi greci.
Il 7 settembre per garantire il possesso di Himara e Tepeleni, viene spinta a sud l'occupazione avanzata fino al limite meridionale dei due Kurveles. Le truppe del settore sud (204°) devono provvedere alla conquista del Kurveles inferiore, quelle del settore nord (203°) alla conquista del superiore.
Nei giorni dal 9 all'11 l'occupazione è compiuta ed i riparti sono impiegati in lavori di riattamento delle comunicazioni esistenti nella propria zona.
Nel settore sud l'azione prosegue: mentre il 2 ottobre una colonna da Hamelica punta su Argirocastro ed il 4 su Terihati, altri riparti, coi quali opera un battaglione del 204°, il 3 sbarcano a Santi Quaranta, vi costituiscono una testa di sbarco e proseguono su Delvino e poi, il 4, su Garzikaki.
Scopo dell'avanzata combinata dalle due colonne è quello di decidere il presidio greco, posto alla stretta di Muzina, a ritirarsi ed occupare la stretta stessa.
Nel settore nord anche il 203° avanza, il giorno 9 ottobre, su Klisura e Premeti, di quì spinge giornalmente delle ricognizioni verso la zona di confine.
In seguito alla occupazione italiana nell'alto Epiro, il comando della "Tanaro" assume il giorno 11 la difesa di detta regione, avendo alla sua dipendenza solo il 204° ed alcuni squadroni di cavalleria.
L'occupazione tende essenzialmente ad assicurare il possesso della strada che da Santi Quaranta, per Delvino ed Argirocastro, giunge a Tepeleni: a tal fine le forze sono ripartite in due nuclei principali dislocati a Delvino e Argirocastro. Dal 21 ottobre il 203° ritorna alla dipendenza della propria brigata.

Fino alla fine dell'anno i riparti della "Tanaro" attendono a lavori di rafforzamento e subiscono gli spostamenti resi volta a volta necessari dalla situazione politica albanese.

 

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Anno 1917

Il 9 febbraio, dopo avere fino allora atteso ai consueti compiti, il III/204°, coadiuvato da due squadroni dei cavalleggeri di Palermo, ha ordine di occupare la strada Arinista - Han Kalibaki - Misojefira e di impadronirsi di Konica. Il 10 si concentra a Kakavia e Giorgucati, l'11 raggiunge Delvinaki, ove lascia la 10a compagnia e si spinge, il 12, su Han Kalibaki, lasciando anche quì una compagnia (11a) e proseguendo il 13 per Mesovuni.
Il 14 occupa, senza alcun incidente, Konika; intanto il II/204° si porta a Grapsi.
Il 17 febbraio il I/204° raggiunge Ersek ove si collega colle truppe francesi, mentre il I/203°, posto alla temporanea dipendenza del 204° reggimento, si disloca fra Barnasi, Salesi, ed Arza, distaccando dei posti di guardia ai ponti di Misojefira e di Melisopetra.
Gli altri due battaglioni del 203° sono sempre schierati sulla media Vojusa fra Tepeleni, Klisura e Premeti.
Nei primi giorni di aprile fino all'8, l'occupazione è spinta sino alla linea del Kalamas senza incidenti; il 204° assume la difesa della sottozona di Ljaskoviki.
Dopo successivi spostamenti dei riparti, la linea assegnata alla "Tanaro" viene, il 22 maggio, così suddivisa: settore Cafa Kicok - da Maricani a Cafa Bubesit - affidato al 203°; settore Vinokasit - da Cafa Bubesit a Cafa Sofiut - al 204°. Il comando della brigata si trasferisce, il 28 maggio, da Argirocastro ad Han Balaban; passano alla sua dipendenza, dal 2 giugno, tutte le truppe dislocate sulla riva destra della Vojusa da Ersek a Leftinja.
Fino all'agosto i riparti si alternano sulle posizioni, mantenendo una spiccata superiorità sul nemico, nelle cui file si avverano frequenti defezioni. Compiono contemporaneamente molti lavori di sistemazione stradale.
Il 10 settembre, allo scopo di impedire che il nemico attacchi sul fianco sinistro, truppe francesi tendenti al rafforzamento dell'alto Devoli, fra Seniste ed il lago Malik, e nel settore del torrente Chelizoni, nostri riparti agiscono da Sarova per Cerevoda - Osoja e compiono azioni dimostrative sulla fronte Cipan - Koblan, verso Glava - Selecka e sulla Vojusa.
I riparti incaricati dell'azione principale sono il I/203° ed il I/204°; gli altri attendono agli attacchi dimostrativi. I citati battaglioni, suddivisi in tre colonne, raggiungono il ponte di Sarova, passano l'Osum e marciano sugli obbiettivi assegnati, ostacolati dal tiro di fucileria delle bande nemiche e poi dall'artiglieria che apre il fuoco dal costone sud-ovest di Cafa Devris. Intanto la 11a compagnia del 203° e la 9a del 204° si portano sul costone di Kosec fra Laitiza e Cafa Kicok. Il nemico è volto in fuga ed in parte catturato.
La colonna di destra giunge a nord-est di Zoga e prosegue per Bolen; la sinistra occupa il costone sovrastante Cerevoda; la centrale occupa il costone di Cerenisti e avanza su Velisest. Più tardi tutto il costone Cerevoda - Osoja è occupato.
Nei giorni 11 e 12 settembre, non potendosi intraprendere l'azione su Cafa Glavo, i riparti ritornano sulla sinistra dell'Osum, lasciando sulla destra soltanto elementi di copertura.
Il 31 ottobre il nemico, dopo intensa preparazione di artiglieria, pronuncia un attacco fra Zu Arza e Maricani, e contemporaneamente occupa Monostira, Kala e Goleni. E' però subito contrattaccato e respinto.
L'8 novembre ritenta l'azione sulle citate posizioni e su quella di Salesi e riesce ad occupare un cocuzzolo a sinistra del Proni Homar e Zu Arza; anche questa volta è respinto con perdite.

Il nemico, dopo vari tentativi di passaggio dell'Osum, tutti frustrati dall'attiva vigilanza dei nostri, riesce a sorpassarlo il 23 novembre ed occupa i paesi di Monostira, Kala e le case a nord di Velsa e Prezleska. Un nostro contrattacco lo scaccia da Velsa e Prezleska e, più tardi, un nutrito nostro fuoco di artiglieria lo costringe a sgombrare tutta la riva sinistra dell'Osum. Successivi tentativi sono operati dall'avversario nei giorni 25 e 26 e nel mese di dicembre, ma sempre invano, contro le nostre posizioni del ponte di Cerova e Monostira e quelle di Miciani, Koblara e Kadoviza.

 

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Anno 1918

La "Tanaro" permane lungamente nelle consuete posizioni dell'Albania meridionale, ove spiega la sua attività in un continuo invio di pattuglie.
E' una guerriglia fatta di puntate offensive intese allo scopo di conservare la necessaria superiorità sul nemico, che è anch'esso attivo e vigilante.
Sono degne di nota le azioni compiute dal III/203° il 7 ed il 9 maggio dirette contro Laitiza per catturarvi la gran guardia che vi sta di presidio. Una compagnia rimonta da Allien il Roccione ed occupa la q. 827, mentre il resto del battaglione si avvicina alle posizioni avversarie e riesce, in entrambi i tentativi compiuti, ad aprire dei varchi nel reticolato, ma l'alba e la reazione di fuoco consigliano il ripiegamento sulle posizioni di partenza.
Il 15 maggio la 5a compagnia del 203°, elementi della 6a ed il 2° riparto zappatori escono da Cafa Kicok diretti a Buzi: ne sorprendono la piccola guardia e l'obbligano a ripiegare; si spingono poi, attraverso un campo minato, sulla gran guardia che tengono impegnata fino al mattino successivo.
Contemporaneamente il I/203°, uscito dalla nostra linea di Belux, guada il Leftinja e raggiunge prima le posizioni di Arza e poi quelle di Zabokica bruciandovi alcuni ricoveri. Compiuta l'azione, entrambi i riparti rientrano in ordine nella nostra linea, dopo aver preso armi e materiale.    
Il 26 giugno, in vista di una nostra offensiva su Berat, il battaglione complementare della brigata sostituisce il II ed il III del 204° che si raccolgono, rispettivamente, fra le quote 693 e 646 nei pressi di Cafa Bubesit. Anche il 203° è sostituito il 27 dal 291° battaglione di M. T. e dal 14° battaglione della R. Guardia di Finanza sulla fronte Vojusa - Monostira - Kafa Kicok e disloca il I battaglione a Martolos ed il II dietro Cafa Kicok. Le truppe della "Tanaro" devono operare colle seguenti direttive: il 203°, tolto temporaneamente dalla dipendenza della brigata, per Laitiza, Buzi, Selecka, con obbiettivo il nodo Kumara, Glava, Rahova; il 204°, assieme al 101° fanteria di marcia ed alcune compagnie mitragliatrici, deve conquistare il Parasboar e poi cadere sulla strada Glava - Berat a nord del Corocof per prendere di rovescio il nodo citato.
Il 6 luglio hanno inizio i movimenti per l'avvicinamento: due battaglioni del 203° (I e III) raggiungono la fronte tra Bregosi e Lamai; il II e III del 204° ed il I del 101° di marcia, si ammassano in fondo Val Lavdarit.
Il 7 si sferra l'attacco e mentre il 203° occupa le pendici meridionali del Corocof, le due colonne del 204° raggiungono una la q. 777 e l'altra la sella per il Parasboar ed il Corocof, vincendo l'accanita resistenza del nemico che viene in parte disperso ed in parte catturato. Il giorno 8 l'avanzata prosegue fino a Hmalinat ed alla q. 909 del Parasboar.
Il 9 il 203° arriva a Berat, seguito poco dopo dal 204°; il nemico, abbandonate le posizioni, si ritira oltre il Semeni.
Il 16 luglio la brigata ha il compito di rastrellare il territorio per l'Osum e la Vojusa; si distinguono in queste operazioni il 203° ed il III/204°, che attaccano il 24 luglio a Velagosti e nella regione di Kuci.
Il nemico, forte di una brigata, dopo breve e violenta preparazione di artiglieria, vinta la resistenza delle nostre truppe a guardia del Semeni, lo passa il 24 stesso e si impadronisce delle alture ad est e ad ovest di Kuci. Viene subito richiamata la colonna operante su Velagosti (III/203° - II/204° - III/101°) che il 25 prende contatto col nemico presso Suzezi; si impadronisce il 28 della linea di alture Dzail - Suzezi basso - Suzezi alto, proseguendo verso Kokovec e Kuci, che non possono essere raggiunte a causa di un contrattacco che obbliga i riparti a ripiegare sulla linea di partenza e poi, gradualmente, su quella di Kemanica - q. 350 - q. 559.
Il 203° ha perduto, dal 20 al 31 luglio, 19 ufficiali e 486 militari di truppa.
Nell'agosto la "Tanaro" assume la seguente dislocazione: il 203° sulla sinistra dell'Osum; il 204° sulla destra. Si riprende la consueta attività di pattuglie, ma, la continua pressione nemica, specie contro le nostre posizioni a nord est di Berat e su Mali Tomorices, consiglia il ripiegamento delle nostre truppe sulla linea di cresta: Malakastra - Glava - Kapinova.
Il movimento ha inizio il 24 agosto: il 203°, la sera di detto giorno, si porta fra lo Zelenik e Osman Zeza; il 204° sulle pendici nord est di q. 909. I movimenti si compiono fuori dalla pressione avversaria eccetto che per i battaglioni III/203° e I/204° che hanno dovuto ripiegare combattendo.
Sulla nuova linea si esercita assidua vigilanza, ma il nemico l'11 settembre tenta discendere le pendici sud del costone di Vartopi e dirigersi verso le falde ovest del Tomor e verso Kapinova. Le truppe in linea compiono ogni sforzo per arrestarlo, sistemandosi a difesa sul costone di Barguljasi.
Decisa la nostra controffensiva, il 2 ottobre la brigata, che è intanto passata a far parte della 36a divisione, partecipa ad una nuova avanzata su Berat. Opera su due colonne: a destra due battaglioni del 204°, partendo da Vogiak per le quote 373 (Hmalinat) - 360 (Cermentias) - 294 (Corbactas); a sinistra due battaglioni del 203° da q. 905 per le quote 773 (Bregu Monastir) - 567 (Bregu Pernalt) e q. 477. La sera del 2 stesso le colonne sostano sulle alture a sud di Berat, il 3 passano l'Osum, raggiungono Berat e puntano verso Elbasan. Il 4 arrivano a Molas catturandovi alcuni elementi della retroguardia nemica ed il 5 passano il Devoli sotto il tiro di piccoli riparti avversari, sostano a Gostina ed occupano la q. 540 ad est di Murichiani.
Il 6 le colonne occupano Sals, respingendo il presidio catturandolo in parte, e riconoscono la Valle dello Skumbi. Il 7 il nemico si ritira dopo aver fatto saltare i ponti sullo Skumbi e la brigata entra in Elbasan catturando 170 prigionieri, 2 pezzi di artiglieria e molte armi portatili e munizioni.
Il 10 essa riprende l'avanzata verso Durazzo: il II/203° e la 2a coorte albanese iniziano la marcia verso Tirana e l'11 raggiungono Price, il 12 Kusa ove è accolta da tiro di artiglieria proveniente dal Kraba - Pass. Tirana è raggiunta il 14. Intanto, mentre i due battaglioni del 204° restano ad Elbasan, il I e III del 203° ed il III/204°, rimasti pure ad Elbasan, iniziano anch'essi il 13 la marcia verso Tirana.
Il 18 ottobre la "Tanaro", lasciato un solo battaglione ad Elbasan, prosegue per Durazzo, ove arriva il 19 accampando nei pressi di Sinavlas e passando a disposizione del comando della brigata Palermo.
Il 30 ottobre il I/203° è inviato, per via di mare, a S. Giovanni di Medua ed il 31 è fatto proseguire per Alessio.

La "Tanaro" si accinge a nuovi spostamenti, quando l'armistizio "Badoglio" pone fine alle ostilità.

 

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