Albo d'oro Caduti del Lazio nella prima guerra mondiale 1915 - 1918


BRIGATA "TOSCANA"

(77° e 78° Fanteria)

Mostrina

Sede dei reggimenti in pace: 77° Fanteria, Brescia; 78° Fanteria, Bergamo

Distretti di reclutamento: Arezzo, Bari, Ivrea, Potenza, Ravenna, Reggio Emilia, Treviso.

 

anno 1915

anno 1916

anno 1917

anno 1918

 

Home

 

 

 

 

 

 

 

Anno 1915

Allo scoppiare delle ostilità la brigata trovasi nel settore Maniva - Crocedomini (Giudicarie), alla dipendenza della 6a divisione. Iniziatasi, il 25 maggio, l’avanzata oltre il confine, occupa senza incontrare forte resistenza le alture comprese fra Valle Aperta - Fosso della Croce - Monte Tonolo: i reparti attendono al rafforzamento delle posizioni senza partecipare a fatti d’arme importanti fino al 20 ottobre, allorché la brigata conquista la posizione di M. Melino. Nel dicembre compie ricognizioni offensive oltre il Chiese.

 

Torna su

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Anno 1916

Sino al marzo la brigata rimane nelle Giudicarie esplicando attività di pattuglie. Trasferitasi quindi alla fronte del medio Isonzo alla dipendenza della 4a divisione il 31 marzo entra in linea nel settore del Sabotino, ove continua alacremente i lavori per la preparazione del terreno in vista di un prossimo attacco, pur mantenendo, mediante piccole azioni, un contegno aggressivo. Il 20 maggio passa alla dipendenza della 45a divisione, che occupa il settore del Sabotino.
Nella notte sul 5 agosto, alla vigilia della battaglia di Gorizia (6 - 17 agosto) essa è schierata, col 78° e due battaglioni tratti dal 57° e dal 115° (colonna Badoglio) sull’alto Sabotino e col 77° e due battaglioni della brigata Trapani (149° e 150° - colonna Gagliani) sul basso Sabotino. Al mattino del 6 agosto, dopo una preparazione di artiglieria, le due colonne con un attacco irruento, conquistano completamente il Sabotino catturandovi tutti i reparti nemici e giungendo ad affermarsi la sera sul Costone S. Valentino - S. Mauro. Il giorno successivo l’avversario contrattacca violentemente per riconquistare le posizioni perdute; la lotta con alterna vicenda si svolge accanita tutto il giorno, ma infine il nemico, stremato, ripiega definitivamente lasciando oltre 700 prigionieri. Nei giorni 13 e 14 la brigata, che ha subito forti perdite (circa 1400 uomini dei quali 55 ufficiali), viene sostituita ed inviata a Cà delle Vallade per riordinarsi.
Le bandiere dei reggimenti furono per il valore dimostrato nella presa del Sabotino, fregiate della medaglia d’argento al valore militare.
Dopo aver compiuto, nel settembre, un breve turno di trincea nel settore del Pod Sabotino, la brigata, si trasferisce, il 27 settembre, sul Nad Logem; ivi partecipa, dal 9 al 12 ottobre, insieme alla brigata Trapani ed alla prima brigata bersaglieri, all’attacco del Veliki-Hribach e del Pecinka, attacco che frutta la conquista della q. 363 sulle pendici occidentali del Veliki.
Dopo breve riposo, dal 20 al 30 ottobre nei pressi di Gradisca, la brigata Toscana ritorna sul Veliki. Il 1° novembre, con un impetuoso attacco, ne conquista la cima; il giorno 2, mentre procede all’attacco del Fajti, un poderoso contrattacco austriaco tenta la riconquista del Veliki; ma i fanti della "Toscana" con brillante manovra, circondano i reparti nemici catturandoli e, proseguendo quindi nell’avanzata vittoriosa, conquistano il Fajti. Circa 1500 prigionieri sono rimasti nelle mani dei due reggimenti della "Toscana" fra i quali il comandante della 55a brigata austroungarica con tutto il suo stato maggiore. Il mattino del 3 un poderoso bombardamento si abbatte sulle posizioni del Fajti, arrecando sensibili perdite, ma i reparti della brigata rimangono serenamente al loro posto, respingendo i reiterati tentativi di avanzata delle fanterie nemiche.

L’11 la "Toscana", che nell’8a e 9a battaglia dell’Isonzo ha avuto sensibilissime perdite, viene inviata a riposo nei dintorni di Palmanova.

 

Torna su

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Anno 1917

Compiuti alcuni turni di trincea nelle linee di Monfalcone, la brigata partecipa all’avanzata di primavera (12 maggio - 8 giugno): il 78° reggimento, inviato in rincalzo della brigata Arezzo che opera a nord ed a est del Lisert, fra il 23 e il 28 maggio riesce a conquistare alcune forti posizioni nemiche fra q. 77 (viadotto di Flondar) e le gallerie di q. 43 e q. 40, catturando un migliaio di prigionieri e molto materiale; il 77° avanza contro la linea di q. 21  - q. 12 - ponti del Timavo e dopo più giorni di combattimento accanito, occupa le citate quote spingendo arditi elementi del I/77° oltre il Timavo fino alle trincee nemiche di q. 28, ma un violento e poderoso contrattacco nemico travolge quei valorosi che solo in parte possono ripiegare salvandosi a nuoto, mentre i più periscono travolti dalla corrente del fiume. Nella notte sul 31 maggio la brigata, che nell’apra lotta ha perduto oltre 2000 uomini dei quali 75 ufficiali, riceve il cambio e si trasferisce a S. Canziano per riordinarsi.
Alla ripresa delle operazioni offensive (17 agosto - 12 settembre) partecipa la brigata Toscana nello stesso settore col compito di puntare contro il tratto di fronte Lokavak - S. Giovanni. Il 78°, passato alla dipendenza della brigata Arezzo, il 21 agosto attacca con slancio lo sperone di q. 40 (nei pressi di S. Giovanni di Duino) e se ne impadronisce dopo vivissima lotta: il 77° svolge la sua azione contro la galleria di q. 40 e di q. 110, catturando oltre 200 prigionieri e molto materiale bellico. Raggiunto così il primo obbiettivo i reparti, sollecitamente riordinati, conquistano la successiva linea Flondar - S. Giovanni.
Il 23 agosto cessano le operazioni offensive.
Alcuni giorni dopo, 4 e 5 settembre, il nemico irrompe nelle nuove nostre posizioni, presidiate da reparti della brigata Catanzaro, ed il 78° fanteria, chiamato ad arginare l’offensiva, tenta ristabilire la primitiva situazione, ma non vi riesce ed i suoi raparti, dopo strenua lotta, devono ripiegare sulla linea da q. 89 a Lokavak.

Il 10 settembre la brigata si trasferisce a S. Canziano ed alla fine del mese inizia il trasferimento sull’altipiano di Asiago, ove trovasi riunita ai primi di ottobre in Val di Ronchi alla dipendenza della 2a divisione. Il 24 ottobre si schiera tra M. Longara e M. Ferragh ed allorché, dal 10 al 12 novembre, la pressione austro-tedesca diviene violenta anche sulla fronte degli Altipiani, la "Toscana" concorre alla resistenza combattendo con tenacia intorno al Longara ed a Gallio, ma il 23 novembre la prima linea di resistenza è costretta a cedere e i reparti assumono la difesa del tratto dal fondo di Val Frenzela al caposaldo del Sisemol, passando alla dipendenza della 57a divisione. Il 14 dicembre la brigata passa in seconda linea fra Campo di Mezzavia e Sasso. Il 23 dicembre un poderoso attacco nemico riesce a sfondare le nostre linee di Col del Rosso - Col d’Echele; il 78° fanteria, chiamato in prima linea, si lancia arditamente al contrattacco riuscendo, dopo tre giorni di accanita lotta, ad arginare l’avanzata nemica. Per il valore e lo spirito di sublime sacrificio dimostrati dal reggimento durante tale azione la sua bandiera venne decorata con medaglia d’argento al valore militare. Il 28 la brigata è inviata a riposo nei pressi di Recoaro, passando alla dipendenza della 10a divisione.

 

Torna su

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Anno 1918

Verso la fine di febbraio la brigata entra in linea allo sbarramento di Valstagna e compie, fino al giugno, turni di trincea alternati con periodi di riposo. Nella notte sul 29 giugno il 78° fanteria inizia un’azione offensiva per la conquista di q. 1048 (M. Cornone): il nemico oppone la più viva resistenza ma è alla fine costretto a cedere; tenta nei giorni seguenti, 3 e 4 luglio, con attacchi improvvisi, di riconquistare la linea, ma contrattaccato a fondo viene respinto definitivamente.
L'8 luglio la brigata, ricevuto il cambio, si porta a Pozzoleone in zona di riposo. Dopo trasferimenti successivi, prima nei pressi di Verona quindi a Schio e Camposampiero, il 29 ottobre trovasi riunita nei pressi di Spresiano. Mentre è in pieno sviluppo la battaglia di Vittorio Veneto (24 ottobre - 4 novembre), nel pomeriggio del 30 ottobre, oltrepassa il Piave alle grave di Papadopoli a rincalzo di altre unità ed avanzando poi oltre il Monticano, punta verso la Livenza ove giunge nella notte del 31 ottobre. Nelle prime ore del 2 novembre due battaglioni del 77° ed uno del 78° passano il Meduna, parte a nuoto e parte su galleggianti di circostanza e passarelle, riuscendo a ricacciare ed a catturare grossi nuclei nemici che oppongono estrema resistenza. La brigata può così proseguire l'inseguimento verso il Tagliamento e, nelle prime ore del 4 novembre, giunge a Codroipo. Al cessare delle ostilità i reparti trovansi nei pressi di Palmanova.

Per le magnifiche prove di valore date dalla brigata durante la guerra, che riscossero l’ammirazione dello stesso nemico, le bandiere dei reggimenti furono decorate con la medaglia d’oro al valor militare.

 

Torna su