Albo d'oro Caduti del Lazio nella prima guerra mondiale 1915 - 1918


BRIGATA "TORINO"

(81° e 82° Fanteria)

Mostrina

Sede dei reggimenti in pace: 81° e 82° Fanteria, Roma.

Distretti di reclutamento: Castrovillari, Catania, Milano, Mondovì, Novara, Padova, Siena, Siracusa, Venezia.

 

anno 1915

anno 1916

anno 1917

anno 1918

 

Home

 

 

 

 

 

 

 

Anno 1915

Partita da Roma alla metà di maggio, la brigata Torino giunge a Conegliano e Susegana e, dopo successive tappe a Vittorio Veneto, Forno di Zoldo, Longarone, Mareson, Staulanza e Fornaza, è destinata nella regione dell'Alto Cordevole, ove il 3 giugno si schiera nel tratto Larzonei  - M. Porè, alla dipendenza della 17a divisione. Il 15 per appoggiare l’azione che il battaglione alpini Val Chisone svolge contro il Sasso di Stria, quattro compagnie dell’81° fanteria puntano verso il Castello di Buchenstein ed Andraz occupando il primo; mentre il giorno successivo il VI/82° si impadronisce di Andraz.
La notte del 17, in seguito agli avvenimenti svoltisi nei settori laterali, i reparti citati rientrano nelle loro linee di partenza sul Monte Porè.
In luglio, iniziatisi gli attacchi agli sbarramenti dell'Alto Cordevole, la brigata ha il compito di tendere all’occupazione della cortina Settsass - M. Sief ed il 15 luglio, dopo aspra e tenace lotta, riesce a rafforzarsi con alcuni suoi reparti al margine del bosco che fronteggia la cortina stessa; nei giorni 16 e 17 rettifica e consolida ancora la linea raggiunta. Il 18 ottobre si inizia un'azione offensiva per la conquista della conca di Valparola - Settsas - M. Sief, che si svolge accanita e violenta per parecchi giorni senza però tangibili risultati a causa della consistenza delle difese passive e della insidiosa e tenace difesa del nemico; gli attacchi ripetuti riescono solo a fare avanzare in vari tratti la nostra linea fino a portarla a contatto del primo ordine dei reticolati nemici.
Dopo una breve sosta, dal 2 al 12 novembre, l’azione viene ripresa sempre tra le citate difficoltà e con alterna vicenda; i reparti della "Torino" superano il primo ordine di reticolati antistanti le posizioni nemiche nel tratto Settsass - Sief, ma l'attiva reazione dei difensori non permette di penetrare nella prima linea austriaca. Le operazioni di questo anno costano alla brigata la perdita di circa 400 uomini di truppa e 34 ufficiali.

L’inverno sospende ogni altra attività.

 

Torna su

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Anno 1916

Fino all'aprile nessuno episodio di speciale importanza ha luogo. Il 15 maggio il I/81° ed il V/82° tentano un attacco di viva forza contro le posizioni della cortina Sief - Settsass - Selletta del Sasso di Stria con scarsi risultati; il 21 maggio l'attacco viene rinnovato da due battaglioni dell'81° e due dell'82°, ma la viva reazione avversaria obbliga i reparti a ripiegare sulle linee di partenza.
Il 26 ha luogo una ripresa offensiva diretta alla conquista della posizione del M. Sief detta "Piramide Nevosa"; il II/81° riesce ad occupare la trincea avversaria, ma un violento contrattacco lo induce ad abbandonarla.
Nel settembre due battaglioni, I/81° e IV/82°, sono destinati a far parte del gruppo battaglioni "Giuseppe Garibaldi" operanti nel settore M. Marmolada - M. Costabella; essi occupano le posizioni di Uomo - Cirelle ed attendono ai preparativi di un’azione da svolgersi, all’inizio del 1917, contro le forti posizioni di Cima di Costabella e della Campagnazza.

Gli altri reparti della brigata, che è passata alla dipendenza della 18a divisione, trascorrono fino al dicembre un periodo di relativa calma.

 

Torna su

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Anno 1917

Dal gennaio all’agosto nessuna operazione importante.
I battaglioni passati alla dipendenza del colonnello Garibaldi in Valle di S. Pellegrino, conquistano le posizioni di Cima Costabella accanitamente difese dal nemico favorito dall'asprissimo terreno ed il 4 marzo occupano un nuovo elemento di trincea, catturando circa 250 prigionieri e numeroso materiale bellico.
Il nemico tenta con reiterati contrattacchi di riprendere la posizione di Costabella ma ne viene sempre nettamente respinto e con gravi perdite, però, nella notte sul 14 agosto, dopo intensa preparazione di artiglieria a prezzo di gravi sacrifici riesce ad occupare un tratto della posizione citata.
Il 26 agosto la brigata inizia il suo trasferimento alla fronte del basso Isonzo e si raccoglie a S. Maria la Longa, ove trascorre un periodo di intense istruzioni.
Il 17 ottobre si schiera sul tratto di fronte: Vippacco - Volkowniak, alla dipendenza della 31a divisione.
Scatenatasi, il 24 ottobre, l’offensiva nemica sulla fronte Giulia, i reparti della brigata respingono, il 24 ed il 25, con violenti corpo a corpo tutti gli attacchi dell’avversario. Questi, però, la sera del 26, con una poderosa preparazione di fuoco riesce a raggiungere il Fajti, ma ne viene respinto dal pronto accorrere di nostri rincalzi. Anche nella giornata del 27 i battaglioni della "Torino" riescono a resistere tenacemente alla poderosa spinta avversaria, ma la situazione generale impone il ripiegamento che si effettua in ordine perfetto e secondo le modalità prestabilite. La brigata passa l’Isonzo al ponte di Peteano il 28 giunge a Romans e di qui continua la marcia verso il Tagliamento.
Il 5 novembre è al Piave ed il 7, passato il Fiume, si riunisce a Carbonera come unità di riserva alla dipendenza della 14a divisione; essa ha perduto più di 1500 uomini di truppa e oltre 50 ufficiali.

Il 2 novembre la brigata si schiera in prima linea sul Piave nel tratto fra Maserada e Candelù di fronte alle grave di Papadopoli ove compie un periodo di trincea senza importanti avvenimenti fino al 26 dicembre, alla quale data, ricevuto il cambio, si trasferisce a Treviso e vi trascorre un periodo di riordinamento e di riposo.

 

Torna su

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Anno 1918

Nel febbraio, la brigata si trasferisce sul basso Piave alla dipendenza della 4a divisione. Dal marzo al maggio i reggimenti si alternano nel servizio di prima linea sul Sile tra Cà del Negro e Salsi, ed in turni di riposo nella zona Casale sul Sile - Zerman.
Il 15 giugno la brigata trovasi con l’82° schierato in prima linea sul Sile e l’81° in riserva a Zerman. Iniziatasi l’offensiva nemica, verso sera l’avversario riesce a rompere le nostre linee di difesa alla testa di ponte di Capo Sile e a disporsi a cavaliere del Taglio del Sile; il III/82° allora, estrema sinistra dello schieramento della brigata, con energico e sanguinoso contrattacco riesce a stabilire l'integrità della difesa nel tratto conteso.
I giorni 16 e 17 trascorrono nella sistemazione difensiva dei tratti di linea rioccupati: all’alba del 18 il nemico tenta il passaggio del Sile sulla fronte presidiata dal III/82°, ma l'audace tentativo è nettamente respinto.
Nei giorni 20 e 21 la brigata con tentativi di passaggio del Sile, tiene sulla sua fronte fortemente impegnato il nemico, a concorso delle operazioni svolte da unità laterali in direzione delle teste di Ponte di Cavazuccherina e Cortellazzo.
All’alba del 22 il I/82° con audace slancio, riesce a passare sulla sinistra del Sile ricacciando il nemico da C. Massocco: l'urto travolgente sconcerta l’avversario che si ritira perdendo circa 270 uomini e abbondante materiale da guerra.
Proseguendo il giorno successivo l’azione offensiva, il II/82° riceve l'ordine di attaccare per attestarsi alla Piave Vecchia: in terreno acquitrinoso, fittamente coperto, contro posizioni validamente organizzate a difesa, il battaglione, dopo due giorni di asprissima lotta, raggiunge l’obbiettivo catturando oltre 300 prigionieri e molte armi.
Mentre così combatte l’82° fanteria dando mirabile esempio di valore e saldezza di disciplina, l'81° sulla linea del Meolo - Vallio, alla dipendenza della 61a divisione, resiste con pari valore alle incalzanti puntate del nemico.
Infatti, schierato dal giorno 15 giugno lungo la linea Meolo - Vallio nel tratto Cà Malimpiero - Cà Bellesine - Canale  delle Pertiche, fino al 24 contiene e respinge con costante bravura ripetuti attacchi lanciati dalla 45a divisione Schützen. Nella notte sul 25 inizia il movimento per incalzare il nemico che ripiega, e alle prime ore dello stesso 25 tutto il reggimento trovasi schierato sul Piave nel tratto Fossalta - Paludello; mentre il II battaglione, con audace slancio, riesce a portarsi sulla riva sinistra del Piave, davanti alle Porte del Taglio, ove cattura un battaglione austriaco (circa 500 uomini) e rimane fino al 26 respingendo valorosamente i ripetuti contrattacchi.
Ricevuto l'ordine di ripiegare sulla riva destra, il battaglione compie la difficile operazione in pieno giorno, resistendo ai ripetuti tentativi che il nemico fa con ogni sforzo per catturarlo nel momento più critico del ripiegamento.
Le azioni svolte costano al reggimento la perdita di 53 ufficiali e 780 uomini di truppa.
Ai primi di luglio la brigata concorre alle operazioni che il XXIII Corpo d’Armata svolge per scacciare il nemico dalla zona tra Sile e Piave Nuova, e raggiunge sulla destra di questo fiume la fronte Intestadura - Cortellazzo.
L’82° fanteria, alla dipendenza della 4a divisione, partecipa alla lotta con piccole azioni di pattuglie che, con movimento arduo e penoso, attraverso il terreno insidioso ed inondato in gran parte, si spingono verso Cà Gradenigo e Cà Bressanin e quindi raggiungono Bova Favaretto.
Nei giorni successivi la loro opera efficace prosegue in appoggio del 154° reggimento fanteria che lotta tenacemente a Cà Pirami.
Il 6 luglio per la insistente nostra pressione il nemico attenua la sua resistenza e ripiega sulla sinistra del Piave. E' così possibile all’82° di raggiungere la destra del fiume, collegandosi coi reparti della 54a divisione, all’altezza di Grisolera.
Il 7 luglio il comando della "Torino", dal quale tatticamente dipendono il 154° fanteria ed il reggimento Marina, assume la difesa del tratto di fronte che, lungo la destra del Piave, corre da Cà Bressanin al mare.
L’81° fanteria nella giornata del 2 luglio opera con due battaglioni alla dipendenza della brigata Novara, efficacemente partecipando alle azioni di riconquista del terreno fra Piave Nuova e Piave Vecchia.
Nella notte sul 3 i due battaglioni rientrano al proprio reggimento, riunendosi al III, schierato dietro l’argine di S. Marco e nella notte sul 6 l’81°, sostituito dal 225°, lascia questa posizione e si trasferisce nella zona Zerman - Marcon, ove accampa.
Il 10 luglio si porta nella zona del Cavallino ed il giorno successivo in 1a linea, a fianco dell'82° , schierandosi nel tratto Cà Fornera - Cà Cornoldi (Sezione Sparviero), in sostituzione del 154 .
Per la tenacia ed il valore dimostrati nelle azioni sul Basso Piave dal 15 giugno al 16 luglio le Bandiere dei reggimenti furono decorate di medaglia d’argento al valore militare.
La brigata nella notte sul 25 luglio ha il cambio da reparti bersaglieri e guardie di finanza e si porta in riserva nella zona Cavallino - Cavazuccherina.
Il 13 agosto è nuovamente in linea sul tratto Porte del Taglio - Cà Vianello, ma vi rimane solo pochi giorni, poiché il 20 agosto si trasferisce nella zona S. Ambrogio - Badoere (Treviso).
Il 15 settembre la brigata è inviata, per ferrovia, alla fronte delle Giudicarie ed il 10 ottobre entra in prima linea nel tratto M. Melino - Lavanech.

Iniziatasi la nostra offensiva generale, la "Torino" il 2 novembre si riunisce in fondo V. Chiese a nord di Condino. Il 3 novembre, con rapida marcia lungo la valle Giudicarie, sorpassa senza incontrare resistenza i paesi di Lardaro, Bondo e Tione; nella notte sul 4 il II/81° montato su autocarri punta per la valle del Sarca, su Trento, per risalire poi la Val d’Adige verso Bolzano; l’azione si svolge veloce e regolare e alle ore 15 del 4 novembre, al cessare delle ostilità, mentre reparti dell’81° fanteria si fermano all’altezza di Salorno che viene occupata, nuclei dell’82° giungono a Mezzolombardo e concorrono alla sua occupazione, già iniziata da reparti di arditi inviati dal Comando dell’11a divisione.

 

Torna su