Albo d'oro Caduti del Lazio nella prima guerra mondiale 1915 - 1918


BRIGATA "TARANTO"

(143° e 144° Fanteria)

Mostrina

Costituita il 7 giugno 1916: il Comando di Brigata dal deposito del 39° fanteria; il 143°, costituito fin dal 27 aprile 1915 dal deposito dell'86° in prima formazione e da quello del 39° in seconda formazione; il 144°, già formato sin dal 4 gennaio 1915 (che fino al 28 dicembre 1917 aveva il numero di 150°), dai depositi del 31° e dell'85°.

 

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Anno 1916

Con riparti reduci dalla Libia, la brigata si costituisce in Napoli nei giorni 7 e 8 giugno.
Il 144° assume inizialmente il numero di 150° che conserva fino al 28 dicembre 1917. Dal 26 al 30 giugno la "Taranto" è inviata, per ferrovia, nei pressi di Padova, ove inizia un periodo di intensa istruzione.
Essa è assegnata alla 48a divisione.
Il 7 agosto è trasferita nei pressi di Villanova Judrio fra Cortello e Lumignacco e di qui, lo stesso giorno, il 143° disloca un battaglione a q. 206 e gli altri due verso q. 148 per concorrere, l'indomani, all'attacco delle posizioni nemiche tra il Grafenberg e l'Osteria. Il 150° è inviato a Valerisce.
Il giorno 8 il 143° attacca M. Cave e, con abile manovra, riesce ad occuparlo: a sera tutta la brigata è schierata sulla fronte che dal declivio settentrionale del Grafenberg scende sull'Osteria passando per la Cima di M. Cave. Il 9 riceve ordine di passare l'Isonzo e di puntare verso S. Marco (q. 171); l'avanzata procede spedita vincendo piccole resistenze, ma, nonostante il valore dimostrato dalle truppe, deve arrestarsi dinanzi ai muniti trinceramenti di q. 171.
Tenta di aprirsi il 10 una breccia verso la detta quota per puntare al S. Marco per q. 185, ma contro solidi trinceramenti avversari si infrange lo slancio dei riparti, ai quali non resta che aggrapparsi al terreno.
Le prime perdite sono di 21 ufficiali e 649 gregari.
Fino al 17 agosto la brigata, rinforzata dal 98° fanteria, tenta più volte l'attacco delle posizioni da casa Diruta - q. 171, ma gli eroici sforzi valgono solo a far raggiungere la linea delle difese accessorie che sono insormontabili sì da obbligare gli attaccanti a ripiegare sulla base di partenza.
S'inizia allora un intenso lavoro di rafforzamento per meglio garantirsi dalla continua pressione avversaria; vi attende soltanto il 150°, poiché il 143° è inviato, il 29 agosto, a Blanchis per ragioni sanitarie e per riordinarsi. Nel mese di ottobre la brigata alterna i suoi reggimenti in turni di linea e di riposo. Il 1° novembre, dopo una intensa preparazione di artiglieria eseguita il giorno precedente, è ripresa l'azione contro il M. S. Marco. Non potendo attaccare frontalmente le posizioni di C. Diruta - q. 171 a causa della efficienza della difesa accessoria in quel tratto, il 143° occupa Casa Due Pini e le adiacenze della q. 171 allo scopo di dilagare verso il primo obbiettivo. Il nemico contrattacca per ben cinque volte ma è sempre respinto. Intanto il 150°, che deve agire verso Belpoggio, occupa (I e III battaglione) la selletta a sud di Cuore e la carrareccia di Belpoggio, ma resistendo ancora Casa Diruta, i riparti avanzati, presi d'infilata, devono ripiegare sulle trincee di partenza.
Il giorno seguente l'azione è ripresa ed il 143° riesce ad occupare Casa Diruta rafforzandosi sulle pendici nord e nord - est dell'Iscur, però il suo III battaglione non può proseguire verso la selletta fra Belpoggio - Casa Diruta a causa dell'intenso fuoco.
Anche il 150°, rinforzato da riparti del 97°, ritenta l'attacco contro Cuore e Belpoggio, ritraendone scarsi vantaggi a causa della reazione avversaria.
La "Taranto", che ha perduto in questi due giorni di azione 43 ufficiali e 1593 militari di truppa, il 5 o 6 novembre è inviata a riposo fra Slance, Cosbana e Bella.

Il 21 novembre ritorna in linea nel consueto tratto ed il 17 dicembre scende a riposo restandovi fino alla fine dell'anno.

 

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Anno 1917

Il 17 gennaio la brigata ritorna in prima linea nel consueto settore e vi si alterna colla "Lambro" fino ai primi giorni di aprile, epoca nella quale viene inviata fra Villanova Judrio, Soleschiano e Manzinello. Il 28 dello stesso aprile è dislocata fra Moraro e Stuccara.
Il 7 maggio ritorna in linea sul S. Marco per concorrere, assieme alla "Lambro", alle imminenti operazioni. Queste hanno inizio il giorno 14 ed il II e III battaglione del 150° raggiungono Casa Rossa e q. 100.
Il 15 l'azione incalza ed il I/150° ha ordine di occupare Dosso del Palo e di puntare su q. 200 nord.
Mentre la prima ondata inizia l'avanzata, il III/150°, avuto sentore che il nemico attacca sulla destra del I scendendo da q. 227, muove immediatamente al contrattacco prevedendo la minaccia.
L'avanzata procede: l'ala sinistra si affaccia alla Valle dello Iscur, il centro sale a Dosso del Palo e la destra raggiunge il margine est del Boscone; ma il tiro violento avversario obbliga ad una sosta e ad un parziale ripiegamento che dura poche ore, poiché l'indomani è ripreso l'attacco col concorso del 143° che sostituisce riparti della "Lambro".
Un battaglione per ciascun reggimento tenta l'occupazione di Dosso del Palo e delle quote 200 nord e sud, ma il nemico apre un violento fuoco di artiglieria e poi procede al contrattacco che viene respinto ma non consente ai riparti di raggiungere gli obbiettivi assegnati. Le perdite di questi giorni di combattimento sono di 40 ufficiali e 1357 militari di truppa.
Il 27 maggio la brigata è inviata fra Pradis e Spessa per riordinarsi e riposare. Nei primi giorni di giugno i suoi battaglioni si alternano fra turni di linea e di riposo ed il giorno 9 il III/150° occupa, con brillante sorpresa, Dosso del Palo. Il 9 luglio la "Taranto", sostituita dalla "Re", è inviata a S. Lorenzo di Nebole, passando alla temporanea dipendenza della 49a divisione. Dal 7 al 10 agosto ritorna in linea nel consueto settore del M. S. Marco ed il 19 riprende l'attacco con risultati favorevoli. Il 143° occupa, il giorno 20, la q. 174 est ed il costone di Tivoli, mentre il 150° conquista le posizioni di Belpoggio e di Cuore mantenendole contro i ritorni offensivi del nemico e rafforzandole. Il 25 agosto la "Taranto" è sostituita in linea ed inviata a Pubrida per riordinarsi. Le sue perdite sono di 39 ufficiali e 712 gregari.
Il 30 agosto ritorna in 1a linea e vi permane fino al 24 settembre, respingendo diversi attacchi nemici, fra i quali il più notevole è quello del 2 settembre. Il 24 di detto mese è inviata a riposo fra Stuccara e Boatina e poi a Villanova Judrio alla dipendenza della 60a divisione. Il 25 ottobre è trasferita ad Oleis (XXVII corpo d'armata) ed il 27, iniziatosi il nostro ripiegamento, è schierata sulla destra del Torre per imbastirvi, assieme ad altri riparti, una prima difesa. Il 28 raggiunge Udine e di qui procede su due colonne: una verso Martignacco e l'altra verso Codroipo.
Dopo una valida resistenza operata ai ponti di Codroipo, resistenza che vale a ritardare la marcia del nemico, e dopo successivi trasferimenti, la brigata il 3 novembre arriva ad Arzene, da dove, dopo una sosta a Valvasone ed a Brugnera, il 7 raggiunge il Monticano che difende per tutta la giornata. L'8 passa il Piave sul ponte di barche di Lovadina e sosta a Villaorba. Il giorno seguente riprende la marcia e, per Fossalunga e Villa Raspe, raggiunge il 12 novembre S. Vito d'Asolo, ove inizia il suo riordinamento incorporando elementi dei disciolti reggimenti 247° e 248° (brigata Girgenti).
Il 18 la "Taranto" è inviata a Mussolente e il 19 procede per Crespano, passando alla dipendenza della 67a divisione.
Il 22 è spostata a Possagno assumendo la difesa della fronte: Costone Punta Brental - q. 599: ma un nuovo ordine del giorno 23 invia il 143° a Casoni delle Mura a disposizione della 56a divisione ed il 150° in riserva nel Vallone della Chiesa fra Possagno e Rover. Il 25, il 143° avrebbe dovuto agire, insieme ai battaglioni alpini Val Cenischia, Val Maira ed Arvenis, per l'occupazione delle alture comprese fra i torrenti Citerna ed Ornie, ma l'azione viene sospesa, mentre il I/143° viene inviato a contrattaccare il nemico che aveva messo piede nelle nostre posizioni di Col dell'Orso. Questo battaglione riesce, col concorso di altri riparti, a riconquistare la posizione scacciandone gli invasori e catturando i superstiti (5 ufficiali e 132 gregari).
Il 28 il 150° sostituisce il 22° fanteria sulla fronte q. 1139 - Punta Brental - q. 599 ed il 5 dicembre è messo a disposizione del comando della 24a divisione che lo cede temporaneamente alla brigata Gaeta. La "Taranto" passa poi alla dipendenza della 24a divisione ed il 10 si porta col 143° fra Crespano ed Onè per proseguire il giorno 11 per S. Andrea del Musone e Treville, ed il 13 per S. Andrea Codiverno e Reschigliano.

Il giorno 14, anche il 150° si riunisce al comando di brigata ed accantona a Pionca e dintorni, iniziando un intenso periodo di esercitazioni. Il 28 dicembre il Comando Supremo ordina che il 150° assuma il numero 144°.

 

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Anno 1918

La brigata permane nella zona fra Reschigliano - S. Andrea Codiverno - Pontevigodarzere, intenta a svolgere il suo programma di istruzioni fino al 19 marzo, nel qual giorno, per S. Martino di Lupari, si trasferisce nei pressi di Riese e di Asolo. Il 21 aprile è schierata sulla fronte: Osteria di Monfenera - M. Tomba - M. Monfenera, in sostituzione della brigata Re, dalla quale viene rilevata dal 21 al 24 maggio, senza aver compiuto, nel mese di permanenza in linea, alcuna azione di importante rilievo eccetto il consueto invio di pattuglie.
Il 15 giugno, in vista di una offensiva avversaria, la brigata è schierata sulla linea difensiva di Caniezza.
Il 19 è quivi sostituita dalla "Cosenza" ed inviata in autocarri nella zona ad est di Castagnole ed il 21 è trasferita a nord della ferrovia Treviso - Montebelluna, fra Postioma e La Contea. Il 22 ha ordine di recarsi a presidiare il tratto di fronte Canale Piavesella - C. Torretto e raggiunge la zona a sud della strada Arcade - Spresiano, ma il 23 un nuovo ordine la sposta nella zona presso C. Bernardel a nord di Arcade. Il 26 ritorna nella zona fra Postioma e La Contea. Il 7 luglio è dislocata fra Chiesa - Onè - Pagnano ed i giorni 12 e 14 sostituisce la brigata Re nel settore M. Tomba - M. Monfenera, già tenuto in precedenza.
Il 15 luglio alcuni riparti del 144° eseguono una puntata offensiva verso M. De Faveri - Casa Colonega, raggiungendo la riva destra dell'Ornic e riportando qualche prigioniero. Altre azioni di pattuglie vengono eseguite nei giorni successivi.
Dal 21 al 24 agosto la "Taranto" è di nuovo sostituita dalla "Re" e, dopo un mese, ritorna in linea per il suo ultimo turno, dal quale è rilevata il 21 ottobre. Il 28, in previsione della nostra offensiva finale, è richiamata sulla fronte per sostituire la "Re" destinata ad attaccare. Il 1° novembre la brigata si raccoglie sulla conca di Alano per seguire il movimento dalla "Gaeta" marciante sulla strada Quero - Feltre. Raggiunto Campo la stessa sera del 1°, muove subito per Farra, ove arriva all'alba del 2. Di qui ha ordine di spingersi su Zorzoi per la strada Pedavena - Croce D'Aune allo scopo di interdire il transito a colonne nemiche incanalate per Val Cismon.
Appena la colonna di testa (143°) tocca Pedavena, viene fatta segno a nutrito fuoco di artiglieria e mitragliatrici proveniente da Col del Melone e da Norcen.
Per rimuovere detto ostacolo all'avanzata, il I/143° punta su Norcen allo scopo di procedere poi sul Colle Croce D'Aune ed avvolgerlo da est, mentre il III/143° sbarra Val Porcilla, per parare alla minaccia di attacchi sul fianco destro.
Infranta la resistenza nemica, il 3 novembre la brigata avanza verso Zorzoi che raggiunge la sera e si accinge ad attaccare sul fianco sinistro il nemico nelle sue posizioni di M. Vallazza e M. Tavernazza, ma l'avanzata di altre unità verso il Canale S. Bovo e Fiera di Primiero fa sospendere l'attacco.

L'armistizio "Badoglio" trova la brigata fra Zorzoi e Croce D'Aune.

 

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