Albo d'oro Caduti del Lazio nella prima guerra mondiale 1915 - 1918


BRIGATA "TRAPANI"

(149° e 150° già 144° Fanteria)

Mostrina

Costituita originariamente il 5 marzo 1915 coi reggimenti 143°, 144° e 149° formati, rispettivamente, il 27 aprile 1915, il 1° ed il 4 gennaio 1915, dai depositi dell'86°, dell'85° e del 6°. Il deposito dell'85° costituisce anche il Comando di Brigata. Il 6 maggio, il 143°, inviato in Tripolitania, cessa di farne parte. Il 4 giugno 1917 il 149° è disciolto ed è sostituito dal 164° che appartiene alla Brigata fino al 20 luglio dello stesso anno, allorché passa alla Brigata Lucca. In pari data è ricostituito il 149°. Il 28 dicembre 1917 il 144° assume il numero 150° ed attinge anche al deposito del 31° Fanteria (1).

(1) Il 150° assunse tale numero il 28 dicembre 1917; fino a detto giorno aveva quello di 144°. Il cambio fra i due reggimenti fu soltanto di numerazione e non di Bandiera e di personale. Pertanto le due medaglie di bronzo concesse al 144° devono intendersi attribuite al 150° (già 144°) poiché le date ed i fatti d'arme ai quali esse si riferiscono riguardano combattimenti (il 3 - 18 giugno 1916 al M. Cengio, in Val Lastaro ed a M. Zovetto e l'8 - 9 agosto 1916 in Val Peumica e q. 138), ai quali, come risulta dal presente riassunto, partecipò il 150° mentre era 144° (vedi brigata Taranto).

 

anno 1915

anno 1916

anno 1917

anno 1918

 

Home

 

 

 

 

 

 

 

Anno 1915

Il 149° raccolto a Brindisi è inviato a Treviso, ove arriva nei giorni 23 e 24 giugno. Tra l'8 e il 10 luglio giungono a Spresiano e Maserada il comando di brigata ed il 144°, proveniente il primo da Palermo ed il secondo da Trapani. La brigata è per ora a disposizione del Comando Supremo. Il 25 luglio è inviata a Palmanova e nei giorni successivi nella zona fra Jalmicco e Claujano. Passata il 22 agosto alla dipendenza della 23a divisione e avvicinata all'Isonzo, accampa fra Cadorlina e Bozzatta, continuando il programma di esercitazioni e di allenamento iniziato ed impiegando a turno alcuni suoi reparti in lavori di rafforzamento e di sistemazione stradale.
Il 19 settembre il 140° è destinato alla difesa della zona costiera di Aquileia, ed accantona fra detta località e Monastero.
Il 21 ottobre la brigata passa l'Isonzo e si disloca fra Pieris, S. Canziano e Begliano, inviando il 144° a Ronchi a disposizione del comando della 14a divisione, alla cui dipendenza temporanea passa, il 24, tutta la brigata assumendo la difesa del settore di M. Sei Busi - Vermegliano. Inizia quivi, e continua per i mesi di novembre e dicembre, una serie di azioni di logoramento condotte da ardite pattuglie e da interi reparti. Degna di maggiore rilievo è quella dell'11 novembre nella quale, mentre il 149° impegna dimostrativamente il nemico, riparti dei battaglioni I e III del 144°, agenti a cavallo della dorsale di M. Sei Busi, raggiungono due volte gli obbiettivi assegnati e altrettante sono costrette a ripiegare per il violento fuoco avversario.

Le perdite di questa sola giornata sono di 11 ufficiali e 486 militari di truppa.

 

Torna su

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Anno 1916

Rilevata nelle consuete posizioni dalla "Cremona", il 12 gennaio la brigata è inviata a riposo sulla destra dell'Isonzo. L'11 febbraio essa è schierata nel settore di Monfalcone in sostituzione della "Pinerolo" e qui alterna i suoi reparti nella incessante lotta di logoramento fino al 13 marzo, nel qual giorno essi tentano di raggiungere le posizioni avversarie delle quote 121, 85, 77 e 21, ma la reazione nemica e la pioggia incessante che allarga in diversi punti il terreno d'azione, non permettono di conseguire i risultati voluti. Altri attacchi dimostrativi diretti verso le quote 85 e 121 sono condotti da reparti di entrambi i reggimenti nei giorni 27 e 28 marzo, per appoggiare l'azione che svolge il VI corpo d'armata.
Rilevata dalla "Friuli", il 24 aprile è inviata fra Aquileia e Terzo ed è spostata, tra il 7 e 9 maggio, nella zona Pasian Schiavonesco - Villaorba - Basagliapenta e Blessano, passando, il giorno 10, alla dipendenza della 32a divisione.
Tra il 25 e 26 maggio la brigata, raccolta a Casarsa, è inviata, per ferrovia, a Vicenza; ma dopo soli due giorni è trasferita a Recoaro (1a armata) ed il 30 maggio, a Ponte Verde.
Il comando di brigata ed il 144° partono il 1° giugno, con automezzi, per Osteria di Campiello, allo scopo di rinforzare la brigata Granatieri impegnata nella difesa di M. Cengio e M. Barco. Durante il trasferimento un nuovo ordine arresta il 144° a Caltrano, da dove distacca i battaglioni I e III verso la conca di Paù essendo colà impellente l'arrivo di rinforzi; il II battaglione è inviato a Osteria di Campiello, ove il giorno 3 affluiscono anche gli altri due battaglioni per accorrere alla difesa del M. Cengio seriamente minacciato.
Difatti il I/144° appena giunto sul detto monte, entra in azione e con una serie di brillanti contrattacchi, sbarra al nemico la Val Canaglia: contemporaneamente il II battaglione entra in azione sul M. Barco ed il III viene nuovamente inviato verso M. Paù, ove il nemico preme violentemente. L'eroico contegno del reggimento merita la concessione della medaglia di bronzo al valore. La pressione avversaria impone un parziale ripiegamento che viene effettuato in perfetto ordine. Il 144° è inviato a Casera Sunnio, ma ristabilita la situazione, il 4 giugno è inviato nella conca di Paù per il rafforzamento di quelle posizioni.
Il 149° è inviato, alla dipendenza della 30a divisione, fra Spiazzo Croce e M. Lemerle, ove il 15 giugno impegna i suoi battaglioni I e III nell'attacco contro il M. Lemerle che viene brillantemente preso alla baionetta, respingendo per oltre 400 metri il nemico che lascia sul terreno 1500 uomini; le perdite dei due battaglioni sono forti: 24 ufficiali e 661 militari di truppa.
Il 20 giugno la "Trapani" è inviata a riposo a Sarcedo (comando truppe Altopiano) ove comincia il suo riordinamento, che prosegue a Bressanvido ove è trasferita il 1° luglio (23a divisione). Destinata nuovamente sulla fronte isontina (45a divisione), il 21 luglio è schierata sul M. Sabotino.
Nei primi giorni di agosto si inizia lo schieramento delle truppe per la imminente battaglia di Gorizia e la "Trapani" si ammassa - quale riserva divisionale - a Valle di Rio Mulini col 144° ed un battaglione del 149°, schierando gli altri due battaglioni (I e III del 149°) verso Casa Abete.
Iniziatosi, il giorno 6, l'attacco, i riparti in riserva della brigata serrano verso Podsabotino ad immediato rincalzo delle truppe operanti, meno i battaglioni I e II del 144° che sono inviati, il primo verso l'alto Sabotino ed il secondo all'occupazione della quota 138.
L'avanzata prosegue vittoriosa e già affluiscono numerosi i prigionieri sorpresi nelle caverne.
Intanto il II/149° operante verso il costone di S. Mauro è ostacolato da offese nemiche provenienti dal Fortino Basso di C. Abete; l'ostacolo è rimosso dal III battaglione dello stesso reggimento, che, assieme al I, occupa, il 7, la q. 159 e si schiera sul versante ovest del costone di S. Mauro, dal quale riesce agevole annientare altre minacce provenienti da nuclei nemici annidati verso Villa Vasi ed a tergo della nostra occupazione di q. 159 - q. 111.
Dopo altre brillanti operazioni svolte dai battaglioni della brigata, questa, il giorno 9, rimossi mirabilmente gli ulteriori ostacoli attivi e passivi opposti dal nemico, passa sulla sinistra dell'Isonzo e vi costituisce una testa di ponte, schierando i suoi riparti lungo la ferrovia e spingendo ricognizioni verso S. Caterina e q. 227. Il 10 agosto il 144° è posto a disposizione del comando della brigata Pescara che ne impiega un battaglione (I) sul costone del Veliki e gli altri due contro S. Caterina. Tutta la brigata è impiegata, il 12, nella difesa della testa di ponte di Salcano, ove permane per lavori di rafforzamento fino al 25 agosto, nel qual giorno è sostituita ed inviata a riordinarsi a Dolegnano ed a Corno di Rosazzo.
Le perdite subite nei giorni di aspra lotta sommano a 51 ufficiali e 1173 militari di truppa; il contegno dei due reggimenti è premiato colla medaglia di bronzo al valor militare.
L'11 settembre la brigata è spostata a Bergnano e di qui, il 26, è inviata in prima linea, schierando il 144° a q. 198 ed il 149° di rincalzo a q. 87 (pendici del Vallone).
Il 10 ottobre, inizio della nostra nuova offensiva sul Carso, la "Trapani" destinata alla prima irruzione contro il Veliki Hribach, assume un nuovo schieramento ed inizia l'attacco della q. 265 con sei compagnie del 149° le quali, con ammirevole slancio, irrompono sulle pendici del Veliki ed avanzano sull'insidioso terreno.
Il loro impeto demoralizza il nemico che comincia a cedere e già un grosso nucleo di oltre 200 difensori della q. 265 si arrende prigioniero; ma più tardi esso apre un intenso fuoco di artiglieria sui nostri e sui suoi riparti per impedire ulteriori cedimenti e la sua reazione è così intensa da inibire l'accorrere dei nostri rincalzi a sostegno delle ali delle sei compagnie avanzate, le quali, minacciate di aggiramento, devono ripiegare.
Sopraggiunti i rincalzi, esse ritornano sulle posizioni conquistate, ma, nella notte, contrattaccate in più punti sono nuovamente costrette a cedere parte delle trincee strappate al nemico. Il giorno 11 si riprende l'attacco: il 144°, oltrepassando le posizioni occupate dal 149°, punta contro il Pecinka; il suo II battaglione compie uno sbalzo di 300 metri, prendendo 150 prigionieri ed alcune mitragliatrici e tenta di avanzare ancora, ma la resistenza avversaria non gli consente che pochi progressi. Ed altri, sensibili, sono fatti dai reparti della brigata nei giorni 12 e 13, nei quali sono rafforzate le posizioni raggiunte.
Le perdite di questi quattro giorni di lotta sono di 67 ufficiali e 1659 gregari.
Il 14 la brigata è inviata a riposo fra Peteano e S. Valentino, ma dopo soli 6 giorni è richiamata in linea nelle nuove posizioni occupate, coll'ordine di raggiungere le quote 376 e 308 per rincalzare, nell'attacco che ha inizio il 1° novembre, i riparti operanti. La brigata raggiunge in primo tempo la vecchia trincea austriaca segnata dalle quote 265 - 363, e di qui invia, lo stesso giorno, il II/144° a sostegno della brigata bersaglieri operante verso il Pecinka e q. 308, e il 2 il III/149° a sostegno della brigata Toscana che agisce contro il Dosso Faiti.
L'11 novembre la "Trapani" sostituisce la "Toscana" nel settore del Faiti, schierandovi parte dei suoi battaglioni e dislocando gli altri, in seconda linea, nel Vallone.

Nei giorni 21 e 22, sostituita dalla "Aosta", raggiunge S. Maria la Longa, ove trascorre il resto dell'anno.

 

Torna su

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Anno 1917

La brigata è trasferita l'1 ed il 2 gennaio a Monfalcone (14a divisione), ove, nei due giorni seguenti, il 144° sostituisce la brigata Acqui nelle posizioni delle quote 121 - 85 - 12 e 18 ed il 149° sostituisce la "Arezzo" nel tratto di fronte compreso tra la strada Monfalcone - Adria ed il Vallone, all'altezza delle quote 85 e 121.
Dopo un periodo speso in lavori di rafforzamento, il 23 la brigata, rilevata dalla "Toscana", è inviata a Terzo (28a divisione) ed il 12 febbraio si avvicina di nuovo alla prime linea dislocandosi, in riserva, fra S. Canziano, Staranzano e Monfalcone, fino al 4 marzo, nel qual giorno sostituisce in linea la "Arezzo".
Fino al 23 marzo esplica la consueta attività di pattuglie e di lavori, ed il 25, rilevata dalla "Toscana", ritorna fra Terzo, S. Martino e Polzin.
Il 3 aprile è trasferita nella zona fra Rivignano, Teor, Campomolle e Driolassa, ove trascorre un lungo periodo di esercitazioni ed il 24 maggio, dopo successivi trasferimenti, ritorna sul M. Sei Busi, ove ha combattuto nei primi mesi della guerra, ed occupa col 144° le trincee di q. 118 rilevandone la brigata Granatieri, ed inviando il 149° a Selz a disposizione del comando della 62a divisione.
Il 25 un nuovo ordine sposta il 144° nelle posizioni del Debeli (16a divisione) ed il 149° a Monfalcone (45a divisione).
Il 3 giugno il comando della brigata è trasferito, senza truppe, a Scodovacca, il 5 a Terzo ed il 7 a S. Stefano (62a divisione); quivi, il giorno successivo, è trasportato in autocarri il 144°, da Scodovacca, ove, sin dal 6 trovavasi a riposo.
Intanto il giorno 4 il 149° è sciolto ed è sostituito dal 164° formato con un battaglione per ciascuno dei reggimenti 1°, 10° e 13°.
Il 13 giugno la "Trapani" è inviata a Gagliano per un periodo di intensa istruzione, che continua nella zona di Vernasso e Purgessimo ove giunge il 29.
Il 16 luglio il 164° è inviato a Molini di Klinac per sostituire in linea il 6° reggimento bersaglieri, passando alla dipendenza della 47a divisione. Detto reggimento il 20 cessa di far parte della brigata Trapani e passa a costituire la "Lucca" assieme al 163°.
Lo stesso giorno viene ricostituito il 149° coi battaglioni di marcia dei reggimenti 31°, 49° e 50°, e con elementi scelti del già disciolto reggimento, e mentre esso provvede alla sua organizzazione, il 144° sostituisce in linea il 164° e la brigata passa alla dipendenza della 22a divisione.
Il 2 agosto il comando di brigata ed il 149° sono inviati a Clodig per assumere, il 6, il presidio della fronte: Vallone di Doblar - Ronzina. Il 19, dopo una conveniente preparazione di artiglieria, il 144° passa l'Isonzo su di un traghetto e si aggrappa alle pendici di M. Fratta, mentre il 149°, non potendo passare il fiume per l'impossibile gittamento del ponte, si sposta a sud - ovest di Ronzina, ove, nella notte, è anch'esso traghettato sulla sinistra dell'Isonzo.
Sono presi al nemico in questa operazione oltre 200 prigionieri e molto materiale bellico.
Le condizioni di impraticabilità del terreno molto sconvolto ed il violento tiro di artiglieria non permettono, per il 20, nuovi progressi: il 144° è sulla sommità del M. Fratta, il 149° si arresta sulla sinistra dell'Avscek Potok; le perdite di queste due giornate di combattimento sono di 22 ufficiali e 426 militari di truppa.
Ripreso il 21 agosto l'attacco, il 149° passa l'Avscek, occupa Auzza catturando altri 600 prigionieri, punta poi verso il Na Gradu, contro il quale, risalendo da sud - ovest, si dirige anche il 144°. La brigata rimonta, nella notte, il Valloncello di Ovsic dirigendosi verso Senica, ma i reticolati intatti arrestano l'avanzata, che è ripresa il 22 allorché, apertisi dei varchi, riparti del 144° raggiungono le trincee di Na Gradu e si accaniscono nella lotta per il possesso di q. 574, mentre il 149° realizza altri vantaggi verso il Veliki Vrh. Anche il 23 segna una data di furiosi combattimenti che non permettono però di conseguire vantaggi notevoli a causa della tenace resistenza nemica, che aggiunge nuove perdite a quelle già sofferte dalla brigata.
Il 24, per quanto l'azione sia stata sospesa, il 144°, avuto sentore di una diminuita pressione nemica al Na Gradu, chiede di poter attaccare e, autorizzatovi, occupa detto monte, mentre, il 149°, avuto ordine di secondare l'attacco del 144°, raggiunge la vetta del Veliki e, con ammirevole slancio si porta fino a Breg - Koprivsce. Il 28 agosto il II/144°, collegato alla "Potenza", muove all'attacco della q. 778; arriva a quasi 200 metri dalle trincee avversarie e tiene le posizioni per tutta la giornata.
La brigata passa intanto alla dipendenza del XIV corpo d'armata ed il 30 è inviata a Canale (44a divisione); il 4 settembre si trasferisce, per S. Martino di Quisca, ad Oleis; l'11 è a Pieve Tesino e l'indomani è schierata in prima linea nella zona Tombolin - Castelletto - M. Levre - Ponte sul Chiepina, permanendovi fino al 21, nel qual giorno, sostituita dalla "Campania", è inviata fra Castel Tesino e Pieve Tesino (62a divisione).
L'8 ottobre ritorna sulle posizioni di Tombolin - Castelletto - M. Cima - Forcella Brentana. Divampata l'offensiva austriaca, il 7 novembre si impone il ripiegamento della brigata che l'8 raggiunge Cismon, il 9 Marchi e l'11 si schiera sul M. Grappa col 149°, mentre il 144° passa a disposizione del comando della 56a divisione occupando le posizioni di M. Spinoncia, M. Pizzo, M. Pallone. Il 15 il 149° occupa, col I e II battaglione, M. Prassolan - M. Pertica, ma il giorno successivo il nemico - molto più forte di numero - riprende il Prassolan; il I/149° resiste per l'intera giornata ma, a causa del violento attacco nemico e del mancato appoggio dei riparti laterali, anch'essi coinvolti nella furibonda lotta, è fatto ripiegare sul costone di M. Pertica che il nemico attacca ed occupa il 21. Il 22 Cima Pertica è ripresa per ricadere ancora il 23, non ostante i sei sanguinosi attacchi eseguiti dai riparti per riconquistarla.
Il 26 il comando di brigata ed il 149° sono riuniti ad Osteria di Val Poise.
Il 144° intanto, il 25 novembre, schierato sulle posizioni di M. Spinoncia e M. Medata, contrattacca il nemico che, rotta fra M. Solarolo e Col dell'Orso la nostra linea, è riuscito ad avanzare e lo respinge decisamente alla baionetta.

Il 9 dicembre la brigata è trasferita nella zona di Campodarsego alla dipendenza della 70a divisione ed il giorno 11 si sposta a Pontevigodarzere. Inizia ivi un periodo di istruzione e di riordinamento. Il 28 il 144° assume il numero 150°.

Torna su

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Anno 1918

Fino al 19 marzo la "Trapani" continua lo svolgimento del suo programma di esercitazioni; il 20 di detto mese è inviata sul Piave ove si schiera nel saliente del Monfenera sostituendovi riparti francesi (107° fanteria e 23° battaglione cacciatori alpini). Dopo un mese di linea, il 13 aprile, sostituita dalla "Gaeta" è inviata fra S. Apollinare, Mattarelli e Cà del Vescovo; il 22 maggio è nuovamente in linea sul Monfenera e nella nostra controffensiva del giugno impegna il nemico con ardite azioni di pattuglie.
Il 16 luglio fruisce di un nuovo turno di riposo fra S. Apollinare e Cà del Vescovo; ritorna in linea il 22 agosto, fino al 22 settembre e l'indomani è inviata nella zona fra Asolo e Monfumo.
Il 22 ottobre la brigata inizia il suo ultimo turno di trincea, durante il quale rinnova le gloriose gesta compiute nei precedenti anni di guerra. Essa ha, in primo tempo, il compito di formare un fianco difensivo a dominio della riva destra del Piave nel tratto Monfenera - Sauzan e poi quello di svolgere un'azione dimostrativa, energica, sulla linea dell'Ornic.
Il 24 ottobre, scatenatasi la nostra offensiva finale, le prime punte dei riparti avanzati raggiungono lo sbocco della Val Pontesega e toccano le prime case di Fener. Dopo tre giorni di aspri combattimenti, ognuno dei quali segna nuovi progressi dei riparti della "Trapani", il 28 il 149° passa l'Ornic e si spinge su Fener, ove entrano intanto gli arditi del 150°. Il 29 anche Faveri cade nelle mani dei valorosi riparti che catturano 1300 prigionieri e molto materiale bellico. Il nemico proveniente da Quero, muove al contrattacco ma è arrestato ed il giorno 30 è ributtato al di là di Quero che viene occupato, mentre cadono anche le colline di Colmaor e sono catturati altri 500 prigionieri, 50 mitragliatrici, 12 cannoni e gran numero di fucili e munizioni. Lo stesso giorno 30 la brigata è sostituita dalla "Gaeta" sulle linee conquistate: essa ha perduto in questi giorni di combattimento 34 ufficiali e 575 militari di truppa. Il suo contegno le vale la concessione di un'altra medaglia di bronzo al valore alle Bandiere dei suoi reggimenti e la citazione sul bollettino di guerra del Comando Supremo.

Il 31 ottobre è dislocata tra Turlon, S. Margherita, Virago e Fontana, ove trovasi alla proclamazione dell'armistizio "Badoglio".

 

Torna su